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Contro l'uso delle auto private in città

Inviato: dom dic 10, 2006 7:13 pm
da ecolaura73
Ciao,
Scopro con piacere l'esistenza di un sito come promisland... ci sono un sacco di cose che condivido e nelle quali mi immergo con piacere. Rimango però un po' sorpresa di non non trovare nessun canale tematico che faccia riferiemento al problema dell'inquinamento delle nostre città. Sono tornata a vivere a Milano dopo un lungo peridodo di assenza. Ho trovato una città puzzolente ed invivibile nella quale anche solo aspettare l'autobus implica respirare ogni tipo di schifezze...
Sono una ciclista urbana orgogliosa di esserlo ma mi accorgo di rischiare la vita continuamente. Solo a milano sono morti quest'anno 12 ciclisti. E dire che le persone che si azzardano ad andare in bicicletta non sono certo molte!!!
Credo fermamente nella battaglia contro l'uso indiscriminato dell'auto privata, credo nella lotta per il potenziamento dei mezzi pubblici, nella creazione di piste ciclabili e nella ricerca per l'integrazione dei servizi.
Qualcuno di voi la pensa come me?
Cosa possiamo fare concretamente? Non posso sentirmi impotente di fronte alla lobby dei commercianti che non vogliono le ZTL!!!
Ho bisogno di agire!
ciao
laura

Inviato: dom dic 10, 2006 11:03 pm
da Gianluca Ricciato
Ciao Laura, in relazione al tuo discorso segnalo subito i link di una iniziativa legata alle bici che esiste già da alcuni anni in tutto il mondo:

http://www5.autistici.org/criticalmass/
http://www5.autistici.org/criticalmass/ ... tti#milano

Per chi non la conoscesse, è un'adunata "spontanea" di ciclisti che periodicamente intasa il traffico cittadino per riprendersi il diritto a vivere città più umane, sicure e bici-accoglienti. Il motto è "bici o barbarie". Non conosco l'esperienza di Milano però ho segnalato prima il contatto con Critical Mass Milano.

Credo che l'attaccamento all'auto degli italiani sia legato principalmente al fatto che l'auto viene vista come sinonimo di libertà di movimento, in opposizione alla situazione dolorosamente inadeguata dei mezzi pubblici italiani. E' chiaro che dal mio punto di vista è solo una speranza, perchè l'auto dà solo il miraggio di una libertà di movimento, quando in realtà è una piccola prigione che ti fa perdere più tempo, ti aliena e ti rovina la salute.

Non voglio con questo dire che abolirei le automobili, ma bisognerebbe cambiare totalmente il modo di gestirle, limitarle e soprattutto passare dalla concezione di auto privata a quella di auto come mezzo pubblico di trasporto da usare solo quando serve veramente, come avviene in altri stati europei...

Ma è un cambiamento culturale forte, sicuramente sfavorito da una politica assurda di mezzi pubblici, però come ogni cambiamento vero secondo me dovrà avvenire dal basso, quando l'homo "carrozzatus" si accorgerà del male che si sta facendo...

ciao
Gianluca

ps: io vivo da più di 10 anni a Bologna e non ho mai avuto l'auto, uso i piedi, la bici, i mezzi e qualche volta mi faccio scarrozzare dall'auto di altri...le bici sono una specie di "virus" molto presente ma totalmente avversato dai simpatici sindaci che ho visto attraversare questa città...pensa che per combattere il "degrado" sono state aperte al traffico quasi tutte le zone pedonali del centro storico, col risultato che oltre al degrado adesso c'è la puzza di smog, che è molto più pericolosa di un clochard, ma finchè i bolognesi non lo capiscono...

Inviato: lun dic 11, 2006 4:27 pm
da bckbkice
Vivo a Roma, famosa per i suoi sette colli oltre alle bellezze archeologiche.
Da casa mia a dove sono adesso la distanza è di 14 km circa.
Una bazzecola, se decidessi di farla in bici.
Senonchè, dovrei "passare" due colli ma soprattutto percorrere un bel pezzo di una delle tante, pericolosissime strade romane.
Se riuscissi ad arrivare sana e salva a destinazione, arriverei quantomeno affumicata dallo smog e sudata come dopo una lezione di spinning. Perchè oltre all'abbigliamento normale avrei sopra anche sciarpa, cappello, cappotto.
E due borse, una per il pc, una per il pranzo e gli effetti personali.


A causa dell'impossibilità per me di prendere la bici, ho un abbonamento annuale al trasporto pubblico.
Se mi dice bene i 14 km in sotterranea li faccio in 30 minuti; molto spesso (http://www.ilgironedeisudati.splinder.com) arrivo dopo un'ora, tante arrabbiature e sudata e stazzonata più di un cammello sotto il sole cocente del deserto.
Di scooter neanche a parlarne, troppo pericoloso.

E allora cosa faccio spesso?
Cedo alla tentazione e prendo la macchina: in mezz'ora arrivo e anche se so che inquino, perlomeno la mia giornata inizia in maniera decente.

Come dire... uno l'impegno ce lo mette pure, ma tante volte i disservizi e i disagi sono talmente tanti che l'applicazione di sani e sacrosanti principi metterebbe in crisi anche la persona più volenterosa.
Purtroppo.

Inviato: lun dic 11, 2006 6:57 pm
da ecolaura73
Io capisco queste argomentazioni e non voglio accusare nessuno... allo stesso tempo però non posso non notare che è proprio l'uso dell'auto la maggiore causa questi disservizi!
Faccio un esempio: il fatto che io che abito a milano (che è tutta in piano) non riesca ad andare al lavoro in bicicletta diepende dal fatto che le troppe auto (e gli automobilisti indisciplinati) in circolazione sono pericolose per me e per la mia salute. Se non ci fossero le auto (o se ci fossero solo quelle di emergenza... I bus, i taxi ed i premessi speciali) io andrei felicemente in bicicletta ovunque (come facevo a berlino che è molto più grande di milano!).
Allo stesso tempo il mio tempo di percorrenza per andare a lavorare con i mezzi pubblici (che per la cronaca è maggiore di un ora) è inflenzato dal fatto che l'autobus è perennemente in coda con una colonna di automobili. Ora io mi chiedo: tutti usiamo la macchina perchè con le bici non possiamo girare (perchè ci sono troppe macchine), oppure perchè i mezzi pubblici ci mettono troppo tempo (graize alle macchine)....
Ma non troviamo in questo qualcosa di assurdo?
perchè non troviamo il modo di liberare le strade per poter andare tutti più velocemente con i mezzzi pubblici e più serenamente in bici?
Vivremmo tutti meglio e probabilmente di più!

Inviato: lun dic 11, 2006 8:31 pm
da bckbkice
Secondo me in città grandi è pressochè utopico riuscire ad ottenere questo risultato.
Per quale motivo? PErchè spesso per andare a lavorare si devono percorrere 50, 80 km di sola andata all'interno della città o dei vari raccordi.
E magari si abita in una zona non servita dai mezzi per arrivare in un luogo di lavoro ancora peggio servito.
Se vivi a Milano, saprai già che tanta gente è "costretta" almeno per alcuni tratti a prendere la macchina.
A Roma prima costruiscono i quartieri dove convogliano migliaia di persone, poi, e solo poi (dopo dieci venti anni in genere), ci fanno arrivare il trasporto pubblico; tieni presente che una zona che in questi ultimi anni si è popolata tantissimo (Ponte di Nona, a 20 km da Roma) ha solo due stradine che la collegano alla città. E nessun mezzo pubblico.
Se vieni a Roma, ti renderai conto delle condizioni da terzo mondo della rete di trasporto pubblica.
Purtroppo in Italia non sembra prendere piede il telelavoro (quello sì che aiuterebbe tantissimo), sembra quasi che se io lavoro da casa ho tutti i motivi per fregare la mia azienda.

Per quanto mi riguarda, quando posso e anche più prendo i mezzi, ma onestamente capita il giorno che vado di fretta, il giorno che devo attraversare due o tre volte roma in otto ore (per lavoro), o sto poco bene e allora cedo...

Inviato: mar dic 12, 2006 1:09 am
da Gianluca Ricciato
...non è utopico che le grandi città funzionino prevalentemente con i mezzi pubblici, è solo che il petrolio è ancora un grande business

ma proprio per questo motivo non credo che uno debba flagellarsi, ognuno fa quel che può ma non per questo vuol dire che non c'è niente da fare, è che qualcuno non sta facendo quello che dovrebbe fare...

...del resto l'italia non solo non sta rispettando il protocollo di kioto, ma ha addirittura raddoppiato le sue emissioni di CO2, col risultato che per rientrarci ora dovrebbe fare degli sforzi incredibili (e infatti non ci rientrerà)

io ho molta esperienza di treni perchè sono tanti anni che vado su è giù per l'italia per tornare a casa dai miei, e mi sono reso conto che la situazione disastrosa delle ferrovie è una cosa fortemente voluta, non è questione di disagi strutturali: mantenere ad esempio i treni espressi e interregionali in condizioni pessime è stato un modo per "costringere" gli italiani a viaggiare in eurostar al doppio del biglietto, a giustificare i continui aumenti che si sono susseguiti dalla privatizzazione che fece il governo dell'ulivo, e implicitamente a mantenere la dipendenza dalle automobili...le puntate della trasmissione Report dedicate alle ferrovie, in questi ultimi mesi, hanno mostrato bene questa situazione, con i lavoratori intervistati che venivano licenziati in tronco per ricatto dai vertici di trenitalia...

insomma non condanno chi prende la macchina, ma se tutti iniziassimo a prendere di più i mezzi pubblici forse finalmente sarebbero costretti a migliorarne i servizi, per evitare il collasso...

gianluca

Inviato: mer dic 13, 2006 9:27 pm
da scendi
Vado in parte off topic, scusate.

Sto cercando di organizzare un sistema di car pooling tra i paesi dell'Appennino reggiano in cui abito. Mi sto guardando intorno per trovare il sistema mgliore. Considerando anche che ho solo poche nozioni di programmazione php, per esempio, e che i nostri comuni non possono permettersi l'acquisto di un software troppo costoso.
Qualcuno ha idee da suggerirmi? Grazie!

Inviato: gio dic 14, 2006 12:56 am
da ecolaura73
Totalmente d'accordo con gianluca... il petrolio è il grande affare che fa girare il mondo... Questo è vero ed è difficile da contastare. Sono anche reali i disagi di cui mi parlate e le difficoltà nell'uso dei mezzi pubblici... tutto vero: ma che fare? Io non posso credere che non ci sia altra soluzione che arrendersi a subire il potere del petrolio.
Voglio dire: cosa possiamo fare nel nostro piccolo? (a parte i critical mass a cui vi invito tutti... sabato 16 è Milano).
Bhe, io posso usare i mezzi pubblici più che posso... posso fare pressione (per quanto può una singola cittadina) perchè il sistema di trasporto pubblico sia potenziato...
fosso spiegare a chi conosco e a chi no (anche alla luce di esperienze di città come berlino) che un trasporto pubblico capillare ed efficiente permette a tutti (ripeto a TUTTI) di respirare meglio.
Però ognuno deve fare la sua parte: i mezzi pubblici funzionano male se rimangono ingorgati nel traffico delle auto private...
Dobbiamo iniziare a pensare che l'auto che usiamo è un impedimento per i mezzi pubblici... Voglio dire: l'uso dell'auto non è solo una scelta nostra ed indipendente che non ha conseguenze sugli altri... Dobbiamo iniziare a pensare che se io uso l'auto ogni giorno per andare al lavoro (ad esempio a milano) l'autobus urbano sulla quale si trovano le altre persone sarà più lento ed il pedone che lo attende respirerà più schifezze...
Non dico questo per colpevolizzare chi non ha alternative ma per dare il giusto peso ad una scelta che normalmente viene vissuta come scelta personale... che non ha conseguenze sugli altri... sulla quale gli altri non hanno il diritto di entrare e sindacare (cioè che non deve essere oggetto di argomentazione pubblica)
Io credo che sia venuto il momento di concettualizzare la città, l'aria che respiriamo e la viabilità come beni pubblici sui quali influiamo - ogni giorno ed individualmente - con le nostre scelte di mobilità.
Credo che sia necessario un cambiamento nel modo di guardare alle nostre scelte individuali rispetto al "bene collettivo" per affrontare in modo diverso il problema della vivibilità delle città.
Problema che a mio parere sta assumento delle caratteristiche di vera e priopria emergenza.
Questo cambiamento di prospettiva (dalla scelta individuale personale - non sindacabile - all'opzione con rilevanti cadute sul bene pubblico) dovrebbe cambiare il punto di vista del cittadino consapevole nei confronti delle proprie scelte ma anche in relazione alle sue capacità di pressione verso gli amministatori e gli investimeti di cui essi dispongono.
Mi piacerebbe risuscire a mobilitare una rete di utenti di mezzi pubblici che condividano, non solo la necessità di un buon servizio, ma anche un'idea d'uso del mezzo pubblico come strumento di tutela dell'aria della città come bene pubblico.
Vorrei un movimento simile al critical mass per i pedoni e gli utenti dei mezzi pubblici per ricordare agli automobilisti che il loro diritto alla mobilità non può prevaricare quello di altri... e non può minare la salute dei nostri figli.
scusate se sono un po' radicale e posso risultare un po' "fastidiosa"...
Ma non capisco proprio perchè questo mondo funzioni all'incontrario!
Su temi come la mobilità, l'inquinamento ma in generale la tutela dalla qualità della vita ci comportiamo come se le scelte individuali non abbiano conseguenze sul collettivo. Mentre, allo stesso tempo, vogliamo poter determinare scelte individuali delle minoranze che non comprendiamo malgrado non abbiano conseguenze sul "collettivo" (come i diritti/doveri tra due persone che si definiscono coppia e non vigliono/possono sposarsi).

la risposta 'agile' alla mobilità

Inviato: lun gen 08, 2007 10:51 am
da enrico gorini
Ho letto i vostri interventi con molta partecipazione emotiva, perché state dicendo cose molto giuste.
La rivoluzione della mobilità è una di quelle cose che, o si fanno con un po’ di follia, o non si fanno e si lasciano andare le cose come vanno.
Bene. In questi mesi si sta lanciando, in sordina (diciamo, per via underground) un nuovo movimento di pensiero (si chiama Jungo) che è un progetto concreto e semplice per la rivoluzione della mobilità, rivoluzione che deve essere senza imposizioni e “dal basso” come ha detto Gianluca Ricciato (vedi sopra), cioè direi per una somma di comportamenti virtuosi – si – anche se non ‘autolesionisti’.
Il progetto Jungo si fonda sul concetto che comportamenti virtuosi di tipo ‘aggregativo’ possono innestarsi su una base di convenienza economica. Cara Scendi (è questo il nome), il car-pooling non va da nessuna parte, perché funziona solo con una domanda di mobilità di lunga percorrenza oppure solo fra colleghi di lavoro, il che è fortemente limitante.
Il sistema deve essere flessibile e rapido, economicamente conveniente per tutti i partecipanti, e suscettibile di funzionamento generale e capillare. E deve poter vivere autonomamente (open source, diciamo così) senza apporto pubblico, perché come ti metti nelle mani del pubblico entri in una logica spartitoria e partitica che spinge solo per strade nuove o ipertecnologizzazione.

“Jungo” è un’idea nuova, nata in Italia nel 2005, per ridurre il numero di automobili senza diminuire la comodità di viaggiare in auto. Si tratta di un vero e proprio ‘uovo di Colombo’. Poiché, come non vi è sfuggito, il problema principale è l’intralcio costituito da un sovrannumero eccessivo di auto (34 milioni su 56 ml. di popolazione), la soluzione sarebbe l’ottimizzazione di questo parco veicoli mediante imbarco reciproco estemporaneo direttamente sulla direttrice di marcia. Jungo non fa altro che creare le condizioni di un “autostop” a) sicuro; e b) remunerativo per chi guida, determinando un vantaggio economico a tutti i partecipanti, in termini di dimezzamento del costo-viaggio rispetto all’utilizzo singolo. Il sistema è realistico perché, oltre a dare una risposta ‘agile’ al bisogno di mobilità, garantisce sicurezza – cioè l’affidabilità personale dei partecipanti - è autoregolante, ed è suscettibile di applicazione su larga scala; il sistema potrà entrare a regime quando un territorio di dimensioni adeguate presenterà le caratteristiche utili per garantire un’agilità e frequenza di utilizzo sufficienti, con 6 minuti di attesa in media per il passeggero (è un problema di ‘massa critica’, elemento calcolabile in base a criteri aritmetici). Nel frattempo Jungo (dal latino iùngere, unire, ma la parola contiene anche l’idea di un viaggiare ‘giovane’: jung e go ), propone a tutte le persone eco-sensibili di contribuire a creare una cultura ‘Jungo’, partecipando alla discussione, o iscrivendosi all’associazione culturale Jungo. Il sistema è in incubazione ed è aperto ad ogni tipo di contributo anche di tipo manageriale.
Siete le persone giuste per incontrare questa esperienza, e vi invito assolutamente a visitare http://www.jungo.it. (info: [email protected]). Per favore, mandate i vostri commenti anche al mio indirizzo privato. Vedrete che Jungo parte proprio da spunti come quelli che voi avete sviluppato in questo forum !

Inviato: lun gen 08, 2007 11:26 am
da scendi
Grazie Enrico, avevo già trovato Jungo girando per siti internet ma purtroppo temo non risponda per niente alle esigenze del territorio in cui vorrei realizzarlo. Si tratta di una zona montana, fatta di piccoli paesi scarsamente abitati da una popolazione principalmente anziana. La maggior parte degli adulti attivi viaggia per molti chilometri ogni giorno (una media di 100) per andare al lavoro. Riuscire a razionalizzare gli spostamenti diminuendo quindi le vetture in circolazione sarebbe un ottimo risultato. Per fare questo non c'è bisogno di molta flessibilità: chi va a lavorare viaggia sempre agli stessi orari.
Una base di dati, però, potrebbe permettere al viaggiatore occasionale di sapere che se domani deve andare in città può contattare tizio o Caio e mettersi d'accordo con lui.

Non capisco il perché del giudizio negativo sul car pooling. Io penso che "car pooling", come molti altri termini, sia un contenitore che possiamo decidere di riempire del significato che vogliamo. Non esistono regole universali del car pooling e sta a chi lo vuole realizzare declinarlo secondo le esigenze del territorio e della popolazione in questione.

perchè il car pooling rimarrà una risposta di nicchia

Inviato: lun gen 08, 2007 11:45 am
da enrico gorini
Attenzione: il 65% degli spostamenti quotidiani per studio o lavoro, è sotto i 5 km !!! E l'80% rimane sotto i 10 !!! E' per questa ragione che non funzionano (se non marginalmente) tutti quei sistemi di mobilità aggregativa che presuppongono l'abbinamento programmato !
Quando tu compi 4 km di strada, non puoi pensare di metterti d'accordo con un altro. E d'altra parte per molti è pressoche impossibile usare la bici, vuoi per motivi di salute/età, vuoi per l'ingombro di materiali, vuoi per la pericolosità delle strade.
L'idea di Jungo è di concepire il sistema stradale come una grande rete di nastri trasportatori linkati fra loro. Questi nastri sono fortemente sottoutilizzati. Si tratta semplicemente di creare il meccanismo facilitatore. Questo avviene se dici all'automobilista: mentre viaggi, ci sono persone al lato della strada che, munite di tessera di affidabilità (assenza di precedenti penali, mancata revoca per infrazioni), vorrebbero pagarti un pezzo di viaggio (la tratta comune).
Allora la comunità degli utenti registrati funzionerebbe come una cooperativa generale dove un sacco di gente imbarca un altro sacco di gente riducendo il numero delle auto. Nota che il tempo medio di attesa per ciascuna tratta viene indicato in 6 mimuti (dati certi parametri target ragionevolmente raggiungibili).
Quanto a un ipotetico Jungo nel tuo territorio. L'unica condizione per l'utilizzo, a regime, è che tu possa calibrare i tuoi spostamenti sfruttando direttrici di traffico scorrevole (circa 100 auto in 10 minuti). A questa condizione, potrai spostarti nella tua zona come in tutta italia. E' solo un problema di massa critica.
enrico gorini

Inviato: lun gen 08, 2007 1:06 pm
da scendi
Attenzione: il 65% degli spostamenti quotidiani per studio o lavoro, è sotto i 5 km !!! E l'80% rimane sotto i 10 !!!
Eh, ma qui la cosa è molto diversa, come già ti dicevo!
L'unica condizione per l'utilizzo, a regime, è che tu possa calibrare i tuoi spostamenti sfruttando direttrici di traffico scorrevole (circa 100 auto in 10 minuti). A questa condizione, potrai spostarti nella tua zona come in tutta italia. E' solo un problema di massa critica.
Ma qui manca proprio la "massa critica" mentre abbondano i casi di lunghi spostamenti ad orari fissi.
Magari in una grande città Jungo può anche funzionare (sulle piccole e medie ho dei dubbi), ma in territori come questo (meno di 5000 abitanti su un territorio di circa 250 km quadrati con circa 50 centri abitati) faccio proprio fatica a immaginare un sistema del genere.

Insomma, torno a ripetere. Capisco che tu debba promuovere Jungo perché l'hai ideato e ci lavori ;) ma non credo che il car pooling sia un progetot perdente. Anzi! Per esempio pare funzioni molto bene quando in azienda c'è un coordinatore che si occupa di razionalizzare gli spostamenti dei propri dipendenti. O quando ditte diverse ma nella stessa zona decidono di adottare gli stessi orari di lavoro per permettere anche a dipendenti di ditte diverse di organizzare viaggi collettivi.

Che poi sia più complicato per chi in città ha bisogno proprio tra 10 minuti di andare da qui a lì è indubbio. Ma sono più per il rafforzamento del servizio pubblico (che in montagna come da noi non è proprio rafforzabile per niente..) e per la spinta a forme di mobilità alternative. Opinione personale :)

Re: perchè il car pooling rimarrà una risposta di nicchia

Inviato: mer gen 10, 2007 7:22 am
da bckbkice
enrico gorini ha scritto:Attenzione: il 65% degli spostamenti quotidiani per studio o lavoro, è sotto i 5 km !!! E l'80% rimane sotto i 10 !!! enrico gorini
E' proprio questo il punto.
Io se devo fare 5 km non prendo la macchina, uso i mezzi.
Se però questi 5 km sono nel nulla, intanto che le mie proteste vengono accolte come raggiungo il posto di lavoro?


Diverso è il discorso del disservizio dei mezzi di trasporto che tolgono la voglia ai cittadini di usarli.
Concordo con voi che i mezzi di superficie risentono dell'eccessivo traffico, ma spiegatemi per quale motivo per raggiungere in metro il lavoro a 14 km da casa ci metto 50 minuti tra viaggi e attese e se ci vado in macchina ne impiego 25? Questo lo trovo assurdo, quali scuse hanno i fornitori di servizi per giustificare lo sfascio in cui versano le strutture?

Inviato: mer gen 10, 2007 9:15 am
da barbara3
Ciclista urbana presente!
A Pescara l'amministrazione si è decisa ad ampliare le piste ciclabili presenti.
Tuttavia:
- non basta tirare una riga gialla su una strada/marciapiede per fare una pista ciclabile;
- chissà perchè, anche dove la pista è affiancata da un marciapiedi *enorme*, la gente cammina bella affiancata sulla pista (io suono e passo rasente ai cappotti, tiè);
- dove la pista è su strada, frequentemente è intasata da macchine parcheggiate (e la tentazione di segnare la carrozzeria delle suddette non sapete quant'è grande...)
- dove non c'è pista ciclabile, ovvero nella maggior parte della città, rischio la vita quotidianamente.
Eppure non potrei mai fare a meno della mia bici, sono le mie gambe di scorta, davvero. Ciclisti, resistete!

Inviato: lun gen 15, 2007 12:54 pm
da Bettalamatta
Ciao a tutti! Anch'io sono una ciclista incallita, nonostante viva a Roma dove ciclare è piuttosto difficoltoso, fra macchine che ti suonano il clackson se la strada è troppo stretta e semafori impossibili da attraversare...

Volevo chiedervi un parere, visto che mi piace ciclare ma non mi gusta l'idea di respirare così tanto inquinamento (soprattutto se sono sotto sforzo e ho bisogno di più aria...): ma le mascherine antismog (quelle che si vedono indossare alle guardie giurate fuori dalle banche in zone trafficate, per intenderci) funzionano? A me piacerebbe comprarne, ma non conoscendole, vorrei prima chiedere un parere a qualcuno che ne ha già usate... Qualcuno di voi sa dirmi qualcosa?
Grazie e ciao!