Un Parlamento contro le discriminazioni
Inviato: dom lug 09, 2006 7:49 pm
7 luglio 2006
E' il Parlamento europeo, che con la risoluzione approvata il 15 giugno 2006 si conferma ancora una volta l'organo comunitario più attento alla tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
La richiamata risoluzione è intitolata "Sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in Europa".
Il Parlamento europeo ha espresso, testuali paroli, "delusione" "stupore" "preoccupazione" "rammarico" per l'ondata di violenza razzista e omofoba che si è registrata in Europa e nel mondo dagli inizi del 2006.
Per questo ha avvertito il bisogno di condannare fermamente, tra i vari episodi, "la decisione delle autorità russe di vietare il primo "Gay Pride" che doveva tenersi a Mosca il 27 maggio 2006 nonché la loro incapacità di garantire la sicurezza dei manifestanti pacifici e degli attivisti impegnati a favore dei diritti dell'uomo; ricorda alle autorità russe che la libertà di riunione è un diritto umano fondamentale garantito dall'articolo 31 della Costituzione della Federazione Russa; esprime profonda preoccupazione per il ruolo avuto dai politici russi e dalle organizzazioni religiose nell'incitamento alla violenza e all'odio contro le persone GLBT; esprime l'auspicio che tali eventi non abbiano più a verificarsi in futuro e incoraggia la Russia ad autorizzare la sfilata del Gay Pride nel 2007 e a garantire la sicurezza dei partecipanti" (par.5).
E si è dichiarato "profondamente deluso dal fatto che i leader dell'Unione europea non abbiano sollevato tale questione al Vertice UE-Russia del 18 maggio" (par. 6).
Una critica ferma e chiara che non ha trovato eco nei banchi dei parlamentari nostrani, nè è stata fatta propria dal vice Presidente della Commissione europea Frattini.
Ancora una volta il Parlamento europeo guida la battaglia contro le discriminazioni.
E, ancora una volta, all'appello manca la classe politica italiana.
PS. Il testo della risoluzione e documenti ulteriori sono disponibili al seguente url http://www.governo.it/GovernoInforma/Do ... index.html
E' il Parlamento europeo, che con la risoluzione approvata il 15 giugno 2006 si conferma ancora una volta l'organo comunitario più attento alla tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
La richiamata risoluzione è intitolata "Sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in Europa".
Il Parlamento europeo ha espresso, testuali paroli, "delusione" "stupore" "preoccupazione" "rammarico" per l'ondata di violenza razzista e omofoba che si è registrata in Europa e nel mondo dagli inizi del 2006.
Per questo ha avvertito il bisogno di condannare fermamente, tra i vari episodi, "la decisione delle autorità russe di vietare il primo "Gay Pride" che doveva tenersi a Mosca il 27 maggio 2006 nonché la loro incapacità di garantire la sicurezza dei manifestanti pacifici e degli attivisti impegnati a favore dei diritti dell'uomo; ricorda alle autorità russe che la libertà di riunione è un diritto umano fondamentale garantito dall'articolo 31 della Costituzione della Federazione Russa; esprime profonda preoccupazione per il ruolo avuto dai politici russi e dalle organizzazioni religiose nell'incitamento alla violenza e all'odio contro le persone GLBT; esprime l'auspicio che tali eventi non abbiano più a verificarsi in futuro e incoraggia la Russia ad autorizzare la sfilata del Gay Pride nel 2007 e a garantire la sicurezza dei partecipanti" (par.5).
E si è dichiarato "profondamente deluso dal fatto che i leader dell'Unione europea non abbiano sollevato tale questione al Vertice UE-Russia del 18 maggio" (par. 6).
Una critica ferma e chiara che non ha trovato eco nei banchi dei parlamentari nostrani, nè è stata fatta propria dal vice Presidente della Commissione europea Frattini.
Ancora una volta il Parlamento europeo guida la battaglia contro le discriminazioni.
E, ancora una volta, all'appello manca la classe politica italiana.
PS. Il testo della risoluzione e documenti ulteriori sono disponibili al seguente url http://www.governo.it/GovernoInforma/Do ... index.html