leggete questo articolo!
Inviato: gio lug 05, 2007 5:58 pm
pubblicato su "il Tirreno" di giovedì 5 luglio:
http://www.kumar.it/pierangelini.htm
che ne pensate? io sono inorridito, e ho inviato al Tirreno una lettera che spero venga pubblicata e che vi riporto:
Mi riferisco all’articolo lezione di Fulvio Pierangelini pubblicato sul Tirreno di giovedì.
Trovo alcuni passaggi inaccettabili. Il grande chef riconosce la bruttezza (io dico l’orrore) di cucinare e presentare in tavola dei cadaveri. Il rimedio estetico è presto fatto: dissimulare, nascondere, cucinare per trasformare la forma. La giustificazione concettual-filosofica suona agghiacciante:”fa parte della natura umana cibarsi di altri animali”. Lo stesso ragionamento potrebbe farlo uno stupratore. Anche la guerra è stata sempre fatta dall'uomo “naturalmente”, ma non per questo dobbiamo continuare ad ucciderci a vicenda. Arriva il momento in cui l'uomo si accorge dei suoi errori e se li lascia alle spalle.
La cosa però che trovo più atroce è quando Pierangelini parla del rispetto, addirittura sacrale, che egli afferma di provare per ciò “che prima era vivo ed è usato per tuo nutrimento”.
Sono parole vuote. Non è rispetto, ma un insulto per chi quel rispetto lo prova davvero, mettendolo in pratica.
L’angoscia che Pierangelini prova per l’animale “sacrificato” non è affatto sincera. L’ho detto altre volte, lo dirò ancora: se mangiate gli animali non parlate di amore, non parlate di rispetto. Almeno tacete. Signor Pierangelini mi permetta la domanda: se davvero prova “sincera angoscia” per l’animale ucciso, come mai non diventa vegetariano?
se desiderate anche voi dire la vostra l'indirizzo e-mail è il seguente:
[email protected]
specificando nome, cognome, indirizzo e numero di telefono (altrimenti non pubblicano).
Facciamoci sentire!
http://www.kumar.it/pierangelini.htm
che ne pensate? io sono inorridito, e ho inviato al Tirreno una lettera che spero venga pubblicata e che vi riporto:
Mi riferisco all’articolo lezione di Fulvio Pierangelini pubblicato sul Tirreno di giovedì.
Trovo alcuni passaggi inaccettabili. Il grande chef riconosce la bruttezza (io dico l’orrore) di cucinare e presentare in tavola dei cadaveri. Il rimedio estetico è presto fatto: dissimulare, nascondere, cucinare per trasformare la forma. La giustificazione concettual-filosofica suona agghiacciante:”fa parte della natura umana cibarsi di altri animali”. Lo stesso ragionamento potrebbe farlo uno stupratore. Anche la guerra è stata sempre fatta dall'uomo “naturalmente”, ma non per questo dobbiamo continuare ad ucciderci a vicenda. Arriva il momento in cui l'uomo si accorge dei suoi errori e se li lascia alle spalle.
La cosa però che trovo più atroce è quando Pierangelini parla del rispetto, addirittura sacrale, che egli afferma di provare per ciò “che prima era vivo ed è usato per tuo nutrimento”.
Sono parole vuote. Non è rispetto, ma un insulto per chi quel rispetto lo prova davvero, mettendolo in pratica.
L’angoscia che Pierangelini prova per l’animale “sacrificato” non è affatto sincera. L’ho detto altre volte, lo dirò ancora: se mangiate gli animali non parlate di amore, non parlate di rispetto. Almeno tacete. Signor Pierangelini mi permetta la domanda: se davvero prova “sincera angoscia” per l’animale ucciso, come mai non diventa vegetariano?
se desiderate anche voi dire la vostra l'indirizzo e-mail è il seguente:
[email protected]
specificando nome, cognome, indirizzo e numero di telefono (altrimenti non pubblicano).
Facciamoci sentire!