Ehm .. e le mie 8 R...
Inviato: gio mag 31, 2007 3:31 pm
Sarò un po' presuntuosa (no scherzo, propongo questo topic con cognizione di causa!!) ma anche io ho scritto un pezzetto -le mie 8 R- che doveva essere un intervento ma che poi no ho fatto limitandomni ad una semplice domanda, ed è con il cuore che ve lo dedico.
Anzi, lancio la proposta che ognuno scriva una sua "ricetta" per la decrescita, dalla A alla Z (non solo la R!!) per dare una mano agli altri nel farci strada verso una direzione che pare sempre più l'unica via percorribile.
Continuando come fatto fin'ora infatti, ci schianteremo contro la limitatezza del pianeta, e di noi, ho paura, non rimarrà molto.
Il punto è che siamo una parte della natura, non un'entità "avulsa" da essa. Senza le piente, gli animali, l'aria e l'acqua non sopravviveremmo, non essendo noi in grado di crearla (anche volendo tralasciare l'etica!).
Ecco allora, le mie riflessioni:
"Caro professore, sono un'economista, mi chiamo Silvia Caldironi e sono un'appassionata di consumo critico e sviluppo sostenibile da una decina d'anni. Proprio per fare in modo che la mentalità del consumismo sfrenato e dell'inconsapevolezza siano contrastati nel loro avanzare, ho cercato nel mio piccolo di partecipare il più attivamente possibile alla diffusione di cultura più umana e solidale, che trova la sua ragion d'essere in una cultura di amore e di spoliazione del superfluo. Sono moderatrice di un forum dedicato ai temi dell'etica e del consumo critico e leggo con grande interesse il materiale relativo ai convegni che Lei ha tenuto dichiarandole la mia piena condivisione attuale e prospettica delle cose.
Dall'esperienza che ho maturato attraverso il contatto con la gente, anche io ho pensato ad 8 R che potrebbero cambiare il mondo, il cui obbiettivo è quello di lavorare sulla dimensione educativa e valoriale dell'uomo, perché è solo sensibilizzando i futuri adulti che il processo di crescita sarà potenzialmente invertibile.
Una R per Rieducare i nostri figli, sottraendoli alla dannosa e politicizzata massificazione televisiva, ritrovando il tempo degli affetti, della scoperta della natura e del gioco. Solo così è possibile sottrarre i bambini al clima di violenza che li circonda, che li “rende partecipi” attraverso i videogiochi. Da un clima artificiale e violento non potremmo che ottenere persone lontane dalla dimensione naturale e propense a sentimenti di odio e di guerra.
Una R per Riprenderci il tempo necessario a guardarci intorno, già questo, la consapevolezza intendo, rallenterebbe la folle corsa che tutti stiamo correndo.
Una R per Renderci utili, per dedicarci ad attività di arricchimento spirituale che portano al contatto con persone e luoghi in situazioni disagiate e che consentono un recupero della vera scala dei valori (permettendo di capire cose è veramente importante)
Una R per Riconquistare ciò che dovrebbe essere già nostro, per riavere un ruolo da esseri viventi tra gli altri esseri, per rivivere una condizione naturale, meno artificiale, per sottrarre al controllo multinazionale e politico le risorse naturali ed i beni terrestri che dovrebbero invece essere di tutti.
Una R per Resistere all'informazione corrotta e pubblicizzata che ci viene fornita, per ridisegnarci un ruolo da protagonisti e per non essere più semplicemente considerati “consumatori” ma una forza critica, che segue e finanzia solo quelle forze costruttive e positive. Abbiamo le “armi per difenderci”, sempre più stanno emergendo, soprattutto sulla rete forme alternative e di “resistenza” ai canali di informazione ufficiali, usiamoli.
Una R per Reagire in prima persona, se necessario. Davanti al mutismo di accreditati economisti che fingono di non vedere il problema, davanti a professori che continuano ad insegnare all'università impossibili teorie economiche basate su fallimentari ipotesi quali l'illimitatezza delle risorse (parlando in prima persona, in 5 anni di economia e commercio, non ho infatti mai trovato anche un solo corso che trattasse del problema ambientale e del necessario ripensamento dei meccanismi economici), che poi si scontrano con gli allarmismi che piacciono tanto alla stampa, è necessario tornare ad una dimensione intima del problema in cui ogni singolo individuo adotta nel suo grande piccolo abitudini più sane, sostenibili, rispettose dell'ambiente e del suo equilibrio.
Una R per Renderci conto che siamo esseri umani, ovvero una delle milioni di specie viventi sul globo terrestre e perciò che non abbiamo il diritto di decidere anche per le altre specie. Si stima infatti che a causa dell'inquinamento prodotto dalle attività umane, si estinguano circa 50 nuove specie al giorno.
Una R per Recuperare il piacere delle piccole cose che porta naturalmente all'aborrimento del sovrappiù, che da un senso di plastica e di artificiosa dipendenza. La ricchezza, gli oggetti, non sono a nostra disposizione per migliorarci la vita, bensì' ci rendono schiavi di una dimensione che non è più quella in cui dovremmo vivere. Ci rendono ciechi ed ottusi e colmando le nostre incertezze superficialmente ci rendono incapaci di affrontare le vere problematiche.
Concludo con un'ultima R che vuole già un passo nella prospettiva del Rispetto e della decrescita. E' la R di Ritorno; un ritorno commisurato non più in termini monetari economici ma in termini di rispetto, valori, condivisione, solidarietà e disinquinamento.
Non ci resta che stringerci tutti insieme e cominciare da noi, senza aspettarci incentivi economici o aiuti statali. L'obbiettivo è infatti rompere questo sistema ( a cui non fa per niente comodo questa nuova mentalità) e sovvertirlo. Allora, la domanda che le pongo, Professor La Touche, è dove cercare la forza per compiere delle scelte tanto diverse e volontariamente difficoltose giorno per giorno? Dove cercare un appoggio, un consiglio, un sostegno?
Grazie
Con sincera ammirazione, Silvia."
Anzi, lancio la proposta che ognuno scriva una sua "ricetta" per la decrescita, dalla A alla Z (non solo la R!!) per dare una mano agli altri nel farci strada verso una direzione che pare sempre più l'unica via percorribile.
Continuando come fatto fin'ora infatti, ci schianteremo contro la limitatezza del pianeta, e di noi, ho paura, non rimarrà molto.
Il punto è che siamo una parte della natura, non un'entità "avulsa" da essa. Senza le piente, gli animali, l'aria e l'acqua non sopravviveremmo, non essendo noi in grado di crearla (anche volendo tralasciare l'etica!).
Ecco allora, le mie riflessioni:
"Caro professore, sono un'economista, mi chiamo Silvia Caldironi e sono un'appassionata di consumo critico e sviluppo sostenibile da una decina d'anni. Proprio per fare in modo che la mentalità del consumismo sfrenato e dell'inconsapevolezza siano contrastati nel loro avanzare, ho cercato nel mio piccolo di partecipare il più attivamente possibile alla diffusione di cultura più umana e solidale, che trova la sua ragion d'essere in una cultura di amore e di spoliazione del superfluo. Sono moderatrice di un forum dedicato ai temi dell'etica e del consumo critico e leggo con grande interesse il materiale relativo ai convegni che Lei ha tenuto dichiarandole la mia piena condivisione attuale e prospettica delle cose.
Dall'esperienza che ho maturato attraverso il contatto con la gente, anche io ho pensato ad 8 R che potrebbero cambiare il mondo, il cui obbiettivo è quello di lavorare sulla dimensione educativa e valoriale dell'uomo, perché è solo sensibilizzando i futuri adulti che il processo di crescita sarà potenzialmente invertibile.
Una R per Rieducare i nostri figli, sottraendoli alla dannosa e politicizzata massificazione televisiva, ritrovando il tempo degli affetti, della scoperta della natura e del gioco. Solo così è possibile sottrarre i bambini al clima di violenza che li circonda, che li “rende partecipi” attraverso i videogiochi. Da un clima artificiale e violento non potremmo che ottenere persone lontane dalla dimensione naturale e propense a sentimenti di odio e di guerra.
Una R per Riprenderci il tempo necessario a guardarci intorno, già questo, la consapevolezza intendo, rallenterebbe la folle corsa che tutti stiamo correndo.
Una R per Renderci utili, per dedicarci ad attività di arricchimento spirituale che portano al contatto con persone e luoghi in situazioni disagiate e che consentono un recupero della vera scala dei valori (permettendo di capire cose è veramente importante)
Una R per Riconquistare ciò che dovrebbe essere già nostro, per riavere un ruolo da esseri viventi tra gli altri esseri, per rivivere una condizione naturale, meno artificiale, per sottrarre al controllo multinazionale e politico le risorse naturali ed i beni terrestri che dovrebbero invece essere di tutti.
Una R per Resistere all'informazione corrotta e pubblicizzata che ci viene fornita, per ridisegnarci un ruolo da protagonisti e per non essere più semplicemente considerati “consumatori” ma una forza critica, che segue e finanzia solo quelle forze costruttive e positive. Abbiamo le “armi per difenderci”, sempre più stanno emergendo, soprattutto sulla rete forme alternative e di “resistenza” ai canali di informazione ufficiali, usiamoli.
Una R per Reagire in prima persona, se necessario. Davanti al mutismo di accreditati economisti che fingono di non vedere il problema, davanti a professori che continuano ad insegnare all'università impossibili teorie economiche basate su fallimentari ipotesi quali l'illimitatezza delle risorse (parlando in prima persona, in 5 anni di economia e commercio, non ho infatti mai trovato anche un solo corso che trattasse del problema ambientale e del necessario ripensamento dei meccanismi economici), che poi si scontrano con gli allarmismi che piacciono tanto alla stampa, è necessario tornare ad una dimensione intima del problema in cui ogni singolo individuo adotta nel suo grande piccolo abitudini più sane, sostenibili, rispettose dell'ambiente e del suo equilibrio.
Una R per Renderci conto che siamo esseri umani, ovvero una delle milioni di specie viventi sul globo terrestre e perciò che non abbiamo il diritto di decidere anche per le altre specie. Si stima infatti che a causa dell'inquinamento prodotto dalle attività umane, si estinguano circa 50 nuove specie al giorno.
Una R per Recuperare il piacere delle piccole cose che porta naturalmente all'aborrimento del sovrappiù, che da un senso di plastica e di artificiosa dipendenza. La ricchezza, gli oggetti, non sono a nostra disposizione per migliorarci la vita, bensì' ci rendono schiavi di una dimensione che non è più quella in cui dovremmo vivere. Ci rendono ciechi ed ottusi e colmando le nostre incertezze superficialmente ci rendono incapaci di affrontare le vere problematiche.
Concludo con un'ultima R che vuole già un passo nella prospettiva del Rispetto e della decrescita. E' la R di Ritorno; un ritorno commisurato non più in termini monetari economici ma in termini di rispetto, valori, condivisione, solidarietà e disinquinamento.
Non ci resta che stringerci tutti insieme e cominciare da noi, senza aspettarci incentivi economici o aiuti statali. L'obbiettivo è infatti rompere questo sistema ( a cui non fa per niente comodo questa nuova mentalità) e sovvertirlo. Allora, la domanda che le pongo, Professor La Touche, è dove cercare la forza per compiere delle scelte tanto diverse e volontariamente difficoltose giorno per giorno? Dove cercare un appoggio, un consiglio, un sostegno?
Grazie
Con sincera ammirazione, Silvia."