FAQ Cosmetici cruelty-free
Inviato: gio feb 15, 2007 1:30 pm
da AgireOra:
FAQ Cosmetici cruelty-free
Questa FAQ e' stata scritta per fornire un punto di riferimento a chi
non conosce bene l'argomento "cosmetici cruelty-free" e incontra sulla
sua strada qualcuno che lo induce a desistere dallo scegliere questi
prodotti, in particolare da persone che vendono cosmetici, le quali creano
confusione su questo argomento, facendo credere che lo Standard
"cruelty-free" non abbia alcun valore.
Noi che di cosmetici non ne vendiamo, ma, tra le attività di
volontariato, cerchiamo di aiutare le persone a fare, nel proprio piccolo, il
possibile per combattere la vivisezione, intendiamo chiarire qui che NON È
VERO che comprare un cosmetico (compresi shampoo, dentifrici, ecc.) o
un altro è lo stesso e che NON È VERO che l'adesione allo Standard
cruelty-free è inutile.
Queste FAQ servono perchè abbiamo appurato che è inutile discutere ogni
volta per cercare di chiarirsi e ripetere sempre le stesse cose, quindi
cerchiamo di spiegare qui una volta per tutte cosa VERAMENTE può fare
ciascuno di noi come consumatore per combattere la vivisezione compiuta
per la produzione di cosmetici.
Se in qualche forum trovate delle discussioni in cui ci siano degli
attacchi allo Standard e si invitino le persone a non tenerlo in
considerazione, per favore, pubblicate in quel forum, semplicemente, il link a
queste FAQ:
http://www.veganhome.it/come/faq_cosmetici.php
cosi' chi vuole sapere come stanno le cose le potra' leggere.
Per approfondire l'argomento e per sapere qual è la lista aggiornata
delle aziende cruelty free, potete andare alla pagina:
http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-a.html
Qui invece riportiamo delle breve risposte alle affermazione
confusionarie fatte (in modo reiterato) in alcuni forum.
1. In breve: cos'è un prodotto cruelty-free
È un prodotto che aderisce allo Standard internazionale 'Non Testato su
Animali'. Questa è la Home Page dello Standard per l'Europa (ma lo
stesso Standard vale anche per gli USA):
http://www.eceae.org/english/hcs.html
Lo Standard si riferisce sia al prodotto finito che agli ingredienti.
"Non Testato su Animali" significa sicuramente che il prodotto finito
non è mai stato testato, mentre riguardo agli ingredienti significa che
non sono stati testati dopo una specifica data (che varia da un
produttore all'altro), chiamata cut-off date, il che equivale a dire non tanto
che nessuno degli ingredienti sia MAI stato testato (sarebbe
impossibile), ma che non viene incrementata la vivisezione. Nella pratica,
significa che il produttore si impegna a non comprare più ingredienti nuovi a
partire da quella data (infatti per ogni ingrediente nuovo si devono
compiere nuovi test).
2. Scordatevi la positive-list
Se qualcuno, parlando di cosmetici cruelty-free, si mette a parlare
della positive-list, potete smettere di ascoltarlo, perchè sta parlando di
qualcosa che non c'entra nulla con lo Standard. La positive-list è
l'elenco degli ingredienti in commercio nel 1976, ma, che esista o non
esista, che quegli ingredienti si trovino ancora sul mercato o meno, è
irrilevante, perchè lo Standard NON si basa sulla positive-list, ma solo
sulla cut-off date di cui sopra, quindi, cancellatevi dalla testa la
positive-list quando si parla di cosmetici cruelty-free.
3. Perchè è importante l'adesione allo Standard
È importante perchè è una presa di posizione di chi produce comestici e
di chi li compra. In pratica, si dice, alle aziende che vogliono
continuare con la vivisezione, e all'Unione Europea: "cambiate le regole,
questi test obbligatori non li vogliamo più!". Ci sono tanti altri modi
per dirlo, ci sono le petizioni, ci sono le lettere da inviare, ciascuno
di noi può fare anche queste altre cose, ma quella di scegliere i
cosmetici aderenti allo Standard è UNA di queste cose, ed è una che va a
toccare direttamente il portafoglio delle aziende, per cui è importante.
E poi è chiaro che se possiamo scegliere un prodotto che non incrementa
la vivisezione al posto di uno che è certamente testato su animali... è
certamente da preferire il primo!
4. E il "ri-test"?
Con "ri-test" si intende: cosa succede se un ingrediente viene testato
non solo per la messa in commercio, ma anni dopo? Questo è un
non-problema: per essere in linea con lo Standard l'azienda deve presentare una
dichiarazione del fornitore che attesti che ciascun ingrediente non è
stato testato dopo la cut-off date. Se un ingrediente era in regola, e a
un successivo controllo (fatto ogni 2-3 anni) non lo è più, perchè è
stato testato dopo la cut-off date, quell'ingrediente non può più essere
usato, e va sostituito con un altro che rispetti i requisiti. Questo
problema, comunque, si pone molto raramente, perchè a nessuna industria
piace fare i test per nulla.
Se poi qualcuno fa dei test su una data sostanza, per ricerca di base,
per sfizio, per pubblicare un articolo o quant'altro, in modo del tutto
indipendente dal produttore di quell'ingrediente, questo non riguarda
lo Standard, perchè qualsiasi cosa può essere testata su animali in
qualsiasi momento: lo sono anche i succhi di frutta, i cavolfiori e il sale
da cucina, sempre per ricerca di base, per sfizio, ecc., ma è lampante
che questo non c'entra nulla con gli obblighi di legge o con chi
produce quei dati prodotti.
5. E le altre informazioni sugli ingredienti?
È importante, certamente, conoscere anche altre informazioni sugli
ingredienti: se sono di origine animale, se sono vegetali o di origine
chimica, se sono inquinanti, ecc. ed è giusto cercare anche queste
informazioni, ma ciò non significa che informarsi su questo debba portare a
ignorare la questione dei test su animali!
6. E allora, quali sono queste aziende che aderiscono allo Standard?
Per l'Italia, sono quelle riportate sul sito VIVO (che non vende nulla
e non chiede soldi a nessuno), che comprendono quelle che hanno aderito
allo Standard attraverso il disciplinare ICEA-LAV che prevede dei
controlli, e quelle che hanno aderito in regime di autocertificazione
mandando tutti i documenti necessari alla valutazione ad Antonella de Paola,
autrice della "Guida ai prodotti non testati" (Ed. Cosmopolis). In più,
sono escluse quelle aziende tali che TUTTI i loro prodotti contengono
uno o più ingredienti di origine animale, e sono segnalate quelle che
usano in taluni prodotti ingredienti di origine animale. La pagina è
questa: http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-d.html
7. Ma possiamo fidarci dell'autocertificazione?
Autocertificazione significa che il produttore prende precisi impegni e
li firma. Se poi viene scoperto a mentire, il danno che gliene viene è
grande, chi glielo fa fare? Inoltre, se produrre autocertificazioni
menzognere fosse così facile, ci sarebbero centinaia di aziende
no-cruelty. Viceversa, nonostante siano state contattate tantissime aziende,
quelle che hanno risposto positivamente sono solo una diecina in tutta
Italia. Sottoscrivere una dichiarazione falsa su carta intestata e timbro
dell'azienda è un reato bello e buono, che può costare molto caro a chi
lo commette...
8. Che etichetta o dicitura devo cercare sul prodotto?
Per ora, nessuna, qualsiasi etichetta o dicitura ci sia va ignorata,
perchè non è indicativa, bisogna solo far riferimento alla lista di
aziende aderenti che trovate alla pagina citata sopra.
Il logo relativo allo Standard è la sagoma di un coniglietto che salta
con 2 stelline, ma per ora è usato molto poco, anche le aziende
aderenti spesso non lo usano, quindi per ora non fateci conto. Se lo trovate,
tanto meglio, altrimenti, qualsiasi altro simbolo troviate, ignoratelo.
FAQ a cura di http://www.NoVivisezione.org
FAQ Cosmetici cruelty-free
Questa FAQ e' stata scritta per fornire un punto di riferimento a chi
non conosce bene l'argomento "cosmetici cruelty-free" e incontra sulla
sua strada qualcuno che lo induce a desistere dallo scegliere questi
prodotti, in particolare da persone che vendono cosmetici, le quali creano
confusione su questo argomento, facendo credere che lo Standard
"cruelty-free" non abbia alcun valore.
Noi che di cosmetici non ne vendiamo, ma, tra le attività di
volontariato, cerchiamo di aiutare le persone a fare, nel proprio piccolo, il
possibile per combattere la vivisezione, intendiamo chiarire qui che NON È
VERO che comprare un cosmetico (compresi shampoo, dentifrici, ecc.) o
un altro è lo stesso e che NON È VERO che l'adesione allo Standard
cruelty-free è inutile.
Queste FAQ servono perchè abbiamo appurato che è inutile discutere ogni
volta per cercare di chiarirsi e ripetere sempre le stesse cose, quindi
cerchiamo di spiegare qui una volta per tutte cosa VERAMENTE può fare
ciascuno di noi come consumatore per combattere la vivisezione compiuta
per la produzione di cosmetici.
Se in qualche forum trovate delle discussioni in cui ci siano degli
attacchi allo Standard e si invitino le persone a non tenerlo in
considerazione, per favore, pubblicate in quel forum, semplicemente, il link a
queste FAQ:
http://www.veganhome.it/come/faq_cosmetici.php
cosi' chi vuole sapere come stanno le cose le potra' leggere.
Per approfondire l'argomento e per sapere qual è la lista aggiornata
delle aziende cruelty free, potete andare alla pagina:
http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-a.html
Qui invece riportiamo delle breve risposte alle affermazione
confusionarie fatte (in modo reiterato) in alcuni forum.
1. In breve: cos'è un prodotto cruelty-free
È un prodotto che aderisce allo Standard internazionale 'Non Testato su
Animali'. Questa è la Home Page dello Standard per l'Europa (ma lo
stesso Standard vale anche per gli USA):
http://www.eceae.org/english/hcs.html
Lo Standard si riferisce sia al prodotto finito che agli ingredienti.
"Non Testato su Animali" significa sicuramente che il prodotto finito
non è mai stato testato, mentre riguardo agli ingredienti significa che
non sono stati testati dopo una specifica data (che varia da un
produttore all'altro), chiamata cut-off date, il che equivale a dire non tanto
che nessuno degli ingredienti sia MAI stato testato (sarebbe
impossibile), ma che non viene incrementata la vivisezione. Nella pratica,
significa che il produttore si impegna a non comprare più ingredienti nuovi a
partire da quella data (infatti per ogni ingrediente nuovo si devono
compiere nuovi test).
2. Scordatevi la positive-list
Se qualcuno, parlando di cosmetici cruelty-free, si mette a parlare
della positive-list, potete smettere di ascoltarlo, perchè sta parlando di
qualcosa che non c'entra nulla con lo Standard. La positive-list è
l'elenco degli ingredienti in commercio nel 1976, ma, che esista o non
esista, che quegli ingredienti si trovino ancora sul mercato o meno, è
irrilevante, perchè lo Standard NON si basa sulla positive-list, ma solo
sulla cut-off date di cui sopra, quindi, cancellatevi dalla testa la
positive-list quando si parla di cosmetici cruelty-free.
3. Perchè è importante l'adesione allo Standard
È importante perchè è una presa di posizione di chi produce comestici e
di chi li compra. In pratica, si dice, alle aziende che vogliono
continuare con la vivisezione, e all'Unione Europea: "cambiate le regole,
questi test obbligatori non li vogliamo più!". Ci sono tanti altri modi
per dirlo, ci sono le petizioni, ci sono le lettere da inviare, ciascuno
di noi può fare anche queste altre cose, ma quella di scegliere i
cosmetici aderenti allo Standard è UNA di queste cose, ed è una che va a
toccare direttamente il portafoglio delle aziende, per cui è importante.
E poi è chiaro che se possiamo scegliere un prodotto che non incrementa
la vivisezione al posto di uno che è certamente testato su animali... è
certamente da preferire il primo!
4. E il "ri-test"?
Con "ri-test" si intende: cosa succede se un ingrediente viene testato
non solo per la messa in commercio, ma anni dopo? Questo è un
non-problema: per essere in linea con lo Standard l'azienda deve presentare una
dichiarazione del fornitore che attesti che ciascun ingrediente non è
stato testato dopo la cut-off date. Se un ingrediente era in regola, e a
un successivo controllo (fatto ogni 2-3 anni) non lo è più, perchè è
stato testato dopo la cut-off date, quell'ingrediente non può più essere
usato, e va sostituito con un altro che rispetti i requisiti. Questo
problema, comunque, si pone molto raramente, perchè a nessuna industria
piace fare i test per nulla.
Se poi qualcuno fa dei test su una data sostanza, per ricerca di base,
per sfizio, per pubblicare un articolo o quant'altro, in modo del tutto
indipendente dal produttore di quell'ingrediente, questo non riguarda
lo Standard, perchè qualsiasi cosa può essere testata su animali in
qualsiasi momento: lo sono anche i succhi di frutta, i cavolfiori e il sale
da cucina, sempre per ricerca di base, per sfizio, ecc., ma è lampante
che questo non c'entra nulla con gli obblighi di legge o con chi
produce quei dati prodotti.
5. E le altre informazioni sugli ingredienti?
È importante, certamente, conoscere anche altre informazioni sugli
ingredienti: se sono di origine animale, se sono vegetali o di origine
chimica, se sono inquinanti, ecc. ed è giusto cercare anche queste
informazioni, ma ciò non significa che informarsi su questo debba portare a
ignorare la questione dei test su animali!
6. E allora, quali sono queste aziende che aderiscono allo Standard?
Per l'Italia, sono quelle riportate sul sito VIVO (che non vende nulla
e non chiede soldi a nessuno), che comprendono quelle che hanno aderito
allo Standard attraverso il disciplinare ICEA-LAV che prevede dei
controlli, e quelle che hanno aderito in regime di autocertificazione
mandando tutti i documenti necessari alla valutazione ad Antonella de Paola,
autrice della "Guida ai prodotti non testati" (Ed. Cosmopolis). In più,
sono escluse quelle aziende tali che TUTTI i loro prodotti contengono
uno o più ingredienti di origine animale, e sono segnalate quelle che
usano in taluni prodotti ingredienti di origine animale. La pagina è
questa: http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-d.html
7. Ma possiamo fidarci dell'autocertificazione?
Autocertificazione significa che il produttore prende precisi impegni e
li firma. Se poi viene scoperto a mentire, il danno che gliene viene è
grande, chi glielo fa fare? Inoltre, se produrre autocertificazioni
menzognere fosse così facile, ci sarebbero centinaia di aziende
no-cruelty. Viceversa, nonostante siano state contattate tantissime aziende,
quelle che hanno risposto positivamente sono solo una diecina in tutta
Italia. Sottoscrivere una dichiarazione falsa su carta intestata e timbro
dell'azienda è un reato bello e buono, che può costare molto caro a chi
lo commette...
8. Che etichetta o dicitura devo cercare sul prodotto?
Per ora, nessuna, qualsiasi etichetta o dicitura ci sia va ignorata,
perchè non è indicativa, bisogna solo far riferimento alla lista di
aziende aderenti che trovate alla pagina citata sopra.
Il logo relativo allo Standard è la sagoma di un coniglietto che salta
con 2 stelline, ma per ora è usato molto poco, anche le aziende
aderenti spesso non lo usano, quindi per ora non fateci conto. Se lo trovate,
tanto meglio, altrimenti, qualsiasi altro simbolo troviate, ignoratelo.
FAQ a cura di http://www.NoVivisezione.org