Parlare di veganismo con gli "altri"
Inviato: lun giu 04, 2007 3:23 pm
A me, per ora, è successo poche volte, ed ho notato - da entrambe le parti - reazioni differenti.
La prima volta ero con alcuni miei amici in gita, ed ho iniziato a parlare con una mia amica.
Il discorso è cominciato tranquillo, poi sono iniziate le sue prime critiche dicendomi che "mangiare tutto è naturale" ed io che ribattevo che "è dibattuto il fatto che sia naturale, in ogni caso i più grandi animali della terra (dinosauri, gorilla, elefanti) erano e sono erbivori - e poi un animale soffre come noi, dunque la naturalità della cosa ha per me ben poca rilevanza di fronte alla sofferenza altrui.
A metà del discorso ho notato (ma potrebbe essere stata una mia impressione) un pò di stizza quando m'ha detto "Non so cosa ti sia saltato in testa alla tua veneranda età di diventare vegano": io ho interpretato questa frase come "Ti detesto perchè anche a me piacerebbe riuscirci, però non voglio e dunque fingo di detestarti".
Alla fine si è fatto - ovviamente - più teso ed il discorso è finito con la sua affermazione "io vado nella direzione in cui va il mondo": non ho replicato, anche perchè era un pò tesa (anche io) però quella frase mi ha fatto vomitare e spaventare, detta da qualcuno che, fino a poco prima, non credevo avesse tanta paura.
Un'altra volta, in un ristorante romano "bio-vegetariano", ho trovato il pesce.
All'uscita, educatamente ho chiesto alla proprietaria coma mai si servisse il pesce. "E' il modo giusto di alimentarsi secondo me", ha detto.
"Si, però in un ristorante bio-vegetariano cosa centra ?". La sua risposta è stata - TENETEVI FORTE - "Significa che tutto quello che noi abbiamo di vegetariano è bio ...." !!!!!!!!!!!!!
Inutile dire che non mi vedranno mai più, ma utile invece riportare che sul menù è scritto che gli ingredienti sono bio al 90% (se lo scrivi, che sia totale, altrimenti taci che è meglio, no?)
L'ultima volta è stato ad un altro ristorante di Roma, la settimana scorsa.
Arriva la cameriera (una ragazza sui 25) a cui comincio a fare domande sul cibo e salta fuori che sono vegano.
Le faccio un piccolo sunto della mia storia (dietro a sua richiesta) e lei comincia a raccontarmi che anche noi siamo animali e che dobbiamo vivere come tali, non elevarci troppo.
Mi porta un esempio preso da un libro che tratta degli indiani Yakota (?) che ..... non ricordo più, però mi dice pure che anche lei tendeva ad essere troppo spirituale, ma che ora si sforza di "abbassarsi" e vivere più terra terra: oltrettutto anche lei aveva in passato smesso di mangiare carne, ma ora ha ripreso.
Al momento non ho avuto il tempo di metabolizzare la risposta, però devo dire che l'effetto è parecchio simile a quello della risposta della mia amica.
Credo in ogni caso che una discussione di questo tipo sia come prendere un bianco e un nero e farli parlare insieme, però mi lascia sempre un senso di ineluttabilità/rabbia/delusione, come se non possa che essere l'unica via d'uscita possibile alla discussione ..... in poche parole, ogni volta che succede(rà), mi aspetterò sempre che finisca così .... e forse è normale, visto che, se mi trovassi dall'altra parte, risponderei forse allo stesso modo della mia amica.
A voi succede uguale ?
E se si, come vi sentite e come riuscire ad imporvi (o a convincere) ?
Eddai, che mi interessa ...
La prima volta ero con alcuni miei amici in gita, ed ho iniziato a parlare con una mia amica.
Il discorso è cominciato tranquillo, poi sono iniziate le sue prime critiche dicendomi che "mangiare tutto è naturale" ed io che ribattevo che "è dibattuto il fatto che sia naturale, in ogni caso i più grandi animali della terra (dinosauri, gorilla, elefanti) erano e sono erbivori - e poi un animale soffre come noi, dunque la naturalità della cosa ha per me ben poca rilevanza di fronte alla sofferenza altrui.
A metà del discorso ho notato (ma potrebbe essere stata una mia impressione) un pò di stizza quando m'ha detto "Non so cosa ti sia saltato in testa alla tua veneranda età di diventare vegano": io ho interpretato questa frase come "Ti detesto perchè anche a me piacerebbe riuscirci, però non voglio e dunque fingo di detestarti".
Alla fine si è fatto - ovviamente - più teso ed il discorso è finito con la sua affermazione "io vado nella direzione in cui va il mondo": non ho replicato, anche perchè era un pò tesa (anche io) però quella frase mi ha fatto vomitare e spaventare, detta da qualcuno che, fino a poco prima, non credevo avesse tanta paura.
Un'altra volta, in un ristorante romano "bio-vegetariano", ho trovato il pesce.
All'uscita, educatamente ho chiesto alla proprietaria coma mai si servisse il pesce. "E' il modo giusto di alimentarsi secondo me", ha detto.
"Si, però in un ristorante bio-vegetariano cosa centra ?". La sua risposta è stata - TENETEVI FORTE - "Significa che tutto quello che noi abbiamo di vegetariano è bio ...." !!!!!!!!!!!!!
Inutile dire che non mi vedranno mai più, ma utile invece riportare che sul menù è scritto che gli ingredienti sono bio al 90% (se lo scrivi, che sia totale, altrimenti taci che è meglio, no?)
L'ultima volta è stato ad un altro ristorante di Roma, la settimana scorsa.
Arriva la cameriera (una ragazza sui 25) a cui comincio a fare domande sul cibo e salta fuori che sono vegano.
Le faccio un piccolo sunto della mia storia (dietro a sua richiesta) e lei comincia a raccontarmi che anche noi siamo animali e che dobbiamo vivere come tali, non elevarci troppo.
Mi porta un esempio preso da un libro che tratta degli indiani Yakota (?) che ..... non ricordo più, però mi dice pure che anche lei tendeva ad essere troppo spirituale, ma che ora si sforza di "abbassarsi" e vivere più terra terra: oltrettutto anche lei aveva in passato smesso di mangiare carne, ma ora ha ripreso.
Al momento non ho avuto il tempo di metabolizzare la risposta, però devo dire che l'effetto è parecchio simile a quello della risposta della mia amica.
Credo in ogni caso che una discussione di questo tipo sia come prendere un bianco e un nero e farli parlare insieme, però mi lascia sempre un senso di ineluttabilità/rabbia/delusione, come se non possa che essere l'unica via d'uscita possibile alla discussione ..... in poche parole, ogni volta che succede(rà), mi aspetterò sempre che finisca così .... e forse è normale, visto che, se mi trovassi dall'altra parte, risponderei forse allo stesso modo della mia amica.
A voi succede uguale ?
E se si, come vi sentite e come riuscire ad imporvi (o a convincere) ?
Eddai, che mi interessa ...