Ogm anche nei prodotti biologici
Inviato: mer giu 13, 2007 8:12 am
L’Italia cerca di tutelare fino all’ultimo l’agricoltura naturale,ma viene sconfitta
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
Biologici, ma sino a un certo punto. L'Italia delle verdure, degli ortaggi e dei frutti tutti naturali torna sconfitta da Lussemburgo, dove ieri i ministri dell'Agricoltura Ue hanno approvato a maggioranza qualificata un nuovo regolamento che, per la prima volta, ammette una soglia di tolleranza per eventuali contaminazioni di Ogm fino allo 0,9%. Roma ha tentato di ostacolare la decisione formando una minoranza di blocco insieme con Grecia, Belgio, Ungheria e Polonia. All'ultimo istante, però, Varsavia s'è sfilata dal gruppo e il provvedimento è passato, dando la stura a una violenta coda di polemiche.
Il ministro Paolo de Castro, costernato, è finito nell'occhio del ciclone. S'è battuto per la tolleranza zero, ossia per la soglia dello 0,1% in favore della quale si era espresso il Parlamento europeo che sull'argomento non ha tuttavia parere vincolante. Ha perso. «Purtroppo il Consiglio non ha dimostrato la sensibilità che ci saremmo augurati», è stato costretto ad ammettere l'esponente del governo. La conseguenza è che - se permane il divieto di utilizzare organismi geneticamente modificati nella produzione degli alimenti bio - questi potranno continuare a essere etichettati come tali qualora risultino contenere materiale transgenico fino allo 0,9 per cento.
Per tutti tira aria di una nuova affermazione della lobby dei grandi produttori «non bio» dell'Europa del Nord, contrari al regolamento che avrebbe fatto lievitare i costi a causa dei controlli più stringenti. Lo suggeriscono le stesse parole del commissario Ue all'Agricoltura, la danese Mariann Fischer Boel, per la quale il Consiglio «ha raggiunto un accordo eccellente che aiuterà i consumatori a individuare con più facilità i prodotti biologici». Macché, inveisce Greenpeace, «questo è un sì alla contaminazione». «E' un fatto ingiustificabile e inaccettabile - incalza Slow Food Italia -. Evidenzia come i vertici della politica europea non ascoltino la voce della società civile».
Il fenomeno «Bio» è in grande espansione sul continente europeo dove circa il 4% della superficie agricola è destinata a questa produzione biologica. L'Italia, con il 6,9%, affianca l'Austria come leader di mercato. Nel primo trimestre 2007, secondo i dati Ismea-AcNielsen, i consumi familiari di alimenti biologici sono aumentati del 10% rispetto a gennaio-marzo dell'anno scorso. Ora, minaccia la Coldiretti, si rischia un crollo del sessanta per cento.
Il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio ne è consapevole. «Occorre verificare immediatamente - ha commentato a caldo - tutte le contromisure che governo e parlamento italiano possono attuare per garantire i produttori biologici, i consumatori che vogliono la certezza di acquistare prodotti “ogm free”».
E mentre da destra l'ex responsabile agricolo Gianni Alemanno (An) chiede all'Italia «di adottare misure più drastiche rispetto a quelle europee», Paolo De Castro allarga le braccia e ribatte che «su questa battaglia non mi sento di rimproverare nulla al governo né al ministero». La colpa è in effetti dei polacchi che si sono venduti il voto in extremis, ma fa poca differenza.
(la stampa 13/06/07)
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
Biologici, ma sino a un certo punto. L'Italia delle verdure, degli ortaggi e dei frutti tutti naturali torna sconfitta da Lussemburgo, dove ieri i ministri dell'Agricoltura Ue hanno approvato a maggioranza qualificata un nuovo regolamento che, per la prima volta, ammette una soglia di tolleranza per eventuali contaminazioni di Ogm fino allo 0,9%. Roma ha tentato di ostacolare la decisione formando una minoranza di blocco insieme con Grecia, Belgio, Ungheria e Polonia. All'ultimo istante, però, Varsavia s'è sfilata dal gruppo e il provvedimento è passato, dando la stura a una violenta coda di polemiche.
Il ministro Paolo de Castro, costernato, è finito nell'occhio del ciclone. S'è battuto per la tolleranza zero, ossia per la soglia dello 0,1% in favore della quale si era espresso il Parlamento europeo che sull'argomento non ha tuttavia parere vincolante. Ha perso. «Purtroppo il Consiglio non ha dimostrato la sensibilità che ci saremmo augurati», è stato costretto ad ammettere l'esponente del governo. La conseguenza è che - se permane il divieto di utilizzare organismi geneticamente modificati nella produzione degli alimenti bio - questi potranno continuare a essere etichettati come tali qualora risultino contenere materiale transgenico fino allo 0,9 per cento.
Per tutti tira aria di una nuova affermazione della lobby dei grandi produttori «non bio» dell'Europa del Nord, contrari al regolamento che avrebbe fatto lievitare i costi a causa dei controlli più stringenti. Lo suggeriscono le stesse parole del commissario Ue all'Agricoltura, la danese Mariann Fischer Boel, per la quale il Consiglio «ha raggiunto un accordo eccellente che aiuterà i consumatori a individuare con più facilità i prodotti biologici». Macché, inveisce Greenpeace, «questo è un sì alla contaminazione». «E' un fatto ingiustificabile e inaccettabile - incalza Slow Food Italia -. Evidenzia come i vertici della politica europea non ascoltino la voce della società civile».
Il fenomeno «Bio» è in grande espansione sul continente europeo dove circa il 4% della superficie agricola è destinata a questa produzione biologica. L'Italia, con il 6,9%, affianca l'Austria come leader di mercato. Nel primo trimestre 2007, secondo i dati Ismea-AcNielsen, i consumi familiari di alimenti biologici sono aumentati del 10% rispetto a gennaio-marzo dell'anno scorso. Ora, minaccia la Coldiretti, si rischia un crollo del sessanta per cento.
Il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio ne è consapevole. «Occorre verificare immediatamente - ha commentato a caldo - tutte le contromisure che governo e parlamento italiano possono attuare per garantire i produttori biologici, i consumatori che vogliono la certezza di acquistare prodotti “ogm free”».
E mentre da destra l'ex responsabile agricolo Gianni Alemanno (An) chiede all'Italia «di adottare misure più drastiche rispetto a quelle europee», Paolo De Castro allarga le braccia e ribatte che «su questa battaglia non mi sento di rimproverare nulla al governo né al ministero». La colpa è in effetti dei polacchi che si sono venduti il voto in extremis, ma fa poca differenza.
(la stampa 13/06/07)