Per amore di verità
Inviato: mer feb 28, 2007 10:02 am
Mi scuso se apro un nuovo topic, sempre a proposito del libro "Amati" e della discussione che ne è nata, a seguito delle mie osservazioni.
Vegan 26, con molta cortesia, mi ha invitato a documentarmi e mi ha segnalato alcune fonti alle quali attingere.
Una di queste è il rapporto della FAO su "Zootecnia e gravi problemi che essa reca all'ambiente" ( Il titolo della relazione è stato da me modificato per ragioni di sintesi).
In rete è disponibile il comunicato stampa 29 novembre 2006 a firma "Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO [email protected]"
Per quello che mi riguarda non ho notato informazioni che mi fossero ignote:
1) "Il settore zootecnico mondiale cresce attualmente ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro settore rurale. Dà da vivere a circa 1.3 miliardi di persone e rappresenta circa il 40 per cento della produzione agricola complessiva."
2) viene affermato dal " rapporto FAO “Livestock’s Long Shadow –Environmental Issues and Options. “ che i costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente”
3) il 65 per cento dell’ossido nitroso da attività umana, che ha 296 volte il Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) del biossido di carbonio (CO2), la maggior parte generato dal letame.
4)"è responsabile del 37 per cento di tutto il metano da attività umane (che contribuisce al riscaldamento 23 volte di più del CO2), prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti, e del 64 per cento dell’ammoniaca, che contribuisce in modo notevole alle piogge acide."
5) "Il settore zootecnico è tra quelli che arreca maggiori danni alle già scarse risorse idriche del pianeta, contribuendo tra l’altro all’inquinamento dell’acqua, al fenomeno dell’eutrofizzazione (l’abnorme proliferazione di biomassa vegetale dovuta all’eccessiva presenza di nutrienti quali nitrati e fosfati) "
Questa è la diagnosi, del tutto veritiera e incontestabile.
Personalmente mi sto occupando della filiera del latte e della redazione dei manuali della Qualità (ISO 9001) e Ambientali (ISO 14001) Dunque il mio interesse professionale è parziale e limitato a questi aspetti .
Ovvio che, da un punto di vista personale mi sono fatto un'idea dell'enorme problematicità dovuta all'impatto di questa attività umana.
Fatta la diagnosi non ci troviamo sulle soluzioni.
La Vostra, molto semplice ( o semplicistica) è assolutamente radicale: "piantiamola di allevare animali, non consumiamo piu' carne, non consumiamo piu' prodotti di origine animale."
La mia, con vostra buona pace, è una discussione "dentro" le aberrazioni del sistema, volta a ricercare possibili soluzioni.
Posso anche concordare che , anche nella migliore delle ipotesi, siano soluzioni
che non risolvono alla radice il problema; giacchè è del tutto improbabile un totale azzeramento delle negatività derivanti dalla zootecnia.
Tuttavia, tra il tutto e il niente, questo è il punto, c'è sempre una via di mezzo.
Quello che non accetto del vostro atteggiamento, e lo dico con molta ragionata pacatezza è l'intransigenza; spiegabile solo con un "niet" ideologico, quasi religioso: l'estensione a tutti gli esseri sezienti del comandamento "non uccidere".
Intendiamoci: non critico questa vostra degnissima e apprezzabilissima convinzione: critico la vostra "impoliticità" lil vostro modo di ragionare dicotomico: "o tutto o niente" " o bianco o nero" "o vita o morte".
Fossi in Voi, e non lo sono, sarei molto piu' interessato a fare politica al "step by step"
Incomincerei a ragionare sui contenuti delle soluzioni possibili, piuttosto che sulle ragioni "ideologiche " e di principio.
La stessa FAO preconizza la possibilità di dimezzare l'inquinamento da zootecnia con opportune misure: Impianti per la produzione di biogas e di energia in genere; impianti di riciclaggio e depurazione delle acque reflue ; impianti chimici per la segregazione dell'ammoniaca.
Volere è potere, questo è il punto e se l'uomo vuole può anche adoperarsi per limitare le varianze delle sue azioni.
Ho la netta impressione che la logica del "via tutto" non porterà mai da nessuna parte; giacchè, per ammissione della stessa FAO, oltre 1,4 miliardi di uomini sono impiegati nella zootecnia, a vario titolo .
Dunque una battaglia ideologica fine a se stessa rischia fortemente di lasciare il tempo che trova.
Vi sono tanti uomini e donne che sono, per esempio, contro la pena di morte ( e io entusiasticamente tra questi)
Guardate la politica di Amnesty International o di associazioni del tipo:"Nessuno Tocchi Caino"
Avrebbero potuto tranquillamente usare toni del tipo:"barbari incivili, imparate da noi che, da decenni, abbiamo abolito la p.d.m.; il Beccaria non vi ha insegnato nulla?"
Invece, lungi dal farne uno scontro ideologico, queste associazioni hanno preferito farne questioni di merito: "non eseguite la sentenza per quel ragazzo, perchè al tempo del crimine era minorenne.." oppure:" è una persona vecchia e malata e in carcere si è abbondantemente redenta" e ancora: " l'iniezione letale è inumana, perchè il condannato soffre atrocemente prima di morire" eccetera.
Risultato: sempre piu' paesi al mondo hanno sospeso le esecuzioni capitali ( ultima la Russia) e altrettante si sono pronunciate per la moratoria; per finire, non poche l'hanno abolita definitivamente.
Nell'Enciclica di Giovanni XXIII "Mater et magistra" il papa cita la famosa frase evangelica " Nel mondo ma non del mondo".
Pure essendo agnostico, ritengo che sia un ottimo spunto per ragionare sulla necessità del pensiero trilaterale: fede, ragione e politica.
Vegan 26, con molta cortesia, mi ha invitato a documentarmi e mi ha segnalato alcune fonti alle quali attingere.
Una di queste è il rapporto della FAO su "Zootecnia e gravi problemi che essa reca all'ambiente" ( Il titolo della relazione è stato da me modificato per ragioni di sintesi).
In rete è disponibile il comunicato stampa 29 novembre 2006 a firma "Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO [email protected]"
Per quello che mi riguarda non ho notato informazioni che mi fossero ignote:
1) "Il settore zootecnico mondiale cresce attualmente ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro settore rurale. Dà da vivere a circa 1.3 miliardi di persone e rappresenta circa il 40 per cento della produzione agricola complessiva."
2) viene affermato dal " rapporto FAO “Livestock’s Long Shadow –Environmental Issues and Options. “ che i costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente”
3) il 65 per cento dell’ossido nitroso da attività umana, che ha 296 volte il Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) del biossido di carbonio (CO2), la maggior parte generato dal letame.
4)"è responsabile del 37 per cento di tutto il metano da attività umane (che contribuisce al riscaldamento 23 volte di più del CO2), prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti, e del 64 per cento dell’ammoniaca, che contribuisce in modo notevole alle piogge acide."
5) "Il settore zootecnico è tra quelli che arreca maggiori danni alle già scarse risorse idriche del pianeta, contribuendo tra l’altro all’inquinamento dell’acqua, al fenomeno dell’eutrofizzazione (l’abnorme proliferazione di biomassa vegetale dovuta all’eccessiva presenza di nutrienti quali nitrati e fosfati) "
Questa è la diagnosi, del tutto veritiera e incontestabile.
Personalmente mi sto occupando della filiera del latte e della redazione dei manuali della Qualità (ISO 9001) e Ambientali (ISO 14001) Dunque il mio interesse professionale è parziale e limitato a questi aspetti .
Ovvio che, da un punto di vista personale mi sono fatto un'idea dell'enorme problematicità dovuta all'impatto di questa attività umana.
Fatta la diagnosi non ci troviamo sulle soluzioni.
La Vostra, molto semplice ( o semplicistica) è assolutamente radicale: "piantiamola di allevare animali, non consumiamo piu' carne, non consumiamo piu' prodotti di origine animale."
La mia, con vostra buona pace, è una discussione "dentro" le aberrazioni del sistema, volta a ricercare possibili soluzioni.
Posso anche concordare che , anche nella migliore delle ipotesi, siano soluzioni
che non risolvono alla radice il problema; giacchè è del tutto improbabile un totale azzeramento delle negatività derivanti dalla zootecnia.
Tuttavia, tra il tutto e il niente, questo è il punto, c'è sempre una via di mezzo.
Quello che non accetto del vostro atteggiamento, e lo dico con molta ragionata pacatezza è l'intransigenza; spiegabile solo con un "niet" ideologico, quasi religioso: l'estensione a tutti gli esseri sezienti del comandamento "non uccidere".
Intendiamoci: non critico questa vostra degnissima e apprezzabilissima convinzione: critico la vostra "impoliticità" lil vostro modo di ragionare dicotomico: "o tutto o niente" " o bianco o nero" "o vita o morte".
Fossi in Voi, e non lo sono, sarei molto piu' interessato a fare politica al "step by step"
Incomincerei a ragionare sui contenuti delle soluzioni possibili, piuttosto che sulle ragioni "ideologiche " e di principio.
La stessa FAO preconizza la possibilità di dimezzare l'inquinamento da zootecnia con opportune misure: Impianti per la produzione di biogas e di energia in genere; impianti di riciclaggio e depurazione delle acque reflue ; impianti chimici per la segregazione dell'ammoniaca.
Volere è potere, questo è il punto e se l'uomo vuole può anche adoperarsi per limitare le varianze delle sue azioni.
Ho la netta impressione che la logica del "via tutto" non porterà mai da nessuna parte; giacchè, per ammissione della stessa FAO, oltre 1,4 miliardi di uomini sono impiegati nella zootecnia, a vario titolo .
Dunque una battaglia ideologica fine a se stessa rischia fortemente di lasciare il tempo che trova.
Vi sono tanti uomini e donne che sono, per esempio, contro la pena di morte ( e io entusiasticamente tra questi)
Guardate la politica di Amnesty International o di associazioni del tipo:"Nessuno Tocchi Caino"
Avrebbero potuto tranquillamente usare toni del tipo:"barbari incivili, imparate da noi che, da decenni, abbiamo abolito la p.d.m.; il Beccaria non vi ha insegnato nulla?"
Invece, lungi dal farne uno scontro ideologico, queste associazioni hanno preferito farne questioni di merito: "non eseguite la sentenza per quel ragazzo, perchè al tempo del crimine era minorenne.." oppure:" è una persona vecchia e malata e in carcere si è abbondantemente redenta" e ancora: " l'iniezione letale è inumana, perchè il condannato soffre atrocemente prima di morire" eccetera.
Risultato: sempre piu' paesi al mondo hanno sospeso le esecuzioni capitali ( ultima la Russia) e altrettante si sono pronunciate per la moratoria; per finire, non poche l'hanno abolita definitivamente.
Nell'Enciclica di Giovanni XXIII "Mater et magistra" il papa cita la famosa frase evangelica " Nel mondo ma non del mondo".
Pure essendo agnostico, ritengo che sia un ottimo spunto per ragionare sulla necessità del pensiero trilaterale: fede, ragione e politica.