Ciao a tutti, non so se questo è il posto giusto per scrivere ma è successa una cosa che mi ha lasciata allibita.
Stamattina mia nonna, che 1 anno fa è stata operata per un tumore ("maligno") al polmone, preso in tempo per fortuna, si è sottoposta ad un esame di routine per accertarsi che non ci fossero nuove cellule tumorali. Durante quest'anno non ha avuto più niente e non le è stata praticata la chemioterapia, in quanto troppo anziana -77 anni- per sostenerne la tossicità, e in un esame di questi con liquido di contrasto (acqua e zucchero) è stata aggiunta una dose (a detta loro "piccolissima")di sostanza radioattiva. Addirittura, dopo questo genere di esami, i pazienti devono uscire da un uscita diversa da quella normale, per evitare di venire a contatto con bambini e donne incinte.
Quello che mi chiedo è: possibile che in un esame per scoprire se ci sono cellule tumorali (di prevenzione quindi), si facciano simili cose? Una sostanza radioattiva non è un fattore scatenante il cancro??E perchè la lontananza da bambini e donne incinte? Le altre persone che vengono a contatto rischiano anche loro??Possibile che una persona malata debba essere sottoposta ad un vero e proprio "bombardamento"delle sostanze e degli esami più disparati??Per forza poi ci sono recidive!!!
Qualcuno ne sa qualcosa di questo esame??In ospedale hanno detto che non è assoltamente pericoloso (?!?)ma io non mi fido dei medici allopatici.
ESAME STRANO
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valeria to
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purtroppo la scienza ha ancora dubbi su molte cose...e uno dei motivi di questo è dato dal breve tempo trascorso dall'introduzione di sostanze varie per scopi altrettanto vari e io direi anche MOLTO DISCUTIBILI.
se a tua nonna sono stati iniettati i cosiddetti "quantum dot" devi sapere che si tratta di nanaoparticelle fluorescenti. Essi sono realizzati in seleniuro di cadmio, che è tossico nella sua forma normale...per questo sono racchiusi in un involucro protettivo. Il fatto è che non si sa se rimangano a lungo in questa forma o se l'involucro sia destinato a deteriorarsi (ogni cosa nell'universo si deteriora e/o muta...ergo!!!) e rilasciare il suo contenuto tossico nell'organismo.
spero che a tutti sia ben chiaro che il principio di precauzione debba sempre essere applicato laddove sia necessario; inoltre sarebbe importante mettere il paziente al corrente di eventuali rischi, oltre che dargli la possibilità di scegliere.
Comunque, fortunatamente, il dibattito sulla sicurezza circa il nanotech (termine un po' generico, ma esplicativo) è sempre più acceso e la commissione UE allarmata si è già mobilitata per fare chiarezza, tanto che dal 2004, 17 esperti esaminano i possibili pericoli per l'uomo e per l'ambiente derivanti dall'esposizione a materiali derivati dalle nanotecnologie...augurandoci che non sperimentino su animali!!!!!!
ciao
Valeria
se a tua nonna sono stati iniettati i cosiddetti "quantum dot" devi sapere che si tratta di nanaoparticelle fluorescenti. Essi sono realizzati in seleniuro di cadmio, che è tossico nella sua forma normale...per questo sono racchiusi in un involucro protettivo. Il fatto è che non si sa se rimangano a lungo in questa forma o se l'involucro sia destinato a deteriorarsi (ogni cosa nell'universo si deteriora e/o muta...ergo!!!) e rilasciare il suo contenuto tossico nell'organismo.
spero che a tutti sia ben chiaro che il principio di precauzione debba sempre essere applicato laddove sia necessario; inoltre sarebbe importante mettere il paziente al corrente di eventuali rischi, oltre che dargli la possibilità di scegliere.
Comunque, fortunatamente, il dibattito sulla sicurezza circa il nanotech (termine un po' generico, ma esplicativo) è sempre più acceso e la commissione UE allarmata si è già mobilitata per fare chiarezza, tanto che dal 2004, 17 esperti esaminano i possibili pericoli per l'uomo e per l'ambiente derivanti dall'esposizione a materiali derivati dalle nanotecnologie...augurandoci che non sperimentino su animali!!!!!!
ciao
Valeria