L'avevo aperto nel forum energie alternative, ma dato che parliamo di decrescita, forse qui potrete darmi ottimi consigli ;-)
Il prossimo anno (febbraio) andrò ad abitare in un appartamento (piccolo, 63 mq, per l'80% esposto a ovest, la camera da letto a nord e provvisto di amplissime vetrate) con riscaldamento autonomo.
Siccome di pareri discordanti ce ne sono molti, vorrei sapere se conviene di più al livello di resa e risparmio energetico mantenere la casa tutto il giorno ad una temperatura di circa 15 gradi per poi alzarla intorno ai 20°quando siamo dentro oppure è preferibile programmare il timer una due ore prima del risveglio o del rientro in casa con temperature intorno ai 26°.
Dato che non sono abituata, non vorrei ritrovarmi con una bolletta stratosferica e tantomeno aver consumato risorse invano.
Grazie a chiunque vorrà rispondermi.
Come dosare il riscaldamento domestico?
Ognuno ha le sue esigenze in quanto a temperatura ma 26° mi sembrano davvero troppi!
Io abito al nord, tengo sempre sui 16.5° quando non ci sono e 18° quando ci sono. Il timer accende la caldaia mezz'ora prima del nostro risveglio o arrivo. Secondo me si consuma meno facendo fare alla caldaia un salto minimo (1-2°) che non a farle fare il superlavoro per passare dalla temperatura tipo helsinki a quella tipo haiti!
Se hai molte vetrate (che bello, beata te!) la prima cosa è controllare gli spifferi.
Meglio mettere un maglione in più, "caldo di panni non fa danni"!!
ciao
Lia
Io abito al nord, tengo sempre sui 16.5° quando non ci sono e 18° quando ci sono. Il timer accende la caldaia mezz'ora prima del nostro risveglio o arrivo. Secondo me si consuma meno facendo fare alla caldaia un salto minimo (1-2°) che non a farle fare il superlavoro per passare dalla temperatura tipo helsinki a quella tipo haiti!
Se hai molte vetrate (che bello, beata te!) la prima cosa è controllare gli spifferi.
Meglio mettere un maglione in più, "caldo di panni non fa danni"!!
ciao
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- Gianluca Ricciato
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temperature
Vorrei rispondere con più calma alla questione riscaldamento, ora però sono fuori per lavoro e sono un po' incasinato (ed è anche un po' tardi per i miei neuroni). Rimando al più presto per dettagli.
Volevo solo accennare, per chi non lo sapesse, all'esistenza di un aggeggio abbastanza utile in questo senso, che è la valova termostatica. Regola i termosifoni in base alla temperatura dell'ambiente e fa risparmiare un bel po' riducendo gli sprechi. Si applica sul termosifone e costa mi sembra sulle 30 euro.
Magari quando ho un po' di calma mi dilungo o costringo a intervenire nel forum qualche esperto di efficienza energetica di mia conoscenza...
Gianluca
Volevo solo accennare, per chi non lo sapesse, all'esistenza di un aggeggio abbastanza utile in questo senso, che è la valova termostatica. Regola i termosifoni in base alla temperatura dell'ambiente e fa risparmiare un bel po' riducendo gli sprechi. Si applica sul termosifone e costa mi sembra sulle 30 euro.
Magari quando ho un po' di calma mi dilungo o costringo a intervenire nel forum qualche esperto di efficienza energetica di mia conoscenza...
Gianluca
Dovresti leggerti la metafora del secchio che Gianluca ha scritto nel topic "è nato!", ed applicarla al tuo caso:
1) se la tua casa è un secchio bucato, è inutile che tieni aperto il rubinetto tutto il giorno per avere 20° al tuo rientro. Meglio accendere la caldaia al massimo quando ti sei presente tu in casa (ma verifica sempre di avere temperature sotto i 20° !). Così la caldaia avrà un rendimento molto scarso, ma eviterai di buttare soldi dalle finestre.
2) se la tua casa è un secchio con pochi buchi, allora puoi tenere acceso anche tutto il giorno a temperature di 15-16°C, ed alzare a 18° negli orari in cui sei in casa.
3) se la tua casa fosse un secchio senza buchi basterebbero le tue vetrate a riscaldarla e potresti buttare la tua caldaia.
Fuori di metafora, credo che per darti indicazioni corrette per l'utilizzo del tuo impianto, dovremmo sapere come è fatto l'impianto, come sono isolati i muri, come sono i vetri, cosa c'è al piano di sopra, cosa al piano di sotto ecc.
Però, se vuoi un consiglio, armati di pazienza ed inizia a cercare di capire come funziona il tuo impianto, segnati i consumi mensili o settimanali, e confrontali con i diversi stili di conduzione dell'impianto (sempre acceso, acceso con attenuazione, acceso con spegnimento) e non aspettare la bolletta di conguaglio del gas a fine anno per tentare di capire se puoi consumare di meno.
Ciao
1) se la tua casa è un secchio bucato, è inutile che tieni aperto il rubinetto tutto il giorno per avere 20° al tuo rientro. Meglio accendere la caldaia al massimo quando ti sei presente tu in casa (ma verifica sempre di avere temperature sotto i 20° !). Così la caldaia avrà un rendimento molto scarso, ma eviterai di buttare soldi dalle finestre.
2) se la tua casa è un secchio con pochi buchi, allora puoi tenere acceso anche tutto il giorno a temperature di 15-16°C, ed alzare a 18° negli orari in cui sei in casa.
3) se la tua casa fosse un secchio senza buchi basterebbero le tue vetrate a riscaldarla e potresti buttare la tua caldaia.
Fuori di metafora, credo che per darti indicazioni corrette per l'utilizzo del tuo impianto, dovremmo sapere come è fatto l'impianto, come sono isolati i muri, come sono i vetri, cosa c'è al piano di sopra, cosa al piano di sotto ecc.
Però, se vuoi un consiglio, armati di pazienza ed inizia a cercare di capire come funziona il tuo impianto, segnati i consumi mensili o settimanali, e confrontali con i diversi stili di conduzione dell'impianto (sempre acceso, acceso con attenuazione, acceso con spegnimento) e non aspettare la bolletta di conguaglio del gas a fine anno per tentare di capire se puoi consumare di meno.
Ciao
- Gianluca Ricciato
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Rimando
Per le questioni che avete sollevato rimando al topic "Riscaldamento, risparmio energetico e affini"
Ciao
Gianluca
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Gianluca