Sfogo solo per non sentirmi solo
Inviato: gio gen 10, 2008 2:40 am
Mi chiamo Luca, 32enne, sinceramente non sò da dove cominciare....è la prima volta che scrivo a un forum, forse lo faccio perchè ho bisogno di sfogarmi, forse è la prima volta che capisco che il problema non passerà da solo o in fretta come mi era stato detto...
Dopo un periodo molto stressante a cause lavorative, e dopo quello che io chiamo il "crollo" non sono stato più me stesso, ho perso il lavoro, passavo le giornate chiuso in casa, perdita di ogni interesse. Su consiglio medico sono andato da una psichiatra... la prima cura di psicofarmaci non mi aiutava, cosi' sono andato avanti per quasi un anno a fare vari tentativi di mix di psicofarmaci e ansiolitici. Dopodichè mi sono allontanato del tutto da qualsiasi aiuto psichiatrico, ho tentato anche con un piscologo, ma con veramente pochie e scarsi risultati.
Adesso vivo con un'altalena di alti e bassi per qualche giorno stò bene, poi crollo (come sta sera), ho cercato da solo di capire le consenguenze ma ogni volta sono per ragioni diverse. E domani, come ogni altra volta mi richiuderò dentro me stesso, in casa davanti alla televisione, nella speranza che questa sensazione di forte fallimento e epatia passi in fretta... poi in qualche modo riesco a tirarmi sù, cerco di vivere na vita "normale" e poi ancora tutto da capo, ormai è cosi' da due anni e non capisco cosa'ltro posso fare che non sia già stato fatto.
Parlare con gli amici ormai non lo faccio più, fingo una bella maschera per qualche ora, anche se dentro di me, in reltà mi sento vuoto, senza nessun obbiettivo, senza niente che mi dia almeno un minimo di piacere e spensieratezza. In famiglia poi questa questione è taboo.
Mi chiedo solo se i qualche modo ci riuscirò ad uscire, ma la cosa che veramente fà più male è la sensazione di solutidine, l'impossibilità di parlarne apertamente e di pensare che sia l'unico a soffrire.
Dopo un periodo molto stressante a cause lavorative, e dopo quello che io chiamo il "crollo" non sono stato più me stesso, ho perso il lavoro, passavo le giornate chiuso in casa, perdita di ogni interesse. Su consiglio medico sono andato da una psichiatra... la prima cura di psicofarmaci non mi aiutava, cosi' sono andato avanti per quasi un anno a fare vari tentativi di mix di psicofarmaci e ansiolitici. Dopodichè mi sono allontanato del tutto da qualsiasi aiuto psichiatrico, ho tentato anche con un piscologo, ma con veramente pochie e scarsi risultati.
Adesso vivo con un'altalena di alti e bassi per qualche giorno stò bene, poi crollo (come sta sera), ho cercato da solo di capire le consenguenze ma ogni volta sono per ragioni diverse. E domani, come ogni altra volta mi richiuderò dentro me stesso, in casa davanti alla televisione, nella speranza che questa sensazione di forte fallimento e epatia passi in fretta... poi in qualche modo riesco a tirarmi sù, cerco di vivere na vita "normale" e poi ancora tutto da capo, ormai è cosi' da due anni e non capisco cosa'ltro posso fare che non sia già stato fatto.
Parlare con gli amici ormai non lo faccio più, fingo una bella maschera per qualche ora, anche se dentro di me, in reltà mi sento vuoto, senza nessun obbiettivo, senza niente che mi dia almeno un minimo di piacere e spensieratezza. In famiglia poi questa questione è taboo.
Mi chiedo solo se i qualche modo ci riuscirò ad uscire, ma la cosa che veramente fà più male è la sensazione di solutidine, l'impossibilità di parlarne apertamente e di pensare che sia l'unico a soffrire.