I gay e il regime teocratico iraniano
Inviato: ven giu 16, 2006 8:27 pm
La violenza feroce del Regime teocratico iraniano contro gay, lesbiche e transessuali s’è mostrata molte volte agli occhi del mondo, ma moltissime altre volte è rimasta silenziata, nascosta, eppure ugualmente terribile.
La drammatica situazione degli omosessuali in Iran, brutalmente seviziati e uccisi, impiccati, per mano del potere religioso e politico costituito, non accenna a migliorare.
Qualche giorno fa Arsham Parsi, portavoce della “Persian Gay and Lesbian Organization”, ha tenuto a Toronto, Canada, un bellissimo discorso, richiamando l’attenzione del mondo politico, delle associazioni umanitarie e di ognuno sull’assassinio di Stato commesso quotidianamente nel paese degli Ayatollah nei confronti dei “sodomiti”.
“Quando ho visto i miei amici nelle stanze della corte di giustizia di Shiraz – ha detto Parsi nel suo intervento – e ascoltato le loro grida di dolore mentre venivano frustati e torturati, ho pianto. Quando gruppi di gay sono stati insultati e violentati nelle stazioni di polizia in alcune città iraniane, quando una mia amica transessuale è stato costretta al suicidio dalla società e dalla sua famiglia… non c’era nessuno a parlare per loro, a rivelare al mondo quello che i gay, le lesbiche e i transessuali iraniani devono soffrire.”
Anche per loro, per i senza voce, noi che abbiamo voce dobbiamo domandare giustizia.
Christian Poccia
http://www.sodomylaws.org/world/iran/iran.htm
(16 giugno 2006)
La drammatica situazione degli omosessuali in Iran, brutalmente seviziati e uccisi, impiccati, per mano del potere religioso e politico costituito, non accenna a migliorare.
Qualche giorno fa Arsham Parsi, portavoce della “Persian Gay and Lesbian Organization”, ha tenuto a Toronto, Canada, un bellissimo discorso, richiamando l’attenzione del mondo politico, delle associazioni umanitarie e di ognuno sull’assassinio di Stato commesso quotidianamente nel paese degli Ayatollah nei confronti dei “sodomiti”.
“Quando ho visto i miei amici nelle stanze della corte di giustizia di Shiraz – ha detto Parsi nel suo intervento – e ascoltato le loro grida di dolore mentre venivano frustati e torturati, ho pianto. Quando gruppi di gay sono stati insultati e violentati nelle stazioni di polizia in alcune città iraniane, quando una mia amica transessuale è stato costretta al suicidio dalla società e dalla sua famiglia… non c’era nessuno a parlare per loro, a rivelare al mondo quello che i gay, le lesbiche e i transessuali iraniani devono soffrire.”
Anche per loro, per i senza voce, noi che abbiamo voce dobbiamo domandare giustizia.
Christian Poccia
http://www.sodomylaws.org/world/iran/iran.htm
(16 giugno 2006)