sofia* ha scritto:"alcuni animalisti, in un tentativo di coerenza, si battono non solo contro lo sfruttamento degli animali nella ricerca scientifica, ma contro lo sfruttamento in genere di animali; sono quindi vegetariani, anzi, vegani.
Non si tratta di un tentativo di coerenza.
L'obiettivo dei vegan è un obiettivo concreto: evitare la morte degli animali, ben coscienti del fatto che non potranno MAI evitare la morte di tutti gli animali, scegliendo comunque uno stile di vita che eviterà la morte di un certo numero di animali.
Un vegan è sicuramente incoerente, perchè comunque vive in una società che è basata sullo sfruttamento umano e animale, e quindi qualsiasi gesto è inserito in questo contesto di sfruttamento.
Ma questo non significa che non dobbiamo prendere posizione contro questo stato di cose. Essere vegan è il modo più semplice e concreto per
iniziare a fare qualcosa.
Stesso esempio si può fare per quanto riguarda il consumo critico.
Molti vegan ad esempio mettono la testa in tutti gli acquisti che fanno.
Io ad esempio non compro prodotti delle multinazionali, sto attenta a leggere tutte le etichette dei vestiti che compro, scartando categoricamente quelli prodotti in paesi dove viene sfruttata la manodopera e cerco soprattutto di consumare di meno, perchè condurre una vita sobria è una forma di ribellione verso la società dei consumi e dello spreco che è essa stessa causa degli squilibri che ci sono nel mondo.
Ma questo però non significa che io sia coerente: in questo momento sto utilizzando un pc i cui pezzi sono stati prodotti in paesi dove la manodopera è sfruttata, sto consumando energia.
Qualsiasi azione nella nostra società ha un impatto negativo sull'ambiente e sugli altri esseri, umani e non.
Ma questo cosa significa? Che siccome uso un pc con pezzi prodotti in paesi sfruttati allora ho anche la licenza di andare a comprare la cioccolata della nestlè?
Questo è un ragionamento privo di logica.
Ma la cosa più triste è che il fatto di essere dentro questa società e non fuori, e quindi criticandola dall'interno ma allo stesso tempo facendone parte, permette ai tanti che ne sostengono acriticamente le condizioni, di accusarci di incoerenza, e questo è un indice di quanto siano impregnate di sfruttamento le azioni della nostra vita quotidiana. E' impossibile criticarla senza esserne, almeno in parte, complici.
C'è da dire che semplicemente "vivere" in occidente, nalla nostra opulenta società del benessere, con il nostro tenore di vita, significa sfruttare in modi molteplici gli animali. semplicemente salire su un autobus, accendere una lampadina, utilizzare il computer implica il sistema di industrie, trasporti e consumi eneergetici realizzabili solo sfruttando intensivamente l'ambiente naturale e cuasando quindi sofferenze, morte per gli animali che abitano l'ecosistema"
Quindi, secondo questo ragionamento, dovremmo RAFFORZARE questo status quo di sfruttamento/inquinamento/distruzione continuando a svolgere qualsiasi azione quotidiana, senza preoccuparci delle implicazioni, ma mantendendoci COERENTI al negativo, cioè non preoccpandoci di NULLA, piuttosto che preoccuparci di eliminare alcune azioni quotidiane, e quindi di alcune implicazioni, ma diventando quindi INCOERENTI, perchè riusciamo a eliminare un po' di sfruttamento ma non tutto?
Cioè, la questione è:
TUTTE le mie azioni provocano sfruttamento perchè non mi curo delle implicazioni------>COERENZA
PARTE delle mie azioni NON provocano sfruttamento perchè mi curo delle implicazioni----->INCOERENZA
Evidentemente questa persona preferisce la coerenza, quindi una purezza personale, ma totale, ai danni di
tutti gli sfruttati, piuttosto che l'incoerenza, quindi l'imperfezione personale, ma la salvezza di
alcuni.
Essere perfetti nella propria coerenza di sfruttatori e sfruttare tutti, è meglio che essere imperfetti nella propria incoerenza ed evitare lo sfruttamento di alcuni.
Bella lezione.
Chi sarebbe interessato alla propria COERENZA? I vegani, o lui?
I vegani, piuttosto, scelgono di essere incoerenti, ma di salvare QUALCUNO, invece di essere coerenti, e destinare TUTTI allo sfruttamento.