L'ALIMENTAZIONE CRUELTY FREE NON ESISTE
L'ALIMENTAZIONE CRUELTY FREE NON ESISTE
Sono consapevole che quello che sto per scrivere susciterà la disapprovazione di alcuni, ma lo scopo di quello che scrivo è di andare con sincerità a fondo nella ricerca della verità, non fermarsi solamente a quello che ci fa più comodo. Premetto che sono vegetariano e sono contento di esserlo. Questo però non basta a farmi sentire un essere puro e perfetto, illuminato , libero dal "peccato", superiore rispetto a chi ancora è carnivoro. Purtroppo invece è questo l'atteggiamento che ancora traspare da certe persone vegane o vegetariane , e mi dà fastidio. Dentro di me c'è sempre la consapevolezza che anche quando strappo uno foglia di insalata dall'orto o stacco una mela dalla pianta , creo lo stesso una sofferenza perchè il vegetale è un sistema vivente a tutti gli effetti, con un suo sistema nervoso ancora poco conosciuto come emerge anche dai recenti studi del cnr di pisa e come aveva mostrato già il fisiologo indiano Chandra Bose alla fine dell'800. Certo, ciò che cambia dal vegetale all'animale è il livello di coscienza, e quindi la sofferenza e il danno che arreco mangiando un vegetale invece di un animale è assai minore, ecco perchè è cosa buona continuare ad essere vegetariani o vegani per questo e per tanti altri motivi, ma per favore non scrivete e non vantatevi nei forum che l'alimentazione vegana o vegetariana è cruelty free perchè questo non corrisponde a realtà. La ricerca di profitti da parte delle aziende che obbligano gli animali da allevamento a vivere una vita di inferno prima di venire macellati viene applicata anche ai vegetali che poi finiscono nelle nostre tavole. Le piante di ortaggi o da frutti coltivate industrialmente vengono stressate in ogni modo possibile pur di aumentarne la produttività, ricorrendo a segnali chimici come ormoni e fattori di crescita, concimazioni forzate, cicli di luce/ buio modificati, alterando completamente la loro fisiologia . Non è anche questa crudeltà? Non è anche questo scarso rispetto di un sistema vivente e della vita in generale? Eppure di articoli denuncia di questo tipo non ne vedo mai anche su questo sito...
Noi rispetto a chi rimane carnivoro forse abbiamo sviluppato un pizzico di consapevolezza in più nei confronti di alcuni essere viventi, ma non crediate di essere arrivati al traguardo solamente perchè non mangiate una bistecca.... gli yoghi realizzati dicono che il livello di coscienza inizia gìà dal mondo minerale, aumenta nel vegetale e nell'animale e raggiunge il massimo nell'uomo. Resta quindi ai nostri sensi limitati il mistero della vita e della sua percentuale di sofferenza che si porta dietro finchè rimaniamo su questa terra.
Mi piacerebbe allora vedere un pò più di umiltà da parte di alcuni vegetaniani e meno fondamentalismo , perchè in fondo la scelta del vegetarianesimo e veganesimo deve rimanere una scelta intima personale.
Noi rispetto a chi rimane carnivoro forse abbiamo sviluppato un pizzico di consapevolezza in più nei confronti di alcuni essere viventi, ma non crediate di essere arrivati al traguardo solamente perchè non mangiate una bistecca.... gli yoghi realizzati dicono che il livello di coscienza inizia gìà dal mondo minerale, aumenta nel vegetale e nell'animale e raggiunge il massimo nell'uomo. Resta quindi ai nostri sensi limitati il mistero della vita e della sua percentuale di sofferenza che si porta dietro finchè rimaniamo su questa terra.
Mi piacerebbe allora vedere un pò più di umiltà da parte di alcuni vegetaniani e meno fondamentalismo , perchè in fondo la scelta del vegetarianesimo e veganesimo deve rimanere una scelta intima personale.
- yasodanandana
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Re: L'ALIMENTAZIONE CRUELTY FREE NON ESISTE
accolgo volentieri tutte le tue avvertenze, anche se qui' difficilmente sento gente esprimersi con la convinzione assolutista e fanatica di essere del tutto non violenta..riverbero ha scritto: perchè in fondo la scelta del vegetarianesimo e veganesimo deve rimanere una scelta intima personale.
ma non ti seguo piu' se tutta la tua giusta prolusione deve servire a far cessare la sacrosanta opera di diffusione del vegetarianesimo e del veganesimo
la cultura vedica che nomini nel tuo messaggio dice, pressappoco, che la caratteristica salente di un uomo virtuoso (virtu' nel senso di "sattva guna") e' quella di condividere i regali che ha ottenuto dalla sorte, dalla natura, da Dio ecc. ecc... Piu' precisamente egli non riesce a vedere il dolore degli altri come qualcosa che non lo riguardi e non riesce a vedere la propria gioia come qualcosa che non debba essere condivisa anche dagli altri..
Quindi non avrebbe senso che io, te o altri, avendo avuto la grazia, la fortuna e l'intelligenza di aver abbracciato uno stile di vita pacifico, progressivo e soddisfacente, non informassimo gli altri di cio' e non li invitassimo a provare..
fra l'altro il tuo esprimerti ti contraddice
invece ti sei espresso in un forum che conta letteralmente centinaia di migliaia di visitatori.. un po' tanti per poter dire di mantenere le proprie convinzioni solo nella sfera privata
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nuwanda
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Personalmente ritengo di volermi muovere per gradi. Esempio, sono vegano ma preferisco parlare di vegetarianesimo perchè è più comprensibile per la massa. Mi considero un veg fanatico, non bevo neanche il caffè al bar perchè vendono i panini al prosciutto. Non solo per non dare soldi a chi vive sfruttando la morte degli animali, ma proprio perchè la vista di un panino al prosciutto mi manda in bestia, o meglio mi fa stare male.
non mi ritengo nè perfetto nè illuminato, nè speciale.
mi ritengo una persona normale, che per mangiare non ammazza animali. purtroppo vivo in un luogo e in un tempo in cui di gente normale ce n'è poca, tutto lì.
uno può benissimo essere veg ed essere una testa di ..., ma di sicuro un non veg non ha capito l'abc della vita.
bisogna dirglielo, in tutti i modi possibili.
se introduciamo il discorso sulle piante buonanotte, questi stanno ancora massacrando maiali, mucche, cavalli...
non mi ritengo nè perfetto nè illuminato, nè speciale.
mi ritengo una persona normale, che per mangiare non ammazza animali. purtroppo vivo in un luogo e in un tempo in cui di gente normale ce n'è poca, tutto lì.
uno può benissimo essere veg ed essere una testa di ..., ma di sicuro un non veg non ha capito l'abc della vita.
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fabiocarusox
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NO COMMENT!!!riverbero ha scritto:Sono consapevole che quello che sto per scrivere susciterà la disapprovazione di alcuni, ma lo scopo di quello che scrivo è di andare con sincerità a fondo nella ricerca della verità, non fermarsi solamente a quello che ci fa più comodo. Premetto che sono vegetariano e sono contento di esserlo. Questo però non basta a farmi sentire un essere puro e perfetto, illuminato , libero dal "peccato", superiore rispetto a chi ancora è carnivoro. Purtroppo invece è questo l'atteggiamento che ancora traspare da certe persone vegane o vegetariane , e mi dà fastidio. Dentro di me c'è sempre la consapevolezza che anche quando strappo uno foglia di insalata dall'orto o stacco una mela dalla pianta , creo lo stesso una sofferenza perchè il vegetale è un sistema vivente a tutti gli effetti, con un suo sistema nervoso ancora poco conosciuto come emerge anche dai recenti studi del cnr di pisa e come aveva mostrato già il fisiologo indiano Chandra Bose alla fine dell'800. Certo, ciò che cambia dal vegetale all'animale è il livello di coscienza, e quindi la sofferenza e il danno che arreco mangiando un vegetale invece di un animale è assai minore, ecco perchè è cosa buona continuare ad essere vegetariani o vegani per questo e per tanti altri motivi, ma per favore non scrivete e non vantatevi nei forum che l'alimentazione vegana o vegetariana è cruelty free perchè questo non corrisponde a realtà. La ricerca di profitti da parte delle aziende che obbligano gli animali da allevamento a vivere una vita di inferno prima di venire macellati viene applicata anche ai vegetali che poi finiscono nelle nostre tavole. Le piante di ortaggi o da frutti coltivate industrialmente vengono stressate in ogni modo possibile pur di aumentarne la produttività, ricorrendo a segnali chimici come ormoni e fattori di crescita, concimazioni forzate, cicli di luce/ buio modificati, alterando completamente la loro fisiologia . Non è anche questa crudeltà? Non è anche questo scarso rispetto di un sistema vivente e della vita in generale? Eppure di articoli denuncia di questo tipo non ne vedo mai anche su questo sito...
Noi rispetto a chi rimane carnivoro forse abbiamo sviluppato un pizzico di consapevolezza in più nei confronti di alcuni essere viventi, ma non crediate di essere arrivati al traguardo solamente perchè non mangiate una bistecca.... gli yoghi realizzati dicono che il livello di coscienza inizia gìà dal mondo minerale, aumenta nel vegetale e nell'animale e raggiunge il massimo nell'uomo. Resta quindi ai nostri sensi limitati il mistero della vita e della sua percentuale di sofferenza che si porta dietro finchè rimaniamo su questa terra.
Mi piacerebbe allora vedere un pò più di umiltà da parte di alcuni vegetaniani e meno fondamentalismo , perchè in fondo la scelta del vegetarianesimo e veganesimo deve rimanere una scelta intima personale.
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Exsalvio78
Riverbero benvenuto nel mondo reale!
Qualcuno finalmente ha capito che per esistere deve fare le scarpe ad altri esseri viventi siano essi vegetali o animali.
Aihmè è una legge di natura, ecco perchè esiste quella che è chiamata catena alimentare.
Tra è per questo che io ho sempre reso palese i motivi per la quale non mangio carne, semplici motivi di salute, non mi piace che delle putrefazioni anomale se ne vadano a fare casini lungo il mio corpo.
LA crudeltà comunque non è uccidere un essere vivente perchè si ha fame la crudeltà è ucciderlo in maniera gratuita. Staccare un fiore dalla terra perchè lo riteniamo bello e lo vogliamo per noi, questa è crudeltà ed egoismo.
Non so se qualcuno coglie la differenza...
I miei saluti...
Qualcuno finalmente ha capito che per esistere deve fare le scarpe ad altri esseri viventi siano essi vegetali o animali.
Aihmè è una legge di natura, ecco perchè esiste quella che è chiamata catena alimentare.
Tra è per questo che io ho sempre reso palese i motivi per la quale non mangio carne, semplici motivi di salute, non mi piace che delle putrefazioni anomale se ne vadano a fare casini lungo il mio corpo.
LA crudeltà comunque non è uccidere un essere vivente perchè si ha fame la crudeltà è ucciderlo in maniera gratuita. Staccare un fiore dalla terra perchè lo riteniamo bello e lo vogliamo per noi, questa è crudeltà ed egoismo.
Non so se qualcuno coglie la differenza...
I miei saluti...
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Daria
Re: L'ALIMENTAZIONE CRUELTY FREE NON ESISTE
No, non sono d'accordo!riverbero ha scritto: perchè in fondo la scelta del vegetarianesimo e veganesimo deve rimanere una scelta intima personale.
La scelta e la motivazione del vegetarianesimo e veganesimo va divulgata a 360°!...
Molto di noi hanno scelto questa strada grazie alle testimonianze e agli esempi di altri.
Tenersi queste esperienze tutte per se, la trovo una forma molto egoistica!
Quanto al discorso che pure i vegetali sono forme di vita, beh, credo che su questo siamo TUTTI d'accordo, non serve essere illuminati per capirlo...
Ma si tratta di scegliere sempre e comunque il male minore...
Re: L'ALIMENTAZIONE CRUELTY FREE NON ESISTE
quoto completamentebiankonera ha scritto:No, non sono d'accordo!riverbero ha scritto: perchè in fondo la scelta del vegetarianesimo e veganesimo deve rimanere una scelta intima personale.
La scelta e la motivazione del vegetarianesimo e veganesimo va divulgata a 360°!...
Molto di noi hanno scelto questa strada grazie alle testimonianze e agli esempi di altri.
Tenersi queste esperienze tutte per se, la trovo una forma molto egoistica!
Quanto al discorso che pure i vegetali sono forme di vita, beh, credo che su questo siamo TUTTI d'accordo, non serve essere illuminati per capirlo...
Ma si tratta di scegliere sempre e comunque il male minore...
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castoro d'assalto
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Re: L'ALIMENTAZIONE CRUELTY FREE NON ESISTE
emmenomaleva'!!!riverbero ha scritto:Sono consapevole che quello che sto per scrivere susciterà la disapprovazione di alcuni, ma lo scopo di quello che scrivo è di andare con sincerità a fondo nella ricerca della verità, non fermarsi solamente a quello che ci fa più comodo. Premetto che sono vegetariano e sono contento di esserlo. Questo però non basta a farmi sentire un essere puro e perfetto, illuminato , libero dal "peccato", superiore rispetto a chi ancora è carnivoro. Purtroppo invece è questo l'atteggiamento che ancora traspare da certe persone vegane o vegetariane , e mi dà fastidio. Dentro di me c'è sempre la consapevolezza che anche quando strappo uno foglia di insalata dall'orto o stacco una mela dalla pianta , creo lo stesso una sofferenza perchè il vegetale è un sistema vivente a tutti gli effetti, con un suo sistema nervoso ancora poco conosciuto come emerge anche dai recenti studi del cnr di pisa e come aveva mostrato già il fisiologo indiano Chandra Bose alla fine dell'800. Certo, ciò che cambia dal vegetale all'animale è il livello di coscienza, e quindi la sofferenza e il danno che arreco mangiando un vegetale invece di un animale è assai minore, ecco perchè è cosa buona continuare ad essere vegetariani o vegani per questo e per tanti altri motivi, ma per favore non scrivete e non vantatevi nei forum che l'alimentazione vegana o vegetariana è cruelty free perchè questo non corrisponde a realtà. La ricerca di profitti da parte delle aziende che obbligano gli animali da allevamento a vivere una vita di inferno prima di venire macellati viene applicata anche ai vegetali che poi finiscono nelle nostre tavole. Le piante di ortaggi o da frutti coltivate industrialmente vengono stressate in ogni modo possibile pur di aumentarne la produttività, ricorrendo a segnali chimici come ormoni e fattori di crescita, concimazioni forzate, cicli di luce/ buio modificati, alterando completamente la loro fisiologia . Non è anche questa crudeltà? Non è anche questo scarso rispetto di un sistema vivente e della vita in generale? Eppure di articoli denuncia di questo tipo non ne vedo mai anche su questo sito...
Noi rispetto a chi rimane carnivoro forse abbiamo sviluppato un pizzico di consapevolezza in più nei confronti di alcuni essere viventi, ma non crediate di essere arrivati al traguardo solamente perchè non mangiate una bistecca.... gli yoghi realizzati dicono che il livello di coscienza inizia gìà dal mondo minerale, aumenta nel vegetale e nell'animale e raggiunge il massimo nell'uomo. Resta quindi ai nostri sensi limitati il mistero della vita e della sua percentuale di sofferenza che si porta dietro finchè rimaniamo su questa terra.
Mi piacerebbe allora vedere un pò più di umiltà da parte di alcuni vegetaniani e meno fondamentalismo , perchè in fondo la scelta del vegetarianesimo e veganesimo deve rimanere una scelta intima personale.
quando queste cose (la sofferenza delle piante) le dicevo io, mi sono fatto ridere appresso da mezzo mondo qui e su altri forum "non violenti", (non violenti almeno nell'apparenza più che nella sostanza).
Comunque...per metterti il cuore in pace....Il cibo vegetale rappresenta ciò che (almeno per il momento) di meno violento esiste quale nutrimento a cui aspira una persona in evoluzione. E' stato adibito proprio a questo scopo, cioè nutrire il corpo e l'anima dell'essere che si vuole distaccare da ogni forma di menzogna propugnata da secoli da chi detiene saldamente le redini del potere. Il cibo vegetale rappresenta il primo passo verso la liberazione dagli schemi umani e conseguentemente da l'avvio ad un processo di purificazione che apre nuove strade alla persona
che ne ha sentito il richiamo. E' giocoforza capire, almeno per quanto riguarda la stragrande maggioranza dei casi, che la maggiore sensibilità acquisita allontana dai luoghi dalle antiche abitudini carnivore. Ha detto (scritto) benissimo Nwanda, sostenendo il fatto che diventa impossibile anche solo entrare in un bar dove si vendono, assieme al caffè, panini alla mortadella e cose affini. Questo perché la coscienza giustamente lo rifiuta. Da qui a cadere nell'assolutismo il passo è molto breve e sta alla bravura ed alla capacità del vegetariano-vegano capire che in fondo per ogni cosa c'è il suo giusto momento ed arriverà il giorno in cui questa forma dell'essere sarà la regola e la carne soltanto un vago ricordo. Questo però è ancora parecchio lontano e per conseguenza bisogna lavorare sulla propria capacità di sopportazione.
Rimane solo da augurarsi che vengano aperti alla svelta sempre più luoghi dove poter gustare piatti vegetariani senza l'assillo di doverli condividere con chi di inferiore non ha solo il cibo nel piatto, ma soprattutto una coscienza ancora troppo chiussa alla verità.
Castoro
Grazie amici per tutte le vostre risposte. Mi fa piacere che ciò che ho scritto sia ovvio o scontato per molti di voi, perchè la consapevolezza di essere solo parzialmente non violenti è un grande punto di forza, non è un punto di debolezza del nostro stile di vita. Significa infatti che abbiamo raggiunto una buona sensibilità e rispetto di tutte le forme di vita, e giustamente con umiltà abbiamo scelto il male minore come qualcuno di voi ha scritto.
Riguardo a come si vive la scelta di essere vegetariani o vegani o come andrebbe diffusa, è solo la mia umile opinione che nasce dalla mia esperienza. L'esigenza ad abbracciare questo stile di vita è nata dall'interno, e si è fatta sentire forte ad un certo punto della mia esistenza. C'era gìà fin da bambino, con la compassione e l'ammirazione verso tutto ciò che vedevo vivo, ma aveva bisogno di liberarsi dagli schemi mentali e dai condizionamenti che avevo ricevuto. Lo scrollone è avvenuto quando ho conosciuto un meraviglioso esempio vivente di questo stile di vita, che lo metteva in pratica in maniera silenziosa e riservata, senza clamori, e senza desiderio di convincere nessuno . Lo conoscevo da tempo e ci frequentavamo abitualmente, ma non mi aveva mai parlato di essere vegetariano, finchè un giorno a pranzo lo scopriì da me. Mi affascinò questo modo di vivere la sua scelta, serbata in modo così intimo e spirituale, senza ostentazione, e mi confortava il fatto che la sua stima e il suo affetto verso di me rimanessero inalterate nonostante mangiassi della carne davanti ai suoi occhi. Non tentò in alcun modo di convicermi con frasi del tipo " dovresti anche tu smettere di mangiare carne..." . La sua personalità non era costruita, mi voleva bene per quello che ero con tutti i miei limiti, sapeva che ci sarebbe voluto del tempo e forse un giorno anche io sarei diventato come lui. Per la prima volta non mi sentiì aggredito per il fatto che mangiassi carne, non ero giudicato e non mi fece sentire in colpa ( sensazione invece che avevo provato parlando con altri vegetariani). Egli probabilmente sapeva che più che le parole o l'informazione intellettuale che poteva darmi contavano l'esempio concreto. I miei occhi vedevano sempre una persona piena di vita, di energia, sana e di buonumore, felice e in armonia con il mondo, e lì realizzai dentro di me che il mangiare carne era solo una abitudine psicologica di cui ci si poteva benissimo liberare. Per me quindi è stato fondamentale questo incontro emotivo, non quello che leggevo nei siti vegan o nelle riviste. L'autocompiacimento secondo me non aiuta, perchè non è altro che una manifestazione del nostro piccolo ego.Ognuno poi avendo una personalità diversa avrà bisogno della sua particolare spinta, quindi chi sente il bisogno di diffondere lo stile vegetariano o vegan lo faccia pure, ma con tanta umiltà e amore verso chi si ha davanti, senza giudicare,liberandosi dai concetti mentali morali del tipo questo è bene e questo è male, io sono il buono e tu sei il cattivo e devi cambiare, io sono nel giusto e tu sbagli, perchè altrimenti si rischia di ottenere un effetto emotivo di rigetto nella persona che ci ascolta. Rispettare le scelte e la personalità degli altri cercando di non ferirla è già una bella forma di non violenza.
Un abbraccio a tutti.
Riguardo a come si vive la scelta di essere vegetariani o vegani o come andrebbe diffusa, è solo la mia umile opinione che nasce dalla mia esperienza. L'esigenza ad abbracciare questo stile di vita è nata dall'interno, e si è fatta sentire forte ad un certo punto della mia esistenza. C'era gìà fin da bambino, con la compassione e l'ammirazione verso tutto ciò che vedevo vivo, ma aveva bisogno di liberarsi dagli schemi mentali e dai condizionamenti che avevo ricevuto. Lo scrollone è avvenuto quando ho conosciuto un meraviglioso esempio vivente di questo stile di vita, che lo metteva in pratica in maniera silenziosa e riservata, senza clamori, e senza desiderio di convincere nessuno . Lo conoscevo da tempo e ci frequentavamo abitualmente, ma non mi aveva mai parlato di essere vegetariano, finchè un giorno a pranzo lo scopriì da me. Mi affascinò questo modo di vivere la sua scelta, serbata in modo così intimo e spirituale, senza ostentazione, e mi confortava il fatto che la sua stima e il suo affetto verso di me rimanessero inalterate nonostante mangiassi della carne davanti ai suoi occhi. Non tentò in alcun modo di convicermi con frasi del tipo " dovresti anche tu smettere di mangiare carne..." . La sua personalità non era costruita, mi voleva bene per quello che ero con tutti i miei limiti, sapeva che ci sarebbe voluto del tempo e forse un giorno anche io sarei diventato come lui. Per la prima volta non mi sentiì aggredito per il fatto che mangiassi carne, non ero giudicato e non mi fece sentire in colpa ( sensazione invece che avevo provato parlando con altri vegetariani). Egli probabilmente sapeva che più che le parole o l'informazione intellettuale che poteva darmi contavano l'esempio concreto. I miei occhi vedevano sempre una persona piena di vita, di energia, sana e di buonumore, felice e in armonia con il mondo, e lì realizzai dentro di me che il mangiare carne era solo una abitudine psicologica di cui ci si poteva benissimo liberare. Per me quindi è stato fondamentale questo incontro emotivo, non quello che leggevo nei siti vegan o nelle riviste. L'autocompiacimento secondo me non aiuta, perchè non è altro che una manifestazione del nostro piccolo ego.Ognuno poi avendo una personalità diversa avrà bisogno della sua particolare spinta, quindi chi sente il bisogno di diffondere lo stile vegetariano o vegan lo faccia pure, ma con tanta umiltà e amore verso chi si ha davanti, senza giudicare,liberandosi dai concetti mentali morali del tipo questo è bene e questo è male, io sono il buono e tu sei il cattivo e devi cambiare, io sono nel giusto e tu sbagli, perchè altrimenti si rischia di ottenere un effetto emotivo di rigetto nella persona che ci ascolta. Rispettare le scelte e la personalità degli altri cercando di non ferirla è già una bella forma di non violenza.
Un abbraccio a tutti.
- yasodanandana
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tu stesso, secondo un tuo concetto di bene e di male, sei qui' a consigliare un comportamento piuttosto che un'altro.. (l'esempio silenzioso piuttosto che l'enunciazione palese).. quindi ho paura che non sia possibile prescindere da questa utile valutazione..riverbero ha scritto:liberandosi dai concetti mentali morali del tipo questo è bene e questo è male
Quello, semmai, che forse sarebbe piu' facile ottenere da noi stessi, e' la convinzione di non essere particolarmente bravi, santi, eroi, illuminati o qualcosa del genere, ma piuttosto... molto fortunati..
fin qui' ci arrivo volentieri.. togliere di mezzo il concetto "bene-male" (in sanscrito "yama & nyama",, ovvero "cio' che e' favorevole al progresso personale e cio' che e' sfavorevole") mi sembra incoerente e dannoso
ciao riverbero molto bella tua storia, bella perchè è la storia della tua esperienza, come altrettanto belle sono le storie dei cambiamenti di ognuno di noi che per strade diverse sono giunti al non cibarsi di animali e derivati.
ogni storia ha il suo valore e credo che ognuno di noi deve discernere dalla propria esperienza per valutare cosa è meglio per gli altri.
credo che l'unica cosa giusta sia agire in base all'empatia che si crea con la persona che si ha di fronte, senza generalizzare.
io non ho una strategia se non quella dell'informazione, per il resto a volte sarò stata aggressiva altre comrpensiva, avrò allontanato alcuni ed avvicinato altri al veganismo, ma sono certa che, nel bene o nel male, sono stata solo un mezzo per far ciò che già loro erano pronti, o meno, a fare.
quasi ventanni fa mi trovai ad un tavolo con una vegetariana che serenamente se ne stava seduta a mangiare con tutti noi onnivori, era serena e non voleva convincere nessuno. ero giovane e mi ricordo che dentro di me dissi " vegetariana...che brava" ma nonostante ciò non è allora che sono diventata vegan.
oggi penso che quel " che brava" probabilmente era il sentore della strada che un giorno avrei riconosciuto, ma quel giorno è arrivato molti anni dopo.
questo solo per ribadire che io ancora non sono certa, come invece sei tu, di quale sia il modo migliore per far si che le persone aprano gli occhi; mentre sono sicura che tutti i mezzi vanno bene, che l'informazione è fondamentale, ma sopratutto se, in quello che si fà, pacatamente o coloritamente, c'è la convinzione che sia la cosa giusta.
ogni storia ha il suo valore e credo che ognuno di noi deve discernere dalla propria esperienza per valutare cosa è meglio per gli altri.
credo che l'unica cosa giusta sia agire in base all'empatia che si crea con la persona che si ha di fronte, senza generalizzare.
io non ho una strategia se non quella dell'informazione, per il resto a volte sarò stata aggressiva altre comrpensiva, avrò allontanato alcuni ed avvicinato altri al veganismo, ma sono certa che, nel bene o nel male, sono stata solo un mezzo per far ciò che già loro erano pronti, o meno, a fare.
quasi ventanni fa mi trovai ad un tavolo con una vegetariana che serenamente se ne stava seduta a mangiare con tutti noi onnivori, era serena e non voleva convincere nessuno. ero giovane e mi ricordo che dentro di me dissi " vegetariana...che brava" ma nonostante ciò non è allora che sono diventata vegan.
oggi penso che quel " che brava" probabilmente era il sentore della strada che un giorno avrei riconosciuto, ma quel giorno è arrivato molti anni dopo.
questo solo per ribadire che io ancora non sono certa, come invece sei tu, di quale sia il modo migliore per far si che le persone aprano gli occhi; mentre sono sicura che tutti i mezzi vanno bene, che l'informazione è fondamentale, ma sopratutto se, in quello che si fà, pacatamente o coloritamente, c'è la convinzione che sia la cosa giusta.
Ciao volevo chiederti se in base alla filosofia/religione che professi o semplicemente conosci...scusate se ne approfitto...ma mi hai incuriositò...se ciò che è favorevole al progresso personale coincide con ciò che è favorevole al progresso comune...grazie!yasodanandana ha scritto:
fin qui' ci arrivo volentieri.. togliere di mezzo il concetto "bene-male" (in sanscrito "yama & nyama",, ovvero "cio' che e' favorevole al progresso personale e cio' che e' sfavorevole") mi sembra incoerente e dannoso
- yasodanandana
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si... magari c'e' da ragionare su cosa puo' voler dire "progresso comune". Nel senso che, per esempio, spiritualizzare gradualmente la societa' puo' (nello sforzo di tornare verso una "vita semplice e pensiero elevato") anche far collassare il sistema industriale, un certo genere di commercio.. beh.. i mattatoi ecc. ecc. ecc.
comunque uno dovrebbe sempre cercare di armonizzare..
la cultura vedica vede come la piu' grande disgrazia per il mondo, fonte di tutte le problematiche, gli spiritualisti finti, i falsi asceti, a tal punto che, per esempio, la Bhagavad Gita e' stata espressamente enunciata da Dio per esortare l'amico Arjuna, sconvolto dalle prove alle quali la vita lo stava sottoponendo, a trovare la sua realizzazione personale all'interno del suo posto nella compagine umana, non ritirandosi in un eremitaggio, che poi sarebbe stato un sottrarsi alle proprie responsabilita'.. e quindi un atto di codardia, non certo di fede in Dio..
ho risposto in modo soddisfacente?
se vuoi possiamo continuare nel forum "apposito"!!
viewforum.php?f=16
comunque uno dovrebbe sempre cercare di armonizzare..
la cultura vedica vede come la piu' grande disgrazia per il mondo, fonte di tutte le problematiche, gli spiritualisti finti, i falsi asceti, a tal punto che, per esempio, la Bhagavad Gita e' stata espressamente enunciata da Dio per esortare l'amico Arjuna, sconvolto dalle prove alle quali la vita lo stava sottoponendo, a trovare la sua realizzazione personale all'interno del suo posto nella compagine umana, non ritirandosi in un eremitaggio, che poi sarebbe stato un sottrarsi alle proprie responsabilita'.. e quindi un atto di codardia, non certo di fede in Dio..
ho risposto in modo soddisfacente?
se vuoi possiamo continuare nel forum "apposito"!!
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In linea di principio credo che non sia una questione di bene o male, bensì di consapevolezza di ciò che le mie azioni comportano.
Purtroppo la maggior parte della gente va al supermercato e compra il suo etto di mortadella senza avere la più pallida idea di quel che ci sta dietro. Io dico, se una persona è disposta a farsi complice della violenza e tutto il resto che si nasconde nell'etto di mortadella comprato, non ho nulla in contrario. Personalmente non sono quasi mai disposto a fare una cosa del genere, però lascio agli altri la libertà di farlo. Tuttavia quasi mai c'è una presa di coscienza simile, e la reazione quando faccio notare certe cose è piuttosto penosa, sembra che la gente voglia coprirsi gli occhi e tapparsi le orecchie, e questo non lo trovo proprio giusto, anzi una vigliaccheria.
Fino a quale grado di violenza e sopraffazione vogliamo arrivare per vivere in un certo modo, è solo una questione di accettazione e di riflessione personale. Io (per adesso) sono disposto a tollerare la violenza alle piante, nel futuro chissà, nel caso imparerò a vivere di aria...
Purtroppo poi c'è il lato "politico" della faccenda, e cioè che attraverso le nostre scelte noi andiamo a influenzare anche le vite degli altri. Per cui mentre da un punto di vista filosofico gli altri hanno tutto il diritto di mangiare carne (è un problema della loro coscienza), non hanno però il diritto di privare intere fette di popolazione mondiale del cibo che gli spetta perché la soia coltivata deve andare a nutrire le loro future bistecche, o di contribuire in maniera spropositata all'inquinamento globale perché attraverso gli allevamenti vengono rilasciati metano e rifiuti tossici. Quindi, da questo punto di vista mi sento a buon diritto superiore ai non vegetariani, perché il mio sforzo per contribuire a un mondo in cui possiamo vivere tutti bene è oggettivo ed evidente.
Purtroppo la maggior parte della gente va al supermercato e compra il suo etto di mortadella senza avere la più pallida idea di quel che ci sta dietro. Io dico, se una persona è disposta a farsi complice della violenza e tutto il resto che si nasconde nell'etto di mortadella comprato, non ho nulla in contrario. Personalmente non sono quasi mai disposto a fare una cosa del genere, però lascio agli altri la libertà di farlo. Tuttavia quasi mai c'è una presa di coscienza simile, e la reazione quando faccio notare certe cose è piuttosto penosa, sembra che la gente voglia coprirsi gli occhi e tapparsi le orecchie, e questo non lo trovo proprio giusto, anzi una vigliaccheria.
Fino a quale grado di violenza e sopraffazione vogliamo arrivare per vivere in un certo modo, è solo una questione di accettazione e di riflessione personale. Io (per adesso) sono disposto a tollerare la violenza alle piante, nel futuro chissà, nel caso imparerò a vivere di aria...
Purtroppo poi c'è il lato "politico" della faccenda, e cioè che attraverso le nostre scelte noi andiamo a influenzare anche le vite degli altri. Per cui mentre da un punto di vista filosofico gli altri hanno tutto il diritto di mangiare carne (è un problema della loro coscienza), non hanno però il diritto di privare intere fette di popolazione mondiale del cibo che gli spetta perché la soia coltivata deve andare a nutrire le loro future bistecche, o di contribuire in maniera spropositata all'inquinamento globale perché attraverso gli allevamenti vengono rilasciati metano e rifiuti tossici. Quindi, da questo punto di vista mi sento a buon diritto superiore ai non vegetariani, perché il mio sforzo per contribuire a un mondo in cui possiamo vivere tutti bene è oggettivo ed evidente.