A parte che usare il termine vitamina per l'amigdalina (o laetrile) è sbagliato, dato che essa NON è una vitamina, ricordiamo che è da decenni che si sa che il laetrile non ha nessun effetto antiutumorale, mentre, questo si, ha effetti tossici se ingerito in quantità sufficienti (è utile per altre cose, ad esempio è un ottimo antitossivo, ma con un profilo tossicologico elevato)
Per chiarire le idee, ecco l'articolo da wikipedia sull'argomento
Amigdalina/laetrile nella terapia del cancro
L'amigdalina/laetrile è stata oggetto di studi al fine di dimostrare un effetto benefico, o regressivo, nei confronti del cancro. A tale proposito, intorno al 1845 il medico russo Inosmetzeff, professore presso l'Università Imperiale di tutte le Russie di Mosca, affermò di aver guarito un ventenne tumorale, cui somministrò 46 grammi di amigdalina per 3 mesi. Dichiarò anche di aver curato una donna di 48 anni, con estese metastasi da cancro ovarico, che nel 1845 era ancora viva ad 11 anni dall'inizio della terapia.
Come si vede, con questi dosaggi di 48 mg di amigdalina, si rimane ben lontani dalla produzione di 50 mg di acido cianidrico, che è la dose letale. Un'accusa mossa alla terapia fu quella di intossicare tutto il corpo pur di eliminare le cellule malate.
Dibattito sull'attività antitumorale
Vari autori hanno proposto quattro teorie a supporto dell'attività antitumorale dell'amigdalina/laetrile:
* La prima è la teoria trofoblastica dei tumori, non generalmente accettata al giorno d'oggi come esplicativa per la genesi tumorale. Secondo questa teoria, le cosiddette cellule germinali primordiali possono trasformarsi in cellule tumorali, ma che questa trasformazione è normalmente evitata dagli enzimi pancreatici. Inoltre, secondo la teoria, le cellule tumorali sarebbero deficienti in rodanasi (un enzima capace di detossificare l'amigdalina), ed eccessivamente ricche in beta-glucuronidasi (un enzima che aumenterebbe la tossicità dell'amigdalina), prodotto di sintesi della reazione fra ioni cianuro e banzaldeide. A causa di questo disequilibrio, l'amigdalina sarebbe più tossica per le cellule tumorali di quanto non lo sia per le cellule sane. Secondo la teoria, nelle cellule sane e malate la beta-glucosidasi scinde la vitamina B-17 in glucosio, benzaldeide e ioni cianuro; la rodanasi reagisce con gli ioni cianuro e la benzaldeide in due reazioni separate, bloccando in questo modo la formazione di beta-glucuronidasi. Nella prima reazione, la rodanasi trasformerebbe gli ioni cianuro in tiocianato (HSCN), e nella seconda trasformerebbe la benzaldeide in acido benzoico. Purtroppo per questa tesi, non esistono dati sperimentali che mostrino differenze enzimatiche di rodanasi tra cellule sane e tumorali (Gal EM, Fung FH, Greenberg DM: Studies on the biological action of malononitriles, II: distribution of rhodanese (transulfurase) in the tissues of normal and tumor-bearing animals and the effect of malononitriles thereon. Cancer Res 12: 574-79, 1952.; Conchie J, Findlay J, Levvy GA: Mammalian glycosidases: distribution in the body. Biochem J 71: 318-25, 1959 ).
* Una seconda teoria parla di un diverso disequilibrio enzimatico, concernente questa volta rodanasi e beta-glucosidasi. Come detto sopra, non esistono dati a supporto di una deficienza di rodanasi nelle cellule tumorali, e in genere le cellule umane contengono poco o nulla beta-glucosidasi, e di conseguenza l'amigdalina endovenosa non potrebbe comunque essere degradata (Conchie J, Findlay J, Levvy GA: Mammalian glycosidases: distribution in the body. Biochem J 71: 318-25, 1959; Biaglow JE, Durand RE: The enhanced radiation response of an in vitro tumour model by cyanide released from hydrolysed amygdalin. Int J Radiat Biol Relat Stud Phys Chem Med 33 (4): 397-401, 1978).
* La terza teoria dichiara che l'amigdalina sarebbe una vitamina la cui deficienza sarebbe concausa degli eventi tumorali. Dato che l'amigdalina non è necessaria per il normale metabolismo umano, essa non è una vitamina (Young VR, Newberne PM: Vitamins and cancer prevention: issues and dilemmas. Cancer 47 (5 Suppl): 1226-40, 1981; Jukes TH: Laetrile struggles. Nature 263 (5578): 543, 1976)
* La quarta teoria dichiara che l'amigdalina ridurrebbe il pH interno delle cellule tumorali, causando la lisi dei lisosomi e l'autodistruzione delle cellule.
L'efficacia antitumorale dell'amigdalina è stata vagliata per lungo tempo su basi cliniche e non è stata tuttavia dimostrata. Nel 1962 il California Cancer Advisory Council ha revisionato centinaia di casi di pazienti trattati con amigdalina concludendo che il trattamento con la sostanza manca di reali benefici contro il cancro.
Nel 1982, il National Cancer Institute ha condotto dei trial clinici di fase II con la somministrazione a lungo termine con amigdalina su 175 pazienti affetti da diversi tipi di tumore (cancro al seno, al colon, al polmone). I risultati hanno dimostrato l'inefficacia del trattamento e una parte dei pazienti ha sviluppato sintomi di intossicazione da cianuro.
Ancora oggi alcune persone utilizzano l'amigdalina o suoi derivati per integrare o sostituire la terapia antitumorale ufficiale, comunque tale composto, in commercio come integratore alimentare, oltre a non sortire alcun effetto antitumorale riconosciuto, può causare se assunto in quantità superiori a quelle raccomandate effetti tossici e addirittura mortali.