Fiaba della tigre che entrò in paradiso
Inviato: gio gen 03, 2008 1:11 pm
Fiaba della tigre che entrò in paradiso
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C'era una volta un enorme cancello di ferro lassù, nel cielo. Noè, con la sua lunga barba bianca che si confondeva con le nuvole, non faceva altro che aprirlo e chiuderlo, ed era stanco perché il cancello era molto pesante e lui molto vecchio. Infatti da quando aveva salvato tutte le specie della Terra, il Padreterno gli aveva affidato l'incarico di guardiano del Paradiso degli Animali. Noè lo aveva sempre svolto bene ma ora si sentiva stanco e pronto ad essere sostituito. Certo non sarebbe stato facile trovare chi amasse gli animali quanto lui. Ma questo era un problema del Padreterno non suo, e così decise che quella mattina sarebbe stata l'ultima volta che faceva la faticaccia di aprire e chiudere quel pesante cancello. Solo mille animali avrebbe fatto entrare, non uno di più.A frotte arrivarono come ogni giorno, volando, nuotando, strisciando, correndo. Per ultimi arrivarono i 21 cavalli arsi vivi nel rogo di una scuderia italiana e Noè spalancò più che potè il cancello per la gioia di vederli galoppare tutti insieme sulle nuvole. Poi, per l'ultima volta faticosamente lo richiuse con un sospiro, fece per andar via ma un ruggito ovattato dalle nuvole lo fece voltare. Una grande tigre siberiana si stava avvicinando. Noè gli urlò di andar via, non avrebbe riaperto per nulla al mondo, tantomeno per lei che era una tigre assassina, uccisa dagli uomini perché aveva divorato un ragazzo nello zoo di San Francisco. La tigre lo guardava silenziosa attraverso le sbarre del cancello, chissà forse pensando che le sbarre e cancelli erano il suo destino visto che aveva trascorso in gabbia tutta la vita, senza alcuna colpa se non quella di essere una tigre. E che quando aveva colpito aveva seguito il suo istinto. Noè intuì i suoi pensieri, riaprì il cancello, fece entrare la tigre ma "dimenticò" di richiuderlo. Il Padreterno si guardò bene dal rimproverarlo della dimenticanza perché sapeva che a volte i vecchi sono smemorati e Lui stesso "dimenticò" a sua volta di sostituire il vecchio guardiano. Da quel giorno il cancello rimase sempre aperto e tutti gli animali ebbero libero accesso al loro Paradiso!
C'era una volta un enorme cancello di ferro lassù, nel cielo. Noè, con la sua lunga barba bianca che si confondeva con le nuvole, non faceva altro che aprirlo e chiuderlo, ed era stanco perché il cancello era molto pesante e lui molto vecchio. Infatti da quando aveva salvato tutte le specie della Terra, il Padreterno gli aveva affidato l'incarico di guardiano del Paradiso degli Animali. Noè lo aveva sempre svolto bene ma ora si sentiva stanco e pronto ad essere sostituito. Certo non sarebbe stato facile trovare chi amasse gli animali quanto lui. Ma questo era un problema del Padreterno non suo, e così decise che quella mattina sarebbe stata l'ultima volta che faceva la faticaccia di aprire e chiudere quel pesante cancello. Solo mille animali avrebbe fatto entrare, non uno di più.A frotte arrivarono come ogni giorno, volando, nuotando, strisciando, correndo. Per ultimi arrivarono i 21 cavalli arsi vivi nel rogo di una scuderia italiana e Noè spalancò più che potè il cancello per la gioia di vederli galoppare tutti insieme sulle nuvole. Poi, per l'ultima volta faticosamente lo richiuse con un sospiro, fece per andar via ma un ruggito ovattato dalle nuvole lo fece voltare. Una grande tigre siberiana si stava avvicinando. Noè gli urlò di andar via, non avrebbe riaperto per nulla al mondo, tantomeno per lei che era una tigre assassina, uccisa dagli uomini perché aveva divorato un ragazzo nello zoo di San Francisco. La tigre lo guardava silenziosa attraverso le sbarre del cancello, chissà forse pensando che le sbarre e cancelli erano il suo destino visto che aveva trascorso in gabbia tutta la vita, senza alcuna colpa se non quella di essere una tigre. E che quando aveva colpito aveva seguito il suo istinto. Noè intuì i suoi pensieri, riaprì il cancello, fece entrare la tigre ma "dimenticò" di richiuderlo. Il Padreterno si guardò bene dal rimproverarlo della dimenticanza perché sapeva che a volte i vecchi sono smemorati e Lui stesso "dimenticò" a sua volta di sostituire il vecchio guardiano. Da quel giorno il cancello rimase sempre aperto e tutti gli animali ebbero libero accesso al loro Paradiso!