Umiltà di vedersi x come si è
Inviato: dom ago 06, 2006 1:41 pm
Non so se si può ma voglio postare una parte della mail che ho scritto oggi ad un ragazzo/amico che si è rifatto vivo con me dopo un periodo di silenzio. Avevamo litigato e lui si era allontanato. Il motivo del litigio: un pomeriggio io ero in crisi, stavo male, l'ho cercato e non l'ho sentito vicino (era al lavoro). Gli avevo detto di essermi sentita abbandonata e lui risentito ha deciso di allontanarsi. Credo possa essere utile a chi ha modalità di relazione simili alle mie, magari a capire qualcosa in più. Io le ho capite ma ancora non riesco a cambiare. :-(
Venendo a quello che hai scritto di me:
"Ci sono però punti oscuri, un atteggiamento auto-lesionista che non ho mai compreso e che sembra una costante nella tua vita, almeno per il periodo in cui ci siamo frequentati. E mi sembra che non ti sia mai accorta di quanto questo tuo atteggiamento diventi quasi distruttivo. Sembra che tutti ti debbano qualcosa e che debbano capire la tua situazione. Ma credi proprio che nessuno abbia problemi? La cosa forse più irritante per il nostro prossimo è pensare (e dire) che i nostri problemi siano più gravi dei loro. Hai sofferto nella tua vita, ma ho mai sminuito o ridicolizzato i tuoi problemi? Credi di essere l'unica persona sulla faccia della terra a soffrire e lottare ogni giorno?
Io non sono fuggito da te, ma non ho potuto e non posso tollerare che ogni mia azione o parola sia percepita da te in modo negativo. Tu riesci a sminuire o addirittura a cancellare in un attimo tutto ciò che di positivo una persona è, è stata o può essere per te. E sinceramente non ho mai capito se ciò dipenda più dal tuo carattere o da una grave situazione di squilibrio in cui ti ritrovi per problemi o situazioni di cui non sono a conoscenza - o che forse non riesco a percepire. Non vedo l'umiltà di riconoscere la negatività che sei capace di generare dentro di te ed esternare in situazioni semplicemente assurde"
E' vero, dentro me c'è sicuramente della negatività, c'è del dolore e c'è anche un atteggiamento autolesionista e distruttivo principalmente nei confronti di me stessa e questo l'ho provato sulla mia pelle poco più di un mese fa, è arrivato con una forza incredibile, in modo improvviso e mi ci sono trovata faccia a faccia. E ho avuto paura, tanta paura. Perchè nella mia vita sono stata male tante volte e qualche volta un fugace pensiero che forse era meglio non essere mai nata l'ho avuto, ma mai avevo provato un impulso così forte a farmi del male, a distruggermi. Mi sono sentita in grave pericolo, ho sentito che se non mi controllavo potevo fare qualcosa di irreversibile. E' stato il giorno più brutto della mia vita. E' stato il periodo più brutto della mia vita xchè dopo quell'episodio tremendo mi era rimasto il terrore che mi ricapitasse e la paura che stessi impazzendo. Per delle settimane mi sono sentita sempre sull'orlo del precipizio. E' triste dirlo, ma credo che ora sono qui a scrivere solo xchè mi hanno aiutata i farmaci.
La mia dottoressa mi ha detto che sono entrata in contatto con la mia rabbia, con la mia parte distruttiva. Quella rabbia c'è in effetti, rabbia verso me stessa. E' la rabbia di una persona che dentro ha un vuoto enorme che da sola non riesce a colmare, l'unica cosa che sa fare e' chiedere aiuto agli altri affinchè ci pensino loro a colmarlo con le loro attenzioni, il loro affetto, il loro calore. Però gli altri ovviamente hanno la loro vita, non possono esserci sempre e comunque non sono infallibili, hanno i loro limiti e difetti. E quando non possono farmi arrivare quello che disperatamente sento come indispensabile allora vado in crisi: provo senso di rifiuto, abbandono, percepisco il mio vuoto interiore. Ed è terribile. E allora mi esce rabbia verso la persona in questione che mi ha lasciato così, e rabbia verso me stessa a volte x essere così, perchè riesco a fallire sempre, cerco solo di farmi amare e invece riesco ad allontanare le persone, ed anche, rabbia x aver avuto bisogno di qualcuno, per non sentirmi capace di farcela da sola, con le mie forze. Dentro me ci sono in pratica due forze contrapposte: un bisogno sviscerato di amore da una parte e dall'altra la paura di essere dipendente da quella persona che mi da amore (xò comunque inevitabilmente lo divento), tanto che questa paura della dipendenza mi porta a farmi terra bruciata attorno, e al contempo ho il terrore di essere abbandonata e soffrire e la rabbia per la mia impotenza. E' molto complesso. Sono cose che ho capito, purtroppo ancora solo a livello razionale, solo ultimamente queste.
A dirlo così sembra facile, uno pensa: bè lo sa, allora xchè non la smette? xchè il più delle volte non me ne rendo conto, xchè sono bisogni radicati nel profondo, xchè certe cose mi vengono quasi automatiche, xchè in quei momenti sto davvero troppo male. Probabilmente è anche che x ora le ho capite ma non sentite a livello emotivo, lì dove avvengono i cambiamenti. Qualcosa si deve sbloccare, ma ancora non lo fa. Io lotto x cambiare, prima di tutto x me stessa xchè questo atteggiamento è vero mi allontana le persone, anche chi con buona volontà cercava di capirmi. Il fatto è che in quei momenti sono come una bambina che ha bisogno della mamma, di un affetto incondizionato, assoluto, avvolgente. E' questo tipo di amore che inconsciamente chiedo alle persone: agli uomini, alle amiche che arrivano nella mia vita. Peccato xò che io abbia 32anni e nessuno è disposto a fare da mamma (e ci mancherebbe altro) a una ragazza adulta e vaccinata e peccato che nessuno ovviamente può avere con me la pazienza e la comprensione che avrebbe con un bambino. Io non credo di essere l'unica ad avere problemi, anche se ritengo, sarebbe da ipocriti non dirlo, che ci sono problemi e problemi. Ci sono problemi economici, problemi di lavoro, problemi col marito, la moglie, e ci sono problemi di salute, fisica e mentale. I miei problemi rientrano in quest'ultima categoria che, mi dispiace, ma ritengo comunque la più grave di tutte. Perchè quando ti destabilizzi non puoi nemmeno lavorare, concludere affari o vivere relazioni con altre persone. In pratica non vivi. Vegeti. Anche se il tuo problema non è concreto, reale, non si può toccare, lo percepisci in tutta la sua forza e ti distrugge la vita.
Quindi certo ognuno ha i suoi problemi e tutti meritano rispetto, ma senza dimenticare xò che se da una parte c'è qualcuno che è in ansia xchè non sa come pagare i debiti, magari dall'altra parte c'è qualcuno che è dentro al demone della depressione, della paura, che si sta tenendo lontano dalle finestre per paura che gli venga l'impulso di gettarsi di sotto, e questo letteralmente.
In quanto a sminuire ciò che uno ha fatto di buono, sì senz'altro lo riconosco (come vedi ce l'ho un pochino di umilità di ammettere che il problema è principalmente il mio, anche xchè ciò che mi accade con te mi accade, purtroppo anche con altri), ma dimenticarlo questo mai. In quei momenti non avevo dimenticato cosa tu avevi fatto x me, anche se dalle mie parole poteva sembrare. Ma purtroppo per ciò che ti ho detto non riesco a tollerare il rifiuto e la durezza e tu sei stato a volte estremamente duro con me.
"Renditi conto che nonostante tutto puoi essere felice"
Ne dubito, sto cominciando a pensare che forse questa vita non ha un senso, semplicemente si nasce, senza averlo chiesto, si lotta contro i propri demoni, interni ed esterni, qualcuno vince, qualcuno no, e poi si muore, senza averlo chiesto. Forse io sono tra le tante persone che passeranno una vita mediocre, fatta di solitudine, di ansia, di depressione, senza realizzare nulla, cercando e aspettando un cambiamento, la svolta che farà sentire bene, quella felicità che non deriva dall'avere molti soldi, o successo, o la bellezza o quant'altro, ma dall'essere sereni, in pace con sè stessi, e quindi, anche col mondo. E' una vita che l'aspetto questa serenità, e ogni giorno che mi alzo è una lotta contro il senso di angoscia, di lutto, la paura. Mi dico che ce la farò, che posso vivere anche io, come tutti, con alti e bassi che non sono picchi e baratri, che posso costruire qualcosa anche io che duri almeno un po', magari un rapporto, cercando di non pensare al passato, a come è sempre andata, a quanto sono sola. Prendo farmaci, spendo un tot di soldi ogni mese x la psicoterapia, faccio trattamenti di riequilibrio energetico, respirazioni, di tutto..Xò purtroppo x ora questa sono io. Questa sono ancora io.
Non la prendere come una mail pietosa, non lo è, non voglio essere compatita, non voglio indurti a provare senso di colpa, nè altro.
Ho voluto dirti come stanno le cose. L'ho sempre fatto e poi xchè nascondersi? Xchè dire: sto bene, quando non è vero? E' giusto poi che tu sappia che persona hai di fronte quando mi proponi "Se hai bisogno di un amico, di aiuto o semplicemente di qualcuno con cui parlare, vorrei che potessi contare su di me. Non voglio gettare al vento tutto quello che di buono c'è stato tra noi" e anche se, non lo nascondo, ho un disperato bisogno di un amico, è giusto tu sappia che non sono cambiata, che forse non cambierò mai. Non posso prometterti nulla, non posso dirti "Non farò più così" xchè non lo so nemmeno io come sarò. Ogni giorno è una lotteria.
Venendo a quello che hai scritto di me:
"Ci sono però punti oscuri, un atteggiamento auto-lesionista che non ho mai compreso e che sembra una costante nella tua vita, almeno per il periodo in cui ci siamo frequentati. E mi sembra che non ti sia mai accorta di quanto questo tuo atteggiamento diventi quasi distruttivo. Sembra che tutti ti debbano qualcosa e che debbano capire la tua situazione. Ma credi proprio che nessuno abbia problemi? La cosa forse più irritante per il nostro prossimo è pensare (e dire) che i nostri problemi siano più gravi dei loro. Hai sofferto nella tua vita, ma ho mai sminuito o ridicolizzato i tuoi problemi? Credi di essere l'unica persona sulla faccia della terra a soffrire e lottare ogni giorno?
Io non sono fuggito da te, ma non ho potuto e non posso tollerare che ogni mia azione o parola sia percepita da te in modo negativo. Tu riesci a sminuire o addirittura a cancellare in un attimo tutto ciò che di positivo una persona è, è stata o può essere per te. E sinceramente non ho mai capito se ciò dipenda più dal tuo carattere o da una grave situazione di squilibrio in cui ti ritrovi per problemi o situazioni di cui non sono a conoscenza - o che forse non riesco a percepire. Non vedo l'umiltà di riconoscere la negatività che sei capace di generare dentro di te ed esternare in situazioni semplicemente assurde"
E' vero, dentro me c'è sicuramente della negatività, c'è del dolore e c'è anche un atteggiamento autolesionista e distruttivo principalmente nei confronti di me stessa e questo l'ho provato sulla mia pelle poco più di un mese fa, è arrivato con una forza incredibile, in modo improvviso e mi ci sono trovata faccia a faccia. E ho avuto paura, tanta paura. Perchè nella mia vita sono stata male tante volte e qualche volta un fugace pensiero che forse era meglio non essere mai nata l'ho avuto, ma mai avevo provato un impulso così forte a farmi del male, a distruggermi. Mi sono sentita in grave pericolo, ho sentito che se non mi controllavo potevo fare qualcosa di irreversibile. E' stato il giorno più brutto della mia vita. E' stato il periodo più brutto della mia vita xchè dopo quell'episodio tremendo mi era rimasto il terrore che mi ricapitasse e la paura che stessi impazzendo. Per delle settimane mi sono sentita sempre sull'orlo del precipizio. E' triste dirlo, ma credo che ora sono qui a scrivere solo xchè mi hanno aiutata i farmaci.
La mia dottoressa mi ha detto che sono entrata in contatto con la mia rabbia, con la mia parte distruttiva. Quella rabbia c'è in effetti, rabbia verso me stessa. E' la rabbia di una persona che dentro ha un vuoto enorme che da sola non riesce a colmare, l'unica cosa che sa fare e' chiedere aiuto agli altri affinchè ci pensino loro a colmarlo con le loro attenzioni, il loro affetto, il loro calore. Però gli altri ovviamente hanno la loro vita, non possono esserci sempre e comunque non sono infallibili, hanno i loro limiti e difetti. E quando non possono farmi arrivare quello che disperatamente sento come indispensabile allora vado in crisi: provo senso di rifiuto, abbandono, percepisco il mio vuoto interiore. Ed è terribile. E allora mi esce rabbia verso la persona in questione che mi ha lasciato così, e rabbia verso me stessa a volte x essere così, perchè riesco a fallire sempre, cerco solo di farmi amare e invece riesco ad allontanare le persone, ed anche, rabbia x aver avuto bisogno di qualcuno, per non sentirmi capace di farcela da sola, con le mie forze. Dentro me ci sono in pratica due forze contrapposte: un bisogno sviscerato di amore da una parte e dall'altra la paura di essere dipendente da quella persona che mi da amore (xò comunque inevitabilmente lo divento), tanto che questa paura della dipendenza mi porta a farmi terra bruciata attorno, e al contempo ho il terrore di essere abbandonata e soffrire e la rabbia per la mia impotenza. E' molto complesso. Sono cose che ho capito, purtroppo ancora solo a livello razionale, solo ultimamente queste.
A dirlo così sembra facile, uno pensa: bè lo sa, allora xchè non la smette? xchè il più delle volte non me ne rendo conto, xchè sono bisogni radicati nel profondo, xchè certe cose mi vengono quasi automatiche, xchè in quei momenti sto davvero troppo male. Probabilmente è anche che x ora le ho capite ma non sentite a livello emotivo, lì dove avvengono i cambiamenti. Qualcosa si deve sbloccare, ma ancora non lo fa. Io lotto x cambiare, prima di tutto x me stessa xchè questo atteggiamento è vero mi allontana le persone, anche chi con buona volontà cercava di capirmi. Il fatto è che in quei momenti sono come una bambina che ha bisogno della mamma, di un affetto incondizionato, assoluto, avvolgente. E' questo tipo di amore che inconsciamente chiedo alle persone: agli uomini, alle amiche che arrivano nella mia vita. Peccato xò che io abbia 32anni e nessuno è disposto a fare da mamma (e ci mancherebbe altro) a una ragazza adulta e vaccinata e peccato che nessuno ovviamente può avere con me la pazienza e la comprensione che avrebbe con un bambino. Io non credo di essere l'unica ad avere problemi, anche se ritengo, sarebbe da ipocriti non dirlo, che ci sono problemi e problemi. Ci sono problemi economici, problemi di lavoro, problemi col marito, la moglie, e ci sono problemi di salute, fisica e mentale. I miei problemi rientrano in quest'ultima categoria che, mi dispiace, ma ritengo comunque la più grave di tutte. Perchè quando ti destabilizzi non puoi nemmeno lavorare, concludere affari o vivere relazioni con altre persone. In pratica non vivi. Vegeti. Anche se il tuo problema non è concreto, reale, non si può toccare, lo percepisci in tutta la sua forza e ti distrugge la vita.
Quindi certo ognuno ha i suoi problemi e tutti meritano rispetto, ma senza dimenticare xò che se da una parte c'è qualcuno che è in ansia xchè non sa come pagare i debiti, magari dall'altra parte c'è qualcuno che è dentro al demone della depressione, della paura, che si sta tenendo lontano dalle finestre per paura che gli venga l'impulso di gettarsi di sotto, e questo letteralmente.
In quanto a sminuire ciò che uno ha fatto di buono, sì senz'altro lo riconosco (come vedi ce l'ho un pochino di umilità di ammettere che il problema è principalmente il mio, anche xchè ciò che mi accade con te mi accade, purtroppo anche con altri), ma dimenticarlo questo mai. In quei momenti non avevo dimenticato cosa tu avevi fatto x me, anche se dalle mie parole poteva sembrare. Ma purtroppo per ciò che ti ho detto non riesco a tollerare il rifiuto e la durezza e tu sei stato a volte estremamente duro con me.
"Renditi conto che nonostante tutto puoi essere felice"
Ne dubito, sto cominciando a pensare che forse questa vita non ha un senso, semplicemente si nasce, senza averlo chiesto, si lotta contro i propri demoni, interni ed esterni, qualcuno vince, qualcuno no, e poi si muore, senza averlo chiesto. Forse io sono tra le tante persone che passeranno una vita mediocre, fatta di solitudine, di ansia, di depressione, senza realizzare nulla, cercando e aspettando un cambiamento, la svolta che farà sentire bene, quella felicità che non deriva dall'avere molti soldi, o successo, o la bellezza o quant'altro, ma dall'essere sereni, in pace con sè stessi, e quindi, anche col mondo. E' una vita che l'aspetto questa serenità, e ogni giorno che mi alzo è una lotta contro il senso di angoscia, di lutto, la paura. Mi dico che ce la farò, che posso vivere anche io, come tutti, con alti e bassi che non sono picchi e baratri, che posso costruire qualcosa anche io che duri almeno un po', magari un rapporto, cercando di non pensare al passato, a come è sempre andata, a quanto sono sola. Prendo farmaci, spendo un tot di soldi ogni mese x la psicoterapia, faccio trattamenti di riequilibrio energetico, respirazioni, di tutto..Xò purtroppo x ora questa sono io. Questa sono ancora io.
Non la prendere come una mail pietosa, non lo è, non voglio essere compatita, non voglio indurti a provare senso di colpa, nè altro.
Ho voluto dirti come stanno le cose. L'ho sempre fatto e poi xchè nascondersi? Xchè dire: sto bene, quando non è vero? E' giusto poi che tu sappia che persona hai di fronte quando mi proponi "Se hai bisogno di un amico, di aiuto o semplicemente di qualcuno con cui parlare, vorrei che potessi contare su di me. Non voglio gettare al vento tutto quello che di buono c'è stato tra noi" e anche se, non lo nascondo, ho un disperato bisogno di un amico, è giusto tu sappia che non sono cambiata, che forse non cambierò mai. Non posso prometterti nulla, non posso dirti "Non farò più così" xchè non lo so nemmeno io come sarò. Ogni giorno è una lotteria.