SOIA
Inviato: lun giu 05, 2006 11:30 am
LEGGETE QUESTO ARTICOLO CHE HO TROVATO SU INTERNET
Soia: non sempre fa bene
La scoperta è stata fatta studiando alcuni topi portatori di una rara anomalia genetica
In uno studio preliminare condotto su topi da laboratorio alcuni ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder hanno dimostrato che una mutazione genetica che nell’uomo è legata a un’alterata funzionalità del cuore determina problemi cardiaci di maggiore entità quando la dieta è a base di soia.
La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia a base genetica che interessa una persona su 500 e si manifesta con aritmie, palpitazioni, fiato corto.
Per anni si è supposto che una dieta ricca di soia potesse proteggere dai disturbi cardiaci, grazie soprattutto alla presenza di fitoestrogeni, composti vegetali in grado di interagire con i recettori degli estrogeni umani ai quali sono affini.
La scoperta, pubblicata sull’ultimo numero del Journal of Clinical Investigation rimette in questione, almeno in parte, questa ipotesi. Va comunque osservato che il peggioramento della situazione cardiaca è risultato molto più marcato nei topi maschi che nei topi femmina, probabilmente perché – osservano gli studiosi – l’organismo femminile, costantemente esposto agli elevati livelli naturali di estrogeni, sviluppa una minore sensibilità di quello maschile alle variazioni nei livelli di questo ormone collegate a una dieta a base di soia.
Soia: non sempre fa bene
La scoperta è stata fatta studiando alcuni topi portatori di una rara anomalia genetica
In uno studio preliminare condotto su topi da laboratorio alcuni ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder hanno dimostrato che una mutazione genetica che nell’uomo è legata a un’alterata funzionalità del cuore determina problemi cardiaci di maggiore entità quando la dieta è a base di soia.
La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia a base genetica che interessa una persona su 500 e si manifesta con aritmie, palpitazioni, fiato corto.
Per anni si è supposto che una dieta ricca di soia potesse proteggere dai disturbi cardiaci, grazie soprattutto alla presenza di fitoestrogeni, composti vegetali in grado di interagire con i recettori degli estrogeni umani ai quali sono affini.
La scoperta, pubblicata sull’ultimo numero del Journal of Clinical Investigation rimette in questione, almeno in parte, questa ipotesi. Va comunque osservato che il peggioramento della situazione cardiaca è risultato molto più marcato nei topi maschi che nei topi femmina, probabilmente perché – osservano gli studiosi – l’organismo femminile, costantemente esposto agli elevati livelli naturali di estrogeni, sviluppa una minore sensibilità di quello maschile alle variazioni nei livelli di questo ormone collegate a una dieta a base di soia.