l'incoerenza dell'essere vegani

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Moderatore: laura serpilli

sofia*
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l'incoerenza dell'essere vegani

Messaggio da sofia* » ven apr 28, 2006 11:14 am

vi cito alcune parole scritte da un dottore che ritiene incoerente la nostra scelta veg*ana, dicendo così:

"alcuni animalisti, in un tentativo di coerenza, si battono non solo contro lo sfruttamento degli animali nella ricerca scientifica, ma contro lo sfruttamento in genere di animali; sono quindi vegetariani, anzi, vegani.
C'è da dire che semplicemente "vivere" in occidente, nalla nostra opulenta società del benessere, con il nostro tenore di vita, significa sfruttare in modi molteplici gli animali. semplicemente salire su un autobus, accendere una lampadina, utilizzare il computer implica il sistema di industrie, trasporti e consumi eneergetici realizzabili solo sfruttando intensivamente l'ambiente naturale e cuasando quindi sofferenze, morte per gli animali che abitano l'ecosistema"

se me lo permettete, farò tesoro delle vostre risposte, per poter scrivere un articolo. Quindi se volete scrivere che questo è un cretino, fatelo pure, ma poi lasciate anche il vostro pensiero.

Anto
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Messaggio da Anto » ven apr 28, 2006 11:23 am

Quindi, siccome uccidiamo in ogni caso, a maggior ragione dovremmo andare a comprare la bisteccona al supermercato?

Cioè, siccome siamo tutti assassini, ci diamo ancora più dentro?

Si vede chiaramente che è una scusa, una scusa da mercatino. La vera motivazione per cui sto tipo non smette di mangiare animali è la voglia di braciola, tutto qui.

mimolo
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Messaggio da mimolo » ven apr 28, 2006 12:20 pm

una buona scusa per non dover fare nulla per migliorare nulla e andare avanti così come più gli fa comodo!!!
(detto tra noi per me è proprio un cretino!!)

Fox_Mulder
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Messaggio da Fox_Mulder » ven apr 28, 2006 1:13 pm

menomale che è un medico...io tralascio la parte etica e ambientale di cui parlerano diffusamente quasi tutti, e gli chiederei:

ti fa tanto schifo se scelgo la dieta che mi garantise la migliore salute possibile? che razza di medico sei? che lavoro fai? che cavolo hai studiato in vita tua?

pleiadi
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Messaggio da pleiadi » ven apr 28, 2006 1:31 pm

Ma in infatti, io da un medico così non c'andrei manco se mi pagasse lui, quasi quasi consiglia la fetta di carne al posto della verdura!
E' un incompetente e un pericolo pubblico per tutti i suoi pazienti!

Lia
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Messaggio da Lia » ven apr 28, 2006 2:07 pm

Io credo che necessariamente vivere sulla terra abbia un impatto, è così per tutti, avete presente un prato dopo che ci sono passate le pecore? Il problema è cercare di ridurre al minimo possibile l'irreversibilità dell'impatto, secondo me. Per cui è ovvio che gli allevamenti intensivi producono sofferenza e inquinamento, i consumatori intensivi di prodotti animali poi si ammalano e bisogna produrre le pillole contro il colesterolo e la pressione alta, che poi se ne tornano nell'ambiente, che si ammala....e così via. In questo, secondo me, sta l'intelligenza e la lungimiranza dell'essere vegan e rispettare la vita animale (e vegetale, neh!), non volere la sofferenza presente e futura.
E mi associo a quello che dice Fox sulla salute, ovvio.
ciao
Lia

sofia*
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Messaggio da sofia* » ven apr 28, 2006 2:24 pm

io sono d'accordo con tutti voi, ovvio! ma preferirei che focalizaste il fulcro del suo messaggio: l'incoerenza. Io vorrei nel mio articolo suonargliele di brutto, ma non dandogli dell'incompetente!

Lia per esempio mi ha dato una risposta eccellete, anche se ritengo comunque eccellenti anche le altre, ma non posso scrivergli ribattendo "uè cretinétti, ma la laurea l'hai presa per corrispondenza??"

anche se non scarto che alla fine dell'articolo mi si toppi la vena e scriv a che questo!

Vera F.
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Messaggio da Vera F. » ven apr 28, 2006 2:28 pm

sofia* ha scritto:io sono d'accordo con tutti voi, ovvio! ma preferirei che focalizaste il fulcro del suo messaggio: l'incoerenza. Io vorrei nel mio articolo suonargliele di brutto, ma non dandogli dell'incompetente!
Chiedigli se, nell'impossibilità di curare un paziente che soffre di 10 disturbi in contemporanea, preferisce non curarlo affatto.
Mi sembra un paragone calzante, segue la logica del "dato che non posso fare tutto, non farò niente".

Fox_Mulder
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Messaggio da Fox_Mulder » ven apr 28, 2006 2:33 pm

beh allora se devi far leva sull'incoerenza puoi puntare su questi punti, sempre per qanto riguarda la salute:

- un medico deve aggiornarsi costantemente(come tutti), le ricerche vanno avanti e non si può ignorare il ruolo dei cibi sul copro umano
- ogni medico dovrebbe essere anche nutrizionista
- può avere un senso il discorso sulla nostra società che sfrtta costantemente l'ambiente, lo stiamo facendo anche noi utilizzando il computer, e stiamo indierettamente contribuendo alla distruzione di qualche ecosistema e all'estinzione di specie animali. Ma proprio per questo bisogna ridurre al minimo l'impatto ambientale,e ciò non è affatto incoerente con la scelta vegan, anche se non assicura un impatto nullo sull'ambiente. Anche vivere restando immobili e solo respirando consuma risorse.

La cosa inaccettabile è che un medico non prenda in considerazione il vantaggio salutistico della dieta vegan. Purtroppo è una classe profesionale con cui è molto difficile interloquire, la vedo dura.

Anto
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Re: l'incoerenza dell'essere vegani

Messaggio da Anto » ven apr 28, 2006 2:55 pm

sofia* ha scritto:"alcuni animalisti, in un tentativo di coerenza, si battono non solo contro lo sfruttamento degli animali nella ricerca scientifica, ma contro lo sfruttamento in genere di animali; sono quindi vegetariani, anzi, vegani.
Non si tratta di un tentativo di coerenza.
L'obiettivo dei vegan è un obiettivo concreto: evitare la morte degli animali, ben coscienti del fatto che non potranno MAI evitare la morte di tutti gli animali, scegliendo comunque uno stile di vita che eviterà la morte di un certo numero di animali.

Un vegan è sicuramente incoerente, perchè comunque vive in una società che è basata sullo sfruttamento umano e animale, e quindi qualsiasi gesto è inserito in questo contesto di sfruttamento.

Ma questo non significa che non dobbiamo prendere posizione contro questo stato di cose. Essere vegan è il modo più semplice e concreto per iniziare a fare qualcosa.

Stesso esempio si può fare per quanto riguarda il consumo critico.
Molti vegan ad esempio mettono la testa in tutti gli acquisti che fanno.

Io ad esempio non compro prodotti delle multinazionali, sto attenta a leggere tutte le etichette dei vestiti che compro, scartando categoricamente quelli prodotti in paesi dove viene sfruttata la manodopera e cerco soprattutto di consumare di meno, perchè condurre una vita sobria è una forma di ribellione verso la società dei consumi e dello spreco che è essa stessa causa degli squilibri che ci sono nel mondo.

Ma questo però non significa che io sia coerente: in questo momento sto utilizzando un pc i cui pezzi sono stati prodotti in paesi dove la manodopera è sfruttata, sto consumando energia.

Qualsiasi azione nella nostra società ha un impatto negativo sull'ambiente e sugli altri esseri, umani e non.

Ma questo cosa significa? Che siccome uso un pc con pezzi prodotti in paesi sfruttati allora ho anche la licenza di andare a comprare la cioccolata della nestlè?

Questo è un ragionamento privo di logica.

Ma la cosa più triste è che il fatto di essere dentro questa società e non fuori, e quindi criticandola dall'interno ma allo stesso tempo facendone parte, permette ai tanti che ne sostengono acriticamente le condizioni, di accusarci di incoerenza, e questo è un indice di quanto siano impregnate di sfruttamento le azioni della nostra vita quotidiana. E' impossibile criticarla senza esserne, almeno in parte, complici.
C'è da dire che semplicemente "vivere" in occidente, nalla nostra opulenta società del benessere, con il nostro tenore di vita, significa sfruttare in modi molteplici gli animali. semplicemente salire su un autobus, accendere una lampadina, utilizzare il computer implica il sistema di industrie, trasporti e consumi eneergetici realizzabili solo sfruttando intensivamente l'ambiente naturale e cuasando quindi sofferenze, morte per gli animali che abitano l'ecosistema"
Quindi, secondo questo ragionamento, dovremmo RAFFORZARE questo status quo di sfruttamento/inquinamento/distruzione continuando a svolgere qualsiasi azione quotidiana, senza preoccuparci delle implicazioni, ma mantendendoci COERENTI al negativo, cioè non preoccpandoci di NULLA, piuttosto che preoccuparci di eliminare alcune azioni quotidiane, e quindi di alcune implicazioni, ma diventando quindi INCOERENTI, perchè riusciamo a eliminare un po' di sfruttamento ma non tutto?

Cioè, la questione è:

TUTTE le mie azioni provocano sfruttamento perchè non mi curo delle implicazioni------>COERENZA

PARTE delle mie azioni NON provocano sfruttamento perchè mi curo delle implicazioni----->INCOERENZA

Evidentemente questa persona preferisce la coerenza, quindi una purezza personale, ma totale, ai danni di tutti gli sfruttati, piuttosto che l'incoerenza, quindi l'imperfezione personale, ma la salvezza di alcuni.

Essere perfetti nella propria coerenza di sfruttatori e sfruttare tutti, è meglio che essere imperfetti nella propria incoerenza ed evitare lo sfruttamento di alcuni.

Bella lezione.
Chi sarebbe interessato alla propria COERENZA? I vegani, o lui?

I vegani, piuttosto, scelgono di essere incoerenti, ma di salvare QUALCUNO, invece di essere coerenti, e destinare TUTTI allo sfruttamento.

Mooner
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Messaggio da Mooner » ven apr 28, 2006 3:12 pm

Bello, Anto!!!

SMACK

wide receiver
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Messaggio da wide receiver » ven apr 28, 2006 3:59 pm

Anto ha anticipato tutto quello che volevo scrivere.

In realtà i vegani non si pongono il problema della coerenza, ma quello di salvare più vite possibili. Per un essere umano esiste un solo modo di essere coerente e cioè l'egoismo assoluto; fregarsene di tutto e di tutti. Ogni altro atteggiamento implica incoerenza.

Mi chiedo come mai il nostro amico medico si fermi al veganesimo e non vada oltre, a questo punto. Le nostre azioni quotidiane in realtà non comportano conseguenze solo sugli animali, ma anche su altre persone e sull'ambiente. A questo punto, persa ogni speranza di coerenza, perchè preoccuparsi delle altre persone, dei diritti umani, dell'ecosistema? Freghiamocene coerentemente di tutto.

Ormai da tempo ne sono convintissimo: pur di continuare ad addentare membra di ex esseri viventi senza fare i conti con la propria coscienza, le persone sono disposte ad affermare qualsiasi assurdità.

carletto
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Messaggio da carletto » ven apr 28, 2006 4:10 pm

che ne dici Sofia: diamo il link dell'articolo in questione? E' incentrato nell'etica della vivisezione (parole sue) e quindi qui è un pò OT ma per completezza...
non credo che il dott. Mario se ne avrebbe.

Quoto in toto Anto.

Mooner
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Messaggio da Mooner » ven apr 28, 2006 4:19 pm

carletto ha scritto: non credo che il dott. Mario se ne avrebbe.
Chi è? Quel tizio che rifiuta di incontrarsi con Massimo? Beh, il fatto che uno che si proponga come difensore della vivisezione e poi rifiuti - con una scusa qualsiasi e che non regge - un confronto, ha già detto tutto sulla capacità di difendere le proprie posizioni. E' lunga la lista di quelli che non accettano (non hanno il coraggio) di confrontarsi. Se non sono in grado di farlo, almeno tacciano, invece di nascondersi dietro ad un pc.

sofia*
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Messaggio da sofia* » ven apr 28, 2006 9:48 pm

Carletto,mi sono fatta due risate di soddsfazione nel vedere che avevi capito chi fosse il dottore il questione.... ho letto e riletto i suoi articoli, e pur cercando di mettere da parte le mie idee, trovo riluttanti e incoerenti le sue riflessioni.
http://www.sci-med.it questo è il sito del dottore.
Vorrei sperare che ne esistano pochi di personaggi come lui, ma .... ahimè, la mia rimane una speranza.

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