DIOSSINA SU TRIESTE
Sequestrate dalla Procura del capoluogo due linee su tre dell’inceneritore di via Errera: le analisi dell’Arpa hanno rilevato sforamenti ripetuti dei limiti di legge previsti per la diossina. Intanto in provincia e nell’isontino è già emergenza rifiuti. .
è allarme rifiuti in provincia di Trieste, Gorizia e anche nel pordenonese: dopo il sequestro di due delle tre linee di smaltimento dell’inceneritore di via Errera gestito dalla AcegasAps, il rischio che le immondizie si riversino sulle strade si fa sempre più alto.
Il sequestro - avvenuto lo scorso 14 febbraio su richiesta del Pm Federico Frezza - è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Massimo Tomassini dopo che l’Arpa aveva informato la Procura dei ripetuti sforamenti dei limiti di legge previsti per la diossina dalle due linee incriminate.
Ben quattro i rilevamenti risultati fuorilegge: quelli del 20 e 21 dicembre e quelli dell’11 e 12 gennaio. Il più inquietante è il primo, con 0,970 nanogrammi di diossina per metro cubo d’aria, un valore che supera di quasi dieci volte i limiti fissati dalla legge.
Nel registro degli indagati per aver violato il Codice dell’Ambiente sono così finiti Stefano Gregorio, direttore tecnico dell’inceneritore, e Massimo Paniccia, presidente della multiutility AcegasAps.
Con la chiusura delle due linee, Trieste, Muggia, Duino Aurisina, Monfalcone, Gorizia e alcune aree del pordenonese rischiano di dover affrontare una drammatica emergenza rifiuti: la linea numero 1, l’unica che può continuare a funzionare perché non risultata inquinante, non è infatti in grado di sopperire alle necessità di smaltimento dei relativi territori.
Di fatto, finora in via Errera venivano smaltite 400 tonnellate al giorno: 160 sono coperte dalla prima linea, quella ancora funzionante, perciò ne restano 240 da sistemare.
In base alla convenzione vigente tra le due Province, l’amministrazione di Trieste ha già richiesto a Gorizia di poter portare i rifiuti nella discarica di Pecol dei Lupi a Cormons. L’impianto in questione è però in grado di ricevere soltanto 120 tonnellate al giorno, la metà di quanto richiesto dall’amministrazione triestina: vista però la situazione critica, in via straordinaria la Provincia di Gorizia ha autorizzato l’AcegasAps a trasportare nella discarica di Pecol dei Lupi tutte le 240 tonnellate. Ma solo per un periodo di 15 giorni, stimando sia questa, “in via prudenziale”, la durata del fermo delle due linee.
Va peraltro ricordato che l’impianto di Cormons ha una capacità residua di 9 mila tonnellate: senza contare i rifiuti della provincia di Gorizia, che ora non vengono più inceneriti a Trieste, 240 tonnellate per 15 giorni fanno già 3600 tonnellate, a cui devono aggiungersi le 80 giornaliere di Gorizia: in tutto 4800, dunque in due settimane l’impianto sarebbe già mezzo pieno.
L’altra opzione regionale sarebbe la discarica di Trivignano gestita dalla Exe, che però accoglie soltanto immondizie precedentemente trattate e differenziate e non è detto che AcegasAps sia in grado di assicurare quel processo.
Intanto, la Procura di Trieste ha autorizzato il riavvio delle due linee incriminate, un “dissequestro condizionato” destinato non a smaltire rifiuti bensì a consentire ai tecnici incaricati di effettuare le analisi necessarie per capire cosa sia successo (la causa potrebbe essere nel tipo di materiali bruciati - composti ricchi di coloro come il Pvc -, oppure in un guasto all’impianto o ancora in un difetto costruttivo) e quindi trovare i rimedi in tempi rapidi.
Prima cioè che Trieste e dintorni vengano sommerse dai rifiuti.
http://www.nuovofriuli.com/read.asp?code=2007.0300.02
Inceneritori
- Gianluca Ricciato
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La R più importante
Aggiungo un commento: siamo arrivati al punto in cui letteralmente i rifiuti ci stanno sommergendo. Letteralmente, non più metaforicamente.
Forse è arrivata anche l'ora di capire che l'unica soluzione è la riduzione (la prima R)
Gianluca
Forse è arrivata anche l'ora di capire che l'unica soluzione è la riduzione (la prima R)
Gianluca