Ciao Sandaletta (:-))
La lana fa parte di quei prodotti che a prima vista non sembrano particolarmente "cruenti", ma in effetti anche questo e' un mercato nel quale, come in tutti gli altri casi di prodotti di derivazione animale, lo sfruttamento e la sofferenza sono inevitabili in quanto determinati dalla costante ricerca del profitto.
La maggior parte della lana, a livello mondiale, proviene dalla Australia; essendo un mercato grande e proficuo, le greggi sono composte da migliaia di pecore, e quindi, come diretta conseguenza, l'attenzione per le necessita' ed i problemi del singolo animale diventa anti-economico. Come negli altri tipi di allevamento di massa, un alto livello di mortalita', soprattutto nelle prime settimane di vita, viene considerato normale, ed e' compensato economicamente appunto dal gran numero di animali presenti nel gregge.
Ma anche per i capi di bestiame che sopravvivono, la vita nel gregge non e' facile. Poche settimane dopo la nascita, vengono tagliate le code, senza anestesia, e per gli agnelli si procede con la castrazione (anch'essa praticata quasi sempre senza anestesia).
In seguito, si procede con un'altra barbara mutilazione, che consiste nello strappare ampie strisce di pelle dalle zampe posteriori, attorno alla zona dell'ano. In Australia, la razza di pecore piu' comunemente allevata e' la merinos, appositamente cresciuta con la pelle grinzosa, cioe' dotata di molte pieghe, grazie alle quali la lana prodotta e' maggiore rispetto ad una pecora normale. Questo sovraccarico innaturale di lana causa spesso problemi durante i periodi piu' caldi, poiché gli animali sono sfiniti dalla calura, e nelle pieghe della pelle si accumulano facilmente urine e feci. Sono quest'ultime che attirano le mosche ad a deporre le loro uova, causando notevoli problemi agli animali quando nascono le larve. Ed e' appunto per cercare di prevenire questo che gli allevatori strappano larghi brandelli di pelle alle pecore; ciononostante, spesso le mosche arrivano a deporre le uova sulle ferite sanguinanti, prima che abbiano il tempo di guarire, ma benche' ci sia il sospetto che questa pratica possa causare la morte di piu' animali di quanti non ne salvi, la barbara mutilazione continua.
Le pecore vengono tosate in primavera; i tosatori vengono usualmente pagati per volume e non per ora, e questo significa che lavorano il piu' veloce possibile, usualmente senza la benche' minima cura per l'animale. Inoltre, risulta molto importante il momento in cui viene effettuata la tosatura, dato che se viene fatta troppo tardi si perde lana, e quindi soldi; percio', nell'affrettarsi generale, ogni anno un gran numero di pecore muore perché esposta alle intemperie dopo una tosatura troppo prematura. Infine, mostrando ancora una volta la perfetta analogia con gli altri tipi di allevamento moderni, le pecore, quando iniziano a diventare "improduttive", vengono immediatamente mandate al macello per essere sostituite con degli animali piu' giovani e redditizi.
E' inutile sottolineare come prima di arrivare al macello, le pecore siano quasi sempre costrette ad un lungo ed estenuante viaggio, durante il quale spesso non hanno neanche la possibilita' di bere e mangiare; inoltre si deve anche tener conto che le pecore sono animali timidi per loro natura, e si spaventano facilmente, per cui soffrono molto dello stress del viaggio, oltre di quello causato dalla vita nell'allevamento.
http://www.campagnaaip.net/idp/pelle_lana.htm