Il mestiere di scrivere

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Marcello

Il mestiere di scrivere

Messaggio da Marcello » ven nov 19, 2004 3:49 pm

Se sei redattore o editor in un'azienda, se scrivi testi per il Web, se il tuo lavoro è fatto anche di scrittura, qui trovi articoli, consigli pratici e tanti link per scrivere e comunicare meglio: http://www.ilmestierediscrivere.com.

Ecco un'intervista a Luisa Carrada, tratta dal sito http://www.jobpilot.it:

Il business writer? Esiste e comincia anche ad essere decisamente apprezzato. Lo scrittore aziendale si occupa della comunicazione business di un'impresa, dai volantini promozionali alle relazioni di bilancio "racconta" l'azienda e la illustra agli investitori e al mercato.

Il business writer, che rientra nell'area comunicazione, può operare all'interno dell'azienda o più spesso free lance, "condizione che gli assicura la possibilità di crescere e imparare di continuo. La trasversalità è un bagaglio prezioso per un business writer" come sostiene in questa intervista Luisa Carrada esperta del settore e curatrice, fra l'altro, di un sito prezioso per chi fa già, o intende fare da grande, il mestiere di scrivere…

La scrittura non è (più) soltanto una forma d'arte, ma diventa uno strumento aziendale. In che modo? E attraverso quali mezzi di comunicazione?

Veramente la scrittura professionale o "di servizio" non è una novità della società dell'informazione. Le lettere di lavoro sono sempre esistite e così le relazioni, i bilanci, i volantini promozionali. Solo che in Italia solo adesso ci si accorge di quanto sia importante che le aziende affidino a dei professionisti la redazione dei propri messaggi scritti. Negli Stati Uniti tutto questo è avvenuto molto prima, tanto che da anni quella di business writer è una professione riconosciuta, alla cui preparazione si dedicano fior di corsi e master universitari.
Da noi le molle principali sono state la globalizzazione del mercato e la competizione sempre più spinta, che impongono alle aziende di comunicare efficacemente ai clienti le proprie competenze e i propri prodotti e servizi, e lo sviluppo della comunicazione interna, leva indispensabile per lo sviluppo di ogni azienda.
Il ventaglio di strumenti è molto ampio: il bilancio aziendale, le brochure istituzionali e di prodotto, i comunicati stampa, le presentazioni di progetti e prodotti, i testi dell'intranet e del sito internet, i pannelli degli stand a fiere e mostre, i discorsi del management, le newsletter, gli annunci nelle bacheche aziendali.

Quali sono le figure professionali che si occupano del mestiere di scrivere in azienda?

"Figure professionali" al plurale è un'espressione forse troppo ottimistica. Solo le aziende molto grandi possono permettersi uno o più business writer a tempo pieno, che scriva, faccia un lavoro di editing e magari coordini il lavoro dei collaboratori esterni. Io lavoro per l'appunto in un'azienda molto grande e a fare questo lavoro siamo in tre, sia sul fronte interno sia su quello esterno.
Le altre aziende si affidano a professionisti freelance per i quali, a mio avviso, ci sono ottime opportunità di lavoro, destinate sicuramente a crescere.

Quali sono i suoi/loro compiti e come si articola il suo/loro lavoro?

I compiti sono dei più vari, a seconda delle dimensioni e degli obiettivi dell'azienda: redazione vera e propria, editing sui documenti scritti da altri per renderli conformi allo stile, all'immagine e alle policy aziendali, ma anche ideazione di nuovi prodotti editoriali o, come è spesso nel mio caso, vera e propria caccia alle notizie per alimentare di contenuti siti intranet ed internet.
Quanto all'articolazione, io posso esprimermi soprattutto per quella che è la mia esperienza. Siccome lo scrittore/comunicatore, o comunicatrice visto che siamo quasi tutte donne, è una figura un po' anomala, in genere si organizza come meglio crede ed ha una certa libertà di movimento, anche in virtù della cosiddetta "aura creativa" che lo circonda. A dire il vero, la nostra creatività si esprime all'interno di moltissimi vincoli: non scriviamo per divertire o incuriosire, scriviamo perché la nostra azienda possa raggiungere i suoi obiettivi di business. Ma il bello è proprio questo: è come vincere una corsa a ostacoli.

Nell'ambito di un'azienda, quali sono gli interlocutori di un professionista dello scrivere? E qual è il suo pubblico?

In circostanze diverse, direi tutti. Dall'amministratore delegato che deve tenere un discorso al collega tecnico che ci manda la sua presentazione di un prodotto per un parere o per una bella ripassata di editing, dal direttore amministrativo per la redazione del bilancio annuale al giornalista.
E' uno dei lati più belli di questo lavoro: chi scrive, in azienda conosce davvero tutti e diventa un vero punto di riferimento per quanto riguarda le informazioni.
Quanto al pubblico: all'esterno i giornalisti, la concorrenza, le istituzioni, i consumatori; in azienda sempre più i colleghi, che oggi definiamo veri e propri "clienti interni".

Quali sono i vantaggi per un'impresa nell'appoggiarsi a chi sa esercitare il mestiere di scrivere?

Poter illustrare nella maniera più chiara e convincente cosa sa fare per i propri clienti, evidenziare in cosa si distingue dai concorrenti, comunicare quali traguardi ha raggiunto. E fare tutte queste cose con un unico stile di comunicazione, un'unica voce.

Quanto è percepita dal mondo imprenditoriale italiano l'importanza di queste figure?

Ancora poco, direi. Troppo poco per i bisogni di comunicazione delle aziende di oggi, che devono competere sul mercato globale anche a colpi di parole.

Oltre alla capacità di scrivere, quali sono le doti che uno scrittore "aziendale" deve avere, o deve imparare?

La capacità di scrivere, da sola, non è davvero sufficiente. Bisogna avere anche una grande capacità di ascolto e di ricezione dei mille messaggi e bisogni, a volte confusi, che un'azienda esprime. E ancora: saper cogliere l'essenziale, trasformando magari un business plan di trecento pagine in una brochure di cinque che si legga in due minuti. Bisogna essere molto curiosi delle cose nuove, del mercato, delle tecnologie, ma soprattutto delle persone. E la stessa scrittura, deve essere una scrittura sempre mirata ad un obiettivo preciso, di comunicazione o di business.
Dimenticavo... bisogna sapere bene le lingue, perché il mercato è globale e quindi anche il confronto con i nostri colleghi che scrivono per le società concorrenti, magari dall'altra parte del globo.

Ci sono dei percorsi formativi particolari?

Ci sono molti master e specializzazioni, anche ottimi, ma io sono convinta che alla base debba esserci soprattutto una solida cultura umanistica. Tutto il resto viene dopo.

Quali sono stati i tuoi inizi?

I miei inizi sono stati assolutamente casuali, come per molte persone che fanno questo mestiere. Una volta laureata in lettere e in attesa di iscrivermi alla specializzazione in storia dell'arte, ebbi un piccolo contratto come redattrice in una trasmissione radiofonica della RAI, poi un altro e un altro ancora….. la cosa è andata avanti per cinque anni in cui mi sono convinta che le parole mi interessavano più delle immagini. Lo sbocco verso la comunicazione aziendale è stato molto naturale: ho risposto a un annuncio che sembrava fatto apposta per me e dopo una selezione mi hanno assunta. Tutto qui.

Luisa, ci puoi spiegare come è nata l'idea del tuo sito?

Mi rendevo conto che in Italia e in italiano non c'era nulla di paragonabile ai siti americani sulla scrittura professionale da cui invece io avevo imparato tanto. Ho provato quasi per gioco a fare un piccolo sito in cui condividere idee ed esperienze, convinta però di rivolgermi a una cerchia di professionisti molto ristretta. Mi sbagliavo: l'interesse è stato enorme ed è cresciuto costantemente in questi ultimi due anni …. così il mio gioco è diventato una cosa seria, tanto che i visitatori del Mestiere di Scrivere si avviano al traguardo dei 90.000.

Ma c'è anche un altro elemento che mi dà molto gusto nel Mestiere di Scrivere, oltre al fatto di essere entrata in contatto con tanta gente interessante: la scrittura aziendale, l'ho detto, è piena di vincoli e costringe il business writer a stare sempre dietro le quinte, a prestare sempre la sua penna a qualcun altro. Un sito invece è un vero laboratorio di sperimentazione e di scrittura assolutamente personale: è l'unico luogo dove voce, penna e stile sono davvero i miei. Non è poco.

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