Progetto Riducimballi
Inviato: lun ott 30, 2006 3:56 pm
Parlando dello scottante tema dei rifiuti, il progetto che ho conosciuto e che mi è sembrato più vicino alle sensibilità "decrescenti" è stato questo di nome "Riducimballi", creato da alcuni ragazzi di Torino.
E' l'unico progetto serio che io conosca in Italia che lavora sulla riduzione dei rifiuti. Se ne conoscete altri magari potreste citarli di seguito.
Riporto un articolo che avevo fatto l'anno scorso sull'argomento, con i vari contatti per chi vuole approfondire
Gianluca
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RIDUCIMBALLI,
UN PROGETTO PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI ALLA FONTE
(all'interno della manifestazione "Terrafutura: mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità" - Fortezza da basso, Firenze, 8-10 aprile 2005)
ORGANIZZATO DA: GRUPPO RICERCA ECOLOGOS, CENTRO STUDI SERENO REGIS (CSSR)
La politica italiana non ha mai affrontato veramente il problema della riduzione dei rifiuti. Anche il decreto Ronchi aveva il marchio "R" di riduzione, ma era una indicazione non attendibile in quanto nel concreto l'attenzione è stata puntata solo e sempre sul riciclo, cioè sulla raccolta differenziata o i termovalorizzatori per quanto riguarda i rifuti più inquinanti, cioè la plastica. Questo perché le nostre abitudini di vita producono grandi quantità di rifiuti e spesso inconsapevolmente. L'unica comunicazione che ha un certo impatto, infatti, è quella visiva, basata sull'immagine, per cui ha più impatto nell'opinione pubblica l'imballaggio e il suo marchio piuttosto che la riduzione o il ritorno ad una produzione senza imballi. Di conseguenza, le aziende, anche quando si vogliono dimostrare attente all'ambiente, non fanno mai a meno degli imballaggi.
Partendo da questo presupposto, il gruppo Ecologos ha ideato e messo appunto un progetto che riguarda la riduzione dei rifiuti e il cambiamento delle abitudini nocive indotte: il progetto "Riducimballi".
Secondo le ricerche effettuate sulle produzioni industriali, è emerso che il metodo degli imballaggi si fonda su tre fondamentali principi che rispondono alle esigenze economiche delle aziende:
SISTEMA DI LOGISTICA
IMBALLO [ IMMAGINE
IMPATTO MEDIATICO
La logistica è migliorabile, ma non eliminabile, può essere più o meno sostenibile (meglio il treno del trasporto su gomma), ma è difficilmente sostituibile. Il lavoro comunicativo e informativo che si propone Ecologos riguarda invece l'immagine del prodotto nell'opinione pubblica e il conseguente impatto mediatico che determina il successo o meno di tale prodotto. Il progetto Riducimballi richiede alle amministrazioni di impegnarsi a ridurre la produzione di rifiuti per una certa percentuale, con azioni di vario tipo: monitoraggio degli imballaggi, disimballo delle mense scolastiche e dei prodotti "igienizzati", interventi nei negozi, nei bar, negli alberghi, etc.
Il processo di industrializzazione e di esternalizzazione dei servizi ha prodotto l'assurdità dell'aumento esponenziale di imballi usa e getta - stoviglie di plastica soprattutto. Il CSSR studia i metodi alternativi per tornare ai mezzi "durevoli" (quelli vecchi), analizzando non solo il lato ambientale, ma anche quello economico e sanitario - per combattere le ipocrisie e le contraddizioni delle leggi "igieniste", quelle stesse che mettono a rischio ad esempio i prodotti artigianali e che fanno lievitare il numero di imballi alimentari utilizzati, spesso nemmeno riciclabili nella differenziata (fino a settembre 2004, ad esempio, le stoviglie di plastica non erano riconvertibili attraverso la raccolta differenziata perché non c'era stato l'accordo con le ditte produttrici!).
Il progetto Riducimballi è partito da Gennaio 2005 in tre comuni della provincia di Torino (Collegno, Venaria e Quincinetto), ma si propone di arrivare all'intero territorio provinciale. Oltre alle iniziative già nominate, punta in particolare all'azione di riduzione dei materiali di imballaggio per quanto riguarda uno dei settori più inquinanti, quello dei detersivi (con l'intento di estendersi anche ad altri prodotti). I consumatori possono recarsi in appositi negozi, chiamati "Negozi leggeri" e acquistare i detersivi alla spina, cioè direttamente da un erogatore che versa il prodotto in un contenitore che ogni cliente conserva e riutilizza di volta in volta. Il pagamento viene calcolato in base al prodotto erogato e il detersivo venduto deve essere biocompatibile. Per aiutare le persone più disagiate c'è anche il furgone erogatore che arriva nei luoghi più distanti dai negozi.
Il progetto ha una finalità pratica, che è quella di invertire la tendenza dell'aumento di rifiuti - si stima che in cinque anni le zone interessate dovrebbero ottenere un risparmio che si aggira intorno all'1%, quando la tendenza generale nazionale è di aumento della produzione di rifiuti. Ma ha anche una finalità comunicativa, che è quella di combattere e proporre alternative allo stile di vita "usa e getta". Nei tre comuni interessati infatti, alla fine di quest'anno verranno distribuite borse di tela col logo dell'iniziativa per sensibilizzare i cittadini sulla dannosità di alcuni comportamenti quotidiani (come può essere quello di acquistare buste di plastica nuove per ogni spesa effettuata). In questo senso questa iniziativa si lega ad un'altra iniziativa, la campagna nazionale ideata da Legambiente col nome "Disimballiamoci", che mira ad attirare l'attenzione verso lo spropositato numero di imballaggi che comporta una normale spesa al supermercato (scatole, vassoi, sacchetti, etc). Anche in questo caso lo strumento comunicativo sono le borse di tela da utilizzare durante la spesa al posto delle buste di plastica.
http://www.riducimballi.it
http://www.ecologos.it
http://www.cssr-pas.org (Centro Studi Sereno Regis)
http://www.provincia.torino.it/speciali/riducimballi
E' l'unico progetto serio che io conosca in Italia che lavora sulla riduzione dei rifiuti. Se ne conoscete altri magari potreste citarli di seguito.
Riporto un articolo che avevo fatto l'anno scorso sull'argomento, con i vari contatti per chi vuole approfondire
Gianluca
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RIDUCIMBALLI,
UN PROGETTO PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI ALLA FONTE
(all'interno della manifestazione "Terrafutura: mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità" - Fortezza da basso, Firenze, 8-10 aprile 2005)
ORGANIZZATO DA: GRUPPO RICERCA ECOLOGOS, CENTRO STUDI SERENO REGIS (CSSR)
La politica italiana non ha mai affrontato veramente il problema della riduzione dei rifiuti. Anche il decreto Ronchi aveva il marchio "R" di riduzione, ma era una indicazione non attendibile in quanto nel concreto l'attenzione è stata puntata solo e sempre sul riciclo, cioè sulla raccolta differenziata o i termovalorizzatori per quanto riguarda i rifuti più inquinanti, cioè la plastica. Questo perché le nostre abitudini di vita producono grandi quantità di rifiuti e spesso inconsapevolmente. L'unica comunicazione che ha un certo impatto, infatti, è quella visiva, basata sull'immagine, per cui ha più impatto nell'opinione pubblica l'imballaggio e il suo marchio piuttosto che la riduzione o il ritorno ad una produzione senza imballi. Di conseguenza, le aziende, anche quando si vogliono dimostrare attente all'ambiente, non fanno mai a meno degli imballaggi.
Partendo da questo presupposto, il gruppo Ecologos ha ideato e messo appunto un progetto che riguarda la riduzione dei rifiuti e il cambiamento delle abitudini nocive indotte: il progetto "Riducimballi".
Secondo le ricerche effettuate sulle produzioni industriali, è emerso che il metodo degli imballaggi si fonda su tre fondamentali principi che rispondono alle esigenze economiche delle aziende:
SISTEMA DI LOGISTICA
IMBALLO [ IMMAGINE
IMPATTO MEDIATICO
La logistica è migliorabile, ma non eliminabile, può essere più o meno sostenibile (meglio il treno del trasporto su gomma), ma è difficilmente sostituibile. Il lavoro comunicativo e informativo che si propone Ecologos riguarda invece l'immagine del prodotto nell'opinione pubblica e il conseguente impatto mediatico che determina il successo o meno di tale prodotto. Il progetto Riducimballi richiede alle amministrazioni di impegnarsi a ridurre la produzione di rifiuti per una certa percentuale, con azioni di vario tipo: monitoraggio degli imballaggi, disimballo delle mense scolastiche e dei prodotti "igienizzati", interventi nei negozi, nei bar, negli alberghi, etc.
Il processo di industrializzazione e di esternalizzazione dei servizi ha prodotto l'assurdità dell'aumento esponenziale di imballi usa e getta - stoviglie di plastica soprattutto. Il CSSR studia i metodi alternativi per tornare ai mezzi "durevoli" (quelli vecchi), analizzando non solo il lato ambientale, ma anche quello economico e sanitario - per combattere le ipocrisie e le contraddizioni delle leggi "igieniste", quelle stesse che mettono a rischio ad esempio i prodotti artigianali e che fanno lievitare il numero di imballi alimentari utilizzati, spesso nemmeno riciclabili nella differenziata (fino a settembre 2004, ad esempio, le stoviglie di plastica non erano riconvertibili attraverso la raccolta differenziata perché non c'era stato l'accordo con le ditte produttrici!).
Il progetto Riducimballi è partito da Gennaio 2005 in tre comuni della provincia di Torino (Collegno, Venaria e Quincinetto), ma si propone di arrivare all'intero territorio provinciale. Oltre alle iniziative già nominate, punta in particolare all'azione di riduzione dei materiali di imballaggio per quanto riguarda uno dei settori più inquinanti, quello dei detersivi (con l'intento di estendersi anche ad altri prodotti). I consumatori possono recarsi in appositi negozi, chiamati "Negozi leggeri" e acquistare i detersivi alla spina, cioè direttamente da un erogatore che versa il prodotto in un contenitore che ogni cliente conserva e riutilizza di volta in volta. Il pagamento viene calcolato in base al prodotto erogato e il detersivo venduto deve essere biocompatibile. Per aiutare le persone più disagiate c'è anche il furgone erogatore che arriva nei luoghi più distanti dai negozi.
Il progetto ha una finalità pratica, che è quella di invertire la tendenza dell'aumento di rifiuti - si stima che in cinque anni le zone interessate dovrebbero ottenere un risparmio che si aggira intorno all'1%, quando la tendenza generale nazionale è di aumento della produzione di rifiuti. Ma ha anche una finalità comunicativa, che è quella di combattere e proporre alternative allo stile di vita "usa e getta". Nei tre comuni interessati infatti, alla fine di quest'anno verranno distribuite borse di tela col logo dell'iniziativa per sensibilizzare i cittadini sulla dannosità di alcuni comportamenti quotidiani (come può essere quello di acquistare buste di plastica nuove per ogni spesa effettuata). In questo senso questa iniziativa si lega ad un'altra iniziativa, la campagna nazionale ideata da Legambiente col nome "Disimballiamoci", che mira ad attirare l'attenzione verso lo spropositato numero di imballaggi che comporta una normale spesa al supermercato (scatole, vassoi, sacchetti, etc). Anche in questo caso lo strumento comunicativo sono le borse di tela da utilizzare durante la spesa al posto delle buste di plastica.
http://www.riducimballi.it
http://www.ecologos.it
http://www.cssr-pas.org (Centro Studi Sereno Regis)
http://www.provincia.torino.it/speciali/riducimballi