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Trenta maialini da uccidere come cavie

Inviato: dom nov 21, 2004 5:10 pm
da Federica
IL TIRRENO
GIOVEDÌ, 18 NOVEMBRE 2004


Trenta maialini da uccidere come cavie

Oggi al Tar il ricorso contro il progetto del professor Giulianotti



GABRIELE BALDANZI

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GROSSETO. «La Asl 9 condivide i progetti presentati dal professor Pier Cristoforo Giulianotti e la decisione ministeriale di dare le autorizzazioni necessarie». L’azienda sanitaria grossetana si schiera e prende posizione così, a poche ore dal pronunciamento del Tar del Lazio, sulla vicenda delle sperimentazioni su animali alla scuola di chirurgia robotica di Grosseto. La Lega Antivivisezione, lo ricordiamo, nei giorni scorsi aveva presentato un articolato ricorso contro il via libera concesso dal Ministero della Sanità al luminare Giulianotti per l’uso dei maiali nella didattica chirurgica. Intanto dalla Lav si apprendono nuovi particolari (e numeri) sulle attività svolte nel Centro di Grosseto.

«Il professor Giulianotti - ha spiegato Roberta Bartocci, responsabile nazionale Lav, settore vivisezione - ha chiesto di poter utilizzare a Grosseto in un anno trenta suini per due cicli di lezioni, in modo da far svolgere la pratica su tessuti vitali e vasi pulsanti, dimenticando che esistono metodi alternativi altrettanto efficaci. Domani, (oggi ndr), di fronte al Tar, vedremo chi ha ragione».
Secondo la direzione della Asl «non si tratta di scelte facili, fatte a cuor leggero, ma che motivate da profonde ragioni scientifiche». «Lo scopo delle sperimentazioni - spiegano dal quinto piano del Misericordia - è di mettere a punto nuove tecniche e tecnologie e di fare in modo che i chirurghi facciano il training necessario ad apprenderle». Giulianotti, in sostanza, ha ritenuto che il buon livello della scuola di robotica sia garantito dall’utilizzo di animali vivi in stato di anestesia profonda.
Poi l’Asl 9 entra nello specifico e replica alla Lav: «L’alternativa proposta dalla Lav, l’utilizzo di cadaveri, pone a nostra avviso più interrogativi delle risposte che si propone di dare. Se la Lav si riferisce a cadaveri di animali, è necessario precisare che essi devono essere comunque uccisi, poiché i suini hanno tutti una vita zootecnica e la morte naturale non avviene per vecchiaia, ma solo in seguito a malattie. Abbattere animali ai fini della sperimentazione non risolve il problema e gli animali che la Scuola di Robotica si propone di utilizzare sarebbero comunque destinati al macello. Non solo. Le procedure adottate durante la sperimentazione sono l’effetto di un profondo rispetto per l’animale e della costante attenzione ad evitare dolore. E’ ben diverso insomma dall’impatto che subiscono i suini di fronte alla macellazione».
Il sistema proposto dalla Scuola di Robotica - si giustifica ancora la Asl 9 - è utilizzato anche in altre parti d’Europa, ad esempio in Germania, dove i suini sono sottoposti a tecniche specifiche di anestesia. «La realtà - prosegue la Asl 9 - è che ad oggi non ci sono modelli inanimati realmente alternativi a quelli animati per tutte le attività sperimentali, ma solo per alcune».
Infine il dottor Paolo Madrucci, responsabile del Servizio Attività veterinarie della Asl 9 di Grosseto, precisa che «le competenze della Asl 9 in materia di sperimentazioni su animali, prevedono, come dispone il Decreto Legislativo 116/92, che le operazioni siano sotto supervisione del veterinario durante tutte le sedute operatorie. Il suddetto veterinario garantisce livelli anestesiologici profondi e un adeguato rispetto dell’animale. Le operazioni di sperimentazione, a causa della delicatezza dell’intervento, necessitano peraltro di un livello molto profondo di anestesia: in pratica gli animali devono essere completamente sedati ed immobili». Il Servizio Veterinario della Asl 9, secondo quanto dispone il Decreto Legislativo 116/92, svolge anche attività di controllo affinché tutti i dispositivi e le procedure di tutela previste dal decreto stesso siano rispettate.