impulso suicida fortissimo..

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Stefania
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impulso suicida fortissimo..

Messaggio da Stefania » mar giu 27, 2006 4:59 pm

Sono sempre io, Stefania. Quella della depressione, degli attacchi di panico e ora di quello che sto x raccontarvi e non so davvero come faccio ad essere qui a raccontarvelo.
L'ultima volta che ho scritto pensavo che la cosa peggiore che potesse capitarmi, dal punto di vista psichico, fosse il DAP, invece no..Ho scoperto che c'è molto peggio: la rabbia, la violenza contro sè stessi, l'odio verso sé stessi che all'improvviso esplodono e tu ti senti impazzire, il tuo cervello non ragiona piu' e senti solo un fortissimo impulso a farti del male, a ferirti, colpirti, distruggerti, annientarti, insomma ucciderti.
Mi è capitato quasi una settimana fa. Così, di punto in bianco, mi sono arrabbiata con mia madre (io ero a letto con crampi alla pancia e le avevo chiesto di tel al medico e lei mi ha risposto che era meglio se lo chiamavo io, che lei nn sapeva spiegargli bene il mio disturbo e che mi avrebbe portato il tel a letto), ero già in tensione da alcuni gg x via di un ragazzo, un altro conosciuto su internet ovviamente (ormai vivo solo lì..) che aveva un comportamento piuttosto incoerente e x il quale mi era venuta fuori tutta la mia dipendenza affettiva facendomi soffrire molto..
Insomma all'improvviso mi è scoppiata una rabba tremenda, ho iniziato a colpirmi il viso con le mani ripetutamente, poi mi sono piantata le unghie nella pelle del braccio, non sentivo neanche male, me ne sono accorta poi dopo ore quando ero più calma e ho sentito il bruciore al braccio. Xò non bastava volevo fare di più, qualcosa che lenisse quel dolore, che placasse quella rabbia, dovevo farmi più male e al contempo sapevo che se lo avessi fatto sarebbe stata la fine. Ho pensato "sto impazzendo, sto diventando pazza, e quando ho realizzato che stavo impazzendo mi è anche venuto un attacco di panico fortissimo, non sapevo che fare, mi sono presa i farmaci x gli attacchi di panico, dose doppia, mi sono messa in ginocchio e ho pregato, ho vagato x casa come un leone in gabbia, ho bevuto, poi ho tel alla mia dottoressa e l'ho implorata di ricevermi al più presto.
Tutto ciò non so quanto è durato, credo un'oretta, poi i farmaci hanno fatto effetto e pian piano mi sono calmata, ma sono rimasta sconvolta. Non mi era mai capitata una cosa così. Ho avuto paura di me stessa, ho percepito di essere in pericolo di vita e sulla via della follia..Ora la mia dottoressa dice di non farne un dramma, che è stata solo una presa di contatto con la mia parte distruttiva, ma io ho paura che mi ricapiti..

Stefania
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Messaggio da Stefania » mar giu 27, 2006 5:08 pm

Ditemi x favore se a voi sono mai capitate cose simili..Mi aiuterebbe a sentirmi meno pazza..

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monirosa
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Messaggio da monirosa » mer giu 28, 2006 9:59 am

ciao stefania....
è la prima volta che capito in questo forum....
mi ha colpito più di tutto il fatto di come prendi i medicinali....
dose doppia nel momento dell'attacco...ma non segui una terapia farmacologica oltre quella piscologica?
terapia intendo una vera cura oltre il rimedio spot nel momento di crisi..!

da quello che racconti mi fa pensare di no ....

me lo fai sapere ..cosi ne parliamo meglio se ti va...
non sei folle e tanto meno stai impazzendo....:-))
un abbraccio forte

ps. un saluto anche al moderatore!!

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alFaris
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Messaggio da alFaris » mer giu 28, 2006 10:33 am

Essalamu Elikah!

> Ditemi x favore se a voi sono mai capitate cose simili..Mi
> aiuterebbe a sentirmi meno pazza..

stefania preparati...

la persona che ti sta rispondendo non crede nell'esistenza della spiritualità... né anima né angeli né dio... niente... tempo fa giovanni scialpi nel suo brano "cigarette and coffee" cantava "siamo isole - nell'oceano - della solitudine / e arcipelaghi - le città - io ti vorrei raggiungere / giù tra i marciapiedi un cuore rotola / solo l'accarezza la musica"... ecco perciò con quale spirito dovrai interpretare le mie parole...

quello che ti è successo è molto più comune di quanto noi tutti vorremmo ammettere... l'essere umano cerca disperatamente una spiegazione logica alla propria esistenza ma quando questa spiegazione tarda ad arrivare allora si fa prendere dalla disperazione - come scrivi tu impazzisce... in realtà nella pazzia c'è molta normalità nel senso che la disperazione è una _conseguenza_ di determinate cause perciò laddove queste cause si presentano ecco che l'essere umano tende a determinate manifestazioni...

orbene tu sei in una di queste situazioni... la causa è la tua dipendenza affettiva in realtà un lievissimo disturbo della personalità... ma siccome il tuo cervello non si rassegna a questa situazione ecco che s'arrovella e s'impunta... da una parte la logica che ti sgrida dicendo ma che cosa combini? sei una stupida! falla finita! dall'altra parte l'istintualità che si muove alla ricerca di un uomo sul quale abbarbicarti (in realtà anche questo comportamento ha sicuramente una sua ragion d'essere ma su questo punto ammetto la mia ignoranza in materia)...

qual è la conseguenza? che la logica si esaspera e presa dalla disperazione si volge contro l'istintualità... e siccome ambedue siete contenute nello stesso corpo ecco che se la logica vuole colpire l'istintualità si deve fare del male così come hai fatto tu...

> Ora la mia dottoressa dice di non farne un dramma, che è
> stata solo una presa di contatto con la mia parte distruttiva,
> ma io ho paura che mi ricapiti..

in tutto questo discorso si aggiunge la tua personalità... che crede nell'esistenza di un creatore - che crede nella vita come un dono - che ritiene di essere un'ingrata perché spreca il dono che ha ricevuto - perché certi comportamenti sono degni di una pazza oh mamma mia che sia diventata pazza... no stefania non sei pazza anzi! sei molto più normale di certi ragionieri che lavorano otto ore al giorno senza dare minimamente in escandescenza dinanzi alle intemperanze del direttore... quelli davvero rischiano d'impazzire magari un giorno sentirai di un ragioniere che entra nel proprio ufficio e comincia a sparare a tutti quelli che vede direttore segretaria collega... in realtà anch'egli ha i suoi motivi - il direttore stupido e nevrotico la segretaria prostituita e del tutto indifferente alla famiglia propria e del capo il collega prono e arrivista l'altro collega vigliacco e ipocrita - ma quanto più danno faranno loro che oggi pazientemente sopportano senza dare affatto in escandescenza...

invero condivido in pieno l'opinione della tua psicologa... devi solo accettare la tua "parte distruttiva" (che esiste in ognuno di noi me compreso) e assolverti da questa "colpa"... nel frattempo cerca di seguire un percorso che ti renda sempre meno dipendente dall'affettività esterna più per il tuo bene che per un'apparenza di "normalità"...

un abbraccio! e torna presto...



Ua Elikah Essalam! by alFaris

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Messaggio da alFaris » mer giu 28, 2006 10:37 am

Essalamu Elikah!

> ps. un saluto anche al moderatore!!

ssst! piano! ché sennò t'intercettano e pensano che ti ho pagata...! ;-D

alFiereLucianoMoggi

ps ben venuta...!



Ua Elikah Essalam! by alFaris

Penelope
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Messaggio da Penelope » mer giu 28, 2006 11:35 am

alFaris ha scritto: orbene tu sei in una di queste situazioni... la causa è la tua dipendenza affettiva in realtà un lievissimo disturbo della personalità... ma siccome il tuo cervello non si rassegna a questa situazione ecco che s'arrovella e s'impunta... da una parte la logica che ti sgrida dicendo ma che cosa combini? sei una stupida! falla finita! dall'altra parte l'istintualità che si muove alla ricerca di un uomo sul quale abbarbicarti (in realtà anche questo comportamento ha sicuramente una sua ragion d'essere ma su questo punto ammetto la mia ignoranza in materia)...
Mi riconosco molto in questo che hai scritto....da una parte la ragione, dall'altra l'istinto....
Penso sia una delle cause della mia frequente inquietudine....
Non sono mai arrivata a comportamenti autolesionistici (ad oggi almeno) ma spesso provo un forte senso d'ansia, di irrequietezza, e penso che il motivo sia proprio questo...
Sto cercando di risolvere questa "dipendenza" dalle persone (sesso maschile in particolare) e non è sempre facile...

Simona*
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Re: impulso suicida fortissimo..

Messaggio da Simona* » mer giu 28, 2006 6:19 pm

Stefania ha scritto:Sono sempre io, Stefania. Quella della depressione, degli attacchi di panico e ora di quello che sto x raccontarvi e non so davvero come faccio ad essere qui a raccontarvelo.
L'ultima volta che ho scritto pensavo che la cosa peggiore che potesse capitarmi, dal punto di vista psichico, fosse il DAP, invece no..Ho scoperto che c'è molto peggio: la rabbia, la violenza contro sè stessi, l'odio verso sé stessi che all'improvviso esplodono e tu ti senti impazzire, il tuo cervello non ragiona piu' e senti solo un fortissimo impulso a farti del male, a ferirti, colpirti, distruggerti, annientarti, insomma ucciderti.
Mi è capitato quasi una settimana fa. Così, di punto in bianco, mi sono arrabbiata con mia madre (io ero a letto con crampi alla pancia e le avevo chiesto di tel al medico e lei mi ha risposto che era meglio se lo chiamavo io, che lei nn sapeva spiegargli bene il mio disturbo e che mi avrebbe portato il tel a letto), ero già in tensione da alcuni gg x via di un ragazzo, un altro conosciuto su internet ovviamente (ormai vivo solo lì..) che aveva un comportamento piuttosto incoerente e x il quale mi era venuta fuori tutta la mia dipendenza affettiva facendomi soffrire molto..
Insomma all'improvviso mi è scoppiata una rabba tremenda, ho iniziato a colpirmi il viso con le mani ripetutamente, poi mi sono piantata le unghie nella pelle del braccio, non sentivo neanche male, me ne sono accorta poi dopo ore quando ero più calma e ho sentito il bruciore al braccio. Xò non bastava volevo fare di più, qualcosa che lenisse quel dolore, che placasse quella rabbia, dovevo farmi più male e al contempo sapevo che se lo avessi fatto sarebbe stata la fine. Ho pensato "sto impazzendo, sto diventando pazza, e quando ho realizzato che stavo impazzendo mi è anche venuto un attacco di panico fortissimo, non sapevo che fare, mi sono presa i farmaci x gli attacchi di panico, dose doppia, mi sono messa in ginocchio e ho pregato, ho vagato x casa come un leone in gabbia, ho bevuto, poi ho tel alla mia dottoressa e l'ho implorata di ricevermi al più presto.
Tutto ciò non so quanto è durato, credo un'oretta, poi i farmaci hanno fatto effetto e pian piano mi sono calmata, ma sono rimasta sconvolta. Non mi era mai capitata una cosa così. Ho avuto paura di me stessa, ho percepito di essere in pericolo di vita e sulla via della follia..Ora la mia dottoressa dice di non farne un dramma, che è stata solo una presa di contatto con la mia parte distruttiva, ma io ho paura che mi ricapiti..
Come dice la tua dottoressa non farne un dramma, non focalizzare troppo il tuo pensiero su ciò che ti è accaduto, e che prima non era mai successo
Forse ricordarti il male che hai sentito può esserti utile per non riscarci o forse e meglio che cerchi di dimenticare, sinceramente non lo so.
importante cmq, è che tu prenda coscenza che distruggerti non serve a nulla e ancor più non risolve i tuoi problemi
Per risolvere i tuoi guai, devi cercare, invece, di ricostruirti: nello spirito nel cuore, e nella mente.
Fai un passo alla volta, segui la tua dottoressa, e non fidarti troppo di tutta la gente che consoci su internet, almeno non farlo subito.
E ancora di più nn vivere, come hai detto che fai adesso, la tua vita solo su internet, ti fa apaprire una realtà che nel reale non esiste, o almeno gli somiglia molto poco

Stefania
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Messaggio da Stefania » ven giu 30, 2006 10:34 am

Prima di tutto ringrazio tutto le persone che mi hanno risposto, è bello sapere che qui troverò sempre qualcuno che cercherà di darmi conforto.
Poi rispondo a una ragazza che mi ha chiesto se seguo una cura farmacologica. Sì, la seguo già da anni. Le ho provate un pò tutte. Ho iniziato nel 2000 a prendere antidepressivi (sereupin) xkè allora ebbi la prima crisi. Nel frattempo ho fatto 4 anni di terapia psicanalitica.
Poi ho smesso di prendere i farmaci per un periodo di circa 6 mesi, interrotto da una forte crisi depressiva (ma senza impulso di farmi del male) che mi ha portato a riprendere il sereupin, ma ad interrompere la psicoterapia x sfiducia e voglia di tentare un altra strada (pensavo che la terapia cognitivo-comportamentale potesse aiutarmi di più).
L'anno scorso sono passata allo Zoloft xkè, secondo la mia dottoressa, mi dava meno probl del sereupin e a gennaio di quest'anno solo Seroquel, un farmaco che sarebbe un antipsicotico ma che preso a piccole dosi servirebbe nei casi di depressione associata ad ansia e ho anche ripreso la terapia, ma con un'altra dottoressa che sembrava riuscisse a smuovermi di più. Purtroppo poi sono arrivati gli attacchi di panico (che non avevo mai avuto) e via a prendere di nuovo lo Zoloft e lo Xanax, come forse avrete letto in un mio post di qualche mese fa quando ero nel pieno del problema.
Sono stata 3 settimana a casa dal lavoro, poi ho preso coraggio, i farmaci hanno iniziato a dare i loro effetti e son tornata, diciamo, a vivere.
Poi, alti e bassi, ogni tanto qualche attacco e una settimana fa, il crollo con un forte impulso autodistruttivo che mai avevo avvertito prima con tale intensità. Ho perso il conto dei farmaci che ho provato, dei sintomi che ho avuto, dei momenti di crisi della mia vita..ora sto prendendo Zololft, Seroquel e Control al bisogno, cioè in caso di attacco che nn riesco a farmi passare. Le medicine mi stanno aiutando, l'umore è migliorato, mi sento meno sull'orlo del precipizio (prima avevo la costante sensazione di esserci), ma mi sento ancora tanto instabile. Continuo la psicoterapia e continuo a sentire il bisogno di un uomo che si prenda cura di me, che mi dia amore e attenzioni e al contempo il terrore che quest'uomo mi abbandoni, mi faccia soffrire. E in questa ambivalenza soffro da morire..La mia dottoressa ogni volta mi "sgrida", cerca di spronarmi, ma io davvero non so cosa posso fare di più che prendere i farmaci e andare da lei. Fra l'altro ho anche problemi digestivi e intestinali e non mi curo, nonostante il gastroenterologo mi abbia raccomandato una cura di almeno tre mesi, xkè temo che poi siano troppi i farmaci che assumo.

Simona*
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Messaggio da Simona* » sab lug 01, 2006 8:21 am

Stefania ha scritto:Prima di tutto ringrazio tutto le persone che mi hanno risposto, è bello sapere che qui troverò sempre qualcuno che cercherà di darmi conforto.
Poi rispondo a una ragazza che mi ha chiesto se seguo una cura farmacologica. Sì, la seguo già da anni. Le ho provate un pò tutte. Ho iniziato nel 2000 a prendere antidepressivi (sereupin) xkè allora ebbi la prima crisi. Nel frattempo ho fatto 4 anni di terapia psicanalitica.
Poi ho smesso di prendere i farmaci per un periodo di circa 6 mesi, interrotto da una forte crisi depressiva (ma senza impulso di farmi del male) che mi ha portato a riprendere il sereupin, ma ad interrompere la psicoterapia x sfiducia e voglia di tentare un altra strada (pensavo che la terapia cognitivo-comportamentale potesse aiutarmi di più).
L'anno scorso sono passata allo Zoloft xkè, secondo la mia dottoressa, mi dava meno probl del sereupin e a gennaio di quest'anno solo Seroquel, un farmaco che sarebbe un antipsicotico ma che preso a piccole dosi servirebbe nei casi di depressione associata ad ansia e ho anche ripreso la terapia, ma con un'altra dottoressa che sembrava riuscisse a smuovermi di più. Purtroppo poi sono arrivati gli attacchi di panico (che non avevo mai avuto) e via a prendere di nuovo lo Zoloft e lo Xanax, come forse avrete letto in un mio post di qualche mese fa quando ero nel pieno del problema.
Sono stata 3 settimana a casa dal lavoro, poi ho preso coraggio, i farmaci hanno iniziato a dare i loro effetti e son tornata, diciamo, a vivere.
Poi, alti e bassi, ogni tanto qualche attacco e una settimana fa, il crollo con un forte impulso autodistruttivo che mai avevo avvertito prima con tale intensità. Ho perso il conto dei farmaci che ho provato, dei sintomi che ho avuto, dei momenti di crisi della mia vita..ora sto prendendo Zololft, Seroquel e Control al bisogno, cioè in caso di attacco che nn riesco a farmi passare. Le medicine mi stanno aiutando, l'umore è migliorato, mi sento meno sull'orlo del precipizio (prima avevo la costante sensazione di esserci), ma mi sento ancora tanto instabile. Continuo la psicoterapia e continuo a sentire il bisogno di un uomo che si prenda cura di me, che mi dia amore e attenzioni e al contempo il terrore che quest'uomo mi abbandoni, mi faccia soffrire. E in questa ambivalenza soffro da morire..La mia dottoressa ogni volta mi "sgrida", cerca di spronarmi, ma io davvero non so cosa posso fare di più che prendere i farmaci e andare da lei. Fra l'altro ho anche problemi digestivi e intestinali e non mi curo, nonostante il gastroenterologo mi abbia raccomandato una cura di almeno tre mesi, xkè temo che poi siano troppi i farmaci che assumo.
Beh, la tua doteressa sta cercando di dirti, che le medicine e lei stessa, non servono completamente se tu per prima non ci metti ancora più grinta, più convinzione, nel voler essere medico e guaritrice di te stessa con la tua volontà, facendo si che la tua voglia di vivere finalmente libera dal tuo male sia più forte della tua voglia di farti male. Pensa a come staresti libera dai tuoi incubi! se ci pensi di più e con più forza, son certa che troverai la spinta per liberarti da tutti i tuoi " fantasmi"
In quanto ai disturbi digestivi, fai come ti ha consigliato il tuo gastroenterolo,e curati, i tranquillanti specie quelli forti hanno ripercussioni negative sull'apparato digerente, e gli incovenienti che ne derivano andrebbero non sottovalutati e quindi curati .

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Messaggio da monirosa » sab lug 01, 2006 10:10 pm

ciao stefania, sono io quella che ti ha chiesto se prendevi medicine.....
anch'io le ho prese, ho preso come te il sereupin per circa un anno e mezzo...certo aiuta...aiuta a non avere crisi e potersi quindi dedicare ad un'analisi....senza pensare agli attacchi di panico.
posso dirti che la fiducia nella persona che ti aiuta è importante...è importante chiedere aiuto...ma è fondamentale veramente voler uscire da questa situazione....non abituarti a questo tipo di dolore...!!
ti prego stefania..tira fuori tutto quello che hai dentro..ma fallo veramente..non aver pudore vomita tutto il peso che ti porti dentro...e accetta quello che vedi venir fuori...e accetta anche quella parte di te che magari non ti piace vedere...solo accettandola e riconoscendola se ne potrà andare...e tu potrai cominciare ad alleggerire la tua anima...
un abbraccio
monica

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Messaggio da alFaris » dom lug 02, 2006 9:31 pm

Essalamu Elikah!

come c'acchiappo io co' la psicoterapia da forum - nun c'acchiappa nessuno! ;-D

> Continuo la psicoterapia e continuo a sentire il bisogno di un uomo che
> si prenda cura di me, che mi dia amore e attenzioni e al contempo il
> terrore che quest'uomo mi abbandoni, mi faccia soffrire. E in questa
> ambivalenza soffro da morire..La mia dottoressa ogni volta mi "sgrida",
> cerca di spronarmi, ma io davvero non so cosa posso fare di più che
> prendere i farmaci e andare da lei.

visto che ho indovinato una volta ritento... come si dice nello sport - squadra che vince non si cambia... ti va di tentare di dare una spiegazione a questa tua incessante ricerca di un uomo-che-si-prenda-cura-di-me? penso che sia cosa di tutti cercare un affetto e qualcuno di cui fidarsi... ma perché con te questa ricerca diventa affannosa e ossessiva?

ps sempre se ti va di parlarne...



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Stefania
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Messaggio da Stefania » lun lug 03, 2006 7:04 pm

alFaris ha scritto:Essalamu Elikah!

come c'acchiappo io co' la psicoterapia da forum - nun c'acchiappa nessuno! ;-D

> Continuo la psicoterapia e continuo a sentire il bisogno di un uomo che
> si prenda cura di me, che mi dia amore e attenzioni e al contempo il
> terrore che quest'uomo mi abbandoni, mi faccia soffrire. E in questa
> ambivalenza soffro da morire..La mia dottoressa ogni volta mi "sgrida",
> cerca di spronarmi, ma io davvero non so cosa posso fare di più che
> prendere i farmaci e andare da lei.

visto che ho indovinato una volta ritento... come si dice nello sport - squadra che vince non si cambia... ti va di tentare di dare una spiegazione a questa tua incessante ricerca di un uomo-che-si-prenda-cura-di-me? penso che sia cosa di tutti cercare un affetto e qualcuno di cui fidarsi... ma perché con te questa ricerca diventa affannosa e ossessiva?

ps sempre se ti va di parlarne...



Ua Elikah Essalam! by alFaris
Certo che mi va di parlarne Stefano, xò non è facile individuare una motivazione. Ti posso solo dire che dopo anni di terapia ho capito che ho questo vuoto enorme da colmare e a periodi cerco di farlo o col cibo o con l'affetto, o presunto tale, di un uomo. Solo che poi, essendo tale affetto da me richiesto, anzi preteso, in senso assoluto, xkè inconsciamente cerco di farmi amare dai miei genitori dai quali mi sono sentita trascurata e ignorata, tali rapporti finiscono inevitabilmente male. Anzi, dato che sono attirata maggiormente dagli uomini emotivamente non disponibili, il rapporto è destinato a fallire in partenza. Non sarebbe una grossa tragedia se non che ogni volta sprofondo nella depressione più nera, provo odio verso me stessa e un forte senso di fallimento e frustrazione e rivivo l'abbandono sperimentato da piccola. Ciononostante è un gioco perverso al quale non riesco a sottrarmi. E'un coazione a ripetere (mi pare si dica così), è tipico delle persone affettivo-dipendenti.
Come vedi so spiegare benissimo il mio problema, quasi fossi una terapeuta anziché una paziente, peccato che non riesca a fare altro..
Ora sento che devo assolutamente ritrovarmi, ritrovare la Stefania che è lì abbandonata da qualche parte in mezzo ad una strada che non sa dove andare. E' confusa. Le han dato delle medicine e si sente meglio, ma sa che neanche quella è la strada giusta da seguire. Sa che dovrebbe amarsi e rispettarsi di più ma non riesce a farlo..Sa che quando ha creduto di impazzire e le è venuto l'attacco di panico è xkè si è trovata di fronte ad una delle sue paure più grandi: quella di essere una pazza, una ragazza squilibrata e anormale, alle spalle della quale tutti sussurranno e provano compatimento. Una che a 32 anni non è riuscita a trovare un uomo che la sopporti e a farci una famiglia. Una che non riesce a tenersi un'amica, che si tiene un lavoro solo xkè in un ente pubblico dove non licenziano nessuno. Una che da bambina non andava a giocare con gli altri bambini ma li guardava dalla finestra xkè si sentiva inferiore e inadeguata. Una che ha subito violenze psicologiche e molestie alle scuole medie. Una che a 16 anni non è più voluta andare a scuola ed è rimasta a casa senza uscire per 9 mesi..
E' dura sentirsi "normali" con un passato così..Se arrivano anche gli attacchi di panico e le crisi distruttive e violente, figurati..

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Messaggio da alFaris » mar lug 04, 2006 10:59 pm

Essalamu Elikah!

> Una che a 32 anni non è riuscita a trovare un uomo che la sopporti e a
> farci una famiglia.

oh be' :-) se è per questo io sono arrivato a questo nobile primato alla veneranda età di quarant'anni... però da qualche tempo a questa parte ho sepolto questo cruccio perché ho capito che gran parte dei problemi non sono miei ma di un modo molto "coreografico" (leggi privo di contenuto) di vivere l'esistenza... un modo che io rifiuto - con il bel risultato che risulto ostico e antipatico...

questo per dirti... trovare la propria esistenza in questo mondo è impresa ardua se non improba... quindi lascia stare la paura di esserti

> trovata di fronte ad una delle sue paure più grandi: quella di essere
> una pazza, una ragazza squilibrata e anormale, alle spalle della quale
> tutti sussurranno e provano compatimento.

ci sarà sempre un motivo per il quale la gente ti parlerà dietro... lascia stare che

> non riesce a tenersi un'amica,

i rapporti interpersonali oggi sono diventati un problema molto grave perché più che "parlare" col prossimo noi "annunciamo" noi stessi... insomma una specie di dialogo tra sordi dove trovare qualcuno che oltre che parlare sappia anche ascoltare è un'impresa unica...

semmai... cerca la tua tranquillità... se occorre manda tutti al macero e riappropriati i tuoi spazi... cancella questi sensi di colpa e fregatene del mondo intero... hai subite offese molto pesanti

> inconsciamente cerco di farmi amare dai miei genitori dai quali mi sono
> sentita trascurata e ignorata,

> provo odio verso me stessa e un forte senso di fallimento e
> frustrazione e rivivo l'abbandono sperimentato da piccola.

> Una che ha subito violenze psicologiche e molestie alle scuole medie.

è ora che cominci a pensare un pochino a te stessa! ;-)

in bocca al lupo stefi! torna quando vuoi...



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paolaschi
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Messaggio da paolaschi » ven lug 14, 2006 10:49 am

ciao Stefania,
mi sono chiesta se era giusto o meno portare anche la mia esperienza, ma dopo averci pensato un pò ho deciso di si.
Anch'io ho passato momenti brutti nella mia vita, non sono mai ricorsa a farmaci e a psicologi perchè troppo orgogliosa, perchè volevo cavarmela da sola. I problemi che ho avuto in passato depressione e istinto suicida erano causati dal tentativo di sopprimere alcune parti della mia personalità per far piacere agli altri, ed in particolare agli uomini. Quindi odiavo me stessa perchè non riuscivo ad esprimermi come volevo. Soluzione: imporre la propria personalità, non preoccuparsi se piace agli altri, dedicarsi allo studio e alle cose che piacciono nella vita.
Ho avuto anche attacchi di panico, per lo più di notte mentre dormivo, che ho superato accettandoli, come altri ti hanno già detto, mi dicevo allora è arrivato il momento di morire, va bene sono qua, tanto visto che pensavo si suicidarmi .....ma sono ancora viva e adesso sto anche bene.
Secondo me gran parte delle fobie dell'uomo sono legate all'ansia e alla paura di morire, accettatando la morte e quindi ammettendo i propri limiti, si riesce a vivere meglio. Ad esempio io ritengo che prima svolgevo un lavoro troppo stressante per le mie capacità, quindi mi sono ridimensionata a fare un lavoro più tranquillo e con meno ambizioni.
L'analisi di te stessa la puoi fare da sola, ascoltandoti, in questo la pratica dello Yoga ( fatto in un buon centro ) e utilissima, per me è stato fondamentale. Magari potrei suggerirti il libro della mia maestra, ma ne trovi tantissimi in edicola sulla Yoga e sulla filosofia dello Yoga. Ti suggerisco di metterti a studiare, su internet trovi miriadi di informazioni anche sui problemi correlati all'ansia, che è una manifestazione di paura.
Visto che sei stanca una bella vacanza al mare in un posto affollato come Rimini, anche da sola, potrebbe ridarti le forze per reagire.
ciao e in bocca al lupo
Paola

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Messaggio da alFaris » mer lug 19, 2006 11:15 am

Essalamu Elikah!

innanzi tutto ben venuta cara paolaschi...

> ciao Stefania,
> mi sono chiesta se era giusto o meno portare anche la mia
> esperienza, ma dopo averci pensato un pò ho deciso di si.

certo...! :-) perché la tua esperienza non dovrebbe trovare ospitalità?! va bene che per certi corvaccî sono un dittatore stupido e ottuso ma tu lasciali gracchiare e scrivi con comodo...

> Anch'io ho passato momenti brutti nella mia vita, non sono
> mai ricorsa a farmaci e a psicologi perchè troppo orgogliosa,
> perchè volevo cavarmela da sola.

[...]

> Soluzione: imporre la propria personalità, non preoccuparsi se
> piace agli altri, dedicarsi allo studio e alle cose che piacciono
> nella vita.

;-) conosco qualcuno che ha fatta la stessa cosa...

> Ho avuto anche attacchi di panico,

[...]

> Secondo me gran parte delle fobie dell'uomo sono legate
> all'ansia e alla paura di morire, accettatando la morte e quindi
> ammettendo i propri limiti, si riesce a vivere meglio.

brava la nostra nuova arrivata... sì in effetti la paura di morire fa gran gioco quando l'attacco di panico arriva - e non solo in quel caso... solo che dal medioevo in poi la paura della morte è diventato un argomento tabù e nessuno si permette di mettere in dubbio questa sacra verità... le conseguenze sono (anche) quelle che hai descritte tu...

> L'analisi di te stessa la puoi fare da sola

però in effetti magari all'inizio può essere utile che qualcuno ti segni la via... fosse solo per capire la natura di quest'uragano che puntualmente si ripresenta quando meno te lo auguri...

> Visto che sei stanca una bella vacanza al mare in un posto
> affollato come Rimini, anche da sola, potrebbe ridarti le forze
> per reagire.

:-) questa è più curiosa... davvero funziona?

> ciao e in bocca al lupo
> Paola

ti saluto anch'io e t'invito a tornare...!



Ua Elikah Essalam! by alFaris

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