Pagina 1 di 1

Mangiare fuori casa

Inviato: sab ott 20, 2007 8:44 am
da Daria
Mangiare fuori casa
Il Cipas, organizzazione che si occupa della formazione specifica per il settore alberghiero, ha inserito nel programma didattico un pacchetto dedicato ai menu benessere con particolare riguardo a esigenze particolari (allergie e intolleranze alimentari) e scelte personali (vegetariani).

Sono in costante aumento le persone che hanno esigenze alimentari particolari, legate a problemi specifici, come allergie e intolleranze, o a scelte etiche, come nel caso dei vegetariani. Eppure sono ancora troppo poche le strutture (ristoranti, alberghi e locali) in grado di offrire una adeguata scelta a questi clienti. L'offerta e la garanzia dovrebbe partire dall'approvigionamento delle materie prime, passare attraverso la cucina, con l'opportuna istruzione del personale, coinvolgendo chi serve in sala, l'anello piu' importante poichè rappresenta il trade d'union tra cliente e cucina.

Per questo motivo il Cipas ha inserito nel programma didattico un pacchetto denominato "Alimentazione/nutrizione" che comprende "I menù del benessere, le esigenze particolari (allergie e intolleranze alimentari; celiachia) e scelte personali (vegetariani ecc. )".
Il corso, della durata di due giorni, si tiene a Stresa (VB) sul lago Maggiore presso il Collegio Rosmini.

Per maggiori informazioni:
http://www.cipas.info/trainingprofessional2007.htm

Immagine

Inviato: sab ott 20, 2007 8:56 pm
da spelta
eh ... ogni volta che si mangia fuori è una impresa hardware ... altro che " il ristoratore è ben contento di venire in contro alle esigenze del cliente " ... ahimè certe volte non riesco a portarmi il cibo da casa e mangio fuori , soprattutto perchè sono in giro ... beh , oh , nei bar "l'insalata" è sempre e costantemente con il tonno . Ma perchè ? e poi si sfastidiano se non vuoi il prosciutto a cubetti o il tonno stramaledetto .
Per non parlare dei panini ...
Infatti appena riesco vado di schiscetta con le mie verdure crude e semi di sesamo e limone spremuto . 4 mandorle secche e ciaopep .
Voto ai ristoratori ( parlo ovviamente di quelli di fascia bassa ) nel rispetto ai Veg* : 4 .

Inviato: sab ott 20, 2007 9:32 pm
da Orsa
spelta, cos'è la schiscetta?

quanto a me, cerco sempre di portarmi il cibo da casa, di solito cereali in chicco, verdura e germogli e una barretta di frutta e frutta secca + le mie due immancabili mele.

Inviato: sab ott 20, 2007 9:48 pm
da pasionario
Orsa ha scritto:spelta, cos'è la schiscetta?
Rispondo io :) si tratta del contenitore, generalmente di quelli a chiusura ermetica, per trasportare e conservare il cibo. E' un termine che ho sentito usare a Milano..

OT

Inviato: dom ott 21, 2007 10:09 am
da spelta
Allora , qua a milano il tipico panino è la michetta ( nel resto d'italia è chiamato rosetta o tartaruga . ) , la parte vuota di solito viene riempita .dopo essere stata riempita si schiaccia per fare in modo che il panino schiacciato occupi meno spazio , da qua la parola schiscetta , ovvero "schiacciato" .
Tendenzialmente è il panino classico degli operai che se lo fanno aprire e riempire di bologna/affettati ( orrore orrore ramarro marrone !!!!!) et similia varia

Inviato: dom ott 21, 2007 10:17 am
da pasionario
Ma allora mi hanno fatto capire per mesi una cosa per un'altra?? Immagine

Inviato: dom ott 21, 2007 10:28 am
da spelta
pasionario ha scritto:Ma allora mi hanno fatto capire per mesi una cosa per un'altra?? Immagine
No , è corretto , nel senso che poi l'accezione della parola si è spostata al termine "pranzo portato dietro" .
All'inizio la parola è nata legata ai magùt ( la parola magùt deriva da "come sopra " , legata all'elenco di persone senza famiglia ) , quelli che sono comunemente definiti uomini di fatica / operai , il loro mangiare in origine era legato a panino ripieno schiacciato . poi ci si è spostato nelle tradizioni dal panino al pranzo comunemente inteso come mangiare *qualsiasi* di una persona che lavora .
Quindi è corretto dire schiscetta riferendosi al pasto portato dietro :)