articolo scandaloso sul tirreno: protestiamo!
Inviato: gio lug 26, 2007 5:35 pm
Chiediamo aiuto a tutti i vegan e vegetariani della rete nel protestare contro questo delirio.
Per scrivere al Tirreno: [email protected]
La lettera deve essere al max. di 30 righe (si suppone di colonna di giornale, quindi brevi!), e devono recare Nome, Cognome, Indirizzo e Telefono dell'autore.
Ringraziamo moltissimo.
Eva Melodia
Per il gruppo "Animali della Tosca"
L'articolo:
UN LIMITE AI VEGETARIANI
Atlanta, USA. Nel maggio scorso una coppia è stata condannata all'ergastolo per l'omicidio del figlio di sei settimane, morto per denutrizione. La severità della condanna mi lascia molto perplesso, perchè ho parecchi dubbi sull'esistenza del dolo da parte dei due.
Volevano veramente causare la morte del piccolo? Non potrebbe semplicemente trattarsi di due mentecatti ignoranti? Forse è solo un caso, ma è un fatto che i due sono adusi al più cieco vegetarismo nonchè animalisti convinti,e -volontariamente o no- hanno ammazzato un bambino che al decesso pesava solo un chilo e 400 grammi, pur di non consumare prodotti di origine animale. Infatti, lo nutrivano con latte materno: ma -mi ha detto un amico pediatra- che il latte di una donna che non assume prodotti animali è privo di microelementi reperibili nella carne e nel pesce, ed è privo di molte vitamine, specie quelle del gruppo B, ed in particolare della vitamina B12, reperibile solo nei prodotti animali, che è essenziale per la cresicta e lo sviluppo del bambino.
LATTE DI SOIA
Bontà loro,
aggiungevano anche latte di soia, col risultato che il piccolo è morto, e i medici legali hanno riscontrato che si potevano vedere tutte le ossa attraverso la pelle del cadaverino. Comunque sia, questo dovrebbe far riflettere molti sprovveduti che danno ascolto a taluni famosi cioccolatai dell'etica e della filosofia che blaterano di "armonia universale" e di "crudeltà verso gli animali" in base ad una visione della vita e dei rapporti fra uomo ed animali, tanto infantile quanto bamboleggiante, ma tutt'altro che innocente. Parificare le bestie agli esseri umani e pretendere che siano considerate persone, è indice di una sensibilità etica distorta fondata sull'odio contro il genere umano, in nome di una personificazione degli animali, contro natura e contro ogni logica. Non è un caso che -irretiti dalle scemenze dello pseudofilosofo Richard Wagner- Adolf Hitler e molti personaggi al vertice del partito nazista fossero vegetariani ed odiassero la caccia e i cacciatori, come non è un caso che i nazisti imposero leggi a favore degli animali fino all'assurdità di vietare la sperimentazione scientifica su di essi, nel loro farneticante odio contro l'umanità.
Anche se noi esseri umani siamo predatori ed onnivori, gli adulti hanno tutto il diritto di scegliere un regime alimentare buono per gli erbivori, ma imporlo a chi non può scegliere, come nel caso del bambino ucciso, è un atto di sopraffazione che dovrebbe essere sanzionato penalmente, per tutelare la salute dei più piccoli.
TANTA IPOCRISIA
Non abbiamo tre stomaci come i ruminanti e siamo fatti per mangiare di tutto, animali compresi, perchè ogni forma di vita vive a spese di altre forme di vita in qest'universo e fare finta di non capire un dato del tutto evidente è una bella dimostrazione di ipocrisia. Che lo si voglia o no, per gli animali noi siamo cibo, e non c'è alcuna ragione oggettiva per cui essi non debbano essere cibo per noi. In Oriente si mangia di tutto, compresi i cani, alla faccia di un delirio antiumano che guarda alle presunte sofferenze degli animali ma se ne infischia di quelle dei propri simili, ai quali riserva quella gelida indifferenza che solo l'odio può ispirare.
Dedicare tempo, energie e denaro alle bestie, significa negare tempo, energie e denaro ai propri simili che ne hanno bisogno. Una giovane fanatica, quando io gli chiesi perchè non aiutava piuttosto le persone afflitte dalle malattie o dalle difficoltà della vita, mi rispose secca: "per queste cose c'è già chi ci pensa", con la stessa malvagità dimostrata da Caino di fronte a Dio che gli chiede conto di suo fratello Abele: "Non sono il suo custode" fu la sua risposta, come dire: "Che me ne importa...che si arrangi"!
Fabrizio Bonuccelli
Per scrivere al Tirreno: [email protected]
La lettera deve essere al max. di 30 righe (si suppone di colonna di giornale, quindi brevi!), e devono recare Nome, Cognome, Indirizzo e Telefono dell'autore.
Ringraziamo moltissimo.
Eva Melodia
Per il gruppo "Animali della Tosca"
L'articolo:
UN LIMITE AI VEGETARIANI
Atlanta, USA. Nel maggio scorso una coppia è stata condannata all'ergastolo per l'omicidio del figlio di sei settimane, morto per denutrizione. La severità della condanna mi lascia molto perplesso, perchè ho parecchi dubbi sull'esistenza del dolo da parte dei due.
Volevano veramente causare la morte del piccolo? Non potrebbe semplicemente trattarsi di due mentecatti ignoranti? Forse è solo un caso, ma è un fatto che i due sono adusi al più cieco vegetarismo nonchè animalisti convinti,e -volontariamente o no- hanno ammazzato un bambino che al decesso pesava solo un chilo e 400 grammi, pur di non consumare prodotti di origine animale. Infatti, lo nutrivano con latte materno: ma -mi ha detto un amico pediatra- che il latte di una donna che non assume prodotti animali è privo di microelementi reperibili nella carne e nel pesce, ed è privo di molte vitamine, specie quelle del gruppo B, ed in particolare della vitamina B12, reperibile solo nei prodotti animali, che è essenziale per la cresicta e lo sviluppo del bambino.
LATTE DI SOIA
Bontà loro,
aggiungevano anche latte di soia, col risultato che il piccolo è morto, e i medici legali hanno riscontrato che si potevano vedere tutte le ossa attraverso la pelle del cadaverino. Comunque sia, questo dovrebbe far riflettere molti sprovveduti che danno ascolto a taluni famosi cioccolatai dell'etica e della filosofia che blaterano di "armonia universale" e di "crudeltà verso gli animali" in base ad una visione della vita e dei rapporti fra uomo ed animali, tanto infantile quanto bamboleggiante, ma tutt'altro che innocente. Parificare le bestie agli esseri umani e pretendere che siano considerate persone, è indice di una sensibilità etica distorta fondata sull'odio contro il genere umano, in nome di una personificazione degli animali, contro natura e contro ogni logica. Non è un caso che -irretiti dalle scemenze dello pseudofilosofo Richard Wagner- Adolf Hitler e molti personaggi al vertice del partito nazista fossero vegetariani ed odiassero la caccia e i cacciatori, come non è un caso che i nazisti imposero leggi a favore degli animali fino all'assurdità di vietare la sperimentazione scientifica su di essi, nel loro farneticante odio contro l'umanità.
Anche se noi esseri umani siamo predatori ed onnivori, gli adulti hanno tutto il diritto di scegliere un regime alimentare buono per gli erbivori, ma imporlo a chi non può scegliere, come nel caso del bambino ucciso, è un atto di sopraffazione che dovrebbe essere sanzionato penalmente, per tutelare la salute dei più piccoli.
TANTA IPOCRISIA
Non abbiamo tre stomaci come i ruminanti e siamo fatti per mangiare di tutto, animali compresi, perchè ogni forma di vita vive a spese di altre forme di vita in qest'universo e fare finta di non capire un dato del tutto evidente è una bella dimostrazione di ipocrisia. Che lo si voglia o no, per gli animali noi siamo cibo, e non c'è alcuna ragione oggettiva per cui essi non debbano essere cibo per noi. In Oriente si mangia di tutto, compresi i cani, alla faccia di un delirio antiumano che guarda alle presunte sofferenze degli animali ma se ne infischia di quelle dei propri simili, ai quali riserva quella gelida indifferenza che solo l'odio può ispirare.
Dedicare tempo, energie e denaro alle bestie, significa negare tempo, energie e denaro ai propri simili che ne hanno bisogno. Una giovane fanatica, quando io gli chiesi perchè non aiutava piuttosto le persone afflitte dalle malattie o dalle difficoltà della vita, mi rispose secca: "per queste cose c'è già chi ci pensa", con la stessa malvagità dimostrata da Caino di fronte a Dio che gli chiede conto di suo fratello Abele: "Non sono il suo custode" fu la sua risposta, come dire: "Che me ne importa...che si arrangi"!
Fabrizio Bonuccelli