Libro : la vita di Mohan Gandhi

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c.m.
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Libro : la vita di Mohan Gandhi

Messaggio da c.m. » sab apr 22, 2006 3:35 pm

ieri ho cominciato a leggere un libro della biblioteca sulla vita di Gandhi , un libro per ragazzi , semplice, della Mursia .
Autrice : Taya Zinkin , scrittrice inglese

Cose che non sapevo :
nato nel 1869 .Fino a pochi decenni prima le mogli indiane venivano sacrificate sulla pira dei mariti defunti .

Di casta " mercanti " , la sua famiglia era vegetariana . Quando a 18 anni andò in Inghilterra per studiare ( diventare avvocato ) ha giurato alla madre che non avrebbe mai mangiato carne .Così ha fatto , e in Inghilterra è emtrato a far parte di un'assoc. di vegetariani .

Si è sposato a 15 anni , come usava in India . Sua moglie , sua coetanea , era analfabeta ma di carattere molto volitivo . Dicono che Mohan Gandhi ha imparato da lei la "resistenza passiva " .

_____________________________________________


Ora sono arrivata qui . Sul mio balcone al sole si legge bene , ma al piano di sotto c'è un coniglietto che vive in una cassetta sul balcone . Ha passato e superato l'inverno , sempre lì .
Ora c' è il sole e non gli abbassano neanche il tendone .
Ho già mandato una mail , ma finora .niente .

E mi spiace stare spaparanzata beata mentre il piccolo è costretto al'interno della cassetta da questi ...XXX
Ultima modifica di c.m. il gio apr 27, 2006 11:15 pm, modificato 2 volte in totale.

c.m.
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Messaggio da c.m. » sab apr 22, 2006 6:29 pm

continuo ..

Quando Gandhi , col diploma di avvocato ,torna in India ,non viene accettato dai " suoi " , passa a fuori casta .Tra l'altro aveva già faticato tanto ad andare in Inghilterra , nessuno voleva ( e poteva ) prestargli i soldi : sarebbe passato lui pure a fuori casta ) .
Non riesce bene nelle difese in tribunale , molto meglio nelle petizioni scritte .Inoltre gli indiani rispetto agli inglesi che comandavano , dovevano sottomettersi e incassare di tutto .
Gandhi ha un diverbio con un inglese e umiliato , decise quando gli capita un'occasione , di andare a lavorare 1 anno nel Natal ( sud africa , colonia britannica ) come avvocato-scrivano per una ditta mussulmana .
Lì si accorge presto che la gente di colore è vittima di ingiustizie , gli indiani sono uomini di fatica , i "coolies", non possono viaggiare sui treni in 1 classe nè andare negli alberghi .
Gli indiani poi, rispetto ai mussulmani , non possono portare il turbante in pubblico ecc..
Lui si trova come avvocato, ma viene trattato da "indiano " .
Si ribella perchè scopre che leggi scritte non ce ne sono , e ottiene qualcosa .
A 24 anni tiene il suo primo discorso " politico " a una riunione di indiani a Pretoria .
"L'ingiustizia subita aveva trasformato un giovane avvocato senza successo in un riformatore sociale , in un uomo che avrebbe speso 50 anni della sua vita cercando di fare del mondo un posto dove i miserabili e i reietti potessero vivere un po' meglio ".

c.m.
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Messaggio da c.m. » lun apr 24, 2006 8:42 pm

il coniglio dei vicini ha cambiato balcone , ora , su quello della cucina a nord , starà di sicuro bene .


continuo

visto che la biografia di Gandhi si trova dappertutto , credo , vi dico cose lette sulla moglie di Gandhi , Kasturba , madre dei suoi 3 figli .
Come tutte le donne indù , era soggetta al marito .
Lui , come MOLTI GRANDI UOMINI , non si è mai curato di spiegarle le sue idee , di insegnarle perchè
ad es. doveva vuotare i vasi da notte ANCHE degli intoccabili , nella loro casa nel periodo trascorso in sud- Africa .
lei era la serva di tutti .
Nel libro che sto leggendo , dice che Gandhi , nella sua Autobiografia , si vergognava di non averle spiegato , di non averla educata .
"Con il passare degli anni lei ,che non approvava e non capiva il modo di fare del marito , si buttò nella lotta al suo fianco , fu arrestata , andò in prigione anzi morì in prigione perchè il dovere di una donna indù è di seguire il marito come se questi fosse il suo dio ."
"E' stata Kasturba ad insegnarmi la resistenza passiva-disse Gandhi molti anni dopo la morte di sua moglie - essa era la mia migliore metà " .Appena sistematosi a Johannesburg ,Gandhi fondò il settimanale "Opinione indiana " che aveva lo scopo di educare gli indiani a quelli che erano i loro doveri e di chiarire loro quelli che erano i loro diritti .
( gli indiani avevano il difetto ad es. di non badare molto alla pulizia , questo era un motivo per cui erano trattati male dagli inglesi . Gandhi notava questo anche in patria , dove era stato diversi anni prima di tornare in SudAfrica , chiamato dagli amici che avevano di nuovo bisogno di lui .)
Nel periodo in India , aveva tra l'altro fatto guarire dal tifo uno dei figli con cure naturali , e rifiutato ingerenze dei medici che volevano fare mangiare la carne al ragazzo .
Visse in Africa dal 1893 el 1914 . Nel 1904 fonda una colonia agricola , nel 1906 proclamò per la prima volta la Sathiagraha , la resistenza passiva o non cooperazione. ( nei confronti degli inglesi , che erano padroni del sud africa .)
Sathia in indiano vuol dire Verità
Agraha vuol dire Fermezza .
Nella fattoria a Durban trasloca la sede del giornale , altri suoi amici traslocano con lui .Vivevano una vita semplice , coltivavano verdure , lavoravano nei campi o in cucina , stampavano il giornale. La fattoria divenne una vera e propria colonia autonoma .
Nel 1915 torna in India .

Anto
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Messaggio da Anto » lun apr 24, 2006 8:50 pm

Grazie Chiara!

:-)

c.m.
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Messaggio da c.m. » mar apr 25, 2006 3:04 pm

La vita di Gandhi in Africa , 12 anni .

Gli inglesi avevavo messo una tassa agli indiani , di 3 sterline , tariffa altissima . Erano stati loro ad "importarli" come manovalanza , e ora che erano diventati padroni del sud Africa vincendo sui Boeri , non li volevano più . Contro questa tassa Gandhi guida la lotta , per 8 anni .
Il Governatore promette di toglierla e poi non mantiene .Manda gli indiani in prigione se non pagano , per un minimo di 3 mesi , anche le donne .
Solo quando l'opinione mondiale viene a conoscenza di questo fatto , il Governatore cede . Sono morte in prigione molte persone .


I suoi figli .
Non sono come lui , non gli ha dato un'istruzione all'europea , ma voleva che imparassero di tutto , dalla cucina alla coltivazione dei campi al lavoro sul giornale "L'opinione indiana " , all'aritmetica alle lingue .
Non avendo insegnanti adatti ( e , penso , dato che avevano problemi politici sociali da affrontare , con la loro Sathiagraha ) i figli restarono sempre in secondo piano .
Il maggiore morì alcolizzato .Solo il secondo continuò a lavorare con gli indiani del sua Africa .
Ultima modifica di c.m. il sab mag 27, 2006 11:43 am, modificato 1 volta in totale.

c.m.
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Messaggio da c.m. » mer apr 26, 2006 2:05 pm

In India per 1 anno Gandhi gira per conoscere il suo popolo e Paese e capisce che il livello di estrema povertà è dovuto molto alla politica inglese , che importa dal'esterno e fa chiudere le imprese locali .
Molti lo chiamano in aiuto , facendogli vedere in che condizioni devono lavorare , sfruttati dagli inglesi .
Vuole che gli scioperi siano pacifici ,ma siccome "la gente non è preparata " scoppiano disordini e ci sono morti , anche da parte della polizia .
Gandhi accetta di andare in prigione , sentendosi responsabile della violenza successa .
In India in tutto sta in prigione 2089 giorni ( in sud Africa era stato 249 giorni ) .
Spesso fa lo sciopero della fame ( e rischia la vita per questo ), sia quando non ottiene dal Governo inglese , che quando i suoi reagiscono con la violenza .
E' riuscito a coinvolgere persone colte e ricche che hanno rinunciato al loro agio per stare con lui in mezzo ai poveri : Nerhu ( diventato poi presidente della repubblica indiana ) , Tagore , Sardal Patel ...
Non ottiene niente dagli inglesi anche perchè cambiava spesso il governatore e si doveva ricominciare tutto da capo .
Voleva che l'India diventasse come il Canada un Dominion , cioè abbastanza autonomo . Ma l'Inghilterra non era di questa idea .
Quando nel 1930 viene messa la tassa sul sale , gli indiani fanno una marcia verso il mare di 200 miglia .Parecchi migliaia di persone e capi locali si unirono alla marcia lungo la strada .
La polizia fa arrestare la gente ( 60 mila ) , le carceri si riempiono e l'opinione pubblica mondiale viene a conoscenza . L'inghilterra viene ampiamente criticata .
Viene indetta a Londra una Tavola rotonda per discutere del problema India .
Degli Indiani va solo Gandhi , deriso da Churchill come " fachiro nudo " . ( vestiva come gli indù del suo Paese ) .
Scrive Gandhi :" Come un elefante , malgrado le sue buone intenzioni ,non è capace di pensare come una formica ,così un inglese è incapace di ragionare nei termini di un indiano " .
"Si deve opporsi al peccato , ma contemporaneamente continuare ad amare il peccatore. Io voglio cacciare gli inglesi dall'India , ma amo gli inglesi . Una delle ragioni per cui voglio che lascino il mio Paese ( come padroni , intendo ) è che ritengo che il comandare sia tanto dannoso per il loro carattere quanto lo è per il nostro l'essere comandati ;io desidero salvare i miei amici inglesi dal peccato del colonialismo e dello sfruttamento . ".
Gandhi si convince che Sir Samuel ( il ministro inglese ) e glialtri pensavano di guidare l'India per il bene dell'India . La sua visita londinese gli dà la possibilità di spiegare al mondo perchè l'India chiedeva l'indipendenza .
Ma la Tavola rotonda fu un fallimento .E i vicerè in India cambiavano continuamente ,
Cos' , tornato in India , Gandhi è di nuovo in prigione , ma trattato bene , perchè ha avuto l'onore di essere ricevuto da sua Maestà .

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Fine amara

Alla fine della guerra mondiale , l'Inghilterra vincitrice si impegna a concedere l'indipendenza al'India .
Se indù e mussulmani non si fossero messi d'accordo ,sarebbero nate 2 nazioni , L'india e il Pakistan .
All'improvviso , a Calcutta città di prevalenza mussulmana , i mussulmani attaccarono gli indù e ne uccisero a migliaia , 3 giorni di caos , poi furono gli indù a uccidere , poi intevenne la polizia . Iniziò una follia che travolse l'India .
Poichè a Calcutta erano stati uccisi più mussulmani che indù , nel Bengala orientale i mussulmani per vendicarsi sterminarono interi villaggi : migliaia di uomini donne e bambini , interi paesi .
Gandhi , che viveva allora nei quartieri degli "intoccabili " di Delhi , ( dopo la morte della moglie in prigione , si ammalò gravemente e per paura che morisse in carcere suscitando la rivolta popolare - il vicerè lo lasciò in pace ..) rimase esterefatto . Va nel Bengala , ma ormai non lo ascoltano più . Anche se avesse fatto un ennesimo sciopero della fame ..
Si stabilì in un piccolo vilaggio mussulmano e disse che sarebbe morto lì a forza di digiunare finchè indù e mussulmani non avessero fatto la pace . Dopo un mese , ridotto a un'ombra , le uccisioni cessarono .
Senza pensare minimamente a consultarlo , il Congresso indiano , la Lega mussulmana e il vicerè preparavano la scissione dell'India .Per il potere , si rischiava la guerra civile .L'indipendenza avrebbe portato altro sangue innocente .Nel 1947 l'India fu divisa e ci furono 2 nazioni :India e Pakistan ( occ. e orientale ) .
Ormai Gandhi aveva 78 anni ,
Dei fanatici indù gli scrissero lettere minantorie , minacciando di ucciderlo .Sardal Patel , nel frattempo diventato ministro degli iInterni e capo della Polizia , voleva proteggerlo , ma Gandhi non voleva poliziotti intorno . Un giorno 2 fanatici gettarono una bomba in un giardino ,pensando che lui fosse lì .
Si aspettava di essere ucciso . In mezzo allla folla, radunatasi per la preghiera , fu avvicinato da un govane indù che gli sparò a bruciapelo .

Una delle grandi cose che ha fatto è che gli Intoccabili (Harijans ) sono diventati per legge cittadini come tutti gli altri ..
Ultima modifica di c.m. il gio apr 27, 2006 11:18 pm, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da c.m. » mer apr 26, 2006 5:03 pm

ora copio la Biografia dall'Enciclopedia Microsoft Encarta .

E ho concluso . -)

Gandhi, Mohandas Karamchand "Mahatma"

1 INTRODUZIONE
Gandhi, Mohandas Karamchand "Mahatma" (Porbandar 1869 - New Delhi 1948), pensatore, uomo politico e leader nazionalista indiano, il cui contributo fu fondamentale per il raggiungimento dell'indipendenza dell'India dal colonialismo britannico. Il suo eccezionale carisma e la sua celebre dottrina della "resistenza passiva" ne fecero una figura leggendaria, la cui influenza oltrepassò i confini del suo paese.
Proveniente da una famiglia agiata, nel 1888 si recò a Londra per frequentare la facoltà di legge all'University College. Nel 1891 ritornò in India per iniziare la sua carriera di avvocato; due anni dopo si trasferì a Durban, in Sudafrica, dove lavorò come consulente legale per una ditta indiana; nei ventun anni trascorsi nel paese africano, la testimonianza diretta delle discriminazioni razziali subite dagli immigrati di origine indiana e dalla popolazione indigena trasformò il timido avvocato in un convinto attivista politico.

2 LA RESISTENZA PASSIVA
Gandhi si batté per il riconoscimento dei diritti e delle libertà civili dei suoi connazionali da parte delle autorità sudafricane e per la sua attività politica in numerose occasioni fu incarcerato; fautore della non violenza, concepì un nuovo metodo di lotta basato sulla resistenza passiva, o satyagraha (in sanscrito "forza della verità"), e sulla non cooperazione con le autorità. Permeato di cultura induista ma accogliendo anche l'apporto della cultura occidentale e di altre religioni, egli seppe prendere il meglio dell'una e dell'altra, subendo fortemente l'influenza del pacifismo di Lev Tolstoj (con il quale entrò in corrispondenza, dedicandogli la colonia agricola da lui fondata per la minoranza indiana vicino a Durban) e delle teorie sulla disobbedienza civile sostenute da Henry David Thoreau. Durante la guerra anglo-boera Gandhi organizzò un servizio di autoambulanze per l'esercito britannico e diresse un'unità della Croce rossa.

3 LA LOTTA PER L'INDIPENDENZA DELL'INDIA
Nel 1915, dopo che il governo sudafricano ebbe attuato alcune riforme a favore della popolazione indiana, Gandhi tornò in India e in poco tempo divenne il leader indiscusso del Movimento nazionalista indiano. Egli riuscì a trasformare il Congresso nazionale indiano (o Partito del Congresso) in un partito politico con largo seguito anche fra quei gruppi fino ad allora esclusi da ogni attività politica, quali le donne, i commercianti, i contadini più abbienti e i giovani. Dopo il massacro di Amritsar, avvenuto nel 1919, Gandhi promosse una campagna di protesta a livello nazionale, basata sulla non cooperazione con il governo britannico. Dopo una seconda campagna imperniata sulla disobbedienza civile e sul boicottaggio dei prodotti britannici, nel 1921 venne condannato a sei anni di reclusione, pena che scontò parzialmente. L'indipendenza economica dell'India fu il punto culminante del movimento swaraj (in sanscrito "autogoverno"): lo sfruttamento dei contadini da parte degli industriali britannici aveva prodotto un impoverimento diffuso e la virtuale distruzione dell'industria indiana. Gandhi si batté per un potenziamento delle attività artigianali e nelle campagne.
A partire dal 1925, convinto che l'indipendenza fosse irraggiungibile se non era accompagnata da una radicale trasformazione morale e sociale, Gandhi sostenne un programma di rinascita nazionale, che comprendeva la lotta ai pregiudizi contro il lavoro manuale, il superamento della divisione esistente tra ambiente urbano e ambiente rurale, la valorizzazione delle lingue indigene e l'eliminazione della casta degli "intoccabili", con i quali si sarebbe identificato per tutta la vita sposandone la causa, nonostante provenisse da una casta superiore. Egli assurse a simbolo internazionale dell'India libera e in patria cominciò a essere venerato come un santo: conduceva la vita spirituale e ascetica di un predicatore, praticando il digiuno e la meditazione, rifiutando qualsiasi possesso terreno e vestendo come un membro delle caste più basse. Egli diede all'induismo una valenza politica e sociale totalmente nuova, ispirata da altre culture, prendendo spunto dalle tradizioni religiose di altre fedi; perfezionò il metodo della satyagraha e sviluppò la "nuova scienza della non violenza", che tendeva alla conversione morale dell'avversario attraverso una delicata "operazione chirurgica sulla sua anima". Le sue azioni furono fonte d'ispirazione per il poeta Rabindranath Tagore, che lo soprannominò Mahatma (in sanscrito "grande anima"), titolo riservato ai grandi saggi.
Nel 1930 Gandhi indisse una nuova campagna di disobbedienza civile, invitando la popolazione a non pagare le imposte, in particolare quella che gravava sul sale, prodotto sul quale il governo britannico esercitava un monopolio assoluto; migliaia di indiani seguirono Gandhi nella "marcia del sale" da Ahmadabad fino al mare di Oman: il Mahatma fu nuovamente arrestato e rilasciato dopo qualche mese. Nel 1932 iniziò una nuova campagna di disobbedienza civile contro il dominio britannico: ripetutamente arrestato e quindi rilasciato, durante un periodo in prigione iniziò uno sciopero della fame per migliorare la condizione degli intoccabili, oggetto di discriminazioni politiche.

4 VERSO L'INDIPENDENZA
Nel 1934 il Mahatma si ritirò dalla politica attiva, lasciando il posto di leader del Partito del Congresso a Jawaharlal Nehru, e intraprese un viaggio attraverso le campagne per diffondere l'ahimsa (non violenza) e promuovere la riforma sociale. La sua autorità morale e spirituale era tale che il limitato autogoverno concesso dalla Gran Bretagna all'India attraverso la promulgazione del Government of India Act (1935) non poté essere applicato finché non ottenne l'approvazione del Mahatma. Nel 1939 questi riprese l'attività politica e tentò di mettere d'accordo le diverse comunità religiose: a tale scopo iniziò uno sciopero della fame che sarebbe continuato finché le divergenze di casta e religiose tra indù e musulmani non fossero superate.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale egli decise di non sostenere la Gran Bretagna se questa non avesse garantito all'India una completa e immediata indipendenza; anche dopo l'entrata in guerra del Giappone rifiutò la partecipazione dell'India al conflitto. Nel 1942 il Mahatma fu nuovamente incarcerato, ma venne rilasciato due anni dopo per motivi di salute. La lotta per l'indipendenza dell'India entrava nella sua ultima fase: il governo britannico aveva acconsentito a concedere l'indipendenza a condizione che il Partito del Congresso risolvesse le sue divergenze con la Lega musulmana. Gandhi ebbe un ruolo fondamentale nel corso delle trattative e tre anni dopo l'India divenne un paese indipendente. Contemporaneamente, malgrado il Mahatma avesse sempre perseguito la causa dell'unità, il Pakistan musulmano fu dichiarato uno stato autonomo, poiché non si riuscì a trovare un accordo che soddisfacesse le divergenze etniche e religiose fra i due paesi. Nel 1947 le rivalità fra indù e musulmani provocarono nuovi, sanguinosi tumulti: Gandhi sostenne la causa della pace effettuando digiuni a oltranza, ma il 30 gennaio 1948 venne ucciso da un nazionalista indù durante un incontro di preghiera.

5 IL PENSIERO DEL MAHATMA
L'originalità e la forza delle convinzioni di Gandhi stanno in una combinazione tutta personale di passione politica, tensione religiosa, ascetismo e filosofia. Il suo pensiero morale e politico è fondato su una metafisica relativamente semplice: egli credeva che l'universo fosse regolato da una intelligenza o principio supremo, da lui chiamato satya (verità), incarnato in tutti gli esseri viventi, in special modo nell'uomo, nel quale assume la forma di anima o spirito autocosciente. Poiché tutti gli uomini compartecipano dell'essenza divina, essi costituiscono sostanzialmente un'unità; essi non sono semplicemente uguali, sono "identici", e l'amore rappresenta l'unica forma appropriata di relazione tra loro. Nella sua valenza positiva, l'amore implica la cura e l'attenzione per gli altri, mentre nella sua valenza negativa implica l'ahimsa (in sanscrito "senza danno"), o non violenza. Il pensiero politico e sociale di Gandhi, compresa la sua teoria della satyagraha, è un tentativo di applicare il principio dell'amore in tutti i campi della vita.
Gandhi considerava lo stato la "rappresentazione di una forma concentrata di violenza", espressione di coercizione e di uniformità. Esso è tuttavia un'istituzione indispensabile fintanto che gli esseri umani non siano completamente evoluti e capaci di agire in modo socialmente responsabile. Le decisioni assunte secondo la regola della maggioranza violano l'integrità morale della minoranza e quindi la disobbedienza civile deve essere considerata un diritto "morale" di ogni cittadino. La società non violenta deve ugualmente assumere il compito di assicurare la sarvodaya, la promozione e lo sviluppo di tutti i cittadini. La proprietà privata nega l'identità o l'unicità di tutti gli uomini ed è per se stessa immorale: per Gandhi è un peccato contro l'umanità che alcuni possiedano ricchezze superflue quando altri non hanno di che soddisfare i loro bisogni primari.

5.1 L'influenza del pensiero di Gandhi
L'influenza intellettuale del Mahatma sui suoi compatrioti fu considerevole, ma le sue teorie sul decentramento economico e politico, l'importanza da lui attribuita alla libertà individuale e all'integrità morale, il principio da lui predicato della non violenza e il coraggioso attivismo politico hanno travalicato i confini dell'India per ispirare i movimenti politici di protesta non violenta e quelli comunitari e pacifisti, sorti e sviluppatisi nel corso degli anni Sessanta e Settanta in Occidente.

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