Addestramento chirurgico su animali all'Ospedale di Grosseto
Inviato: mar nov 16, 2004 7:15 pm
Protestiamo contro l’uso degli animali (maiali) nel corso che si stà svolgendo all’Ospedale Misericordia di Grosseto
Questa è la lettera che ho mandato io ma bastano due righe di protesta chiedendo di non usare più animali in esercitazioni chirurgiche
Ursula Mazzucchetti
Scrivere A: [email protected] , [email protected]
CC: [email protected] , [email protected]
Sono venuto a conoscenza che all’Ospedale Misericordia di Grosseto è in atto una sperimentazione su animali vivi (maiali)
Mi unisco alla protesta della Lav e richiedo al Ministero della Sanità e al professore Giulianotti di interrompere le esercitazioni o qualsiasi test che usa animali per esercitazione. La vergognosa sofferenza che viene inflitta all' animale dal
punto di vista medico e didattico e' inutile e inefficace.
Oggi la maggioranza delle Universita' di medicina negli USA non utilizza piu' animali per i corsi farmacologia, fisiologia e chirurgia, tanto meno dovrebbe succedere in un Ospedale dove a fare pratica sono chirurghi ormai non più studenti infatti il Corso di chirurgia robotica si rivolge a chirurghi esperti nella Chirurgia Laparoscopica di basee/o avanzata, che desiderino utilizzare la tecnologia robotica in chirurgia mini-invasivaIn Italia, in effetti, non vengono impiegati animali per la didattica nelle universita' di Medicina, pero' si organizzano questi bellissimi corsi post laurea da macellai... Oggi ci sono molti modi per far pratica chirurgica senza usare un umano o un animale vivo. La ditta Simulab Corporation di Seattle costruisce simulatori per l'insegnamento di tecniche di laparoscopia. Fabbricano anche simulatori per far pratica di inserzione di cannule endotracheali, di tracheotomia, di pericardiocentesi e di lavaggio peritoneale, completo di tessuto sanguinanti. Inoltre se si vogliono operare e curare gli umani, è del tutto sensato far pratica sui cadaveri.
Sperando nella vostra attenzione
Ursula Mazzucchetti
LEAL
Sezione Porto Ercole
Grosseto
IN allegato L’articolo del Tirreno di oggi
Grosseto. Nell’ospedale maremmano in corso la sperimentazione delle nuove macchine su tessuti vivi
Bisturi-robot sui maialini
La lav ricorre al Tar contro l’uso degli animali-cavia
La Lega Antivivisezione di Grosseto si è rivolta al Tar del Lazio per impedire che il Ministero della Sanità possa autorizzare,di nuovo, in futuro, corsi (di addestramento chirurgico su animali come quello in corso in questi giorni alla scuola di robotica dell'ospedale Misericordia di Grosseto, diretta dal professor Pier Cristoforo Giulianotti. Giulianotti luminare della chirurgia, alcune settimane fa, aveva inoltrato al Ministero una richiesta di sperimentazione su un maile «giustificando questo passaggio – spiega la Lav ‑ con la necessità di utilizzare l'animale per il bisogno di fare pratica su tessuti yitali e vasi pulsanti».
Giovedì 18 novembre, quando il corso che si sta svolgendo a Grosseto sarà quasi concluso è previsto il pronunciamento del Tribunle amministrativo regionale del Lazio.
Ricorso al Tar. Giovedì 18 novembre, quando il corso che si sta svolgendo a Grosseto sarà quasi concluso, è previsto il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. La Legge, per la verità, motiva la richiesta avanzata dal. professor Giulianotti al Ministero della Sanità.
Cosa dice la. Legge. Ai sensi dell'articolo 8 (comma 3) del. Decreto Legislativo 116/92 la normativa che regola la sperimentazione animale nel nostro Paese, è possibile ricorrere ad animali per esperimenti a scopo didattico "in caso di inderogabile necessità e (quando) non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi». Parole chiare.
La denunela della Lav.
«Noi crediamo, proprio alla luce di quanto asserisce la L.116/92, che le esercitazioni programmate all'ospedale Misericordia di Grosseto in questi giorni sono fuorilegge ‑ ha dichiarato ieri Roberta Bartocci, responsabile della Lav, settore viyisezione ‑ visto che il metodo alternativo esiste. E non si tratta solo di manichini e simulatori virtuali. Per ovviare alla necessità di avere tessuti vitali e vasi pulsanti, esiste da due anni un brevetto dell'Università dell'Arkansas che consiste nell'impiego di cadaveri o parti di essi perfusi». Che significa? In pratica la perfusione consiste nel far circolare del liquido pulsante all'interno dei vasi del cadavere, simulando in questo modo la circolazione sanguigna. e la consistenza dei tessuti vivi, ovviando così al limite tecnico dell'impiego del cadavere.
No agli animali
«Questo elemento ‑ secondo la Lav ‑porta ad un'unica conclusione: le esercitazioni chirurgiche organizzate su animali non rientrano assolutamente nei casi di 'Inderogabile necessità", così come prevede il principio sancito dal decreto 116/92». Il responsabile dell'Ufficio legale della Lav ha consegnato ieri al Tar del Lazio una richiesta di sospensiva per il corso, corredando l'atto di tutta la documentazione scientifica comprovante l'inutilità,del ricorso agli animali per procedure di questo genere: articoli scientifici e dichiarazioni di medici chirurghi (soprattutto scandinavi) che attestano quanto sostenuto‑dalla Lav. «La scuola di robotica di Grosseto ‑ conclude Roberta Bartocci ‑ sappiamo che è dotata delle più moderne tecnologie, siamo certi quindi che la preparazione dei chirurghi, nel 2004, non può dipendere da metodi inaffidabili ed eticamente inaccettabili come la sperimentazione animale».
Il Commento dell’Asl 9
«Evidentemente ‑ ha replicato ieri sera la Asl 9, che nella vicenda non alcun ruolo ‑ è stata ritenuta insufficiente la possibilità di impiegare manichini e simulatori virtuali a disposizione per la didattica chirurgica. Da qui la richiesta al Ministero, seguendo la procedura prevista. Da quello che sappiamo noi il ricorso non è contro il professor Giulianotti, ma verso la decisione del Ministero della Sanità».
I successi. Dal giugno scorso, a disposizione del Centro didattico di cui è direttore Giulianotti c,è, oltre all’orami famoso robot “Da Vinci”, anche una seconda macchina dedicata al training, che risponde all'esigenza di garantire la possibilità di esercitarsi e impadronirsi delle nuove tecniche. E le applicazioni ed i successi della chirurgia robotica grossetana sono stati inseriti di recente anche in una prestigiosa pubblicazione scientifica .gli “Archivi della chirururgia”
Gabriele Baldanzi per il Tirreno
Questa è la lettera che ho mandato io ma bastano due righe di protesta chiedendo di non usare più animali in esercitazioni chirurgiche
Ursula Mazzucchetti
Scrivere A: [email protected] , [email protected]
CC: [email protected] , [email protected]
Sono venuto a conoscenza che all’Ospedale Misericordia di Grosseto è in atto una sperimentazione su animali vivi (maiali)
Mi unisco alla protesta della Lav e richiedo al Ministero della Sanità e al professore Giulianotti di interrompere le esercitazioni o qualsiasi test che usa animali per esercitazione. La vergognosa sofferenza che viene inflitta all' animale dal
punto di vista medico e didattico e' inutile e inefficace.
Oggi la maggioranza delle Universita' di medicina negli USA non utilizza piu' animali per i corsi farmacologia, fisiologia e chirurgia, tanto meno dovrebbe succedere in un Ospedale dove a fare pratica sono chirurghi ormai non più studenti infatti il Corso di chirurgia robotica si rivolge a chirurghi esperti nella Chirurgia Laparoscopica di basee/o avanzata, che desiderino utilizzare la tecnologia robotica in chirurgia mini-invasivaIn Italia, in effetti, non vengono impiegati animali per la didattica nelle universita' di Medicina, pero' si organizzano questi bellissimi corsi post laurea da macellai... Oggi ci sono molti modi per far pratica chirurgica senza usare un umano o un animale vivo. La ditta Simulab Corporation di Seattle costruisce simulatori per l'insegnamento di tecniche di laparoscopia. Fabbricano anche simulatori per far pratica di inserzione di cannule endotracheali, di tracheotomia, di pericardiocentesi e di lavaggio peritoneale, completo di tessuto sanguinanti. Inoltre se si vogliono operare e curare gli umani, è del tutto sensato far pratica sui cadaveri.
Sperando nella vostra attenzione
Ursula Mazzucchetti
LEAL
Sezione Porto Ercole
Grosseto
IN allegato L’articolo del Tirreno di oggi
Grosseto. Nell’ospedale maremmano in corso la sperimentazione delle nuove macchine su tessuti vivi
Bisturi-robot sui maialini
La lav ricorre al Tar contro l’uso degli animali-cavia
La Lega Antivivisezione di Grosseto si è rivolta al Tar del Lazio per impedire che il Ministero della Sanità possa autorizzare,di nuovo, in futuro, corsi (di addestramento chirurgico su animali come quello in corso in questi giorni alla scuola di robotica dell'ospedale Misericordia di Grosseto, diretta dal professor Pier Cristoforo Giulianotti. Giulianotti luminare della chirurgia, alcune settimane fa, aveva inoltrato al Ministero una richiesta di sperimentazione su un maile «giustificando questo passaggio – spiega la Lav ‑ con la necessità di utilizzare l'animale per il bisogno di fare pratica su tessuti yitali e vasi pulsanti».
Giovedì 18 novembre, quando il corso che si sta svolgendo a Grosseto sarà quasi concluso è previsto il pronunciamento del Tribunle amministrativo regionale del Lazio.
Ricorso al Tar. Giovedì 18 novembre, quando il corso che si sta svolgendo a Grosseto sarà quasi concluso, è previsto il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. La Legge, per la verità, motiva la richiesta avanzata dal. professor Giulianotti al Ministero della Sanità.
Cosa dice la. Legge. Ai sensi dell'articolo 8 (comma 3) del. Decreto Legislativo 116/92 la normativa che regola la sperimentazione animale nel nostro Paese, è possibile ricorrere ad animali per esperimenti a scopo didattico "in caso di inderogabile necessità e (quando) non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi». Parole chiare.
La denunela della Lav.
«Noi crediamo, proprio alla luce di quanto asserisce la L.116/92, che le esercitazioni programmate all'ospedale Misericordia di Grosseto in questi giorni sono fuorilegge ‑ ha dichiarato ieri Roberta Bartocci, responsabile della Lav, settore viyisezione ‑ visto che il metodo alternativo esiste. E non si tratta solo di manichini e simulatori virtuali. Per ovviare alla necessità di avere tessuti vitali e vasi pulsanti, esiste da due anni un brevetto dell'Università dell'Arkansas che consiste nell'impiego di cadaveri o parti di essi perfusi». Che significa? In pratica la perfusione consiste nel far circolare del liquido pulsante all'interno dei vasi del cadavere, simulando in questo modo la circolazione sanguigna. e la consistenza dei tessuti vivi, ovviando così al limite tecnico dell'impiego del cadavere.
No agli animali
«Questo elemento ‑ secondo la Lav ‑porta ad un'unica conclusione: le esercitazioni chirurgiche organizzate su animali non rientrano assolutamente nei casi di 'Inderogabile necessità", così come prevede il principio sancito dal decreto 116/92». Il responsabile dell'Ufficio legale della Lav ha consegnato ieri al Tar del Lazio una richiesta di sospensiva per il corso, corredando l'atto di tutta la documentazione scientifica comprovante l'inutilità,del ricorso agli animali per procedure di questo genere: articoli scientifici e dichiarazioni di medici chirurghi (soprattutto scandinavi) che attestano quanto sostenuto‑dalla Lav. «La scuola di robotica di Grosseto ‑ conclude Roberta Bartocci ‑ sappiamo che è dotata delle più moderne tecnologie, siamo certi quindi che la preparazione dei chirurghi, nel 2004, non può dipendere da metodi inaffidabili ed eticamente inaccettabili come la sperimentazione animale».
Il Commento dell’Asl 9
«Evidentemente ‑ ha replicato ieri sera la Asl 9, che nella vicenda non alcun ruolo ‑ è stata ritenuta insufficiente la possibilità di impiegare manichini e simulatori virtuali a disposizione per la didattica chirurgica. Da qui la richiesta al Ministero, seguendo la procedura prevista. Da quello che sappiamo noi il ricorso non è contro il professor Giulianotti, ma verso la decisione del Ministero della Sanità».
I successi. Dal giugno scorso, a disposizione del Centro didattico di cui è direttore Giulianotti c,è, oltre all’orami famoso robot “Da Vinci”, anche una seconda macchina dedicata al training, che risponde all'esigenza di garantire la possibilità di esercitarsi e impadronirsi delle nuove tecniche. E le applicazioni ed i successi della chirurgia robotica grossetana sono stati inseriti di recente anche in una prestigiosa pubblicazione scientifica .gli “Archivi della chirururgia”
Gabriele Baldanzi per il Tirreno