MA VOI: RIUSCITE AD IMPORVI?..

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Moderatore: laura serpilli

Rita
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Re: MA VOI: RIUSCITE AD IMPORVI?..

Messaggio da Rita » lun apr 24, 2006 12:58 pm

mamypuri ha scritto: Anche perchè, quando la vicina pettegola andrà in giro a dire, faccio un esempio: "Ma hai visto Rita??? Tiene sempre in braccio Nicolas!", prima o poi troverà qualcuno che le risponda: "E allora, che c'è di male? Stare in braccio fa molto bene ai bambini!!!".
Grazie, forse era proprio quello che volevo sentirmi dire:-)
Vi abbraccio forte!
Rita

Yvelise
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Messaggio da Yvelise » lun apr 24, 2006 3:58 pm

Quante discussioni interessanti.
Penso che sarebbe bellissimo vivere in un'isola della Polinesia, con il minimo dei bisogni materiali, ma putroppo non è così. Penso che sia importante trovare un (difficile) equilibrio tra i nostri desideri e bisogni istintivi e quello che la società ci chiede/impone.
Ad esempio, so che la nostra scuola non è il massimo, anzi, e se da una parte dovremmo impegnarci tutti per migliorarla. dall'altra credo che non possiamo fare a meno di mettere i nostri figli in grado di accettare quelle regole che permetteranno loro di frequentarla. Non da burattini, ma da personcine che pensano con la loro testa e sanno anche difendere i loro diritti, Perlomeno, questo è quello che vorrei per mio figlio.
Anch'io vivo in un paese piccolo e capisco benissimo Rita.
Per le regole, io non so come mi comporto. A "orecchio", credo. Ci sono cose che vanno fatte e punto! Se lui non è d'accordo, spiego, ascolto, a volte urlo pure! Magari lui piange, mi dice brutta cattiva, io mi sento un nodo dentro come un macigno e voglia di vomitare, ma poi mi si avicina e mi dice "tu biata (arrabbiata), mamma?" e io gli spiego che mi sono arrabbiata ma adesso non lo sono più e la cosa finisce lì.
Cerco di impormi solo sulle cose davvero importanti (che però sono molto soggettive), anche se spesso il prezzo da pagare per questo è la disapprovazione altrui, ma è meglio che sia io a pagare piuttosto che lui.
Cerco di "annusare" il suo stato d'animo e cercare di evitare il più possibile i contrasti nelle giornate in cui capisco che non è aria. Ci sono giorni di armonia e altri da incubo, ci sono giorni in cui sono stanca o nervosa e gli faccio dei torti.
Però credo che pur con tutti gli errori che non è possibile evitare ci sia una cosa che distingue voi (e spero anche me) da tante altre mamme: avere come obiettivo primario il benessere non solo materiale ma anche psicologico del proprio bambino. Sembrerà una conseguenza inevitabile dell'essere mamma ma non è così: conosco molte persone che si raccontano qualsiasi scusa pur di giustificare scelte fatte per loro esclusivo comodo, chiudono i dubbi in una scatola e via. Invece penso che essere sinceri con sè stessi sia fondamentale, quando si sbaglia dirsi, ok, ora faccio una cosa sbagliata, perchè sono troppo stanca, per sopravvivere, perchè mi aspettano mille altre giornate come questa, ma esserne consapevoli e non racconrarsi storie mi sembra importante.

ale
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Messaggio da ale » mar apr 25, 2006 2:16 pm

Rita ha scritto:
Nicolas è come ale, sembra non voglia assolutamente fare una cosa ma se lo si forza (ovviamente non con la violenza anche se potrebbe sembrare una contraddizione in termini!) allora fa proprio quella cosa ed adora farla!!!
Secondo me, in alcuni casi, i nostri figli vogliono un punto fermo e comincio a credere che sia questo il sistema x comunicare questa mancanza.
Punto fermo non significa obbligare, o picchiare, o urlare, secondo me, significa "guidare" con fermezza ma serenamente.
Ovviamente ancora non sono in grado di farlo, almeno, non sempre, ma ho notato che quando lo faccio, i risualtati non tardano ad arrivare.
Alcune volte ho paura che mio figlio si senta trascinato dagli eventi in maniera caotica, trascinato dalle sue stesse emozioni contrastanti, suo malgrado, ma lui è un bambino ed è anche giusto che gli capitino queste cose, nel caso di una madre, forse, il bambino dovrebbe percepire che questa ha più punti fermi rispetto a lui e non, molto spesso, meno!
tempo fa avevo scritto un post che sembra la fotocopia di questo, rita! :-)
non so se te lo ricordi, ma era davvero identico.

poi ne era emersa la discussione sul concetto del continuum ed io avevo raccontato quanto a noi avesse fatto bene riavvicinarcisi per eliminare infiniti motivi di tensione.
dai tuoi racconti, traspare una situazione ingarbugliata in cui sembra che nicolas stia reagendo ai nervosismi attorno a lui attaccandosi a te ancora di +.
e se quando prepari da mangiare e lui ti si attacca ai pantaloni prendi una sedia e lo alzi ad altezza piano di lavoro e gli dai un coltello perché tagli con te le zucchine oppure una spugnetta con la schiuma perché lavi con te i piatti?
e se quando devi andare in bagno e non hai voglia di tenerlo in braccio anche mentre fai pipì non gli apri l'acqua del bidet e gli chiedi di lavarti quello straccio che devi buttare in lavatrice?
e se quando dovete uscire invece di provare a convincerlo non gli dici semplicemente "io e papà usciamo" e gli permetti di esprimere il suo disaccordo fino a che non sarà lui a decidere spontaneamente di seguirvi perché capisce di non voler restare da solo? (questo senza minacce del tipo "guarda che se non vieni resti qui solo!")
sono piccoli esempi ma se ci pensi possono risolvere fino (almeno) a 5 attacchi di isteria in un giorno!! :-))
poi l'atteggiamento cambia, si riacquista la fiducia nel bimbo, ci si rilassa, la tensione scende.
non so se funziona in tutte le famiglie, ma da noi ha avuto un effetto portentoso.
[ora siamo di nuovo alla ricerca di attività entusiasmanti perché anche il lavare i piatti non è più una novità per joanna, ma questo si mette in conto: le soluzioni che troviamo non sono mai definitive, altrimenti che gusto c'è? ;-))))]
baci
ale

sabry
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Messaggio da sabry » mar apr 25, 2006 3:58 pm

vi abbraccio tutti...perchè ho bisogno del vostro conforto anche io!!!!
in questi tempi mi ritrovo a discutere più che mai con Camilla tre anni...su ogni cosa...
se le metto le scarpe lei se le toglie e se le mette al contrario....se le chiedo per favore di non salire con i piedini sporchi sul divano o sul letto lei ci salta sù ancora piu' velocemente....se le chiedo di non sputare sul pavimento un boccone di cibo che non le piace...lei lo fa di nuovo....
il mio approccio, almeno credo, è sempre stato del tipo empatico...
ho sempre pensato che se non volesse mettersi la maglia per uscire allora era giusto lasciarla fare...e in linea di massima mi chiede di coprirla quando ha freddo...se le garba camminare senza scarpe evidentemente le fanno male....se vuole andare in giro con le scarpe al contrario...che faccia...ovvio, se vuole correre in mezzo ad una strada di macchine..non posso farglielo fare....
Ma la capirà la differenza?
A volte mi sono lasciata andare ai premi e ricatti...ma se il solo modo di uscire a fare la spesa era prometterle un giro sulla giostrina oscena....che ci posso fare?
la forza non l'ho mai usata...anche solo il tono duro con lei è terribilmente dannoso...si chiude a riccio, si arrabbia a tal punto da chiudere ogni canale...perciò non capisco quando mi si dice che devo impormi..usare le maniere più forti...anche volendo con lei non funzionerebbbe...
se ha deciso che non vuole lavare i denti...non cè modo di farglieli lavare...
a volte funziona il gioco. se metto le cose sotto forma di gioco...e prendo le cose molto alla larga...facendo ogni cosa come fosse un gioco...allora ottengo la collaborazione...per un po' sono persino riuscita a metterle le gocce nel naso senza le urla da telefono azzurro....facendo finta di essere la maestra che le mette a tutti i bimbi della scuola...
l'ho ingannata, quindi.
per farle prendere l'antibiotico, glielo mescolavo nello yogurt...che pure odia....e le chiedevo di trangugiarne due cucchiaini per far passare la bibi all'orecchio...ed in cambio le davo un cioccolatino o un regalino impacchettato...
purtroppo è terribilmente difficile essere perfetti nell'applicazione delle belle teorie...questo mi fa male...perchè quando la vedo ancora cosi poco collaborativa, anzi pronta a sfidarmi, mi chiedo...hpo sbagliato tutto?
ho sgarrato solo quel tanto che basta ad annullare tutte le belle teorie?
e quando sento la massa gufarmi alle spalle...."guarda che ribelle viziata stai crescendo...." io tengo duro e spero che il tempo mi dia ragione...
ma quanto è difficile essere madre...
davvero io questo duro lavoro non me lo aspettavo....e sono solo all'inizio..
il fine settimana Camilla ed io lo passeremo al mare con una mia amica e sua figlia di 4 anni...
ovviamente i nostri "criteri" educativi sono differenti....e mi rendo conto che sua figlia è molto più "inquadrata" della mia....non che io voglia inquadrare Camilla....
se le chiede una cosa la fa...
non esce mai senza maglia
mangia tutto quello che ha nel piatto e non si alza se non ha finito....
se vuole mettere la gonna il giorno dopo deve addormentarsi da sola...
è sempre pulita e ben vestita...va dalla pettinatrice....(Camilla non ha due capelli che stanno bene assieme......)
non sono gelosa di questo....intendiamoci....solo per dire che forse non devo lamentarmi che mia figlia sia cosi tosta....nel senso che forse sono io che le sto insegnando ad essere cosi...e per avere una bimba come quella della mia amica la dovrei inquadrare come la società vuole....solo con premi e ricatti...ed estremo rigore fin dai primi mesi di vita....
mi sto perdendo
scusate se sono stata caotica
ora scappo

Rita
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Messaggio da Rita » mar apr 25, 2006 5:49 pm

ale ha scritto: tempo fa avevo scritto un post che sembra la fotocopia di questo, rita! :-)
non so se te lo ricordi, ma era davvero identico.
Ale, non ricordo il topic in questione, ricordo però che in quel periodo tu eri in una situazione simile alla mia ed io, invece, navigavo in acque piuttosto tranquille e davo suggerimenti a te!:-)
Ma pensa quanti cambiamenti dobbiamo fare insieme ai nostri figli!
Ale ha scritto: dai tuoi racconti, traspare una situazione ingarbugliata in cui sembra che nicolas stia reagendo ai nervosismi attorno a lui attaccandosi a te ancora di +.
E' assolutamente così, ma oggi, come ti dicevo anche nell'altro post, la situazione è molto più positiva.
Nicolas ha dormito 2 ore a pomeriggio ( e quando mi ricapita!), x la prima volta dopo un bel po' di tempo si è svegliato sereno, ora gioca con il suo papà, ha giocato con noi 2 insieme, abbiamo fatto il bagnetto e siamo tornati x un giorno la famiglia del "mulino bianco".
Ale ha scritto: e se quando prepari da mangiare e lui ti si attacca ai pantaloni prendi una sedia e lo alzi ad altezza piano di lavoro e gli dai un coltello perché tagli con te le zucchine oppure una spugnetta con la schiuma perché lavi con te i piatti?
e se quando devi andare in bagno e non hai voglia di tenerlo in braccio anche mentre fai pipì non gli apri l'acqua del bidet e gli chiedi di lavarti quello straccio che devi buttare in lavatrice?
e se quando dovete uscire invece di provare a convincerlo non gli dici semplicemente "io e papà usciamo" e gli permetti di esprimere il suo disaccordo fino a che non sarà lui a decidere spontaneamente di seguirvi perché capisce di non voler restare da solo? (questo senza minacce del tipo "guarda che se non vieni resti qui solo!")
Ecco, purtroppo questo genere di cose, ultimamente non funziona proprio...
Finora ho sempre fatto esattamente ciò che suggerisci e le cose andavano ABBASTANZA bene, ma da un po' di tempo a questa parte il metodo non funziona più.
Se provo a mettere Nicolas su una sedia mentre cucino, lui mi si avvinghia e rischia di cadere xchè piangendo vuole venirmi in braccio, non gli basta essermi accanto ed aiutarmi.
Se gli dico io e papà usciamo, lui comincia con l'autolesionismo, si da schiaffoni e testate pazzesche, finchè non devo intervenire con la forza (incazzatissima) xchè temo si faccia davvero male e ti saluto il continuum...
In bagno, invece, purtroppo con il bidet ci gioca fin troppo volentieri...
Non ti dico i laghi, ma fin lì, lo accetto con un sorriso, basta non si faccia male...
Mi da però parecchio fastidio il fatto che non mi ascolti mai.
Ti faccio un esempio.
Sul comodino di mio marito c'è una piccola sveglietta d'argento regalo di un mio caro collega scomparso qualche mese fa.
Il valore dell'oggetto è scarso, ma io ci tengo tanto propr xchè è un ricordo.
Lui l'ha già gettata per terra più volte ed io, nonostante la cosa m'infastidisse parecchio, ho sempre cercato di spiegargli con calma e dolcezza che non è una bella cosa, non è un bel gesto, la mamma ci rimane male se fa così, ecc...
Lui sai cosa fa x contro?
Mi ride in faccia e corre a buttare x terra una foto con cornice d'argento che c'è sull'altro comodino e che somiglia vagamente alla sveglietta!!!!
Insomma, queste cose mi danno i nervi!!!
Pssibile che non capisca?
No, io so che capisce e mi sfida proprio di suo...
Cmq oggi mi sento più serena e vedo tutto molto più bello!
Penso che i problemi veri non esistano, è la percezione che ne riceviamo che li rende tali.
Dico una cavolata?
Ale ha scritto: [ora siamo di nuovo alla ricerca di attività entusiasmanti perché anche il lavare i piatti non è più una novità per joanna, ma questo si mette in conto: le soluzioni che troviamo non sono mai definitive, altrimenti che gusto c'è? ;-))))]
baci
ale
In questo momento condivido perfettamente questa tua affermazione!
In questo momento, però, xchè alcune volte, quando ci sono dentro fino al collo...
:-)))))
Un bacione, Rita.
Ps x la dolcissima Sabry.
Purtroppo ti capisco perfettamente ed in questo momento non sono la persona più datta a dare consigli, visto il periodaccio...
Però una cosa ci tengo proprio a dirla:
ma quanto sono speciali i nostri figli!!!!!!!!!!
Forse gli altri saranno anche carini educati, pettinati ( mi hai fatta morire dal ridere! la parrucchiera a 4 anni io la trovo un po' eccessiva ma forse parlo così xchè ho un maschietto, non so), però, scusami, sono prorpio un po' banali, senza personalità, senza carattere!!!!
E che cavolo, i nostri filgi hanno tanti difetti, ma scusate la parola, hanno 2 palle così!!!!
Oggi sono sboccata, scusate!:-)
Un bacione Rita

anan
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Messaggio da anan » mar apr 25, 2006 9:53 pm

Rita ha scritto: ti saluto il continuum...
:o)

forse sarò fuori dal continuum però penso che ci sono volte in cui una mamma e/o un papà debbano decidere per il proprio figlio.
ovviamente senza violenza e senza tragedie, ma con amore e fermezza.

a casa nostra la storia delle uscite era diventata un dramma.
non ho mai trascinato alessandro con la forza fuori casa, mai.
ho provato a convincerlo in tutti i modi possibili. ma con scarsi risultati.
ale è incorruttibile...
non l'ho mai minacciato di lasciarlo a casa, anzi. gli ho sempre detto che lui non può rimanere a casa da solo, quindi deve venire con noi.
"ale, NON ti sto chiedendo di uscire. Ti sto dicendo che usciamo!"
questa è l'unica cosa che l'ha convinto. ale non è intimorito, ma rispetta la decisione di famiglia.
forse questo è il nostro continuum.
come dire, essere il capobranco che prende alcune decisioni per il resto della famiglia.
Rita ha scritto:Sul comodino di mio marito c'è una piccola sveglietta d'argento regalo di un mio caro collega scomparso qualche mese fa.
Il valore dell'oggetto è scarso, ma io ci tengo tanto propr xchè è un ricordo.
ecco! il rispetto degli oggetti è un'altra cosa che mi manda in bestia...
qui però ci stiamo ancora lavorando e la strada la vedo lunga...
nel frattempo meglio mettere a riparo le cose delicate.

una mattina ho dato proprio di matto :o(
ero malata e alessandro era particolarmente insopportabile. mi lavorava nel fianco e io, forse per la prima volta, non ho retto.
ho inziato a urlare come una pazza e a raccogliere furiosamente tutti i giochi che erano a terra. ho messo tutti i giochi in una scatola è l'ho messi fuori al balcone dove sono rimasti per una settimana. ogni gioco che prendavo in mano era un urlo. "visto che li tratti male allora non ti servono quindi me li prendo."

per pochi minuti ho smesso di essere la mamma accogliente e conprensiva che cerco di essere e sono diventata una mamma furibonda e incacchiata.

non è stata una bella scena, lo so. ale era un po' spaventato.
chissà che pensava...
mi sa che ci dovremo fare una bella chiaccherata...
Rita ha scritto: Cmq oggi mi sento più serena e vedo tutto molto più bello!
:o))
Rita ha scritto:E che cavolo, i nostri filgi hanno tanti difetti, ma scusate la parola, hanno 2 palle così!!!!
e che palle!!!
anna

ale
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Località: friuli

Messaggio da ale » mer apr 26, 2006 8:57 pm

leggo i vostri post, mi accorgo di come ci alterniamo nello sfogo e nelle parole di conforto l'una per l'altra e una sola cosa mi viene da dirvi in questo momento:
GRAZIE
questo forum è per me un luogo meraviglioso.
vi voglio bene
alessandra

Ospite

mi dispiace

Messaggio da Ospite » mer apr 26, 2006 9:17 pm

ma io non condivido il "darla vinta". Non sono una mamma prepotente, intendiamoci, ma sono una donna che lavora, che ha degli orari, degli impegni, che è stanca a fine giornata, ma che nulla toglie al proprio figlio in fatto di amore e affetto. L'unica cosa che ho (abbiamo) cercato di insegnare per ora al mio Andrea è che non può avere tutto e in ogni momento, semplicemente dicendo "NO". Un no fermo, non arrabbiato. Andrea, come tutti i bambini, ovviamente non sempre è d'accordo, ma per fortuna dopo i primi due minuti di pianto, pensa già ad un'altra cosa.
Ho passato questo w.e. con un'amica che ha un figlio di pochi mesi più piccolo di Andea, ma è un despota. Decide di non stare seduto nel seggiolone e pianta su una scenata isterica da urlo, finchè sua madre non lo prende in braccio. Lei vive tutto il giorno con suo figlio in braccio e non ha ancora ripreso a lavorare... Alle volte salta il pranzo perchè suo figlio si è svegliato "storto", non riesce neanche ad andare a fare una passeggiata o la spesa. Mi chiedo cosa succederà quando dovrà andare al nido a settembre e lei riprenderà a lavorare.
Io, come tantissimi, sono cresciuta coi no e coi si e gli ho accettati.
Li accetterà anche mio figlio.

carlapioneer
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Messaggio da carlapioneer » mer apr 26, 2006 9:19 pm

Arrivo con un po' di ritardo , ma mi fa sempre piacere leggere tutti gli interventi e apprezzarne tutte le diverse sfumature e anche io trovo bello che ci si tiri su a vicenda. questo avventura genitori è più impegnativa di quello che mi aspettavo, in teoria nel mio mondo ideale dove non si lavora e non si deve andare in macchina e non ci sono oggetti di valore e lo scenario della solita giungla di Antonella fa sempre da sfondo forse essere genitori sarebbe un po' più semplice, ma noi qui in questo mondo stiamo facendo un bel lavoro
Forza
Carla

anan
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Iscritto il: dom ott 17, 2004 11:12 pm

Re: mi dispiace

Messaggio da anan » mer apr 26, 2006 9:40 pm

elymoon ha scritto:Ho passato questo w.e. con un'amica che ha un figlio di pochi mesi più piccolo di Andea, ma è un despota.
mi dispiace sentirti definire "despota" un bambino.
un bambino che esprime chiaramente il rifiuto a stare legato nel seggiolone e sinceramente non vedo niente di male nel fatto che la mamma lo liberi e lo prenda in braccio. che male c'è? tu cosa faresti al suo posto?
non ho mai pensato che lorenzo o ale fosse un despota perché si rompe di stare nel seggiolone più di un tot. mi sembra così ovvio che preferiscano le nostre gambe e a queste l'andare a spasso.
elymoon ha scritto:Mi chiedo cosa succederà quando dovrà andare al nido a settembre e lei riprenderà a lavorare.
tu cosa immagini che succederà?
elymoon ha scritto:Io, come tantissimi, sono cresciuta coi no e coi si e gli ho accettati. Li accetterà anche mio figlio.
io sono una di quei tanti e ricordo ancora la sensazione di quei "NO" che non lasciavano uno spiraglio. mi sentivo di impazzire.
questo è uno dei motivi per cui cerco di crescere mio figlio in maniera diversa. ovviamente ci sono dei "no" e ci sono dei "si" ma ci sono anche molti "ragioniamo insieme e vediamo che si può fare".

anna

Yvelise
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Iscritto il: lun feb 27, 2006 10:08 pm

Messaggio da Yvelise » mer apr 26, 2006 9:48 pm

Carla, anche se vivessimo nella giungla avremmo comunque dei NO da dire :) Magari diversi, tipo "non toccare il cobra perchè è pericoloso". Mi viene in mente il libro "Radici" quando Kunta Kinte racconta la sua infanzia...non erano certo tutte rose e fiori, neanche il rapporto con i genitori.
A me dispiace dare dei limiti a mio figlio, perchè entrare in conflitto con lui mi fa stare male. Però io sono una persona che ha sofferto molto per aver vissuto un'infanzia "senza limiti". I limiti e le regole, se nessuno te li dà, li devi costruire da solo ed è molto, molto difficile. E' molto meno doloroso e più costruttivo entrare in conflitto con un genitore che con sè stessi.
Quando sono davvero convinta che quello che sto facendo è la cosa giusta è difficile che incontri grosse difficoltà. Si, magari stiamo a discutere per mezz'ora, cosa che forse non accadrebbe se mi imponessi con la forza, però alla fine lui si convince che non mi arrendo e quello che ho deciso si farà. Se non sono convinta, se il limite che penso di dovergli dare non è veramente giusto per me, ma in quel momento sono vittima di condizionamenti esterni, ho imparato a lasciar perdere.
Mi piace l'esempio del capobranco che ha fatto anan, una volta la mia psicologa mi ha fatto lo stesso esempio.

Ospite

Re: mi dispiace

Messaggio da Ospite » gio apr 27, 2006 1:50 pm

anan ha scritto: mi dispiace sentirti definire "despota" un bambino.
un bambino che esprime chiaramente il rifiuto a stare legato nel seggiolone e sinceramente non vedo niente di male nel fatto che la mamma lo liberi e lo prenda in braccio. che male c'è? tu cosa faresti al suo posto?
non ho mai pensato che lorenzo o ale fosse un despota perché si rompe di stare nel seggiolone più di un tot. mi sembra così ovvio che preferiscano le nostre gambe e a queste l'andare a spasso.
Non parlo del rifiuto a stare legato, ma del fatto che di non accettare neanche di entrarci nel seggiolone per fare la pappa. E' diverso. Quando il mio Andrea è stanco, dopo la pappa, di starci è ovvio che lo prendo in braccio e lo faccio scorazzare. Un conto è non volerci entrare un conto è non volerci stare dopo un tot.

anan ha scritto:tu cosa immagini che succederà?
Non rientrerà a lavorare, temo.


anan ha scritto:io sono una di quei tanti e ricordo ancora la sensazione di quei "NO" che non lasciavano uno spiraglio. mi sentivo di impazzire.
questo è uno dei motivi per cui cerco di crescere mio figlio in maniera diversa. ovviamente ci sono dei "no" e ci sono dei "si" ma ci sono anche molti "ragioniamo insieme e vediamo che si può fare".

Ci sono casi, come il mio, in cui se hai 8 figli è difficile se non impossibile dire di si a tutti. Quando sei piccolo li vivi più o meno male, ma da grande capisci eccome.

Col mio intervento volevo dire solo questo: essere mamma non vuole dire essere a tutti i costi "martire". L'amore, la disponibilità, il gioco, lo stare insieme, le coccole sono tutte cose che non devono mancare, ma non posso educare mio figlio (come ha fatto la mia amica) a pretendere di regolare la mia vita coi sui capricci. A quel punto, non vivi più e al primo esaurimento ti trasformi in una di quelle mamme scellerate che si trasformano in assassine.
La maternità deve essere serenità per entrambi.
Mio figlio Andrea, rispetto al figlio della mia amica, è senz'altro un bimbo sereno. Sta molto volentieri al nido, socializza con gli altri bambini, non fa grosse tragedie o se le fa le fa solo quando sta poco bene e ti assicuro che in questi casi ci passo anche tutta la notte con lui in braccio, se questo è quello che desidera.

Ely

Antonella Sagone
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Re: mi dispiace

Messaggio da Antonella Sagone » gio apr 27, 2006 2:32 pm

elymoon ha scritto:Non parlo del rifiuto a stare legato, ma del fatto che di non accettare neanche di entrarci nel seggiolone per fare la pappa. E' diverso. Quando il mio Andrea è stanco, dopo la pappa, di starci è ovvio che lo prendo in braccio e lo faccio scorazzare. (...) Mio figlio Andrea, rispetto al figlio della mia amica, è senz'altro un bimbo sereno. Sta molto volentieri al nido, socializza con gli altri bambini, non fa grosse tragedie o se le fa le fa solo quando sta poco bene e ti assicuro che in questi casi ci passo anche tutta la notte con lui in braccio, se questo è quello che desidera.
devi considerare che i figli (e anche le madri) sono tutti diversi uno dall'altro. Quando tuo figlio supera il limite ed ha veramente bisogno (di scendere dal seggiolone, di essere preso in braccio e quant'altro) tu sei lì disponibile. Ma chi ci dice che non sia lo stesso per il figlio della tua amica? Il suo limite potrebbe essere diverso da quello di tuo figlio. Chi siamo noi per valutare fino a che punto un bisogno è lecito oppure no? Non conosco la tua amica e non posso giudicare il caso specifico, ma parlando in astratto ci sono bambini che davvero muoiono se li infili in un seggiolone o in un seggiolino, che impazziscono per il fastidio dell'etichetta interna dei vestiti, che lasciati da soli nel letto la notte si sentono morire. Non tutti siamo uguali. Accuditi secondo i loro bisogni, in genere questi bambini maturano in persone molto forti, affettuose e indipendenti. Spesso si scambia la causa con l'effetto, e se si vede un bambino irrequieto e ipersensibile con una madre molto sollecita, si tende a pensare che il comportamento della mamma a "prodotto" il carattere del figlio: ma può essere altrettanto ipotizzato il contrario. E, di fatto, nessuna delle due ipotesi è del tutto giusta, perché madre e figlio vanno guardati come un sistema a due che interagisce e si modella reciprocamente.
elymoon ha scritto:essere mamma non vuole dire essere a tutti i costi "martire". (...) non posso educare mio figlio (come ha fatto la mia amica) a pretendere di regolare la mia vita coi sui capricci. A quel punto, non vivi più e al primo esaurimento ti trasformi in una di quelle mamme scellerate che si trasformano in assassine.
forse, in base alla tua percezione, il comportamento del bambino della tua amica per te sarebbe così insopportabile da farti provare un martirio, e ti farebbe rischiare l'esaurimento e l'infanticidio... ma, ripeto, non è detto che provochi gli stessi sentimenti nella tua amica - o quantomeno, non provoca gli stessi sentimenti nelle mamme di questo forum che stanno provando questo approccio; né mi risulta che nessuna di loro stia meditando di far fuori il piccolo, nonostante ci siano certamente i momenti di stanchezza o di esasperazione che sono retaggio di ogni esperienza di maternità. E, finisco con questa provocazione, non è detto che in un futuro tu non possa avere un altro figlio con un caratterino meno adattabile del tuo attuale, e allora anche tu potresti scoprire in te delle risorse di pazienza e disponibilità che in questo momento non immagini di avere.... è già successo ad altre!
Antonella

mamypuri
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Località: (Bo) mamma di Cristian 5/9/04

Re: mi dispiace

Messaggio da mamypuri » gio apr 27, 2006 2:36 pm

elymoon ha scritto:Io, come tantissimi, sono cresciuta coi no e coi si e gli ho accettati.
Li accetterà anche mio figlio.
Scusa Ely, ma quest'affermazione mi ha riempito di tristezza..
Mio padre ha finito di dirmi proprio ieri sera, che dovrei lasciar piangere mio figlio, e non dargliele tutte vinte.
Beh, fortunatamente per Cristian, non lo crescerò a suon di capricci, nè lasciandolo piangere com'è successo a me, ma cercando di comprenderlo e di essergli vicina.
Un "li accetterà anche mio figlio" mi sembra così rigido e limitante...
Mi viene da dire che le madri scellerate ed assassine siano ex-bambine ignorate e lasciate piangere, piuttosto che iper-coccolate.
Io, comunque, stavo iniziando a sclerare proprio perchè, a forza di sentirmi dire di farmi rispettare, non farmi mettere i piedi in testa, queste continue insistenze da mainstream crudele e sbagliato avevano finito per mandarmi in corto circuito il continuum, e mi ero messa in testa che Cristian doveva stare legato nel seggiolino e basta, che urlasse pure!
E se ora sono tornata ad uscire in macchina felice, col mio bambino, è solo perchè le parole di Ale nell'altro topic mi hanno fatto tornare in sintonia col mio continuum:
ale ha scritto: il suo grido e il suo pianto non mi arrivano addosso come un capriccio irrazionale di mia figlia, ma come un sacrosanto lamento: nelle società primitive non ci sono questi strani aggeggi, le macchine, e non c'è bisogno di legare i bambini. noi lo sappiamo che non viviamo in una sociaetà primitiva, ma i nostri bimbi no. loro sono programmati per vivere secondo la natura dell'uomo, in libertà. noi abbiamo la necessità di portare i nostri figli in macchina e legarli perché non si facciano male, ma possiamo scorgere nel loro pianto la verità invece che un assurdo impuntarsi, e questo ci avvicina a loro anziché allontanarcene
ale
Grazie ancora, Ale!

ale
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Messaggio da ale » gio apr 27, 2006 3:26 pm

Non parlo del rifiuto a stare legato, ma del fatto che di non accettare neanche di entrarci nel seggiolone per fare la pappa. E' diverso. Quando il mio Andrea è stanco, dopo la pappa, di starci è ovvio che lo prendo in braccio e lo faccio scorazzare. Un conto è non volerci entrare un conto è non volerci stare dopo un tot.
conosco famiglie che non hanno mai usato il seggiolone, in cui il bambino è passato dalle braccia della mamma alla sua sedia come quella degli adulti. non tutte queste mamme si sono sentite martiri. per alcune di loro non c'è stato proprio problema, altre hanno cercato un compromesso col bambino (tipo "va bene, non stai nel seggiolone, ma un po' ti tiene mamma e un po' papà"). questo per dire che ogni famiglia e ogni bimbo sono diversi.
tu cosa immagini che succederà?

Non rientrerà a lavorare, temo.

vedi, questo è un altro degli argomenti su cui si può discutere all'infinito, ma poi ognuno farà la propria scelta, la più adatta alla propria famiglia e naturalmente non esiste una risposta universale che vada bene per tutti.

per me per esempio, il fatto di non essere tornata a lavorare, ha significato non perdermi nulla di mia figlia, non lasciarla a nessuno il cui modo di fare non condividevo, essere presente per lei sempre. e ti assicuro che non mi sento una martire per questo!! e te lo dice una la cui famiglia arriva giusta giusta a fine mese, non una che "se lo può permettere" come mi sento spesso dire.

mia figlia ha rivoluzionato la mia vita? SIIIIIII! ma lo dico con grande gioia, perché le cose che possono farti capire i bambini "despota", quelli che non accettano le imposizioni degli adulti salvo farsi venire le bolle in faccia dal pianto, sono così tante ma cosi' tante.... una tra tutte: non puoi non rispettarli questi bambini: ti insegnano a rispettare veramente gli altri.

la vita cambia? SIIIIIII e non ringrazierò mai abbastanza mia figlia per il processo di liberazione dalle sovrastrutture che sto portando avanti da quando è nata.


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elymoon ha scritto: A quel punto, non vivi più e al primo esaurimento ti trasformi in una di quelle mamme scellerate che si trasformano in assassine
cara ely,
mia figlia mi ha messo infinite volte a dura prova, lei è una di quei bambini che non accetterebbe mai un NO fermo senza una spiegazione, un abbraccio, un lungo ascolto attivo, un'accettazione da parte mia della sua protesta e del suo pianto. mia figlia è una di quei bambini che, lasciata sola nel suo letto, rischia di morire. però, in tutta la mia pazzia, non mi è mai venuto in mente di trasformarmi in un'assassina. mi sembra, la tua, una conclusione un po' affrettata.


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elymoon ha scritto: figlio Andrea, rispetto al figlio della mia amica, è senz'altro un bimbo sereno. Sta molto volentieri al nido, socializza con gli altri bambini, non fa grosse tragedie o se le fa le fa solo quando sta poco bene e ti assicuro che in questi casi ci passo anche tutta la notte con lui in braccio, se questo è quello che desidera.
Ely
questo significa che la tua amica sta sbagliando tutto con suo figlio?

ale

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