dove andremo a finire
Inviato: lun giu 12, 2006 2:36 pm
La scienza finirà per sconvolgere la "natura"?
Ma dove arriveremo con gli esperimenti? Una scienziata australiana prova a far nascere un bambino da due madri. Un'idea che ci fa paura. Un'equipe dell'istituto per la riproduzione e lo sviluppo del Monash Medical Centre di Melbourne, in Australia, guidata dalla dottoressa Orly Lacham-Kaplan, sta sperimentando la fecondazione senza spermatozoi.
Sarebbe una sorta di partogenesi doppia: femmina più femmina uguale femmina. Produrrebbe una società di sole donne in grado di autoperpetuarsi senza bisogno dello sperma maschile. Questa tecnica è in grado di fecondare gli ovuli femminili con un'altra cellula qualunque, e perciò anche di donna.
In verità, questa tecnica era stata messa a punto per aiutare quelle coppie in cui il maschio era sterile; l'esperimento australiano è partito dalla creazione di embrioni di topo, fertilizzando così, un ovulo di cavia femmina con un gamete artificiale, ossia una cellula non riproduttiva prelevata dal corpo di una cavia maschio. La scienziata ha sottolineato che questa tecnica senza sperma, potrebbe, almeno teoricamente, permettere a una coppia di lesbiche di avere figlie che appartengono geneticamente a entrambe: la donna A metterebbe a disposizione un ovulo e la donna B una cellula qualunque per fecondarlo.
Il nuovo procedimento di impianto cellulare senza spermatozoi, dunque senza l'impiego di "maschi", utilizzerà solo cellule femminili. In questo caso il nascituro non potrebbe essere che femmina, visto che le cellule "rosa" non possiedono gli eterocromosomi diversi, la famosa coppia YX che dà la possibilità di generare anche maschi. Il patrimonio genetico femminile, invece, li possiede solo uguali: cioè XX. Le cellule somatiche, sia dell'uomo che della donna, contengono due serie di cromosomi e la nuova procedura permetterebbe di separarle, rendendole strutturalmente simili agli spermatozoi, che ne hanno solo una.
Davanti all'ipotesi di un figlio concepito e nato solo da donne, le varie associazioni lesbiche e quelle femministe hanno esultato, poiché ciò significa che gli uomini non sono più utili neppure per fare i bambini. Giusto o no non c'è dubbio che sarà una provetta ad avere l'ultima parola sulle nostre maternità più difficili e più importanti, a decidere se vogliamo un figlio a 80 anni, se lo pretendiamo proprio uguale alla foto del bimbo della pubblicità del latte, oppure con gli occhi di nostro fratello.
Dove ci porterà la scienza? A non permettere ad uomini e donne di incontrarsi, e di sfiorarsi? Intanto si applaude al parto e al figlio senza padre. Ma la stessa ricercatrice ammette che ci vorrà tempo prima di arrivare a far nascere bambine senza difetti: gli esperimenti australiani su piccole topoline sono ancora imperfetti. Applaudendo a tale successo, celebriamo in realtà la fine della cosiddetta coppia; viviamo già in un tempo dove le relazioni tra maschi e femmine si rivelano sempre più difficili: la grande fatica di quest'epoca è quella di stare insieme. Perché un bambino non deve più essere un progetto d'amore comune? Perché decidere di fare da sole anche loro? Perché diventare madri sole? Ed inoltre ci dimentichiamo totalmente dell'importanza che la figura paterna ha per un bambino?
Le reazioni sono state diverse: Lord Winston, decano della fecondazione artificiale, ha detto: "Questi esperimenti sono interessanti. Ma il punto è se i geni siano stati usati correttamente dopo la fecondazione". Mentre la Human Fertilization and Embriology Authorithy, l'organismo che regola la ricerca sugli embrioni, ha espresso gravi preoccupazioni: "Il metodo non ha ancora prodotto neanche una gravidanza, tanto meno riuscita, nei topi". Ma la dottoressa Lacham-Kaplan avverte che la sua ricerca servirà soprattutto ai maschi sterili. Crediamole.
Ma dove arriveremo con gli esperimenti? Una scienziata australiana prova a far nascere un bambino da due madri. Un'idea che ci fa paura. Un'equipe dell'istituto per la riproduzione e lo sviluppo del Monash Medical Centre di Melbourne, in Australia, guidata dalla dottoressa Orly Lacham-Kaplan, sta sperimentando la fecondazione senza spermatozoi.
Sarebbe una sorta di partogenesi doppia: femmina più femmina uguale femmina. Produrrebbe una società di sole donne in grado di autoperpetuarsi senza bisogno dello sperma maschile. Questa tecnica è in grado di fecondare gli ovuli femminili con un'altra cellula qualunque, e perciò anche di donna.
In verità, questa tecnica era stata messa a punto per aiutare quelle coppie in cui il maschio era sterile; l'esperimento australiano è partito dalla creazione di embrioni di topo, fertilizzando così, un ovulo di cavia femmina con un gamete artificiale, ossia una cellula non riproduttiva prelevata dal corpo di una cavia maschio. La scienziata ha sottolineato che questa tecnica senza sperma, potrebbe, almeno teoricamente, permettere a una coppia di lesbiche di avere figlie che appartengono geneticamente a entrambe: la donna A metterebbe a disposizione un ovulo e la donna B una cellula qualunque per fecondarlo.
Il nuovo procedimento di impianto cellulare senza spermatozoi, dunque senza l'impiego di "maschi", utilizzerà solo cellule femminili. In questo caso il nascituro non potrebbe essere che femmina, visto che le cellule "rosa" non possiedono gli eterocromosomi diversi, la famosa coppia YX che dà la possibilità di generare anche maschi. Il patrimonio genetico femminile, invece, li possiede solo uguali: cioè XX. Le cellule somatiche, sia dell'uomo che della donna, contengono due serie di cromosomi e la nuova procedura permetterebbe di separarle, rendendole strutturalmente simili agli spermatozoi, che ne hanno solo una.
Davanti all'ipotesi di un figlio concepito e nato solo da donne, le varie associazioni lesbiche e quelle femministe hanno esultato, poiché ciò significa che gli uomini non sono più utili neppure per fare i bambini. Giusto o no non c'è dubbio che sarà una provetta ad avere l'ultima parola sulle nostre maternità più difficili e più importanti, a decidere se vogliamo un figlio a 80 anni, se lo pretendiamo proprio uguale alla foto del bimbo della pubblicità del latte, oppure con gli occhi di nostro fratello.
Dove ci porterà la scienza? A non permettere ad uomini e donne di incontrarsi, e di sfiorarsi? Intanto si applaude al parto e al figlio senza padre. Ma la stessa ricercatrice ammette che ci vorrà tempo prima di arrivare a far nascere bambine senza difetti: gli esperimenti australiani su piccole topoline sono ancora imperfetti. Applaudendo a tale successo, celebriamo in realtà la fine della cosiddetta coppia; viviamo già in un tempo dove le relazioni tra maschi e femmine si rivelano sempre più difficili: la grande fatica di quest'epoca è quella di stare insieme. Perché un bambino non deve più essere un progetto d'amore comune? Perché decidere di fare da sole anche loro? Perché diventare madri sole? Ed inoltre ci dimentichiamo totalmente dell'importanza che la figura paterna ha per un bambino?
Le reazioni sono state diverse: Lord Winston, decano della fecondazione artificiale, ha detto: "Questi esperimenti sono interessanti. Ma il punto è se i geni siano stati usati correttamente dopo la fecondazione". Mentre la Human Fertilization and Embriology Authorithy, l'organismo che regola la ricerca sugli embrioni, ha espresso gravi preoccupazioni: "Il metodo non ha ancora prodotto neanche una gravidanza, tanto meno riuscita, nei topi". Ma la dottoressa Lacham-Kaplan avverte che la sua ricerca servirà soprattutto ai maschi sterili. Crediamole.