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ASSENZA DI GIOIA E VOGLIA DI VIVERE.

Inviato: lun gen 29, 2007 11:15 pm
da Jeffrey25
Ho 25 anni e soffro di depressione da molto tempo ormai; o forse qualcosa in piu'. Le prime avvisaglie le ho avute all'età di dieci anni. Il primo cambiamento critico del passaggio dalle scuole elementari alle scuole medie è stato molto traumautico fino ad essere ricoverato in ospedale a causa di una forte ansia. Le scuole medie, nonostante i vari problemi provocati da continui disagi familiari e un gravissimo incidente sciistico, si sono chiuse apparentemente bene. Inizio superiori. Mi sono iscritto al liceo scientifico e dopo circa una settimana sono stato costretto ad abbandonare la scuola causa fortissimi disturbi comportamentali. Fobia sociale, paranoia e continua ansia mi hanno distrutto portandomi per un primo periodo a un completo isolamento. In seguito sono riuscito, grazie all’aiuto di un centro che si occupava di tali disturbi, a risolvere il problema. Cosi l’anno dopo mi sono riscritto a scuola e tra varie problematiche sono riuscito a completare i miei studi. Il primo e il secondo anno non ho avuto grandissimi problemi, il terzo sono stato costretto per problemi famigliari a trasferirmi a Caserta, il quarto e la quinta ennesima ricaduta. Ho dovuto iscrivermi alle serali e a conseguire il diploma da privatista. Stesso problema a militare, mi è sembrato durante i 10 mesi di delirare; vivevo una situazione piuttosto difficile a causa di mio padre, militare accasermato, che a mia insaputa mi ha inserito nella caserma dove lui prestava servizio. Immaginate il disagio di fronte agli altri commilitoni e a tutti i collegi graduati che non avevano ottimi rapporti con lui.
Terminato il militare ho lavorato per circa 4 anni in ufficio occupandomi di contabilità. Ho cambiato circa 3 società diverse. Le prime due mi hanno chiaramente invitato ad andarmene. Con l’ultima tutto bene fino a quando inizio a soffrire di disturbi ossessivi e attacchi di panico. In ufficio mi mancava continuamente l’aria, devo rifugiarmi in bagno per non far vedere il mio immenso dolore.
Cosi dopo varie crisi mi sono ritrovato a dover abbandonare e a cercarmi un altro lavoro. Ora faccio un lavoro stupidissimo, rilevo i prezzi e le giacenze di prodotti di telefonia dopo aver abbandonato un contratto a tempo indeterminato per uno a progetto che durerà forse solo a fine anno. Mi ritrovo con una casa da pagare che mi ha fatto acquistare mia madre per tenermi ancorato a lei quando le ho chiesto di andare via verso i 20 anni. Non faccio altro che sentire dolore. Sono appassionato di musica e ascolto esclusivamente musica triste, paranoica e cupa. Mi sembra di non avere via d’uscita. Sono in cura da uno psicoanalista freudiano che è assolutamente contrario ai farmaci. Spesso ho pianto invocandolo di darmi qualcosa che mi faccia star meglio in attesa di risolvere il problema con la terapia ma non c’è stato niente da fare. Ho provato anche a non presentarmi piu’ in seduta ma lui ha fatto finta di niente. Ho la vaga sensazione che pur di seguire le sue tesi, non abbia intenzione di aiutarmi.
La mia vita è un continuo star male. Ho la vaga impressione che non durerà ancora molto. Non ho piu’ nessuna speranza. Mi rinchiudo nei Radiohead, Joy Division, Nirvana, Jeff Buckley e chiedo una condivisione del mio dolore. Mi sento fottutamente incompreso.
Ringrazio questo forum per avermi dato una piccola possibilità di potermi sfogare.
Mi scuso per il modo di scrivere ma mi sento davvero molto agitato e privo di concentrazione.
Chiedo semplicemente qualche consiglio.
Grazie mille.

Inviato: mar gen 30, 2007 9:39 am
da Simona*
Lo sapevi che è opinione di molti l'asserire che le musiche più belle e le poesie più belle sono quelle tristi? Proprio perchè è nella tristezza in cui si sente di più, il richiamo del sentimento del bsogno di amore e di tenrezza
E' un po' come quando si incontra un bimbo sperduto , si prova subito desiderio di prenderlo con noi curarlo, consolarlo.
La tristezza vera profonda non ha in se l'arroganza, la superbia, la presunzione il sarcasmo, che sono poi, alcune di quelle caraterische che allontanano da noi le persoane vere, quelle che con un sorriso semplice sanno aiutarci
Dimmi che tipo di musica ascolti, intendo classica o leggera?

Inviato: mar gen 30, 2007 10:17 am
da Jeffrey25
Ciao Simona, inanzitutto ti ringrazio per la risposta. Sei stata davvero molto gentile.
Riguardo i miei gusti musicali ascolto principalmente Smashing Pumpkins, Radiohead, Joy Division, Jeff Buckley, Afterhours, The Velvet Underground, Lou Reed, David Bowie....In definitiva adoro il rock, il post punk e il glam. I gruppi e rockstar di cui ti parlo non comunicano gioia di vivere felicità, ma tutt'altro. Sono personaggi molto tormentati che ti trasmettono e ti sputano la loro sofferenza. Li ascolto principipalmente perchè oltre a piacermi la loro musica, mi sento compreso e mi permettono di condividere il dolore.

Inviato: mar gen 30, 2007 12:04 pm
da Simona*
Jeffrey25 ha scritto:Ciao Simona, inanzitutto ti ringrazio per la risposta. Sei stata davvero molto gentile.
Riguardo i miei gusti musicali ascolto principalmente Smashing Pumpkins, Radiohead, Joy Division, Jeff Buckley, Afterhours, The Velvet Underground, Lou Reed, David Bowie....In definitiva adoro il rock, il post punk e il glam. I gruppi e rockstar di cui ti parlo non comunicano gioia di vivere felicità, ma tutt'altro. Sono personaggi molto tormentati che ti trasmettono e ti sputano la loro sofferenza. Li ascolto principipalmente perchè oltre a piacermi la loro musica, mi sento compreso e mi permettono di condividere il dolore.
ciao, senza dubbio il genre di musica che si ama ascoltare ci deve piacere fino al punto di prenderci dentro .
Però fra le milles ensazioni che proverai ascoltandoli tu ne hai descritta una :

"mi sento compreso e mi permettono di condividere il dolore",

avresti voglia di spiegarmi meglio questa frase?

Inviato: mar gen 30, 2007 12:37 pm
da Jeffrey25
Certo Simona,
spesso mi sento incompreso. Sento che il mio male e il rifiuto che avverto verso l'esterno non possano essere condivisi e compresi da nessuno. Perfino il mio psicanalista con le sue meravigliose parole prova ad illuminarmi dicendomi che lui è il primo a capire il mio disagio ma spesso quando lo mostro sento dall'altra parte esclusivamente silenzio. Ho davvero grandi difficoltà a provare piacere nelle cose che faccio, sento l'enorme peso della routine, la mancanza di forze, difficoltà di concentrazione e una continua ansia. Spesso gli ho manifestato il mio pensiero di suicidio e sono rimasto sconcertato dalle sue risposte. Mi parla esclusivamente di un godimento mortifero che provo, in quanto essere uomo deluso, nella ricerca dell'infelicità. Dice di essere il primo a venire in contro ai miei disagi, alle mie sofferenze, poi mi rendo conto che, com'è appena accaduto, alle prime difficoltà economiche che incontro, continua a insistere sul fatto che i soldi non sono il vero problema e che i miei sono tutti attacchi all'analisi, dato che spesso gli comunico di non crederci piu'. Gli ho chiesto, dato che ultimamente sto sempre male un piccolo aiuto farmacologico ma non c'è stato niente da fare.
Di solito vado in seduta il giovedi sera. Ultimamente ho avuto un problema di salute e gli ho mandato un messaggio dicendogli se avrebbe potuto aspettare tre settimane in attesa di riprendermi dal problema. Non ho ricevuto nessuna risposta...anzi quando l'ho chiamato, dopo due che sono in terapia da due anni , mi ha comunicato che il giovedi sera ha riempito il mio buco e che l'unico giorno libero è il lunedi mattina alle 10.00. Giorno in cui lavoro.
Concludo dicendoti che solo da questi gruppi mi sento capito; leggendo i loro testi, immedesimandomi nelle loro paure, condividendo i loro disagi che nemmeno uno psicanalista riesce a comprendere.
Mi sento enormemente solo. Pensi ci sia una soluzione?
un motivo per cui sperare?
Ti ringrazio tantissimo..

Inviato: mer gen 31, 2007 9:37 am
da Simona*
Certo Simona,
spesso mi sento incompreso. Sento che il mio male e il rifiuto che avverto verso l'esterno non possano essere condivisi e compresi da nessuno.

>>>>sono dell’opinione, che è un po’ male comune quello di avvertire, troppo spesso gli altri che non ci comprendono ,. Questo disagio lo riscontro spesso nei bambini.
Mi a figlia di 13 anni, mi dice spesso che io non capisco cosa lei prova e sente veramente, e si che fra me e lei vi è un bel rapporto un bel dialogo, ma capisco che comprendere un altro è un impresa molto difficile, troppe sono le pieghe dei pensieri ,dell’anima, dei nostri sentimenti, per capire davvero fino in fondo la ragione che porta una persona ad agire paralare comportarsi in un determinato modo.
Avevo un amica ,molto tempo fa, una persona in gamba. Io sono solo diplomata, lei era laureata e appassionata di studio,strano a dirsi, ma stavamo bene insieme.
Molte cose non ho mai capito di lei, fra le quali la sua scelta di stare ore sui libri invece di uscire con me, a divertirsi un po’. A volte ho pensato che il suo sviscerato, quasi patologico, amore per lo studio e la lettura fosse parte di un desiderio di trovarsi un arma per poter difendersi in un mondo in cui tutti si erano comportati con lei da “stronzi”.
Quando le proponevo qualcosa che l’avrebbe portata a mettersi in gioco allo scoperto usava la sua istruzione per ferirmi, colpirmi e farmi passare la voglia di fare qualcosa con lei.
Il suo studio era il suo scudo per difendersi dalla “crudeltà umana”, una scusa per isolarsi e allontanare chi voleva farla vivere davvero, perchè aveva paura di dover poi rimorire ancora troppo presto
Per lei lo studio rappresentava quasi l’amore, un compagno con cui dividere la vita, molte volte non a caso la paragonai al Leopardi.
Eppure di lei nessuno e dico nessuno, avrebbe mai indovinato che soffriva perché non riusciva a vivere un rapporto , amicizia o amore che fosse, in modo totale,duraturo, tanti amori aveva lasciato andare, tante amicizia aveva perduto… nessuno avrebbe detto che aveva bisogno di tanto amore , amicizia e calore umano
Non era facile esserle amica, ma quando era tranquilla sapeva dare veramente tanto,. Ma appena provavo a metterla davanti a una realtà che non voleva, si difendeva chiamando in aiuto la sua istruzione e assumendo un comportamento di arrogante superiorità, anche se tutte le volte che la guardavo negli occhi vedevo sempre tanta amarezza, rabbia sopita a fatica e tristezza, alla quale io non ho mai potuto trovare medicina, da un lato mi faceva rabbia, da un’altra una tenerezza infinita.
Le provai di tutte per farle capire che non era trincerandosi dietro il suo fare da sapiente, che
avrebbe trovato quello che voleva. Fare dietro il quale lei si mostrava per difesa ciò che in realtà non era, allontanando sempre e chiunque, per giunta , colui o colei che provavano a farle capire, venivano scoraggiati dal suo atteggiamento,
Cdredo di essere stata una delle persone che più ha tenuto testa al suo modo di fare ,però a un certo punto ,constatando che era tutto inutile, mi stava trascinando in un gioco al buio senza speranze di nessun tipo e per giunta senza che nemmeno ne fossi consapevole davvero, decisi di lasciar perdere, ci sentivamo ogni tanto, poi ci perdemmo di vista..
Lei si sentiva incompresa, ma, nello stesso tempo non voleva che la capissimo là dove sapeva che si sarebbe fatta male>>>>>>


Perfino il mio psicanalista con le sue meravigliose parole prova ad illuminarmi dicendomi che lui è il primo a capire il mio disagio ma spesso quando lo mostro sento dall'altra parte esclusivamente silenzio

<<<<<Difficile, trovare una persona in grado di farci sentire il calore che chi serve quando mostriamo il nostro male interiore.
E cmq personalmente dalle belle e costruite parole non ho mai trovato sollievo.<<<<<<<

Ho davvero grandi difficoltà a provare piacere nelle cose che faccio, sento l'enorme peso della routine, la mancanza di forze, difficoltà di concentrazione e una continua ansia. Spesso gli ho manifestato il mio pensiero di suicidio e sono rimasto sconcertato dalle sue risposte. Mi parla esclusivamente di un godimento mortifero che provo, in quanto essere uomo deluso, nella ricerca dell'infelicità.

>>>>> Io non sono una psicologa né ho studiato psicologia, però la gente delusa che manifesta desideri suicidi la vedo come persone che non sono riuscite a trovare la felicità, l’appagamento dei propri desideri, che hanno continuato a cercare tutto ciò ,ma constatando che è inutile, lo cercano nell’ultimo atto estremo.
Una persona che soffre cerca sempre e disperatamente, forse più di una persona già felice, la pace e la felicità , la cerca nel suo dolore, la cerca nella sua disperazione, persino alla fine della sua paura, la cerca nel ricordo di un amore, in uno sguardo, la cerca la sfiora e spesso non riesce ad afferrarla e così torna nel buio .>>>>>>


Dice di essere il primo a venire in contro ai miei disagi, alle mie sofferenze, poi mi rendo conto che, com'è appena accaduto, alle prime difficoltà economiche che incontro, continua a insistere sul fatto che i soldi non sono il vero problema e che i miei sono tutti attacchi all'analisi, dato che spesso gli comunico di non crederci piu'. Gli ho chiesto, dato che ultimamente sto sempre male un piccolo aiuto farmacologico ma non c'è stato niente da fare.

>>>> Il perché ti abbia negato aiuto farmacologico, non lo so, però ecco questo mi dice, forse mi sbaglio però, che è una persona che non se ne frega, che non ti dice: “ io non posso perdere tempo ho alti pazienti, prendi le pillole così ti calmi un attimino” . Lui ,penso, sia convinto che puoi farcela anche così.
Io se fossi in te, mi fiderei di lui e lo ascolterei, Non è detto con questo che tu debba prendere per vero e oro colato tutto ciò che ti dice. Magari se qualcosa non ti torna come quando afferma che tu cerchi l’infelicità, chiedigli: perché, poi di al tua, e arriverai a capire perché il tuo psicologo sostiene a ciò
La vita mi ha insegnato che concetti presi così , senza approfondire appaiono, spesso stupidi e senza senso, ma poi se li andiamo ad analizzare a chiedere spiegazioni, ci accorgiamo che poi infondo erano cose sensate che ci possono aiutare . Non prendere passivamente ciò che il medico o chiunque altro ti possano dire ma partecipa discuti, contrasta, e capirai anche ciò che a prima vista ti appare assurda >>>>

Di solito vado in seduta il giovedi sera. Ultimamente ho avuto un problema di salute e gli ho mandato un messaggio dicendogli se avrebbe potuto aspettare tre settimane in attesa di riprendermi dal problema. Non ho ricevuto nessuna risposta...anzi quando l'ho chiamato, dopo due che sono in terapia da due anni , mi ha comunicato che il giovedi sera ha riempito il mio buco e che l'unico giorno libero è il lunedi mattina alle 10.00. Giorno in cui lavoro.

>>>>>>Lo psicologo è un medico, non un amico o un amore, e come medico tu devi vederlo.
Se poi al di là del medico vi è , o meno un uomo un cuore, una sensibilità , è un altro discorso, ma questa di essere un medico amico, o un medico formale, è una cosa di tutt’altra natura. Ricorda che la prima regola di uno psicologo è quella di non lasciarsi coinvolgere nei sentimenti .
Pensa a questo se tu avessi avuto un appuntamento anziché con lo psicanalista , con un dermatologo, non credi , esso, averebbe agito uguale ? >>>>


Concludo dicendoti che solo da questi gruppi mi sento capito; leggendo i loro testi, immedesimandomi nelle loro paure, condividendo i loro disagi che nemmeno uno psicanalista riesce a comprendere.
Mi sento enormemente solo. Pensi ci sia una soluzione?

un motivo per cui sperare?


>>>> stare con persone che soffrono come te, serve per sentirsi diciamo a nostro agio.
Esaminando i problemi altrui molto spesso si capisce meglio noi stessi, però questo capire non deve portarti a essere ancora più scoraggiato, ma deve portarti a uscire dai tuoi problemi per aiutare un altro a star meglio e poi dopo cercare di applicare la soluzione su te stesso.
Troverai che è difficile all’inizio, che facile è consigliare difficile poi è seguire quel consiglio , ma con un po’ di voglia di farcela ci si può fare, magari perché non dire a chi soffre come te queste semplici parole “ io soffro come te, so che la via giusta è questa, facciamo una cosa, diamoci dentro mettiamocela tutta, io sarò di conforto a te quando starai male, tu a me quando starò male io…e se capiterà che staremo male entrambi…impareremo a farci forza per aiutarci meglio…e così avremo una speranza >>>>>>>>>>>

Inviato: gio feb 01, 2007 8:49 pm
da Jeffrey25
Simona ti ringrazio tantissimo riguardo tutto ciò che hai espresso nel topic precedente.
Effettivamente i tuoi concetti sono ben poco contestabili ma ti assicuro che il male che si prova dentro spesso è cosi grande che è difficile una comprensione esterna di qualsiasi persone. Si rimane da soli e in lacrime contro il resto.
Sicuramente anche tu avrai provato un malessere profondo nella tua vita e quindi puoi comprendermi e ben sai che in questi momenti, che a volte durano anni, si fatica anche a trovare una certa lucidità mentale che ti permette di agire razionalmente.
Rimango cosi in attesa di proseguire la mia terapia con la speranza che qualcosa possa cambiare. Ovviamente proverò a mettercela tutta anche se non è per niente facile vivere nel mio mare di noia.
Grazie mille ancora dei consigli.
Un bacio

Inviato: ven feb 02, 2007 10:56 am
da Simona*
Simona ti ringrazio tantissimo riguardo tutto ciò che hai espresso nel topic precedente.
Effettivamente i tuoi concetti sono ben poco contestabili ma ti assicuro che il male che si prova dentro spesso è cosi grande che è difficile una comprensione esterna di qualsiasi persone. Si rimane da soli e in lacrime contro il resto.

****si la maggior parte delle volte è così, "Si rimane da soli e in lacrime contro il resto. "
Molto spesso mi chiedevo perchè. poi ho imparato a accorgermi che molto spesso è stato così, perchè ero io stessa a ergere un muro fra me e chi mi stava intorno. Un muro che mi impediva dic apire chi avevo intorno, e impediva a loro di capire me
Una delle convinzione del depresso, è quella che nulla conti come il suo dolore, il primo passo e imparare a capire che non è così****

Sicuramente anche tu avrai provato un malessere profondo nella tua vita e quindi puoi comprendermi e ben sai che in questi momenti, che a volte durano anni, si fatica anche a trovare una certa lucidità mentale che ti permette di agire razionalmente.

**** proprio perchè ero stanca di vivere in funzione di quel malessere, ho cercato di superarlo, e anche adesso quando sento che arriva cerco di restae attiva , di muovermi, inventare, ascoltare musica, tutto va bene pur di non ricadere nell'apatia...


Rimango cosi in attesa di proseguire la mia terapia con la speranza che qualcosa possa cambiare. Ovviamente proverò a mettercela tutta anche se non è per niente facile vivere nel mio mare di noia.

*** Quando senti la noia che avanza, fai uno sforzo grande e mettiti a fare qualcosa, ascolta la musica, mettiti al computer, prepara una torta, qualsiasi cosa, per serva a pensare a ciò che fai e non a ciò che senti.


Un caro saluto

Inviato: sab feb 03, 2007 12:48 am
da alFaris
Essalamu Elikah!

arrivo buon ultimo nella redazione di una risposta... vedo che simona ha già scritto troppo! :-) quindi mi limito a un'osservazione...

> Spesso gli ho manifestato il mio pensiero di suicidio e sono rimasto
> sconcertato dalle sue risposte. Mi parla esclusivamente di un godimento
> mortifero che provo, in quanto essere uomo deluso, nella ricerca
> dell'infelicità. Dice di essere il primo a venire in contro ai miei disagi,
> alle mie sofferenze, poi mi rendo conto che

in effetti anche a me 'sto soggetto ha dato molto da pensare... anche riguardo al fatto che

> Gli ho chiesto, dato che ultimamente sto sempre male un piccolo aiuto
> farmacologico ma non c'è stato niente da fare.

in effetti i farmaci dovrebbero essere usati proprio con questo obiettivo... quindi contrariamente a quel che ti ha suggerito simona io invece ti dico... se davvero ti trovi così male con il tuo terapeuta ritengo che avresti tutto il diritto di cercare un altro medico...



Ua Elikah Essalam! by alFaris

Inviato: dom feb 04, 2007 11:54 pm
da Navy
Sbagli Stefano ( Alfaris ) io sono ancora più in ritardo a rispondere, vinco qualcosa?

>>>Lo sapevi che è opinione di molti l'asserire che le musiche più belle e le poesie più belle sono quelle tristi? Proprio perchè è nella tristezza in cui si sente di più, il richiamo del sentimento del bisogno di amore e di tenerezza
E' un po' come quando si incontra un bimbo sperduto , si prova subito desiderio di prenderlo con noi curarlo, consolarlo. <<<

Questo desiderio chiamasi “sindrome della crocerossina” , ovvero di quella gente che quando sente la tua storia si sente in dovere e soprattutto in GRADO di aiutarti. Poi come è logico, dopo il primo slancio iniziale questa persona si rende conto che non può proprio fare un bel niente, senza capire che il semplice starti accanto sarebbe di aiuto. E cosa fa? Di solito non si fa più sentire come all’inizio, ha sempre più impegni, e quando la vedi quelle poche volte cerca sempre di evitare discorsi che riguardano la tua situazione. Perché? Secondo me ha paura che in qualche modo questa tua patologia possa infettare anche lei, pur sapendo perfettamente che la cosa non è possibile (oppure no?).Questa è la mia esperienza con affetti da “sindrome della crocerossina” , naturalmente qualcuno di voi avrà trovato la persona giusta che gli ha dato quello di cui aveva bisogno al momento giusto, io no. Personalmente sono dell’opinione che nessuno può guarire un depresso, si possono trovare conforto, compassione, fiducia e perfino amore, ma la guarigione ( credo, visto che non ce ne esco ) possa solo essere praticata da se stessi. La storia che racconti della tua amica che amava lo studio e che paragoni a Leopardi è un esempio che calza a pennello con quello che ho appena detto Simo, la differenza sostanziale è che tu sai cosa sono le malattie dell’anima, e ti sei arresa ugualmente (cito: “però a un certo punto ,constatando che era tutto inutile, mi stava trascinando in un gioco al buio senza speranze di nessun tipo….”) è quello che dico sopra, la paura del contagio, dell’essere risucchiati nel baratro di paranoia dell’altro. Non è una critica, è solo l’ennesimo esempio che siamo soli nell’immenso vuoto che c’è ( che canzone di raf è? ) e uscirne è una partita solo con te stesso.

Scusa Jeffrey se ho risposto prima a Simona, ma per contratto io e lei dobbiamo sempre avere pareri contrari
La musica triste mi attira, di quelli che hai citato conosco solo i Nirvana e gli Smashing Pumpkins, a livello di principiante, anche se devo dire che preferisco la musica italiana. La musica comunque, triste, felice o altro che sia, è una questione di gusti, ed è sempre meglio ascoltare qualcosa benché triste che non ascoltare nulla, però da quello che hai scritto ti immedesimi molto in quello che ascolti, cosa che io faccio con la tv, e a volte questo è MOLTO pericoloso, soprattutto quando torni alla realtà.

>>>Ho 25 anni e soffro di depressione da molto tempo ormai…<<<

Siamo in due, anche se tra qualche mese ne compio 26, e anche io soffro di depressione e dap da troppo tempo ormai. Molto spesso mi convinco di essere l’unico che ha questi problemi, poi quando vengo sul forum mi accorgo che siamo in tanti, siamo una razza, un club, che ha soci in tutto il mondo. Questo un pochino mi fa stare meglio, mi fa sentire meno isolato, ma purtroppo sono molto materialista, e quando spengo il pc mi ritrovo di nuovo solo.

>>>. In seguito sono riuscito, grazie all’aiuto di un centro che si occupava di tali disturbi, a risolvere il problema. Cosi l’anno dopo mi sono riscritto a scuola e tra varie problematiche sono riuscito a completare i miei studi. Il primo e il secondo anno non ho avuto grandissimi problemi, il terzo sono stato costretto per problemi famigliari a trasferirmi a Caserta, il quarto e la quinta ennesima ricaduta…<<<

So qualcosa anche di questo, attacchi di gastrite a scuola, mal di pancia insopportabili ( non sapevo ancora di soffrire di dap ) mi hanno fatto ripetere 2 anni di superiori. Poi dopo aver cambiato istituto, indirizzo di studi e arrivato in quinta a 21 anni, prendere un attacco forte durante una lezione e chiedere aiuto non sapendo cosa fare, ritrovarsi per terra circondato dai compagni allarmati ( non esisteva ambulatorio ) , credere di morire li davanti a tutti ecc. In pratica a 4 mesi dalla fine della scuola decidere di mollare tutto per la paura di rimettere piede nella scuola, passare i mesi più bui dell’esistenza e poi grazie a quei quattro gatti che non volevi deludere, ripartire e diplomarsi a fatica. Questo è un riassunto molto ridotto di quel periodo di merda, quelli che lo hanno vissuto con me lo ricordano ancora per un fatto, era il periodo in cui entrava in vigore l’euro, e io ero talmente in un baratro che affermai a tutti che non volevo imparare a fare il cambio dalla lira. Fa ridere, ci rido anche io adesso, ma al momento in cui lo dissi ne ero veramente convinto, non volevo vivere più, ne avere a che fare con cose a lungo termine.

>>> Stesso problema a militare, mi è sembrato durante i 10 mesi di delirare; vivevo una situazione piuttosto difficile a causa di mio padre, militare accasermato, che a mia insaputa mi ha inserito nella caserma dove lui prestava servizio. Immaginate il disagio di fronte agli altri commilitoni e a tutti i collegi graduati che non avevano ottimi rapporti con lui.
Terminato il militare ho lavorato per circa 4 anni in ufficio occupandomi di contabilità. Ho cambiato circa 3 società diverse. Le prime due mi hanno chiaramente invitato ad andarmene. Con l’ultima tutto bene fino a quando inizio a soffrire di disturbi ossessivi e attacchi di panico. In ufficio mi mancava continuamente l’aria, devo rifugiarmi in bagno per non far vedere il mio immenso dolore. Cosi dopo varie crisi mi sono ritrovato a dover abbandonare e a cercarmi un altro lavoro. Ora faccio un lavoro stupidissimo, rilevo i prezzi e le giacenze di prodotti di telefonia dopo aver abbandonato un contratto a tempo indeterminato per uno a progetto che durerà forse solo a fine anno. Mi ritrovo con una casa da pagare che mi ha fatto acquistare mia madre per tenermi ancorato a lei quando le ho chiesto di andare via verso i 20 anni. <<<

Io il militare sono riuscito ad evitarlo, mi avrebbe distrutto, sono riuscito a rinviare fino all’anno in cui l’hanno abolito, non sono comunque riuscito ad evitare 2 visite di leva, e in queste mi è stato detto che se accettavo di essere catalogato come “malato di mente” mi avrebbero esonerato, segnalandomi però la cosa sui documenti e inibendomi la patente ( mi sento molto tutelato da questa cosa ). Naturalmente rifiutai, e mi è andata bene che l’anno dopo finiva la leva obbligatoria, se no ho forti dubbi che mi vedreste qui a scrivere.
Quindi quello che scrivi mi fa capire che sei forte nonostante tutto, hai superato una situazione del genere, cosa che io non sarei riuscito a fare ( una delle tante ). E me ne dai conferma parlando dei tuoi lavori, che malgrado tu abbia dovuto cambiare diverse società, e cambiare contratto da vantaggioso a svantaggioso, sei sempre stato attivo, e non ti sei mai fossilizzato in casa come faccio io. Il tutto tra l’altro senza antidepressivi e psicofarmaci.

>>> Sono in cura da uno psicoanalista freudiano che è assolutamente contrario ai farmaci. Spesso ho pianto invocandolo di darmi qualcosa che mi faccia star meglio in attesa di risolvere il problema con la terapia ma non c’è stato niente da fare. Ho provato anche a non presentarmi piu’ in seduta ma lui ha fatto finta di niente. Ho la vaga sensazione che pur di seguire le sue tesi, non abbia intenzione di aiutarmi. La mia vita è un continuo star male. Ho la vaga impressione che non durerà ancora molto. Mi parla esclusivamente di un godimento mortifero che provo, in quanto essere uomo deluso, nella ricerca dell'infelicità. Dice di essere il primo a venire in contro ai miei disagi, alle mie sofferenze, poi mi rendo conto che, com'è appena accaduto, alle prime difficoltà economiche che incontro, continua a insistere sul fatto che i soldi non sono il vero problema e che i miei sono tutti attacchi all'analisi, dato che spesso gli comunico di non crederci piu'. Gli ho chiesto, dato che ultimamente sto sempre male un piccolo aiuto farmacologico ma non c'è stato niente da fare.
Di solito vado in seduta il giovedi sera. Ultimamente ho avuto un problema di salute e gli ho mandato un messaggio dicendogli se avrebbe potuto aspettare tre settimane in attesa di riprendermi dal problema. Non ho ricevuto nessuna risposta...anzi quando l'ho chiamato, dopo due che sono in terapia da due anni , mi ha comunicato che il giovedi sera ha riempito il mio buco e che l'unico giorno libero è il lunedi mattina alle 10.00. Giorno in cui lavoro.<<<

Vuoi ascoltare il parere di un cretino? MOLLALO!!! Liberatene!!! ( sempre in accordo con Simo) . Il mio odio verso questa categoria è noto a tutti qui, ma non dico di non provare anche questa via, i farmaci fanno male e lo so per esperienza sulla mia pellaccia, ma una cosa che non sopporto è che questi succhiano il sangue ai pazienti ( in termine economico ) e poi non ti chiamano nemmeno per cambiare gli appuntamenti quando li avverti. Non è possibile!! Gli stai pagando l’università dei figli e una nuova ala del loro castello personale e sono talmente arroganti che non si interessano nemmeno se stai crepando o no? ( Scusate, ma non riesco a trattenermi )
La psicologa che mi curava durante l’ultimo anno di scuola ( vedi sopra ) dopo che ho conseguito il diploma di quinta superiore mi ha congedato dicendomi che c’erano casi più urgenti del mio di cui doveva occuparsi ( infatti si è visto come sto bene ora ). E visto che era dell’ospedale e non la pagavo, se proprio non posso dargli ragione posso capirla in minima parte. Ma lo psichiatra a cui davo fior di soldi, che mi ha riempito di medicinali senza farmi nemmeno un analisi del sangue, che vedevo una volta al mese e non si ricordava chi ero e dovevo rispiegargli tutta la storia, che grazie ai suoi continui cambi di terapia medicinale mi ha fatto venire problemi di trigliceridi nel sangue, e che non sento da anni nonostante non gli abbia neanche detto che non ci andavo più… a questa persona cosa dovrei fare io? Non voglio nemmeno pensarci guarda.

Mi sto infervorando, scusa Jeffrey, ti faccio un esempio e poi chiudo l’argomento.

Se tu vai da un dentista, che ti fa un lavoro schifoso, ti fa male le otturazioni ecc. ecc.
Non usa l’anestesia per convinzioni personali, ma tu non sopporti tutto il dolore senza di essa.
Annulli un appuntamento per motivi di salute e non te ne viene dato un altro nonostante tu abbia un ascesso…e quando chiami esasperato ti da un appuntamento facendoti prendere un permesso dal lavoro per andare…
Che fai? Lo cambi o continui a subire?


Ho scritto ancora un romanzo per riportare le mie opinioni, spero che la fuffa che mi esce dal cervello ti sia di qualche aiuto Jeffrey, magari trovi qualche spunto per discutere di qualcosa, non so, vado a ruota libera e tante volte farei meglio a starmene zitto, visti i commenti che fanno sui miei interventi “negativi”. Secondo me tu sei un combattente anche se a volte ti dimentichi di esserlo, quindi forza facci vedere di che pasta sei fatto! J

Inviato: lun feb 05, 2007 3:04 pm
da Simona*
>>>Lo sapevi che è opinione di molti l'asserire che le musiche più belle e le poesie più belle sono quelle tristi? Proprio perchè è nella tristezza in cui si sente di più, il richiamo del sentimento del bisogno di amore e di tenerezza
E' un po' come quando si incontra un bimbo sperduto , si prova subito desiderio di prenderlo con noi curarlo, consolarlo. <<<

Questo desiderio chiamasi “sindrome della crocerossina” , ovvero di quella gente che quando sente la tua storia si sente in dovere e soprattutto in GRADO di aiutarti. Poi come è logico, dopo il primo slancio iniziale questa persona si rende conto che non può proprio fare un bel niente, senza capire che il semplice starti accanto sarebbe di aiuto. E cosa fa? Di solito non si fa più sentire come all’inizio, ha sempre più impegni, e quando la vedi quelle poche volte cerca sempre di evitare discorsi che riguardano la tua situazione. Perché? Secondo me ha paura che in qualche modo questa tua patologia possa infettare anche lei, pur sapendo perfettamente che la cosa non è possibile (oppure no?).Questa è la mia esperienza con affetti da “sindrome della crocerossina” , naturalmente qualcuno di voi avrà trovato la persona giusta che gli ha dato quello di cui aveva bisogno al momento giusto, io no. Personalmente sono dell’opinione che nessuno può guarire un depresso, si possono trovare conforto, compassione, fiducia e perfino amore, ma la guarigione ( credo, visto che non ce ne esco ) possa solo essere praticata da se stessi. La storia che racconti della tua amica che amava lo studio e che paragoni a Leopardi è un esempio che calza a pennello con quello che ho appena detto Simo, la differenza sostanziale è che tu sai cosa sono le malattie dell’anima, e ti sei arresa ugualmente (cito: “però a un certo punto ,constatando che era tutto inutile, mi stava trascinando in un gioco al buio senza speranze di nessun tipo….”) è quello che dico sopra, la paura del contagio, dell’essere risucchiati nel baratro di paranoia dell’altro. Non è una critica, è solo l’ennesimo esempio che siamo soli nell’immenso vuoto che c’è ( che canzone di raf è? ) e uscirne è una partita solo con te stesso.

********* hai incontrato le tipiche persone che dicono senza dirlo " ti aiuto io fidati..ma però ohh.. bono.. al momento che prima dei miei bisogni devo mettere i tuoi..allora no aspetta, scusami fin da ora ma mi sa che avrò da fare, perchè prima vengo io e poi caso mai vieni tu"..Qui non c'entra la sindrome di crocerossina o meno ma c'entra piuttosto la sindrome di "sano" egoismo****

Scusa Jeffrey se ho risposto prima a Simona, ma per contratto io e lei dobbiamo sempre avere pareri contrari

**** meglio no? se la pensassimo uguale non ci protrebbe essere discussione o scambio di opinioni..ti pare ?


Vuoi ascoltare il parere di un cretino? MOLLALO!!! Liberatene!!! ( sempre in accordo con Simo) .

**** questa cosa, di Simona, è una presa in giro ? :-)

Inviato: mer feb 07, 2007 9:40 pm
da radioanydaynow.net
Scusate l'intrusione, apro una parentesi. Parentesi Aperta. Jeff Buckley è morto annegato, un incidente... una sera s'è buttato in un fiume con tutti i vestiti addosso. era una consuetudine per lui questa cosa, gli piaceva farlo. Suo padre, Tim Bucley, è stato uno dei migliori singer/songwriter del mondo. anche lui sfortunato, morto di overdose, in giovane età. Anche a me piace la musica "malinconica", sono un collezionista del genere, la trasmetto spesso e volentieri per radio.
Fatto sta che tanti dei grandi nomi, qualcuno valorizzato solo post-mortem come Nick Drake, se ne siano andati prematuramente, tanto da essere considerati a volte dei maledetti o dei decadenti. Probabilmente era un periodo in cui i giovani scoprivano la droga, o le varie droghe, in massa... era diventato uno stile di vita quasi obbligatorio, l'accostamento alla musica e al sesso libero hanno fatto sì che si sifondesse in modo così massiccio e veloce. Forse, molte di quelle persone, non erano semplicemente consce di cosa rischiavano (sicuramente erano informati).mi sento nostalgico, a me piace molto quel periodo, anche se ancora non ero nato. La mia cantante preferita, Joan Baez, che era una delle "icone" di quell'epoca, non ha mai fatto uso di droghe e non s'è mai ubriacata... chi la conosce e la apprezza sa quanto sia malinconico e piacevole sentirla cantare. Parentesi Chiusa. scusate l'intrusione.