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cruelty free: non solo animali

Inviato: dom dic 23, 2007 2:44 pm
da monicag
Come si fa a sapere se un prodotto ha alle spalle delle crudeltà nei confronti non sono degli animali ma anche degli esseri umani? E' davvero sottointeso che qualunque cosa comperiamo sia stata anche responsabile di maltrattamento agli esseri umani?

Inviato: dom dic 23, 2007 7:15 pm
da Sauro Martella
Ciao monicag,
la tua richiesta è legittima...
Chiedi se è legittimo aspettarsi lo sfruttamento umano se non indicato diversamente... Non so se è una regola matematica, ma certo le probabilità, per quanto riguarda i prodotti industriali, sono decisamente alte.
Prova ad affidarti a qualcuna delle sistenti certificazioni Eque e Solidali.
Alcune sono più severe, altre meno, ma di base tendono a garantire quello che probabilmente cerchi.
Purtroppo difficilmente troverai queste certificazioni nei prodotti di comune uso... Li troverai con una certa facilità nel settore alimentare per quei prodotti tipici dei paesi nei quali il problema dello sfruttamente è molto alto (ad es. caffè, cioccolato, banane, ananas, ecc)
Diciamo pure che chi è Vegan per motivi etici non può non considerare anche l'aspetto di sfruttamento verso i propri simili...
:-)

Inviato: dom dic 23, 2007 7:18 pm
da monicag
Il fatto è che spesso non riesco a trovare prodotti che rispondano alle tre mie esigenze, ovvero: biologico, vegano e cruelty free...
So che esiste il marchio "fairtrade", ma viene applicato forse solamente agli alimenti e non ai capi di vestiario.
Se qualcuno conosce dei prodotti che sono garantiti equosolidali ( a parte quelli delle famose botteghe) segnalatemeli per favore.

Grazi per la risposta.

ps: a volte anche il marchio "made in Italy" non mi rassicura per niente: ci sono tante brutte situazioni di sfruttamento anche nel nsotro paese...

Inviato: dom dic 23, 2007 7:31 pm
da Sauro Martella
Si, la situazione non è esattamente rosea... e non penso che esista una situazione unica, ma solo valutare di volta in volta caso per caso.
Io e la mia compagna abbiamo scelto innanzitutto una politica di autoriduzione dei consumi tramite l'autoproduzione cercando quanto più, qui a Promiseland.it di puntare sull'autosufficienza sia alimentare, che energetica, non siamo certo arrivati a ciò che vorremmo, ma stiamo percorrendo il cammino per arrivare a questo importante punto di arrivo/partenza.
:-)