Vivisezione denigrata dagli stessi vivisettori

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Eliana
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Vivisezione denigrata dagli stessi vivisettori

Messaggio da Eliana » dom nov 28, 2004 8:30 pm

fonte: http://www.health.org.nz/drug2.html

Di Bette Overell, fondatrice della New Zealand
Anti-vivisection Society

Come lungamente dibattuto nel presente lavoro, molte delle
affermazioni che la vivisezione è inutilizzabile,
ingiustificata e non necessaria vengono direttamente dai
vivisettori. La seguente testimonianza rivela che gli
stessi insistono ripetutamente e senza vergogna che la
vivisezione si porta via le vite piuttosto che salvarle!

Recentemente negli USA il General Accounting Office ha
annunciato che il 51,5% dei farmaci introdotti tra il 1976
ed il 1985 ha dovuto subire una revisione dei foglietti
illustrativi a causa di “seri effetti collaterali” scoperti
dopo l’immissione sul mercato. Questi includevano
insufficienza cardiaca, epatica e renale, gravi disordini
del sangue, malformazioni neonatali, arresto respiratorio,
convulsioni e cecità.
(“Postapproval Risks 1976-1985”, FDA Drug Review.)

Nonostante i medici che refutano la vivisezione stiano
crescendo numericamente, e, lavorando congiuntamente ai
gruppi abolizionisti nel mondo stiano diventando una forza
con cui confrontarsi, l’autrice vuole dimostrare ancora una
volta che il più grande critico dell’attuale fiducia sulla
“ricerca animale” è il vivisettore stesso; pertanto
l’autrice usa i vivisettori attualmente più in vista per
contrastare l’affermazione dell’ARSL (Animal research saves
lives) secondo la quale i test animali sono il modo
corretto di sviluppare farmaci per gli esseri umani. La
seguente condanna della vivisezione, fornita e pubblicata
gratuitamente da ricercatori operanti in posizione di forza
nell’industria si identifica con la costante ed infinita
incidenza dei farmaci ritirati dal mercato a causa dei
danni provocati ad ignari pazienti.

Vivisettore Ralph Heywood, ex direttore scientifico
dell’infame Huntingdon Contract Research Laboratories (oggi
consulente tossicologo), nel 1990 compilò un’analisi dei
maggiori effetti collaterali dei farmaci riscontrati dal
disastro Thalidomide. Detta analisi rivela che l’85% degli
effetti collaterali NON erano risultati e mai potevano
risultare dagli esperimenti animali. L’esempio seguente dei
suoi commenti è tratto dalla suddetta analisi:

OPREN
Farmaco contro l’artrite. Somministrato ad oltre 500.000
pazienti. Ritirato nel 1982. Gravi effetti collaterali su
oltre 4.000 casi, includono eruzioni cutanee, danni epatici
e renali e 61 decessi solamente in Gran Bretagna. Prodotto
dalla Ely Lilly che annota, nella documentazione del
farmaco:
“gli effetti dell’Opren nella scimmia Rhesus sono stati
studiati per un anno. Non vi sono stati apparenti effetti
avversi sulla sopravvivenza”.”

Il commento di Heywood … “I disturbi che hanno colpito gli
umani non potevano mai essere identificati negli animali.”

ERALDIN
Farmaco cardiaco. Prodotto dalla I.C.I. Somministrato a
migliaia di pazienti. Ha provocato severi danni agli occhi,
cecità e molti decessi. Nel 1976 il gigante farmaceutico
britannico annunciava di aver iniziato a pagare i danni
alle vittime (o ai sopravvissuti) dell’Eraldin che era
stato “testato in modo intensivo per sette anni”.

(la I.C.I. effettuò test di tossicità sull’Eraldin
utilizzando ratti e topi, scimmie e ratti per 2 settimane,
70 ratti e 24 cani per 13 settimane, 100 topi per 18 mesi e
3 gruppi di conigli gravidi. I risultati di detti test
portarono a ritenere che l’Eraldin fosse “decisamente privo
di effetti tossici”. In poco più di 5 anni – 29 giugno 1970
al 1 ottobre 1975 vi furono 7.000 vittime nel solo Regno
Unito
(Liberator, agosto/settembre 1984.))

Commento di Heywood … “nessuno è stato in grado di
riprodurre gli effetti nocivi negli animali – anche dopo il
ritiro del farmaco nel 1976.”

CLORAMFENICOLO

L’antibiotico Cloramfenicolo è stato causa di leucemia ed
anemia aplastica fatale negli esseri umani.
• “Questo farmaco è stato provato sui cani per lunghi
periodi e si è notato che provocava solamente una anemia
transitoria, ma al suo impiego nella malattie umane sono
seguiti risultati fatali…”
(Editoriale, Medical Review, settembre 1953)
• “Esperimenti su vasta scala condotti sui cani non hanno
mostrato prove di malattia sulle specie canine.”
(Bulletin, Easton, Massachusetts, 2 aprile 1953)
• “Avevamo la tranquilla certezza di conoscere due farmaci
efficaci nella febbre tifoidea: il cloramfenicolo e
l’ampicillina. Dopodichè è stato trovato un ceppo di
bacillo tifoide resistente al cloramfenicolo … i batteri
resistenti stanno incrementando i casi di avvelenamento del
sangue dei pazienti ospedalizzati trattati con
antibiotici.”
(International Herald Tribune, 9-10 dicembre 1972)

Commento di Heywood … “Danno non preannunciato dagli
esperimenti animali.”

Dalle sue analisi e relativi dati, Heywood ha concluso che
vi è una correlazione solamente del 5-25% tra gli effetti
dannosi sulla gente ed i risultati degli esperimenti
animali. A parte il non aver rivelato molti dei pericoli
dei farmaci “testati” sugli animali, questi “test” hanno
anche fatto scartare medicine potenzialmente valide in
quanto hanno prodotto effetti collaterali negli animali,
effetti che non si sono mai verificati nelle persone. Molti
farmaci in uso da lungo tempo mostrano negli animali una
tossicità sufficiente a rendere estremamente improbabile il
loro inserimento nel mercato odierno, se fossero sottoposti
ai test animali oggi richiesti dalla legge. Per esempio la
penicillina che è letale per i porcellini d’india, la
Frumeside che causa gravi danni epatici nei topi ma che
rappresenta un valido diuretico per gli umani ed il
sorbitolo di ferro che provoca il cancro nei ratti e nei
conigli ma è impiegato con successo nel trattare la le
deficienze di ferro nelle persone anemiche.

I seguenti ulteriori esempi dei pericoli dell’estrapolare
all’uomo gli effetti negli animali sono tratti dall’analisi
di Heywood:

ESEMPI DEI PRINCIPALI PERICOLI DEI FARMACI DOPO IL
TALIDOMIDE, NON PREDETTI DAI TEST ANIMALI

FARMACO EFFETTO DANNOSO
Cloramfenicolo disturbo del sangue fatale (anemia
aplastica)
Clindamicina malattia intestinale spesso fatale
Clioquinol danno neurologico
Domperidone problemi cardiaci
Eraldin danni oculari (cecità)
Halcion amnesia
Alotano
danno epatico
Isoprenalina in aerosol decessi asmatici
Opren decessi, eruzioni cutanee, fotosensibilità
Contraccettivi orali emboli
Fenacetina danno renale
Fenilbutazone danno neurologico, epatotossicità

ESEMPI RECENTI DI FARMACI RITIRATI PER RAGIONI DI SICUREZZA
(REGNO UNITO)
FARMACO CATEGORIA DATA DI RITIRO
Fenacetina analgesico 1980
Clioquinol antidiarroico 1981
Fenformina antidiabetico 1982
Opren antinfiammatorio 1982
Propanidid anestetico 1983
Zelmid antidepressivo 1983
Zomax analgesico 1983
Flosint antinfiammatorio 1983
Alphaxolone anestetico 1984
Merital antidepressivo 1986
Suprol antinfiammatorio 1986

Il Dr. Miles Weatherfall, vivisettore di prim’ordine, ex
direttore della Wellcome Research Laboratories critica così
il principio della vivisezione:

“Ciascuna specie ha il proprio modello metabolico, e non
esistono due specie che possano metabolizzare un farmaco in
modo identico.”
(Nature, 1 aprile 1982, pagg. 387-390.)

Una ulteriore buona ragione per cui la vivisezione andrebbe
abolita ce la fornisce il ricercatore farmaceutico
americano Bernard Brodie che in occasione del suo
Acceptance Speech of the Winner del Torald Sollman Award,
California, 1963 arriva ad affermare:

“Se gli esperimenti animali conducono a farmaci
clinicamente utili è sovente una questione di pura
fortuna.”

M. H. Briggs, sul Biomedical Research Involving Animals,
Editori Z. Bankowski e N. Howard-Jones (CIOMS 1984)
scrive:

“La sofferenza animale potrebbe essere eliminata e la
sicurezza delle medicine migliorata se I governi
adottassero una nuova strategia per l’introduzione di nuovi
farmaci.”

In Outrage dicembre/gennaio 1992 il Dr. Robert Scarpe
scrive che questa nuova strategia dovrebbe comportare la
sostituzione dei test animali con i test in-vitro con
tessuti umani e metodi pronostici al computer, l’adozione
di misure più efficaci di monitoraggio dei farmaci già
commercializzati e la restrizione dei nuovi farmaci a
coloro che ne hanno una reale necessità. Sostiene che
l’idea che una combinazione di metodi in-vitro possa
correttamente svelare la generale tossicità delle sostanze
chimiche è la premessa fondamentale dietro la prova
multi-centro recentemente avviata dalla Scandinavian
Society for Cell Toxicology. Il Dr. Zucco del Centro
Nazionale delle Ricerche italiano ha dimostrato che
“l’impossibilità di estrapolare dati dagli animali può
essere ovviata dall’uso di colture di cellule umane”. Nelle
prove effettuate al Denmark’s Roskilde University Centre la
concentrazione letale di sostanze chimiche per i globuli
bianchi umani dimostra “una correlazione molto buona”… i
globuli bianchi sono ottenuti da campioni di sangue
prelevati a volontari. Negli USA una ditta californiana, la
Marrow Tech Inc. ha introdotto sistemi di coltura completi
per valutazioni di sicurezza in-vitro inerenti il midollo
osseo, il fegato, la mucosa orale, e la cute. Il Dr. Sharpe
sostiene che questi test sul tessuto umano avrebbero potuto
mettere in guardia i medici circa gli effetti dannosi di
farmaci quali il Talidomide.

Elemento di rilievo dell’attuale crescente dissenso medico
contro la vivisezione, il Professor Croce non è il solo ma
fa parte di una lunga lista di disertori del campo della
vivisezione. Nella presentazione di Vivisection or Science
– a choice to make, Hans Ruesch scrive che nel 1912 un noto
medico tedesco, Wolfgang Bohn, sosteneva nel giornale
medico Aerztliche Mitteilungen:

“Il fine dichiarato della vivisezione non è stato raggiunto
in alcun campo, pertanto si può presumere che non sarà
raggiunto nemmeno in futuro. Al contrario, la vivisezione
ha procurato enormi danni, ha ucciso migliaia di persone…
Tuttavia a generazioni di ricercatori è stato insegnato a
non impiegare altri metodi se non la vivisezione.”

Ruesch inoltre scrive:

“Un cambiamento doveva prima o poi avvenire dei ranghi dei
dottori in medicina stessi, e questo ha iniziato a
manifestarsi nel corso degli anni ottanta e – fenomeno
notevole – simultaneamente in diversi paesi, su iniziativa
di medici che all’inizio non avevano avuto alcun contatto
tra di loro. Il loro numero sta crescendo così rapidamente
che gli organi di informazione non saranno probabilmente in
grado di togliere voce a tutti loro come è avvenuto fino ad
oggi. Il libro “Vivisection or Science – a choice to make”
è ad oggi la voce medica più rilevante di quanto sta già
promettendo di diventare un coro. Rimarrà sempre il primo
nel tempo. Un evento storico.”

Come abbiamo appreso dal capitolo 1 di ARTL (Animal
Research takes lives), Hans Ruesch ha abbandonato per
sempre la sua carriera letteraria di grande successo e
remunerativa il giorno in cui le sue ricerche lo hanno
portato a scoprire che la vivisezione è un complotto
internazionale ed una cospirazione che solamente i
professionisti medici di spicco più coraggiosi osano
contestare. Sfortunatamente per miliardi di persone del
nostro tempo la maggior parte dei dottori, né coraggiosi né
di spicco, consapevoli che dissentire dalla corrente
principale di pensiero equivale al suicidio professionale,
sceglie – forse comprensibilmente ma a caro prezzo per la
salute dei pazienti – di essere guidata dall’istinto di
sopravvivenza .

pan
Messaggi: 126
Iscritto il: lun ott 11, 2004 5:56 pm

che ne dite?

Messaggio da pan » dom nov 28, 2004 8:45 pm

Appunto quindi continuiamo ad avversare la vivisezione!
Su rai 3 la trasmissione " che tempo che fa" ha un sacco di odience.
Indipendentemente se vi piace o no la trasmissione e Fazio non possiamo provare a vedere se ci può andare come ospite qualche anitivivisezionista tosto?
La fanno alle 20 di ve sa e do la vede una marea di gente....
Pan

Simone L.
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Re: che ne dite?

Messaggio da Simone L. » lun nov 29, 2004 7:21 pm

L'articolo è di indubbio interesse, un grazie a chi si è impegnato nella traduzione. Per quanto riguarda ciò che dice Pan, pur non avendo presente come si svolga esattamente la trasmissione citata, penso che ogni spazio meriterebbe di essere sfruttato per parlare di un annoso problema come la vivisezione, soprattutto se poi si può avere un riscontro elevato (la marea di gente..). La speranza è che la strada intrapresa da Report venga seguita in breve tempo da altri programmi, il mezzo televisivo resta decisamente importante, essendo decisamente accessibile a tutti e capace di fornire velocemente immagini e nozioni. Chissà che scrivendo a [email protected] (questa dovrebbe essere la e-mail del programma, se non sbaglio), qualcosa possa saltare fuori...

Eliana
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Messaggio da Eliana » lun nov 29, 2004 7:26 pm

Non l'ho tradotto io e non veniva fatto il nome della persona. L'articolo mi è arrivato da Bairo senza intestazioni.

Ciao

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