[AgireOra] Su Morini, ideologie, attivismo per animali
Inviato: gio nov 25, 2004 5:58 pm
giro e ricevo da agire ora
massimo
----
Scusate se uso la lista in modo "non conforme" - dovrebbe essere usata solo per
notizie di eventi e proteste.
Ma e' tempo di una chiarificazione.
Avevo promesso mie riflessioni "a breve" dopo il messaggio di Massimo. Mi sa che
sono gia' passati 2 o 3 giorni, ma non ho avuto modo di prendere un attimo di
respiro e sedermi a pensare. Cerco di farlo ora.
Sara' un messaggio non cortissimo, chi non ha tempo lo cestini pure.
Prima di tutto, ribadisco il mio accordo con quanto detto da Massimo, ribadisco
i mea culpa, la mia colpa di aver lasciato andare le cose, perche' l'importante
e' l'obiettivo, per non litigare, per non creare divisioni. Ma tutto questo
invece ha allontanato dall'obettivo. Ribadisco i "calci in culo" proposti da
Massimo, ribadisco la pressante necessita' di fare diventare apolitico il
movimento animalista, *soprattutto* le campagne di attivismo militante, che sono
le piu' a rischio in questo senso.
Ma ho altre cose da dire.
Prima una precisazione: questo messaggio e' a nome mio, non a nome di AgireOra.
Non ci sara' mai alcuna "posizione ufficiale" in merito a questioni non
animaliste, di AgireOra, perche' non e', semplicemente, possibile.
Ne' come gruppo di Torino, ne', a maggior ragione, come network che ha cercato
in questa finora breve vita che ha avuto, di mettere insieme in un unico posto
materiali, informazioni, campagne, gruppi locali di attivisti. Nemmeno come
gruppo di Torino, certo, perche' ciascuno di noi ha la sua ideologia, che non e'
comune a tutti.
Non siamo un gruppo che si e' unito su tematiche politico ideologiche *e poi* ha
inserito in questo anche l'animalismo. No. Siamo un gruppo che si e' creato solo
per attivita' per gli animali. Si decide cosa fare, e lo si fa. Assieme, o in
sottogruppi. Al di fuori, singoli o sottogruppi possono svolgere, com'e' ovvio,
l'attivita' che vogliono politica o umanitaria o ancora animalista su altre
iniziative che non sono del gruppo locale. Punto e basta. Cosi' so che e' per
altri gruppi locali e immagino che sia per tutti.
E a maggior ragione e' cosi' per il sito centrale. Che e' nato e sempre sara',
solo animalista, o meglio attivista-animalista, e non politicamente o
ideologicamente schierato. AgireOra e' nato per dare *strumenti* al singolo. E
offrire anche una certa visione dell'attivismo, per spostare l'attivita', in
Italia, verso quello che e' stato definito "attivismo militante", le campagne di
"pressione costante" a ogni livello. Quello era lo scopo iniziale. E quella e'
sempre stata la direzione. Questo e' quel che AgireOra e' e sara'.
Altra cosa sono io, che mi occupo anche di svariate altre campagne o iniziative.
Se volete colpire me, colpite me. Se volete colpire Massimo, colpite Massimo.
Non siate cosi' vigliacchi da colpire le campagne per gli animali e chi ci sta
attorno.
Mi ero messa a scrivere questo messaggio due giorni fa, e volevo chiedere delle
cose al gruppo di persone che portano avanti chiuderemorini e AIP, volevo
chiedere cosa pensano degli insulti e del boicottaggio al vegfestival fatto da
alcune persone che fanno parte anche di quel gruppo; del boicottaggio alla
manifestazione di Ginevra e l'invito a non partecipare; dell'imposizione
all'ATRA di non esporre il loro striscione alla manifestazione da Morini e degli
insulti rivolti loro; del volantino anonimo di insulti contro di me e Massimo
Tettamanti, in cui l'aggiunta in fondo di una parodia del logo di AgireOra ha
fatto si' che gli insulti si estendessero a tutti coloro che in qualche modo
partecipano alle attivita' di AgireOra e in particolare agli attivisti del
gruppo di Torino che sono quelli con collaboro di persona; in particolare, su
questi 2 ultimi punti che li toccano piu' da vicino perche' sono avvenuti in una
manifestazione da loro organizzata, perche' non hanno preso !
una posizione pubblica. Perche' non hanno mai preso posizione pubblica su
queste cose importanti per il movimento animalista. Che li riguardano da vicino.
Ma adesso, francamente, mi pare che queste domande siano solo retoriche, che
evidenzino la situazione gia' descritta da Massimo, per cui l'unica risposta
sono i "calci in culo" proposti (non sono molto pacifica, lo so, ma non ho mai
detto di esserlo).
Continuo a sentire testimonianze dei pestaggi da parte di persone che non
conosco e di altre che conosco bene, mi sono arrivati tanti punti di vista, una
visione a 360 gradi della situazione, meglio che se fossi stata li'. Ma senza la
paura e il terrore che hanno colpito i partecipanti, e che non so che effetto
avrebbero fatto a me, perche' se non si prova, non si puo' sapere, i racconti
non dicono niente, non so se, a posteriore, avrei reagito con rabbia o sarei
stata annientata dalla paura fisica, io spero la prima, perche' cosi' ho visto
accadere ai miei amici di Torino, anche quelli colpiti piu' duramente.
Quello che mi e' tornato in testa, in questi ultimi 2-3 giorni, sono spezzoni e
immagini della campagna inglese per i gatti di Hill Grove Farm. Quella vicenda
io ce l'ho sempre dentro, perche' il libro che la descrive - che descrive questa
campagna VITTORIOSA per la chiusura di un allevamento di gatti destinati alla
vivisezione - l'ho letto e riletto tante volte, per tradurlo, per controllarlo,
per rivederlo, con tutti i capitoli mescolati per cui nella mia testa non c'e'
nemmeno piu' la successione degli eventi, ma ci sono tutti, e me li ricordo, e
la passiono che ogni volta la lettura di questi episodi mi suscita e' la stessa.
E' la stessa che mi fa dire "Non molliamo". Con la pressione costante, con ogni
mezzo necessario, MORINI DEVE CHIUDERE.
La campagna di Hill Grove e' del tutto simile a quella contro Morini: un
allevamento. Per la vivisezione. A conduzione familiare. In un piccolo paese.
Loro ci hanno messo 8 anni a far chiudere il posto. Ma i primi 5 circa sono
serviti solo a Cynthia O'Neill, una signora di quasi 60 anni, a capire come
agire, a trovare qualcuno che l'aiutasse. Una volta partita davvero la campagna,
in 3 anni hanno chiuso l'allevamento.
Anche li' c'e' stata un repressione feroce. Li' hanno addirittura creato una
sezione speciale della polizia apposta per la campagna, chiamata Operation
Stile. Anche li' ci sono stati pestaggi e manganellate... ma in maniera ben
diversa. Non una mattanza, ma una battaglia. Li' c'e' stata quelle che e' stata
definita la "battaglia di HillGrove". Corpi speciali, tra cui anche reparti a
cavallo (e poveri cavalli, oltre al resto). Che hanno difeso l'allevamento
dall'assalto dei manifestanti. Perche' quello che hanno fatto gli attivisti e'
stato cercare di scardinare le barricate per entrare e portare fuori i gatti. I
sassi erano contro l'allevamento, con uno scopo preciso, non stupidamente fine a
se stessi contro la polizia superprotetta che aveva gia' circondato tutti.
Un assalto in piena regola (qualcuno dice iniziato da infitrati della polizia,
poi seguiti dai manifestanti), con cariche della polizia, si', ma che uno si
aspettava, e chi non se la sentiva di partecipare all'assalto, ha avuto tutto il
tempo di allontanarsi. C'erano testimonianze su questo. E alla fine, dopo i
pestaggi, gli arresti, e tutto, il rimpianto dei manifestanti e' stato "Se
fossimo stati di piu' avremmo buttato giu' tutto con la sola forza del numero, e
avremmo liberato i gatti".
Sabato c'e' stata invece una mattanza, solo una vile trappola, non una
battaglia.
Anche per Hill Grove ci sono stati pestaggi senza motivi, pero' in pieno giorno
e nel centro di Oxford, quando ai manifestanti, a causa di un divieto giunto
all'ultimo momento, e' stata impedito di raggiungere il paesino dove
l'allevamento era situato. E cosi' tutti a Oxford, a bloccare il traffico, a
invaderlo come una marea umana. E li' la polizia ha picchiato persone indifese,
sotto gli occhi di tutti. E la campagna non ha perso forza, ne ha guadagnata,
perche' tanti hanno scritto ai giornali indignati e si sono aggregati alla
campagna.
Ci sono stati arresti, persone che sono state in prigione per settimane, la
stessa Cynthia, una "tranquilla" infermiera in pensione della classe media e'
stata in prigione piu' volte, anche se per pochi giorni (qui e' diverso, non
credo che pene cosi' ridotte si applichino)...
Manifestazioni di 1000 e oltre persone c'erano una volta al mese.
E non passava settimana senza che se ne parlasse sui giornali, negli ultimi 2
anni, e il numero di persone che si univa per i presidi e la manifestazioni era
in continuo aumento. Le "publiche relazioni" della campagna erano molto migliori
di quelle dell'allevatore. Anche li' la gente del paesino per lo piu' odiava i
manifestanti perche' andavano a "far casino", ma questo non era un problema,
perche' l'immagine della campagna e' sempre stata positiva. C'era sempre
l'impegno a spiegarsi con l'opinione pubblica, a presentarsi per quello che
erano, difensori degli animali... soltanto difensori degli animali. Un obiettivo
specifico. Mai scordarselo... un obiettivo specifico.
Alla campagna partecipavano persone di ogni tipo, di ogni eta', estrazione
sociale, ideologia, ognuno coi suoi mezzi e coi suoi modi. Mezzi di ogni genere,
appunto: dalle liberazioni di animali, ai presidi davanti all'allevamento, alle
manifestazioni li' e a Oxford, alle interviste sui giornali, alle lettere di
tanti attivisti vicini e lontani sui giornali, alle proteste presso i politici,
alle raccolte di firme, ai danneggiamenti all'allevamento, alle apparizioni di
Cynthia nella chiesa locale che urlava al parroco di vergognarsi a far entrare
in chiesa l'allevatore, ai presidi sottocasa dei vivisettori della zona, alle
interrogazioni parlamentari, ai tavoli informativi. Nulla e' stato disconsciuto
dalla campagna, che era aperta a tutti, non schierata politicamente, che voleva
avvicinare tutti, non solo persone di un dato tipo.
Qui non siamo in Inghilterra. Non abbiamo la dedizione e il senso di
responsabilita' personale degli inglesi e il rispetto per gli animali che vige
li', probabilmente e' pura utopia pensare di attirare 1000 persone una volta al
mese. Ma in tutto il resto possiamo trarre ispirazione.
E possiamo usare ogni mezzo necessario.
Se in nome di una non meglio specificata "purezza", rinunciassi a tentare ogni
strada, anche quelle istituzionali, che SEMBRANO piu' moderate (ma, se servono a
creare problemi piu' o meno grossi all'obiettivo sotto attacco, che sia uno
specifico o una categorie.... siamo sicuri che siano cosi' MODERATE?!? Sta a noi
essere capaci di ottenere qualcosa che qusti problemi li crei.), per aiutare gli
animali e per ostacolare i loro aguzzini, non riuscirei piu' a guardarmi allo
specchio. Se davanti al mio scopo, che e' quello di salvare animali, mettessi
questioni ideologiche o di metodo ("mi piace di piu' la pressione costante!"
certo che mi piace di piu'... ma chi se ne frega?)... non farei bene il mio
lavoro di attivista. E mi vergonerei di me stessa.
C'e' chi pensa che una strada precluda l'altra. Per ingenuita' o malafede. Ma
nessuna strada ne preclude un'altra. Se il fine e' lo stesso, tutte si aiutano.
Nessuno dice che chi ammira, ritiene lecite, sostiene moralmente le liberazioni
o distruzioni dell'ALF non possa, allo stesso tempo, fare quanto puo' perche'
una legge che ostacola la vivisezione (una parte specifica o in toto) sia
approvata. Chi lo sa quanto un sito come Laboratori Criminali (ai limiti del
lecito), che inchioda la realta' della vivisezione coi suoi stessi documenti
ufficiali possa influire su decisioni prese a livello normativo? Chi dice che
uno non puo' andare a manifestare urlando al megafono davanti a un laboratorio e
allo stesso tempo fare pressione su chi prende le decisioni in modi piu'
"ufficiali"? Chi lo pensa, si autolimita. Chi lo pensa, non fa tutto quel che
puo'.
Per gli animali, io uso e usero' ogni mezzo necessario.
Con ogni. Mezzo. Necessario. Chiudiamo Morini.
Grazie a tutti.
Marina Berati
massimo
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Scusate se uso la lista in modo "non conforme" - dovrebbe essere usata solo per
notizie di eventi e proteste.
Ma e' tempo di una chiarificazione.
Avevo promesso mie riflessioni "a breve" dopo il messaggio di Massimo. Mi sa che
sono gia' passati 2 o 3 giorni, ma non ho avuto modo di prendere un attimo di
respiro e sedermi a pensare. Cerco di farlo ora.
Sara' un messaggio non cortissimo, chi non ha tempo lo cestini pure.
Prima di tutto, ribadisco il mio accordo con quanto detto da Massimo, ribadisco
i mea culpa, la mia colpa di aver lasciato andare le cose, perche' l'importante
e' l'obiettivo, per non litigare, per non creare divisioni. Ma tutto questo
invece ha allontanato dall'obettivo. Ribadisco i "calci in culo" proposti da
Massimo, ribadisco la pressante necessita' di fare diventare apolitico il
movimento animalista, *soprattutto* le campagne di attivismo militante, che sono
le piu' a rischio in questo senso.
Ma ho altre cose da dire.
Prima una precisazione: questo messaggio e' a nome mio, non a nome di AgireOra.
Non ci sara' mai alcuna "posizione ufficiale" in merito a questioni non
animaliste, di AgireOra, perche' non e', semplicemente, possibile.
Ne' come gruppo di Torino, ne', a maggior ragione, come network che ha cercato
in questa finora breve vita che ha avuto, di mettere insieme in un unico posto
materiali, informazioni, campagne, gruppi locali di attivisti. Nemmeno come
gruppo di Torino, certo, perche' ciascuno di noi ha la sua ideologia, che non e'
comune a tutti.
Non siamo un gruppo che si e' unito su tematiche politico ideologiche *e poi* ha
inserito in questo anche l'animalismo. No. Siamo un gruppo che si e' creato solo
per attivita' per gli animali. Si decide cosa fare, e lo si fa. Assieme, o in
sottogruppi. Al di fuori, singoli o sottogruppi possono svolgere, com'e' ovvio,
l'attivita' che vogliono politica o umanitaria o ancora animalista su altre
iniziative che non sono del gruppo locale. Punto e basta. Cosi' so che e' per
altri gruppi locali e immagino che sia per tutti.
E a maggior ragione e' cosi' per il sito centrale. Che e' nato e sempre sara',
solo animalista, o meglio attivista-animalista, e non politicamente o
ideologicamente schierato. AgireOra e' nato per dare *strumenti* al singolo. E
offrire anche una certa visione dell'attivismo, per spostare l'attivita', in
Italia, verso quello che e' stato definito "attivismo militante", le campagne di
"pressione costante" a ogni livello. Quello era lo scopo iniziale. E quella e'
sempre stata la direzione. Questo e' quel che AgireOra e' e sara'.
Altra cosa sono io, che mi occupo anche di svariate altre campagne o iniziative.
Se volete colpire me, colpite me. Se volete colpire Massimo, colpite Massimo.
Non siate cosi' vigliacchi da colpire le campagne per gli animali e chi ci sta
attorno.
Mi ero messa a scrivere questo messaggio due giorni fa, e volevo chiedere delle
cose al gruppo di persone che portano avanti chiuderemorini e AIP, volevo
chiedere cosa pensano degli insulti e del boicottaggio al vegfestival fatto da
alcune persone che fanno parte anche di quel gruppo; del boicottaggio alla
manifestazione di Ginevra e l'invito a non partecipare; dell'imposizione
all'ATRA di non esporre il loro striscione alla manifestazione da Morini e degli
insulti rivolti loro; del volantino anonimo di insulti contro di me e Massimo
Tettamanti, in cui l'aggiunta in fondo di una parodia del logo di AgireOra ha
fatto si' che gli insulti si estendessero a tutti coloro che in qualche modo
partecipano alle attivita' di AgireOra e in particolare agli attivisti del
gruppo di Torino che sono quelli con collaboro di persona; in particolare, su
questi 2 ultimi punti che li toccano piu' da vicino perche' sono avvenuti in una
manifestazione da loro organizzata, perche' non hanno preso !
una posizione pubblica. Perche' non hanno mai preso posizione pubblica su
queste cose importanti per il movimento animalista. Che li riguardano da vicino.
Ma adesso, francamente, mi pare che queste domande siano solo retoriche, che
evidenzino la situazione gia' descritta da Massimo, per cui l'unica risposta
sono i "calci in culo" proposti (non sono molto pacifica, lo so, ma non ho mai
detto di esserlo).
Continuo a sentire testimonianze dei pestaggi da parte di persone che non
conosco e di altre che conosco bene, mi sono arrivati tanti punti di vista, una
visione a 360 gradi della situazione, meglio che se fossi stata li'. Ma senza la
paura e il terrore che hanno colpito i partecipanti, e che non so che effetto
avrebbero fatto a me, perche' se non si prova, non si puo' sapere, i racconti
non dicono niente, non so se, a posteriore, avrei reagito con rabbia o sarei
stata annientata dalla paura fisica, io spero la prima, perche' cosi' ho visto
accadere ai miei amici di Torino, anche quelli colpiti piu' duramente.
Quello che mi e' tornato in testa, in questi ultimi 2-3 giorni, sono spezzoni e
immagini della campagna inglese per i gatti di Hill Grove Farm. Quella vicenda
io ce l'ho sempre dentro, perche' il libro che la descrive - che descrive questa
campagna VITTORIOSA per la chiusura di un allevamento di gatti destinati alla
vivisezione - l'ho letto e riletto tante volte, per tradurlo, per controllarlo,
per rivederlo, con tutti i capitoli mescolati per cui nella mia testa non c'e'
nemmeno piu' la successione degli eventi, ma ci sono tutti, e me li ricordo, e
la passiono che ogni volta la lettura di questi episodi mi suscita e' la stessa.
E' la stessa che mi fa dire "Non molliamo". Con la pressione costante, con ogni
mezzo necessario, MORINI DEVE CHIUDERE.
La campagna di Hill Grove e' del tutto simile a quella contro Morini: un
allevamento. Per la vivisezione. A conduzione familiare. In un piccolo paese.
Loro ci hanno messo 8 anni a far chiudere il posto. Ma i primi 5 circa sono
serviti solo a Cynthia O'Neill, una signora di quasi 60 anni, a capire come
agire, a trovare qualcuno che l'aiutasse. Una volta partita davvero la campagna,
in 3 anni hanno chiuso l'allevamento.
Anche li' c'e' stata un repressione feroce. Li' hanno addirittura creato una
sezione speciale della polizia apposta per la campagna, chiamata Operation
Stile. Anche li' ci sono stati pestaggi e manganellate... ma in maniera ben
diversa. Non una mattanza, ma una battaglia. Li' c'e' stata quelle che e' stata
definita la "battaglia di HillGrove". Corpi speciali, tra cui anche reparti a
cavallo (e poveri cavalli, oltre al resto). Che hanno difeso l'allevamento
dall'assalto dei manifestanti. Perche' quello che hanno fatto gli attivisti e'
stato cercare di scardinare le barricate per entrare e portare fuori i gatti. I
sassi erano contro l'allevamento, con uno scopo preciso, non stupidamente fine a
se stessi contro la polizia superprotetta che aveva gia' circondato tutti.
Un assalto in piena regola (qualcuno dice iniziato da infitrati della polizia,
poi seguiti dai manifestanti), con cariche della polizia, si', ma che uno si
aspettava, e chi non se la sentiva di partecipare all'assalto, ha avuto tutto il
tempo di allontanarsi. C'erano testimonianze su questo. E alla fine, dopo i
pestaggi, gli arresti, e tutto, il rimpianto dei manifestanti e' stato "Se
fossimo stati di piu' avremmo buttato giu' tutto con la sola forza del numero, e
avremmo liberato i gatti".
Sabato c'e' stata invece una mattanza, solo una vile trappola, non una
battaglia.
Anche per Hill Grove ci sono stati pestaggi senza motivi, pero' in pieno giorno
e nel centro di Oxford, quando ai manifestanti, a causa di un divieto giunto
all'ultimo momento, e' stata impedito di raggiungere il paesino dove
l'allevamento era situato. E cosi' tutti a Oxford, a bloccare il traffico, a
invaderlo come una marea umana. E li' la polizia ha picchiato persone indifese,
sotto gli occhi di tutti. E la campagna non ha perso forza, ne ha guadagnata,
perche' tanti hanno scritto ai giornali indignati e si sono aggregati alla
campagna.
Ci sono stati arresti, persone che sono state in prigione per settimane, la
stessa Cynthia, una "tranquilla" infermiera in pensione della classe media e'
stata in prigione piu' volte, anche se per pochi giorni (qui e' diverso, non
credo che pene cosi' ridotte si applichino)...
Manifestazioni di 1000 e oltre persone c'erano una volta al mese.
E non passava settimana senza che se ne parlasse sui giornali, negli ultimi 2
anni, e il numero di persone che si univa per i presidi e la manifestazioni era
in continuo aumento. Le "publiche relazioni" della campagna erano molto migliori
di quelle dell'allevatore. Anche li' la gente del paesino per lo piu' odiava i
manifestanti perche' andavano a "far casino", ma questo non era un problema,
perche' l'immagine della campagna e' sempre stata positiva. C'era sempre
l'impegno a spiegarsi con l'opinione pubblica, a presentarsi per quello che
erano, difensori degli animali... soltanto difensori degli animali. Un obiettivo
specifico. Mai scordarselo... un obiettivo specifico.
Alla campagna partecipavano persone di ogni tipo, di ogni eta', estrazione
sociale, ideologia, ognuno coi suoi mezzi e coi suoi modi. Mezzi di ogni genere,
appunto: dalle liberazioni di animali, ai presidi davanti all'allevamento, alle
manifestazioni li' e a Oxford, alle interviste sui giornali, alle lettere di
tanti attivisti vicini e lontani sui giornali, alle proteste presso i politici,
alle raccolte di firme, ai danneggiamenti all'allevamento, alle apparizioni di
Cynthia nella chiesa locale che urlava al parroco di vergognarsi a far entrare
in chiesa l'allevatore, ai presidi sottocasa dei vivisettori della zona, alle
interrogazioni parlamentari, ai tavoli informativi. Nulla e' stato disconsciuto
dalla campagna, che era aperta a tutti, non schierata politicamente, che voleva
avvicinare tutti, non solo persone di un dato tipo.
Qui non siamo in Inghilterra. Non abbiamo la dedizione e il senso di
responsabilita' personale degli inglesi e il rispetto per gli animali che vige
li', probabilmente e' pura utopia pensare di attirare 1000 persone una volta al
mese. Ma in tutto il resto possiamo trarre ispirazione.
E possiamo usare ogni mezzo necessario.
Se in nome di una non meglio specificata "purezza", rinunciassi a tentare ogni
strada, anche quelle istituzionali, che SEMBRANO piu' moderate (ma, se servono a
creare problemi piu' o meno grossi all'obiettivo sotto attacco, che sia uno
specifico o una categorie.... siamo sicuri che siano cosi' MODERATE?!? Sta a noi
essere capaci di ottenere qualcosa che qusti problemi li crei.), per aiutare gli
animali e per ostacolare i loro aguzzini, non riuscirei piu' a guardarmi allo
specchio. Se davanti al mio scopo, che e' quello di salvare animali, mettessi
questioni ideologiche o di metodo ("mi piace di piu' la pressione costante!"
certo che mi piace di piu'... ma chi se ne frega?)... non farei bene il mio
lavoro di attivista. E mi vergonerei di me stessa.
C'e' chi pensa che una strada precluda l'altra. Per ingenuita' o malafede. Ma
nessuna strada ne preclude un'altra. Se il fine e' lo stesso, tutte si aiutano.
Nessuno dice che chi ammira, ritiene lecite, sostiene moralmente le liberazioni
o distruzioni dell'ALF non possa, allo stesso tempo, fare quanto puo' perche'
una legge che ostacola la vivisezione (una parte specifica o in toto) sia
approvata. Chi lo sa quanto un sito come Laboratori Criminali (ai limiti del
lecito), che inchioda la realta' della vivisezione coi suoi stessi documenti
ufficiali possa influire su decisioni prese a livello normativo? Chi dice che
uno non puo' andare a manifestare urlando al megafono davanti a un laboratorio e
allo stesso tempo fare pressione su chi prende le decisioni in modi piu'
"ufficiali"? Chi lo pensa, si autolimita. Chi lo pensa, non fa tutto quel che
puo'.
Per gli animali, io uso e usero' ogni mezzo necessario.
Con ogni. Mezzo. Necessario. Chiudiamo Morini.
Grazie a tutti.
Marina Berati