Caro alFaris,
Io di Promiseland non conosco nessuno personalmente salvo Andrea Grasselli. Vorrei premettere che non mi sono accostato a Biodanza ® perché ricercassi una forma di benessere: l’avevo solo sperimentata tanti anni fa, sporadicamente e senza darvi corso. Circa un anno fa invece, per caso, surfando nel web, ho avuto notizia dell’esistenza di stages sperimentali riguardanti un idea nuova ossia l’unione di due discipline che sino ad allora erano due mondi distinti (e distanti): Biodanza & Naturismo. Incuriosito, partecipai: fu così che, al ritorno dal primo stage di due giorni, decisi di riprendere Biodanza con più serietà delle esperienze saltuarie passate, iscrivendomi ad un corso di Biodanza (non naturista) con regolare frequenza settimanale, che mi permise di addentrarmi molto più a fondo in questa disciplina. Da allora, oltre al corso settimanale, ho seguito (e seguo) diversi altri stages, fra cui appunto anche Biodanza Acquatica, che si svolge in acque termali in piscina, con costume da bagno e cuffia obbligatori.
Ciò premesso, va notato che io, non essendo un conduttore (ossia un insegnante), non sono il più titolato a descrivere cosa sia Biodanza, tantomeno in un contesto come questo forum sugli attacchi di panico.
Altra doverosa considerazione è che io sono poco a conoscenza degli attacchi di panico, o, meglio, sapevo della loro esistenza ma come profano e devo dire che la lettura dei threads del forum mi ha colpito profondamente. Non potevo rendermi conto di certe realtà piuttosto serie: talvolta, quando qualcosa non ci investe in modo diretto, siamo portati a pensare che sia lontana e che ne siamo immuni mentre invece può essere intorno a noi più di quanto si immagini. Sino ad ora avevo visto attacchi di autentico panico ma determinati da fattori contingenti esogeni e non da stati di sofferenza interiore: sono accompagnatore di montagna volontario e, per fortuna raramente, mi è accaduto che fra i miei accompagnati si trovassero persone che avevano sottovalutato il livello tecnico dell’uscita e sopravvalutato la loro tenuta psicologica in situazioni ove servono, oltre a conoscenze specifiche, anche nervi saldi. Ma persone terrorizzate dalla severità e dai rischi dell’ambiente alpino non credo siano assimilabili ai colpiti da attacchi di panico come quelli qua descritti. Certamente si fatica non poco a re-infondere coraggio in chi si paralizza o sragiona per la paura: farli tornare in se non è mai facile. E non si può certo lasciarli appesi a una parete dolomitica...
Biodanza: se, come suggerivo, avete osservato il sito, vi si descrive abbastanza in esso di cosa si tratti. Proverò con parole mie, ammesso servano.
Innanzitutto l’inventore: un professore universitario cileno di antropologia, psicologo, poeta, oggi poco più che 80 enne ma tuttora attivissimo, negli anni sessanta ha ideato questa attività gioiosa che come dice il nome stesso è un inno alla vita, cioè si "danza la vita".
Va notato che non è un ballo, non serve pertanto saper ballare e non è nemmeno una forma di ginnastica né di meditazione o yoga.
E’ un insieme di movimenti abbinati a musiche ad hoc (scelte da lui stesso con criteri di semantica musicale) che si svolgono sempre in gruppo, sia singolarmente, che a coppie (non necessariamente di uomini con donne), ed anche in gruppo.
Uno stralcio dal sito: <<A lungo abbiamo privilegiato la conoscenza intellettuale, la razionalità, perdendo il legame con il cuore delle cose degli esseri viventi. Biodanza consiste in un'inversione di tendenza che restituisce l'esperienza del corpo e della sensibilità. E' possibile danzare la propria vita nella interezza della propria unicità, in armonia con gli altri, e con l'ambiente per tentare di armonizzare nel vissuto il rapporto tra natura e cultura. E, non per ultimo, per abbandonarci all'ascolto delle percezioni ed emozioni di noi stessi>>
E, ancora, si dice che <<Il cammino verso la salute è fatto dall'esprimere tutte le nostre potenzialità di base, che per la Biodanza sono: la vitalità, la sessualità, la creatività, l'affettività e la trascendenza. Secondo Rolando Toro, creatore del Sistema Biodanza, il nostro potenziale genetico si esprime sulla trama di queste cinque funzioni, comuni a tutte le persone, il cui sviluppo è legato ad esperienze che viviamo nella prima infanzia e che dimentichiamo crescendo, ma che segnano per tutta la vita il nostro comportamento e la nostra salute esistenziale. La vitalità è legata alle prime esperienze di movimento e di sensazione dell'energia vitale. La sessualità è legata alle carezze e al tipo di contatto fisico ricevuto. La creatività dipende dalla libertà avuta nell'esplorare il mondo e di innovare la propria vita. L'affettivà dipende dal senso di sicurezza e di nutrimento trasmesso da chi ci ha accudito. La TRASCENDENZA dipende dall'avere provato sensazioni di armonia esistenziale e di partecipazione all'ambiente. Le persone sviluppano nel corso della loro vita tutte queste cinque funzioni fondamentali. Molti, però, ne rafforzano alcune a spese di altre. La Biodanza lavora stimolando le funzioni poco sviluppate per poi integrarle e armonizzarle tra loro. >>
In pratica durante le sessioni di Biodanza si vivono esperienze emozionali anche profonde, in uno stato di rilassamento e di benessere collettivo, recuperando gesti semplici come una carezza, un sorriso, uno sguardo, un abbraccio, esprimendo vero affetto e vera benevolenza verso noi stessi e verso gli altri. Infatti si legge anche che <<In Biodanza questo avviene attraverso la "vivencia". Il termine "vivencia" significa istante vissuto intensamente , conferendo all'emozione la palpitante qualità esistenziale del vissuto "qui e ora". Questo termine si riferisce ad uno stato psicofisico di pienezza, di integrazione del soggetto con se stesso, con gli altri e generato dall'ambiente che lo circonda proprio nel momento che sta vivendo. La parola emozione è intesda anche come entrare in azione, cioè muoversi. Ad esempio, quando saltiamo, stimolati da una musica allegra, stiamo producendo una vivencia di vitalità oppure quando ci muoviamo lentamente su una musica dolce stiamo producendo una vivencia di tenerezza e affettività. La musica rappresenta uno stimolo per fare l'esercizio, e porta all'esprimere un emozione integrata al movimento.
Il gruppo: Biodanza non si sviluppa individualmente. La presenza di un gruppo permette al partecipante di sentirsi protetto ed in grado di comunicare agli altri le sue difficoltà, i suoi desideri e la sua voglia di cambiamento: in questo la crescita esistenziale avviene assieme agli altri, alla comunità umana, e non in solitudine. >>
Beh, se avete domande sulle mie esperienze chiedete pure.
Ad Abano terme sabato 10 giugno dalle 19,30 alle 23,30 c’è uno stage di Biodanza Acquatica in un hotel termale, in piscina a 36 gradi, con previsti circa 30 partecipanti, da varie città d’Italia.
E’ una forma particolare di Biodanza: io ho già provato il 6 maggio scorso ed è stato molto interessante e suggestivo, quindi ho deciso di ripetere l’esperienza. Se siete interessati ditemi e vi do i dettagli.
Ciao a tutti.
C.
alFaris ha scritto:Essalamu Elikah!
che dire? :-) se davvero quest'esperienza ti è stata tanto positiva allora rendici partecipi! grazie per la segnalazione e facci sapere al più presto...
Ua Elikah Essalam! by alFaris