ricevo ora questa email , mi sembra già una risposta . E' la lettera pubblica di risposta di Mauro Romanelli , dei Verdi di Fiernze , a Enrica Boiocchi di Bairo .
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Cara Enrica,
ho letto la tua lettera a nome del gruppo Bairo onlus,
e desidero risponderti in maniera molto franca.
Intanto mi presento: sono Mauro Romanelli, dei Verdi
di Firenze, e sono stato per un anno Assessore in
Provincia di Firenze, prima di essere mandato via dal
Presidente della Provincia, tale Mattero Renzi, uomo
della Margherita.
Tra le cause della mia espulsione, improvvisa,
comunicata a mezzo stampa, e mai motivata
ufficialmente, in primo luogo la politica dei rifiuti
e i progetti di inceneritori in Provincia di Firenze,
ma anche molte questioni legate alla caccia, come ad
esempio il perdurare della possibilità di cacciare in
zone sensibili (stagni della piana fiorentina, padule
di fucecchio), il finanziamento ad associazioni
venatorie per fare educazione ambientale, fino ad
arrivare a marchiane e provocatorie esaltazioni della
cultura venatoria, culminate in un progetto di
palinsesto della nuova televisione satellitare
progettata dalla provincia (il presidente Renzi è una
specie di Berlusconino in miniatura) in cui era
previsto un programma settimanale intitolato
addirittura "la poesia della caccia" (programma che ho
fatto eliminare, ma che probabilmente ha anche fatto
eliminare me!).
In questo clima, di collateralità e connivenza di
tutte le forze politiche col mondo venatorio, sono
riuscito ad impostare la seconda consulta provinciale
in Italia sui diritti degli animali, che anche adesso
sta andando avanti, molto a rilento per la verità.
Ti racconto queste cose innanzitutto per testimoniarti
della difficoltà di vivere i valori ecologisti nella
Provincia di Firenze, e poi per venire a rispondere
alla tua domanda con crudezza e franchezza, sperando
di non deprimerti.
Al Governo italiano non importa niente di abolire la
vivisezione: quelle frasi nel programma di Prodi ci
sono perchè volute con le unghie e con i denti dai
Verdi, come da noi e dal nostro Ministro Pecoraro
Scanio è stata voluta l'eliminazione delle deroghe
alle pre-aperture che erano incorse in procedure di
infrazione Ue, e il divieto di caccia nelle Zps, che
ha provocato la sollevazione di Federcaccia.
Ti spiego queste cose non tanto e non solo per fare
propaganda al mio partito, in cui credo, ma per
testimoniarti dell'assoluta solitudine in cui, nelle
istituzioni, ci troviamo a combattere queste
battaglie, rosicchiando qua e là un risultato,
"estorcendo" un impegno nel programma elettorale,
impegno che poi sarà difficile mantenere, visto e
considerato che non ci sono verdi alla sanità o alla
ricerca scientifica (ma dobbiamo provarci lo stesso).
Chiudo qui per non essere troppo lungo, spero di non
averti depresso, ho solo voluto dirti la cruda realtà
delle cose dal mio punto di vista: credo comunque
valga la pena di continuare a lottare, visto che le
lobby venatorie sono potenti, sì, ma l'opinione
pubblica è sempre più consapevole e dalla nostra
parte.
Mauro Romanelli
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questa la lettera di Enrica Boiocchi di Bairo , a cui Romanelli risponde :
giro per conoscenza una lettera inviata da
un'associazione animalista a vari indirizzi
istituzionali e giornalistici toscani e non, e la mia
personale risposta.
Mauro Romanelli
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Egregi signori.
L'attuale Governo italiano nel suo programma ha posto
particolare attenzione al superamento di una pratica
crudele, di sfruttamento, di prepotenza assoluta, di
quella pratica cioè chiamata vivisezione o ricerca o
sperimentazione, come più ci aggrada.
Per i vivisettori e sostenitori, questa pratica si
regge sul presupposto del servizio all'umanità, sul
desiderio di dare agli esseri umani quello che invece
viene coscienziosamente tolto agli animali: benessere,
salute, vita.
Ma in Italia, in Europa, nel mondo, sappiamo ormai che
esistono metodi alternativi efficaci, modelli più
verosimili, tecnologie evolute e quindi, con
lungimiranza il nostro Governo si è impegnato a
cancellare quello che considera un crimine e non
soltanto verso gli animali innocenti e sopraffatti ma
anche per il nostro onore di umani evoluti.
Premesso ciò, restiamo esterrefatti davanti alla
strage annunciata e in corso di realizzazione dei
caprioli in Piemonte ma non solo in Piemonte. Anche
altre regioni, e tra queste la Toscana, approvano e
legalizzano le stragi.
Tutto contro il parere dell'opinione pubblica, della
maggioranza degli italiani contrari alla caccia che
nessun servizio porta all'umanità e come se non
esistessero strumenti amministrativi, legislativi per
capovolgere questa realtà.
Una realtà fatta di compromessi e ricatti della lobby
dei cacciatori che sfruttano con la consapevolezza da
"furbo del quartierino" interessi e debolezze.
Quindi ci domandiamo: com'è possibile che mentre si
guarda al superamento della vivisezione, si continua
ad approvare la caccia? Si mira alla fine di un
servizio e non si mira alla fine di un divertimento?
La caccia non è un diritto è un crimine, un furto
verso tutti noi, verso la natura, verso l'avanzamento
della civiltà, verso i valori morali. E' un guardare
indietro, restare in retroguardia, avallare una
nostalgia preistorica, impedire alla violenza e alla
brutalità di restare in quella linea d'ombra in cui la
maggioranza di noi l'ha rigettata per guardare
veramente a un mondo migliore.
Non sono i caprioli alla radice del problema (nè i 600
dell'alessandrino o i 5000 del Piemonte o quelli che
la Toscana autorizza a eliminare specificando con dura
freddezza i calendari di morte per "tutte le classi di
sesso ed età....per femmine e piccoli di entrambi i
sessi") ma le menzogne, l'arretratezza, l'arroganza,
tutto un sistema culturale di violenza e sopraffazione
che l'uomo non cessa di coltivare verso le specie più
deboli (animali o persone).
Per giustificare davanti all'opinione pubblica i
comportamenti di morte si sbandierano danni
all'agricoltura o incidenti stradali. Ma chi ha
inserito i caprioli (stesso discorso vale ancor di più
per i cinghiali tutti eliminati quelli autoctoni e
reinseriti in Italia, anche nelle regioni dove non
esistevano, quelli alloctoni, importati dai paesi
dell'est) nell'ambiente? Gli stessi cacciatori che ora
ne contestano l'esubero. La fantasia non è mancata e
i risultati sono le stragi di animali innocenti.
Consideriamo quindi necessario e urgente modificare
la normativa in vigore per eliminare le mattanze,
proibire le cacce cruente come quella al cinghiale
.........per arrivare alla totale abolizione della
caccia in quanto pratica obsoleta.
Vorremmo che i famosi calendari venatori fossero
pubblicati sui giornali affinchè la gente si renda
conto di quanti siano gli animali, ricchezza e
bellezza dei nostri boschi, a cui si decide di
togliere la vita e quanta freddezza usino coloro che
comandano la loro uccisione.
Perchè non pensare a istituire nelle Province un
Assessorato agli Animali?
Enrica Boiocchi vice presidente GRUPPO BAIRO Onlus
http://www.bairo.info
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