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Inzaffardatura da rivalutare

Inviato: dom giu 17, 2007 5:16 pm
da gerardo
E' una vecchia pratica agricola poco usata fuori dagli ambiti specialistici come denuncia il nome desueto. Riguarda il trapianto a radice nuda, soprattutto di fruttiferi, ma può essere impiegata con vantaggio in quasi tutti i casi di trapianto senza panetto di terra. Consiste nel far aderire accuratamente alle radici un fango abbastanza fluido costituito da una parte di terra argillosa setacciata e una parte di stallatico (se secco in pellets se ne riduce la proporzione). Si può fare anche con un terzo di terra, uno di stallatico e uno di compost, oppure sostituire lo stallatico con un preparato biodinamico specifico. Se le radici sono asciutte è opportuno lasciarle nel fango preparato per 8-10 ore prima di mettere la pianta a dimora. Ho imparato a mie spese a non interrare le radici con il panetto di terra fornito dal vivaio. La terra di cui è fatto è già sfruttata,tiene aggrovigliate le radici e se è di torba trattiene troppa acqua favorendo i marciumi. L'inzaffardatura richiede un po' di lavoro in più che però è ampiamente ripagato dal rigoglio vegetativo delle piante trattate. A volte anche in casi che sembravano disperati.