dianadog ha scritto:MissVanilla ha scritto:dianadog ha scritto:Ma importa che sia nata la piantina oppure no perchè sia grminata? Va tenuta al buio?
no la radichetta non è necessaria, e nemmeno che stia al buio.
Questo procedimento vale anche per gli altri cereali?
Quando si parla di germogli ci si riferisce ai semi germogliati di cereali, legumi e vegetali in genere. I semi di qualsiasi vegetale sono un vero e proprio concentrato di vita silente, enzimi, amminoacidi e vitamine contenuti all’interno, in attesa del rifiorire di una nuova pianta. Attendono solo le condizioni favorevoli di umidità e temperatura. Possono essere posti a germogliare i semi di tutti i cereali (frumento, riso, farro, ecc.), di orticoli (broccoli, ravanelli, cipolla, finocchio, ecc.) e di legumi (adzuki, soya, ceci, lenticchie, piselli, ecc.) provenienti da coltivazioni preferibilmente biologiche.
Evitare di produrre germogli dalle solanacee (patata, pomodoro, peperone, melanzana) in quanto tossici.
Con l’aumento della temperatura, ma soprattutto con l’aumento dell’umidità, alcune proteine in forma inattiva fino a quel momento all’interno del seme, si attivano passando da protoenzimi ad enzimi veri e propri. I carboidrati attraverso reazioni enzimatiche, vengono in parte trasformati in maltosio, e questo spiega il predominio del sapore dolciastro di alcune varietà di germogli. Le proteine sono "predigerite" a causa dell'azione degli enzimi, e si scindono nei loro componenti di base, gli amminoacidi, permettendo così all'organismo di ottenere elementi indispensabili già "pronti", più facilmente assimilabili. I grassi subiscono la stessa sorte delle proteine, sono scissi nei loro componenti di base: acidi grassi e glicerina. I sali minerali e gli oligoelementi divengono più facilmente assimilabili in quanto vengono chelati con gli amminoacidi.
La quantità di proteine e quindi di amminoacidi essenziali aumenta notevolmente, gli acidi nucleici che contengono il patrimonio genetico di ogni essere vivente aumentano sensibilmente; questo spiega perché i germogli hanno capacità riparative e ristrutturanti. Molti tipi di germogli contengono sostanze anticancerogene che agiscono selettivamente sulle cellule cancerogene (è risultato da studi ed esperimenti di laboratorio negli USA). Anche i nutrizionisti italiani confermano che ingerendo quotidianamente almeno 5 porzioni di frutta o verdura, (five a day), diminuiscono di gran lunga i rischi di contrarre alcune tipiche “malattie da civilizzazione” come diabete, obesità, malattie cardiovascolari e tumori.
Le vitamine durante il processo della germinazione aumentano fino al 100% rispetto al seme e fino al 1400% rispetto alla pianta adulta.
Ogni singolo seme possiede potenzialmente un'enorme energia vitale. L'energia potenziale del seme, attraverso il processo della germinazione, si libera e si trasforma in energia effettiva, vita, rappresentata dal germoglio.
E’ stato dimostrato che piccole quantità di germogli di cruciferae dopo tre giorni di germinazione, hanno la stessa forza di protezione contro i tumori di enormi quantitativi degli stessi ortaggi in quanto i germogli contengono un quantitativo di glucosinolanati fino a 100 volte superiore a quello della pianta adulta. L’utilizzo di germogli di broccoli è risultato notevolmente efficace nell’aiutare la lotta contro I tumori della mammella e del colon. (Jed W. Fahey,YueshengZhang, Paul Talalay - Broccoli sprouts: An exceptionally rich source of inducers of enzymes that protect against chemicals carcinogens – Proc. Natl. Acad. Sci. USA vol 94, pp 10367-10372, September 1997 - Medical Science).
Nel 2002 il Dr. Jed W. Fahey ed il suo team, hanno dimostrato che il sulforafano non solo e’ efficace nella lotta contro i tumori del colon e della mammella, ma la sua attività si esplica anche contro le infezioni sostenute da Helicobacter pylori. Questo batterio spiraliforme gram negativo, si annidia sotto il muco gastrico della parete interna dello stomaco ed è la causa più frequente di ulcere gastriche e duodenali. La presenza di Helicobacter pylori è molto spesso associatao alla formazione di carcinoma e linfoma gastrico. Durante la sperimentazione è stato evidenziato che i batteri di Helicobacter Pylori anche se si sono mostrati estremamente resistenti alle terapie a base di amoxicillina, claritromicina e metronidazolo, vengono inibiti dall’assunzione di sulforafano attraverso una dieta ricca di germogli di Cruciferae.
Il Prof. Akinori Yanaka (docente della univesità di Tsukuba) ha presentato una recente ricerca al meeting di Baltimora del 02 Novembre 2005 (Frontiers in Cancer Prevention Research) nella quale si dimostrano le notevolissime proprietà dei germogli di Cruciferae, nel caso particolare germogli di broccolo, nella riduzione dell’infezione sostenute da Helicobacter pylori e quindi nella prevenzione dei tumori gastrici. La sperimentazione è stata effettuata su due gruppi di pazienti omogenei. Al primo gruppo, alla normale dieta sono stati aggiunti 100 gr. al giorno di germogli freschi di cavolo broccolo. Al secondo gruppo sono stti aggiunti invece 100 gr. al giorno di germogli freschi di Alfalfa che si differienziano da quelli di cavolo broccolo solo per il contenuto in sulforafano glucosinolato non presente nei germogli di alfalfa. I pazienti del primo gruppo hanno migliorato notevolmente il loro quadro clinico e diminuito il rischio di contrarre un tumore gastrico.
Nella stessa sessione del meeting e’ stato anche presentato il lavoro della prof.ssa Doroty Rybaczyk-Pathak (University of New Mexico, Albuquerque), nel quale si dimostra l’efficacia delle cruciferae, in questo caso cavoli e crauti, nel prevenire il cancro alla mammella. Lo studio ha avuto origine dall’osservazione del fatto che le donne polacche trasferitesi negli USA avevano un fattore di rischio triplo di contrarre il tumore mammario rispetto a quelle rimaste nel paese di origine. Il sospetto che il problema fosse dovuto dal cambiamento delle abitudini alimentari, è diventato certezza quando ci si è resi conto che le donne le quali avevano mantenuto le stesse abitudini alimentari del paese di origine, con una dieta quindi ricca di crauti e cavoli poco cotti, pur vivendo negli USA, avevano un fattore di rischio di contrarre il tumore pari a quelle rimaste in Polonia.
Alcuni giorni prima, 31 Ottobre 2005, era stato presentato dalla dr. Albena Dinkova-Kostova della Hopkins University of Baltimora, una ricerca sull’uso topico del sulforafano. Alcuni topi da laboratorio sono stati irradiati con raggi Uv; ad alcuni veniva applicata sulla cute una lozione contenente sulforafano estratto da germogli di cavolo broccolo. Tutte le cavie che non erano state protette hanno sviluppato un tumore alla pelle, mentre in quelle protette l’incidenza del tumore è risultata infieriore al 50%. L’interrogativo posto dalla richercatrice era : “Germogli di broccolo: mangiarli o indossarli?” , la risposta che lei stessa ha dato alla fine è stata: “E’ opportuno fare entrambe le cose”.
Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, rimandiamo alle pubblicazioni fatte dalle riviste scientifiche Proceeding of the National Academy of Science of the United States of America, Oxfordjournals, Cancer Epidemiology Biomakers & Prevention, Moleculare Cancer Therapeutics e the Journal of Nutrition.