BREVETTI E DOSAGGI: l'imbroglio quotidiano nei farmaci

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Fabio
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BREVETTI E DOSAGGI: l'imbroglio quotidiano nei farmaci

Messaggio da Fabio » mer nov 17, 2004 10:47 am

BREVETTI E DOSAGGI: l'imbroglio quotidiano nei prodotti farmaceutici - 23/06/2004

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Siamo abituati ad avere un atteggiamento di sacrale rispetto verso le Onlus quasi a prescindere dal loro concreto operare.
Non abbiamo mai trovato il tempo - nella nostra battaglia per la libertà terapeutica - per denunciare seriamente i comportamenti dell’industria farmaceutica al fine di massimizzare il proprio profitto con scelte di “cartello”. Eppure tali scelte, oltre a escludere ogni dinamica concorrenziale nel mercato di settore, moltiplicando la spesa sanitaria in un quadro assistenziale costante, sottraggono risorse agli utenti e alla collettività.
Gli interventi che seguono sottintendono un pregiudizio benevolo verso i nostri amici farmacisti e quindi implicano un punto di vista parziale (quello appunto di Federfarma, l’associazione di categoria), poiché sono tratti da http://www.italiasalute.it/default.asp, tuttavia è sufficiente leggerli con attenzione per mettere in discussione il nostro abituale approccio con le due questioni che citavo all’inizio.
Da essi, peraltro, possiamo trarre nuove ragioni per continuare, in questo come in altri ambiti, il nostro impegno contro la sempre più diffusa gestione strumentale dei brevetti (M.P.)



BREVETTI E DOSAGGI ACCRESCONO LA SPESA

I dati di spesa farmaceutica a carico del SSN nel periodo gennaio-marzo 2004 evidenziano un aumento di spesa netta del +8,1% rispetto al primo trimestre 2003. La spesa netta si attesta intorno a 3 miliardi 113 milioni di €. L’aumento della spesa è correlato a un incremento del numero delle ricette del +5,6% rispetto al periodo gennaio-marzo 2003. Il numero delle ricette nel periodo gennaio-marzo 2004 è stato pari a oltre 121 milioni, in media 2,12 per ogni cittadino italiano.
Nel mese di marzo 2004 la spesa netta SSN è aumentata del +16% rispetto a marzo 2003. In febbraio 2004 la spesa netta SSN ha registrato un aumento del +7,8% rispetto a febbraio 2003; in gennaio del + 1,1% rispetto a gennaio 2003. I primi dati estremamente parziali di aprile non sembrano indicare una inversione di tendenza rispetto agli aumenti registrati in marzo.
Tra i fattori che possono aver inciso sulla spesa di marzo 2004 si evidenziano, in particolare, i seguenti:
• l’incremento del numero delle ricette (+11,6% rispetto a marzo 2003), legato, in parte, al maggior numero di giornate lavorative di marzo 2004 rispetto a marzo 2003 (23 giorni rispetto a 21, pari al +9,5%);
• il sensibile aumento di spesa determinato da alcune categorie di medicinali. In particolare atorvastatina, darbepoetina alfa, lansoprazolo, esomeprazolo, pravastatina sodica, ramipril, simvastatina, da soli, hanno prodotto un incremento di spesa superiore al 3%. Per quanto riguarda l’atorvastatina, va segnalato che l’incremento di spesa è dovuto alla decisione delle aziende produttrici di sostituire, dal 12 marzo 2004, le confezioni da 10 compresse con quelle da 30 compresse, ritirando istantaneamente dal mercato tutte le confezioni da 10 compresse. Tale decisione ha prodotto, da sola, un aumento di spesa superiore all'1%. La situazione è poi tornata gradualmente alla normalità dopo il 29 marzo, data in cui il Ministero della salute, su sollecitazione di Federfarma, è intervenuto dichiarando illegittima la decisione presa in assoluta autonomia dalle aziende produttrici.
• Va, inoltre, considerato che, a decorrere dal 28 febbraio, sono stati ammessi alla concedibilità con nota i farmaci antistaminici, che, nel mese di marzo 2004, hanno determinato una spesa di poco superiore allo 0,5% della spesa lorda.
Un fenomeno che incide in misura rilevante sulla spesa è il trasferimento delle prescrizioni verso medicinali a più alto dosaggio, con un maggior numero di unità posologiche ovvero ancora coperti da brevetto, magari solo perché presentano minime variazioni nella composizione che non ne modificano l’efficacia terapeutica. Al riguardo è interessante notare, nel tempo, il calo del numero delle confezioni prescritte per alcuni principi attivi a brevetto scaduto, inseriti nel meccanismo del rimborso di riferimento, a seguito dello spostamento verso farmaci ancora coperti da brevetto.
Lo spostamento delle prescrizioni verso medicinali più costosi ha determinato un incremento del valore medio lordo ricetta che, nel periodo gennaio-marzo 2004, è stato pari a 28,33 euro (+1,4% rispetto al primo trimestre 2003) e, nel mese di marzo 2004, pari a 28,50 euro (+3% rispetto a marzo 2003).



FEDERFARMA CONTRO FARMINDUSTRIA

Secondo Federfarma, la lobby dell’industria mette le mani avanti per non pagare e continuare a far crescere la spesa farmaceutica.
Per una singolare coincidenza, proprio alla vigilia del Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare misure per il contenimento della spesa farmaceutica, si scatena un’azione lobbistica in difesa dell’industria farmaceutica attraverso le dichiarazioni dell’Osservatorio sulla Terza Età (OTE) e del segretario nazionale della FIMMG Mario Falconi. L’industria, chiamata a fornire un modesto contributo allo sforamento della spesa, cerca di scrollarselo di dosso, scaricandone una parte sulle farmacie. La denuncia viene da Federfarma, l’associazione che rappresenta le farmacie private convenzionate con il SSN.

L’antefatto.
La legge dell’autunno 2003 che ha varato l’Agenzia Italiana del Farmaco ha anche disposto che lo sforamento della spesa farmaceutica rispetto al tetto fissato nel 13 per cento della spesa sanitaria complessiva venga posto per il 60 per cento a carico dell’industria, individuata come maggiore responsabile dell’aumento di spesa, e per il restante 40 per cento a carico delle Regioni.

Lo sforamento.
Sulla base dell’andamento medio dei primi cinque mesi dell’anno, la spesa farmaceutica si avvia a sforare il tetto previsto di almeno il 12 per cento, vale a dire di oltre 2 miliardi di euro. Rispetto a tale “buco” il decreto-legge che il Governo si appresta a varare domani richiede all’industria di ripianare non tutti i 1.240 milioni di euro corrispondenti al 60 per cento dello sforamento, bensì il ben più modesto importo di 495 milioni di euro. Infatti, il Governo, con molto ottimismo, ha provvisoriamente stimato lo sforamento nell’8 per cento del tetto e, soprattutto, ha limitato la quota a carico dell’industria al 60 per cento non dello sforamento, ma della quota del ricavo industriale, pari a due terzi della spesa farmaceutica: su 100 euro di sforamento l’industria non pagherà 60 euro, ma soltanto 40, lasciando un vistoso scoperto.

I farmacisti.
A differenza di quanto ritenuto equo per l’industria (chiamata dal decreto a pagare una quota commisurata unicamente sui propri ricavi e non sulla spesa complessiva), le farmacie da oltre dieci anni contribuiscono al contenimento della spesa con una trattenuta a favore del SSN commisurata al prezzo al pubblico, prezzo che comprende oltre al margine delle farmacie, il margine della distribuzione intermedia e il margine, ben più rilevante, dell’industria.

Le cifre.
Nel 2003 le farmacie hanno versato al SSN 642 milioni di euro e nel 2004 verseranno più di 700 milioni di euro. Sono cifre ben superiori a quella che oggi si vuole porre a carico dell’industria. Inoltre, l’industria è l’unico soggetto interessato a favorire l’aumento della spesa, mentre la rete delle farmacie italiane è l’unica in Europa a fornire al SSN i dati analitici per il controllo della spesa.

Le proposte.
Il Ministro della salute, il Ministro dell’Economia e i Presidenti delle Regioni, concordando sulla urgente necessità di chiedere solo alle industrie di contribuire al ripiano della spesa e di escludere le farmacie, dimostrano di ben comprendere dove sono le reali responsabilità dell’aumento di spesa. Pur apprezzando questo approccio, Federfarma considera le misure in arrivo solo un provvedimento tampone e si augura che l’Agenzia del Farmaco possa presto proporre misure organiche e strutturali, quali:
1) la soppressione del certificato di protezione brevettuale complementare che, solo in Italia, allunga immotivatamente la durata del brevetto rispetto a tutto il resto del mondo occidentale (in USA il brevetto dura 11 anni, in Italia arriva fino a 38). Un brevetto così lungo fa arricchire ingiustificatamente le industrie produttrici anche alle spalle dei cittadini;
2) la riduzione del prezzo dei nuovi farmaci più costosi che non presentano vantaggi terapeutici rispetto a quelli già presenti in prontuario e di prezzo più basso (cut-off);
3) l’ampliamento delle liste di trasparenza, all’interno delle quali il farmacista può sostituire un farmaco con un altro di uguale efficacia, meno costoso e senza oneri per il cittadino;
4) l’incentivazione della prescrizione da parte del medico del principio attivo del farmaco anziché del nome commerciale, per consentire al farmacista di consegnare, tra diversi farmaci identici, quello meno costoso;
5) maggiori controlli sulle varie forme di promozione commerciale esercitata dall’industria farmaceutica sui medici prescrittori, anche con i metodi messi in luce dall’indagine Giove, condotta dalla Guardia di finanza.

Il grillo parlante.
Se è sospetta nei tempi la coincidenza con cui l’Osservatorio sulla Terza Età ha voluto spezzare una lancia in favore dell’industria farmaceutica, è invece chiaro l’elenco dei partner di questa sedicente onlus, tra i quali sono Farmindustria e la stessa FIMMG di Mario Falconi che anche in questa occasione ha voluto spendere una buona parola a favore dell’industria. Ancora più eloquente è l’elenco dei sostenitori 2003 dell’Osservatorio sulla Terza Età, che vede, su 15 sponsor, ben 13 industrie farmaceutiche e ancora Farmindustria.

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Viola
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Messaggio da Viola » mer nov 17, 2004 4:28 pm

?????????????????

vittoria
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Messaggio da vittoria » mer nov 17, 2004 6:10 pm

mi associo al commento di Viola.......!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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alFaris
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Messaggio da alFaris » mer nov 17, 2004 6:59 pm

Essalamu Elikah!

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ora capisco che rischio di passare per il moderatore ottuso e pedante... però tengo a precisare che questo è il forum centrato sul tema del _panico_ e della _depressione_... altri sono gli spazî per la denuncia di conflitti d'interesse tra industria farmaceutica e medici... chi vuole può trovare le informazioni in quei siti...



Ua Elikah Essalam! by alFaris

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