un libro per ... crescere (o meglio decrescere)
Inviato: lun apr 23, 2007 8:09 am
Obiettivo Decrescita
"Ciascuno di noi è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno"
a cura di Mauro Bonaiuti
Prezzo € 10,00
EMI Editrice Missionaria Italiana
Libro - Pagg. 186
Formato: 14x21
Anno: 2005
In meno di un anno la prima edizione è andata esaurita. Un anno è un tempo breve per la vita di un libro, e tuttavia un tempo in cui, attorno al tema della decrescita, molte cose sono accadute.
In questo periodo, in Italia, il dibattito e le iniziative sulla decrescita si sono moltiplicate. È nata la Rete per la decrescita – con un sito dedicato http://www.decrescita.it –, decine sono stati gli incontri pubblici su questo tema e il moltiplicarsi delle iniziative, nei diversi territori, al Nord come al Sud, sta alimentando i “nodi” locali della Rete, ciascuno con le proprie specificità.
Questa pluralità di iniziative per la decrescita copre gli ambiti più disparati: dalle pratiche di economia alternativa, ai nuovi stili di vita, dal ripensamento dei sistemi educativi, alla critica dei media, alle nuove forme di partecipazione e di rapporto con la politica e il territorio.
Questa seconda edizione intende innanzitutto raccogliere alcuni dei contributi più significativi emersi in Italia in questo ultimo periodo. Mentre la prima edizione era espressione del dibattito nato in Francia attorno ai convegni di Parigi e Lione, questa seconda, pur mantenendo alcuni dei testi più significativi della precedente, raccoglie i contributi nati all’interno della Rete italiana.
Anche in questa seconda edizione è stata mantenuta la divisione tra una prima parte, dedicata alle “ragioni” della decrescita, e una seconda dedicata ai “cantieri” della decrescita. Questo non certo per sottolineare la separazione tra teoria e prassi, che al contrario sono per noi fortemente connesse, quanto piuttosto per sottolineare il rilievo, a fianco delle riflessioni economiche, ecologiche, politiche, antropo-sociali e psicologiche, delle pratiche già in corso. Va detto che i pochi casi qui presentati non hanno alcuna pretesa di esaurire l’estrema ricchezza e varietà delle esperienze pratiche di decrescita che si vanno sperimentando nei diversi territori.
D’altro canto non tutte le esperienze che fanno parte, ad esempio, della Rete italiana di economia solidale si riconoscono esplicitamente all’orizzonte della decrescita, per quanto rappresentino, dal nostro punto di vista, esperienze di decrescita in senso stretto.
Evidentemente il dialogo tra teoria e pratiche deve proseguire e farsi più stretto, affinché, come ci auguriamo, l’orizzonte interpretativo qui proposto possa ambire ad accogliere al proprio interno il maggior numero di esperienze possibili nell’ambito delle alternative al capitalismo globale.
Oggi è pacifico che l'unità di sopravvivenza nel mondo biologico reale è l'organismo più l'ambiente. Stiamo imparando sulla nostra pelle che l'organismo che distrugge il suo ambiente distrugge se stesso.
Gregory Bateson
La decrescita è innanzitutto uno slogan. Uno slogan per indicare la necessità e l'urgenza di una inversione di tendenza rispetto al modello dominante dello sviluppo e della crescita illimitati. Una inversione di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo che l'attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto ed incompatibile con il mantenimento della pace. Esso inoltre porta con sé, anche all'interno dei paesi ricchi, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze e dell'insicurezza. La decrescita non è una ricetta ma semmai un segno, un cartello stradale che indica un nuovo percorso. Un percorso che ci conduce verso un nuovo immaginario, un nuovo orizzonte. E' l'orizzonte di un'altra economia: pacifica, sostenibile e conviviale, in altre parole felice.
http://www.decrescita.it
"Ciascuno di noi è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno"
a cura di Mauro Bonaiuti
Prezzo € 10,00
EMI Editrice Missionaria Italiana
Libro - Pagg. 186
Formato: 14x21
Anno: 2005
In meno di un anno la prima edizione è andata esaurita. Un anno è un tempo breve per la vita di un libro, e tuttavia un tempo in cui, attorno al tema della decrescita, molte cose sono accadute.
In questo periodo, in Italia, il dibattito e le iniziative sulla decrescita si sono moltiplicate. È nata la Rete per la decrescita – con un sito dedicato http://www.decrescita.it –, decine sono stati gli incontri pubblici su questo tema e il moltiplicarsi delle iniziative, nei diversi territori, al Nord come al Sud, sta alimentando i “nodi” locali della Rete, ciascuno con le proprie specificità.
Questa pluralità di iniziative per la decrescita copre gli ambiti più disparati: dalle pratiche di economia alternativa, ai nuovi stili di vita, dal ripensamento dei sistemi educativi, alla critica dei media, alle nuove forme di partecipazione e di rapporto con la politica e il territorio.
Questa seconda edizione intende innanzitutto raccogliere alcuni dei contributi più significativi emersi in Italia in questo ultimo periodo. Mentre la prima edizione era espressione del dibattito nato in Francia attorno ai convegni di Parigi e Lione, questa seconda, pur mantenendo alcuni dei testi più significativi della precedente, raccoglie i contributi nati all’interno della Rete italiana.
Anche in questa seconda edizione è stata mantenuta la divisione tra una prima parte, dedicata alle “ragioni” della decrescita, e una seconda dedicata ai “cantieri” della decrescita. Questo non certo per sottolineare la separazione tra teoria e prassi, che al contrario sono per noi fortemente connesse, quanto piuttosto per sottolineare il rilievo, a fianco delle riflessioni economiche, ecologiche, politiche, antropo-sociali e psicologiche, delle pratiche già in corso. Va detto che i pochi casi qui presentati non hanno alcuna pretesa di esaurire l’estrema ricchezza e varietà delle esperienze pratiche di decrescita che si vanno sperimentando nei diversi territori.
D’altro canto non tutte le esperienze che fanno parte, ad esempio, della Rete italiana di economia solidale si riconoscono esplicitamente all’orizzonte della decrescita, per quanto rappresentino, dal nostro punto di vista, esperienze di decrescita in senso stretto.
Evidentemente il dialogo tra teoria e pratiche deve proseguire e farsi più stretto, affinché, come ci auguriamo, l’orizzonte interpretativo qui proposto possa ambire ad accogliere al proprio interno il maggior numero di esperienze possibili nell’ambito delle alternative al capitalismo globale.
Oggi è pacifico che l'unità di sopravvivenza nel mondo biologico reale è l'organismo più l'ambiente. Stiamo imparando sulla nostra pelle che l'organismo che distrugge il suo ambiente distrugge se stesso.
Gregory Bateson
La decrescita è innanzitutto uno slogan. Uno slogan per indicare la necessità e l'urgenza di una inversione di tendenza rispetto al modello dominante dello sviluppo e della crescita illimitati. Una inversione di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo che l'attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto ed incompatibile con il mantenimento della pace. Esso inoltre porta con sé, anche all'interno dei paesi ricchi, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze e dell'insicurezza. La decrescita non è una ricetta ma semmai un segno, un cartello stradale che indica un nuovo percorso. Un percorso che ci conduce verso un nuovo immaginario, un nuovo orizzonte. E' l'orizzonte di un'altra economia: pacifica, sostenibile e conviviale, in altre parole felice.
http://www.decrescita.it