Bimbo capriccioso, marito nervoso...

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Moderatore: laura serpilli

ale
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Messaggio da ale » ven apr 21, 2006 10:45 pm

non so michela, che un singolo episodio possa scatenare un rifiuto così prolungato e una situazione di tensione simile non mi convince molto, e allo stesso tempo mi fa riflettere.
anche da noi c'è stato un episodio che potrebbe aver lasciato un segno in joanna ed effettivamente anche il periodo più o meno coinciderebbe.
si è trattato di una notte. joanna era in una di quelle fasi (che a lei capitano regolarmente) in cui si svegliava ogni notte con l'intenzione di andare a giocare come fosse giorno.
era già la quarta notte in una settimana che succedeva.
naturalmente lei di notte vuole solo me ed io avevo passato le notti precedenti ad accarezzarla cantandole canzoncine e leggendole fiabe e parlandole per ore ed ore.
alla quarta notte, dopo un'ora passata a coccolarla con tutta la dolcezza del mondo, con lei pollice in bocca e dita spremi capezzoli in azione, quando ancora non ne voleva sapere di dormire ed io crollavo dal sonno e il mio compagno alternava russate energiche a imprecazioni per la figlia nottambula, non ce l'ho fatta più.
ho gridato che io volevo dormire e che adesso se la sarebbero vista da soli. ho detto loro di fare quello che volevano ma fuori da quella camera.
joanna è entrata in panico, davide l'ha portata di là.
prima con dolcezza ha tentato di spiegarle che la mamma era stanchissima, ma joanna urlava disperatamente e davide ha iniziato ad essere più duro, non a maltrattarla, ma a farle capire che questa volta davvero non saremmo scesi a patti.
fino a che, dopo un quarto d'ora di urla devastanti, con me che piangevo sotto il cuscino esasperata ma sicura che stavolta davvero non potevo farcela a cambiare atteggiamento e andare a giocare in salotto, joanna si è calmata.
ha giocato un'oretta con il papà in salotto (tranquilla), e ad un certo punto lui le ha chiesto se voleva dormire, lei ha detto di si, e si sono addormentati nel letto della cameretta insieme.
il giorno dopo, mentre joanna ed io pranzavamo in tranquillità, inizia a raccontarmi della notte precedente: "io chiamavo ALE ALE! papà diceva NO, NON VAI DA ALE!..." prima me lo racconta come un episodio qualsiasi, ma man mano che procede col racconto la scopro pervasa di angoscia, la voce si fa tremante e finisce il racconto piangente e ferita.
la cosa, inutile dirlo, mi ha toccata moltissimo e mi sono sentita malissimo.
ma ormai era fatta, e sinceramente davvero in quel momento non avrei potuto umanamente fare altro, per cui ho ricacciato indietro il senso di colpa ed ho cercato, per una volta, di non pensarci troppo.
ogni tanto mi tornava in mente la pena nel vederla raccontare impanicata di quella notte.
ora mi torna in mente di nuovo e mi squassa di nuovo.
davvero potrebbe essere stato tutto generato da lì? davvero in lei può essersi scatenata la paura folle che il papà possa di nuovo impedirle di stare con me? che il papà voglia allontanarla da me?
in effetti, per aver scatenato una reazione così forte che si protrae da settimane e settimane dev'essere stato un trauma per lei. e magari l'atteggiamento dolce e comprensivo che avevamo all'inizio di questo rifiuto di papà non è durato abbastanza da permetterle di superare la paura, e poi ha percepito, col passare del tempo, la nostra pazienza che dimunuiva e la tensione familiare che cresceva, i tentativi di spingerla verso papà, il suo chiederle "mi vuoi bene?" (povero davide), e le ripetute domande sul perché non lo volesse sempre + insistenti, così da ottenere, come spesso accade, l'effetto opposto.
non lo so, sono confusa.
mi piacerebbe sentire il parere di antonella.
ale

andrea grasselli
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Messaggio da andrea grasselli » sab apr 22, 2006 10:28 am

carissime,

leggo con molta empatia le vostre parole piene di sincerità. è molto bello sentire che vi ponete con grande trasparenza verso voi stesse e le vostre azioni.

ho parlato al telefono con antonella di questa discussione delicata, quindi l'intervento è mio, ma intriso in parte delle riflessioni fatte con antonella.

la spiegazione più semplice e immediata dei comportamenti da voi descritti potrebbe essere che in una certa fase della vita, la bimba/il bimbo voglia consapevolmente stare molto vicina alla sua mamma. è un bisogno secondo me legittimo.
nei primi mesi di vita, la bimba/il bimbo sta molto vicina alla sua madre. crescendo, c'è la scoperta del mondo, con le sue cose belle e i suoi pericoli. in questa fase c'è un andare verso il mondo per scoprirlo e un ritornare verso la madre per cercare la conferma di avere sempre un rifugio dove tornare dopo il volo.

c'è la questione delle aspettative, che creano tensioni. la bimba/il bimbo può entrare in ansia di prestazione, rifiutare di sottoporsi all'ottemperamento delle aspettative e cercare rifugio nella madre.
il padre dovrebbe secondo me avvicinarsi alla coppia madre-bimba/bimbo e non entrare in competizione con la madre. è una questione molto sottile e bisogna ascoltarsi nel profondo per sentire che c'è questo senso di competizione. la bimba/il bimbo può sentire l'aspettativa del padre (e/o anche della madre) che si stacchi un po' dalla madre; si impaurisce perché sente questa spinta al distacco e reagisce attaccandosi con forza alla madre. provate ad immaginare la scena fisicamente.

sarebbe bello sentire il punto di vista dei vostri compagni. li invito ad aprire un loro profilo e a scrivere qui.

baci.
andrea

alea
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Messaggio da alea » sab apr 22, 2006 2:03 pm

Grazie di cuore per il tuo bell'intervento, Andrea. Dici cose che probabilmente una mamma dovrebbe già sapere/sentire, ma che finiscono a volte sepolte sotto la stanchezza del quotidiano, e sentirle espresse con tanta chiarezza e partecipazione da un osservatore esterno è fonte di sollievo e dissipa le nebbie dell'eccesso di autoriflessione (parlo per me, naturalmente, che tendo così facilmente a dimenticare quanto sia ancora piccolo il mio cucciolo, creandomi aspettative affatto irrealistiche riguardo certi suoi atteggiamenti).
Un grande abbraccio
Alessandra

lulafhe
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Messaggio da lulafhe » dom apr 23, 2006 11:15 am

ciao a tutt*!
anche io ringrazio Andrea delle sue considerazioni...
Riflettendo, mi sono resa conto che io stessa sono stata una bambina che ha rifiutato il papà. Anzi, che, in modi variabili (secondo le età) lo ha "sempre" rifiutato. Mi sono chiesta perché. E la risposta é stata perché gli voglio un bene cosi grande che sono profondamente e ancestralmente arrabbiata e sofferente perché non riesce a soddisfare il mio bisogno di amore da parte sua!! Non lo soddisfa perché la sua é una presenza fantasma, incapace di ascoltare, incapace di fare un passo per venirmi incontro. Uso il presente perché questa é una costante della mia vita. Da che ho ricordi "temporalmente ordinati" questo sentimento mi accompagna da sempre. Prima, a uno o due anni, non saprei dire. Dai racconti di mia madre so che i primi anni ho vissuto spesso lontano dal papà, per motivi di lavoro della mamma. Quindi c'era una nonna (materna) che stava con me e il papà che arrivava il fine settimana. La mia mamma dice che sentivo la mancanza del papa. Dice anche che il papà era geloso di me e poi di mio fratello, perché sentiva un calo di attenzioni nei suoi confronti.
Frugando in questi mei ricordi cerco di mettermi nei panni dei nostri bimbi, ognuno con situazioni diverse...
Per me é chiaro che la "competizione" ci cui parla Andrea é un fattore chiave…quando una coppia si trasforma in famiglia e le dinamiche cambiano profondamente. E allora alcuni uomini si sentono tagliati fuori dalla relazione forte che si crea fra mamma e bambino e sono incapaci di crescere in una nuova dimensione di protezione, contenimento e sostegno della coppia madre-figlio. Cosi’ si crea una inevitabile competizione (espressa o meno), e il papà vive la fustrazione di « non trovare il proprio posto » o di essere rifiutato dal bambino. Dall’altra parte la mamma vive lo stress di non ricevere equilibrio attraverso il sostegno del compagno (oltre a non avere il sostegno dell’ambiente esterno ma qui andrei OT), e si trova sobbarcata di un carico emotivo e materiale enorme e pure lei é frustrata e stanca e ogni tanto « da di matto » sbattendo i cassetti o urlando per la casa (io per prima ho questi momenti da « psicopatica »)…
E il bambino ? Ovviamente, reagisce, con i suoi modi e con il suo linguaggio, che attenzione é molto piu’ chiaro dei nostri, e molto piu corporeo e non mediato da ragionamenti o roba vecchia accumulata negli anfratti del nostro cuore e testa…..
ale ha scritto:nei periodi più felici che joanna ha vissuto col suo papà, a monte c'era armonia tra me e lui. A MONTE, si, nel senso che ritengo più probabile sia la disarmonia tra genitori (fisiologica in certi periodi) la causa, e il nervosismo del bambino la conseguenza. anche se di solito diventa poi impossibile stabilire con certezza cause e conseguenze di questi momenti difficili, perché le situazioni sono troppo ingarbugliate, i fattori in gioco troppi.
Ecco, quoto ale perché sono perfettamente d’accordo con questa sua frase…
E aggiungo anche che non voglio demonizzare i papà e appioppare loro tutta la « responsabilità » dei vacillamenti emotivi familiari…anzi, é proprio il fatto che una famiglia é una rete di relazioni a rendere le cose « ingarbugliate » e fare si che si creino situazioni difficili…Ed anche il fatto che probabimente non c’é chiarezza nelle proprie aspettative/desideri profondi, e la mancanza di semplicità nella comunicazione e nella vita di tutti i giorni porta a situazioni di disarmonia fra i genitori…oltre che disarmonia nell’individuo ! (Potrei aggiungere che viviamo in un’epoca di disarmonia con l’universo, e che per questo le nostre vite sono un susseguirsi continuo di disarmonie e stress ?Ma andrei OT, allora non lo dico… )
Percio’ resto qui che continuo a chiedermi…perché é tutto cosi’ complicato, e non riusciamo a vivere in ogni momento quello che sentiamo piu’ giusto vivere ? dimostrare amore a chi amiamo, e anche rabbia nel momento in cui la sentiamo, e vivere con intensità ogni momento ? Per esempio, vivere con intensità il momento in cui il bambino é profondamente legato alla mamma e sostenere questo periodo, portando serenità e non conflitti...cosi' forse il bambino puo' davvero ricevere forza "costruttiva" da questa relazione, e ricevere altrettanta forza "costruttiva" da ogni altro componente familiare, primo fra tutti il papa' ovviamente... D'altra parte se noi mamme abbiamo degli -inevitabili- risentimenti per il papà, il bambino li percepirà e li userà come filtro nella "sua" visione della relazione con papà...e qui mi fermo perché senno' mi ingarbuglio troppo...

Rita
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Messaggio da Rita » dom apr 23, 2006 1:20 pm

Ciao ragazzi.
Anche io ringrazio Andrea x le sue parole. Mi hanno rasserenata un po', anche xchè ho appena finito di rispondere al topic di mamypury e non sono stata serena nella mia risposta, anzi, mi sentivo ancora più giù dopo quelle parole.
Non so più che pesci prendere. Da una parte capisco che mio figlio abbia bisogno costante della sua mamma, lo accetto e ne sono anche orgogliosa.
Però, dall'altra parte, c'è la quotidianità, il fatto che, cmq, ci siano 1000 cose da fare e farle con un bambino che ti si attacca i pantaloni e piange disperato ogni volta che tenti di andare in bagno, non è facile.
Forse la cosa che più mi fa star male è la convinzione di aver sbagliato qualcosa con il mio bambino.
Ale ha raccontato un episodio ed io credo di sapere benissimo quali siano state le dinamiche, anche xchè ne abbiamo avuti di simili anche noi.
Ma la mia domanda, ora è questa:
dico, ma saremo le uniche mamme del mondo ad aver sbagliato atteggiamento con i nostri figli?
Siamo mamme stupende, particolari, io credo che i nostri filgi possano davvero dirsi fortunati visti, gli atteggaimenti delle altre madri.
Ma allora, mi chiedo, xchè i nostri figli si creano paranoie pazzesche da qualche nostro atteggiamento non proprio fantastico, mentre la maggior parte degli altri bambini accetta serenamente atteggiamenti molto, ma molto più duri?
Quelli che noi riteniamo enormi sbagli e mancanze, se raccontati alla maggior parte delle altre mamme, sembrerebbero assurde fissazioni nostre, xchè nulla sono al confronto di ciò che fanno loro.
Ed io mio chiedo di nuovo...
Ma allora xchè i nostri bambini reagiscono così ed i figli della maggior parte delle altre no?
Siamo prorprio sicure di comportarci nella giusta maniera?
Abbiamo forse esagerato nel porci con i nostri bambini?
Siamo proprio sicure di aver fatto finora la cosa giusta?
Scusatemi, ultimamente sto mettendo in discussione 2 anni della mia vita.
Un abbraccio, Rita

lulafhe
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Messaggio da lulafhe » dom apr 23, 2006 4:55 pm

Rita ha scritto: Ma allora xchè i nostri bambini reagiscono così ed i figli della maggior parte delle altre no?
Siamo prorprio sicure di comportarci nella giusta maniera?
Abbiamo forse esagerato nel porci con i nostri bambini?
Siamo proprio sicure di aver fatto finora la cosa giusta?
Rita, mi sto chiedendo proprio la stessa cosa ultimamente...
Gli "altri" bambini sono sempre quelli che sono "bravi" non ti si attaccano alle gambe mentre prepari da mangiare, dormono tranquilli, giocano da soli mentre ti fai gli affari tuoi.... Pero' c'é un'altra cosa...siamo sicuri che questi bambini a casa siano cosi' come sono descritti...? Voglio dire, tutto é relativo...io non conosco molte mamme per confrontarmi...ma quando vado al mercato vedo decine di bambini nei passeggini, e tanti di loro che piangono e si agitano, e le mamme fanno le indifferenti, chiacchierano con l'amica o guardano i banchi...le rincontro dopo dieci minuti e la scena non é cambiata... Se Luna fa a stessa cosa io mi fermo, cerco di capire cosa c'é che non va, le parlo, se non vuole stare li seduta la prendo nella fascia...ecco, forse siamo anche noi ad essere piu sensibili, ad avere un altro metro di giudizio e di relazione...
Il bimbo della mia vicina ha 4 mesi. Non lo si vede quasi mai ( e sto in campagna, siamo 4 case). Ogni tanto lo incorcio e lui é sempre nell'ovetto con in mano un pupazzo. Ma é il bimbo meno preso in braccio che io conosco! Non é MAI in braccio! La sua mamma ha provato una volta la fascia e ha detto che non ci sta bene...e ci credo, a contatto stretto con una che ti tocca il minimo sindacale per le poppate prescritte e i cambi..! Ecco, magari lei ora sta li a fare tranquilla le sua attività mentre lui guarda le mosche, poi sarà nel box e via dicendo... io sono qui con Luna che mi si avvinghia alle gambe, si arrampica per vedere cosa faccio e ficca le mani nell'acqua dei piatti che sto lavando...Ma almeno lei vive una ricchezza di esperienze, di contatto, di partecipazione alla vita "vera" e non quella dei pupazzetti inutili...
Certo, poi quando ci sono periodi "ingestibili" c'é veramente da porsi delle domande. Io me le pongo ogni notte quando c'é l'addormentamento e i risvegli piu o meno frequenti...Gli "altri" bambini a 15 mesi dormono!
Io non so se stiamo sbagliando o no. Nel mio profondo sento di no, ma certo ci stiamo complicando la vita. Perché essere in ascolto, in empatia,spiegare le cose fa si che si crei un rapporto piu profondo e piu complesso, dove tutte le reazioni trovano piu' spazio. E quindi trovano spazio anche reazioni di nervosismo, pianti, attaccamenti "morbosi" alla mamma.... Se una relazione non concede spazio a queste manifestazioni bene o male si estinguono...ma...mi chiedo...forse si spostano altrove... e dove? Come si sviluppano le anime dei bambini trattati cosi diversamente?
Io sono fiduciosa che "a qualcosa servirà"... Anche se poi sono stanca, stanca morta, e quando ci sono periodi come quelli raccontati da Rita o da Ale sono proprio in crisi....
vi abbraccio

ale
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Messaggio da ale » lun apr 24, 2006 9:26 am

carissima rita,
scorgo dalle tue parole una gran preoccupazione e una serie infinita di dubbi sul tuo modo di essere mamma. ti sono vicina e ti comprendo profondamente. lo sai che sei vai a farti un giro nei vecchi post puoi trovare almeno una decina di messaggi miei che esprimevano gli stessi dubbi e a volte giungevano anche a conclusioni simili.
sono io che ho sbagliato qualcosa?
perché mio figlio, cresciuto nell'ascolto, nell'attaccamento, nell'accoglimento si comporta peggio dei bambini meno ascoltati, meno portati in braccio, meno accolti?
ecco, vorrei riflettere con te su questo "peggio".
dipende da cosa speriamo per il futuro dei nostri figli.
li vogliamo creature addestrate, che sappiano stare al proprio posto, che si illudano di potersela cavare da soli, che rimangano insensibili di fronte alla disarmonia, alla sofferenza degli altri, al mondo in cui vivono? li vogliamo perfetti sudditi del sistema, ordinati ed eleganti, a produrre e far soldi e incapaci di ascoltare il canto degli uccelli o di farsi una corsa a piedi nudi nell'erba o di rotolarsi nella sabbia un giorno coi loro figli?
OPPURE li vogliamo capaci di sentirsi parte dell'universo e di sentirsi responsabili di quello che accade attorno a loro? vogliamo che sviluppino un pensiero critico e che provino a migliorare il mondo? vogliamo che non si sottomettano passivamente al volere di chi li vorrebbe perfette machine di produzione? vogliamo che abbiano la sensibilità di comprendere i sentimenti e i bisogni degli altri, di mettersi in empatia con gli altri, di sviluppare rapporti profondi, fatti anche di rabbie e dolore, ma veri? vogliamo che il giorno che avranno dei figli li accolgano a loro volta, li allattino, li ascoltino, li amino con attaccamento? non crediamo che sia questo il modo migliore che abbiamo per migliorare il mondo... insegnare ai nostri figli a svincolarsi dalle pressioni e dalle convenzioni sociali per costruire un mondo più libero, più vero, più vicino alle aspettative bilogiche della nostra specie?
sono sicura, altrimenti non scriveremmo tutte in questo forum in questo sito, che tutte noi ci auguriamo questo per i nostri figli e per il mondo in cui vivranno loro e i nostri nipoti.
mi rendo conto che questo mio messaggio fornisca pochi suggerimenti pratici sul come fare, soprattutto quando si è in un periodo di crisi, come lo siamo noi del resto.
ma la prospettiva da cui si guardano le cose ha un valore immenso nel nostro modo di reagirvi e di drammatizzarle più o meno.
le stesse cose che hai scritto tu, rita, le ho scritte io: il bisogno di una guida... mi sembra di sentire me. ti capisco davvero.
ora sono in una fase diversa: non giudico più mia figlia sbagliata o eccessiva o irriconoscente per tutto quello che faccio per lei. la vedo invece come una creatura libera, autentica, capace di insegnarmi infinite cose che noi adulti abbiamo perso di vista. così quando mi trovo in macchina e lei non vuole stare legata, mentre le spiego che è necessario per non correre pericoli, il suo grido e il suo pianto non mi arrivano addosso come un capriccio irrazionale di mia figlia, ma come un sacrosanto lamento: nelle società primitive non ci sono questi strani aggeggi, le macchine, e non c'è bisogno di legare i bambini. noi lo sappiamo che non viviamo in una sociaetà primitiva, ma i nostri bimbi no. loro sono programmati per vivere secondo la natura dell'uomo, in libertà. noi abbiamo la necessità di portare i nostri figli in macchina e legarli perché non si facciano male, ma possiamo scorgere nel loro pianto la verità invece che un assurdo impuntarsi, e questo ci avvicina a loro anziché allontanarcene. la prospettiva si capovolge. questo non mi impedisce ovviamente di avere dei momenti di rabbia nei suoi confronti, ma almeno mi leva di dosso il dubbio di non aver fatto male a darle un po' di regole in più.
è vero, in questa società dobbiamo vivere, ma credo sia anche agli occhi di tutti che questa società, per com'è, è profondamente lontana dai bisogni umani. per cui è una società da cambiare. non so se ce la faremo prima che il pianeta ci presenti il conto dello sfruttamento cui l'abbiamo sottoposto, ma almeno dobbiamo provarci.
per cui se i nostri figli saranno meno "ubbidienti" io la ritengo una cosa positiva. che non significa mancare di rispetto agli altri. ma credo che il rispetto più che dalle nostre regole lo imparino dal nostro esempio.
scusatemi se sono stata poco attinente ai fatti concreti, e vorrei esserlo in un altro post in un altro momento perché adesso joanna mi reclama a gran voce, ma volevo riflettere con voi da una diversa prospettiva.
io credo che se i nostri figli si ribellano a quello che è innaturale per loro, significa che stiamo facendo bene il nostro lavoro. mi preoccuperebbe il contrario, anche se certo, la vita sarebbe apparentemente più facile. ma pagando un prezzo molto alto: la libertà.
vi abbraccio con affetto tutte
ale

mamypuri
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Messaggio da mamypuri » lun apr 24, 2006 10:03 am

Grazie Ale, per le tue parole.
Pensare a mio figlio che strilla perchè legato nel seggiolino auto, come reclamo al sacrosanto diritto di vivere in libertà, secondo la natura dell'uomo, mi fa vedere le cose tutte da un altro punto di vista.
Che bello che ci siete, tutt*!

Rita
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Messaggio da Rita » lun apr 24, 2006 1:29 pm

Ale, che belle parole che hai scritto!
Lo so che mi capisci ed io so che hai ragione tu, io vorrei che un giorno mio figlio si commuovesse davanti ad un tramonto ed io credo che lo farà.
So che mio figlio è un bambino meraviglioso e, credimi, io lo amo con tutto il mio essere, è proprio x questo che soffro così, è proprio x questo che sono qui a parlarne con voi.
Neanche io credo che desidererei un figlio/soldatino ubbidiente, anche xchè io sono stata una bambina così e lo sono stata xchè ero una bambina spaventata, quindi, mai e poi mai vorrei che mio figlio diventasse com'ero io. Però, alcune volte, mi chiedo se non abbia agito nella maniera scorretta, proprio x paura di commettere gli errori dei miei genitori.
Forse x paura di fare quegli stessi errori ne ho fatti degli altri.
Ti faccio un esempio, x dirti che razza di mamma anomala io sia...
Lo sai che non ho mai lasciato mio figlio a casa dei miei genitori?
Lui va lì solo se lì ci sono anche io.
Allo stesso modo non ho mai permesso che mio figlio stesse senza me e mio marito con i miei suoceri o con chiunque altro all'infuori di noi.
Solo ultimamente, da quando lavoro, faccio venire mia madre qui, ma non porto mio figlio da lei.
I miei genitori, tutt'ora, hanno discussioni piuttosto accese ed io non voglio ASSOLUTAMENTE che mio figlio rimanga da solo nel bel mezzo di quelle discussioni, così com'è capitatoa me da bambina.
Non ho mai permesso che qualcuno cambiasse il pannolino al piccolo, che nessuno lo imboccasse, che nessuno lo addormentasse.
Insomma, sono sempre stata una mamma molto presente, il bimbo fa con me tutto, la spesa, le commissioni, viene con me dal dottore, dal dentista e dal ginecologo!
Mai e poi mai l'ho lasciato, se non purtroppo, x andare a lavorare.
Vedi, questo mio atteggiamento, ovviamente voluto, alla lunga, mi ha portata allo sfinimento xchè io non stacco MAi la spina.
Sono ancora abbastanza giovane, ma la mia vita non ha niente di giovane.
A me va bene così, è quello che ho voluto io, ho fatto e faccio 1000 sacrifici x mio figlio e sono contenta di farli, in realtà non sono neppure sacrifici tanto è la voglia che ho di agire così.
Rimane però il fatto che, alcune volte, è un po' pesante.
Da quasi 2 anni io e mio marito non siamo mai soli, mai.
Mai una pizza, mai una passeggiata, mai neanche un abbraccio nel lettone xchè fra noi dorme ( con nostra gioia!) il nostro bel bambino.
Però, ti spiego, ora sta succedendo una cosa particolare, diversa, che mi sta davvero facendo sentire un peso.
Mio marito si è allontanato dal "nostro continuum".
Forse, i capricci di mio figlio, mi sono diventati così insopportabili, prooprio x gli strani atteggiamenti di mio marito.
E' sempre nervoso, quando Nicolas strilla e piange (praticamente sempre!) lui diventa un mostro, non lo riconosco neanche...
Non solo non mi aiuta, ma mi getta addosso dell'altro peso e mi fa sentire Nicolas ancora più faticoso di quanto già non sia.
Dalle mie parole potrei dare un quadro falsato di mio marito.
Lui è presente fisicamente, anzi, lo è TROPPO, spesso gli dico di andare a fare una passeggiata da solo, di svagarsi, xchè lo vedo troppo intollerante nei confronti del bambino e se lui non tollera mio figlio io finisco x non tollerare lui ed infine x non tollerare neanche più Nicolas e mi viene una gran voglia di fuggire lontano da tutto e da tutti, salvo poi pentirmi e piangere tutte le lacrime dell'universo.
Così, dicevo, spesso gli suggerisco di svagarsi, ma lui niente, mai una volta che mi ascoltasse, rimane sempre al nostro fianco, ma sempre incazzato, nervoso ed estremamente irritante.
Oggi, (dopo che ha dato una sculacciata a Nicolas x il suo miliardesimo capriccio mattiniero) ho detto a mio marito che è normale che nostro filgio non voglia stare con lui, se lui sfodera questi atteggiamenti e questi stati d'animo, che io capisco il bambino xchè anch'io farei come lui.
Il maritino mi ha risposto che lui si comporta così xchè è colpa di Nicolas, se lui fosse più ubbidiente lui sarebbe un padre più docile.
Si, ma mio figlio ha 22 mesi, mio marito deve compiere 32 anni!!!!!
Gliel'ho detto e gli ho anche detto che spesso neanche io ho voglia di stare con lui, figuriamoci il bimbo!
Gli ho detto che ha un atteggiamento negativo, anche quando finge un sorriso, x l'appunto, si sente che è finto.
Non è la prima volta che parliamo di questo problema, immancabilmente, per un po', lui si controlla e pare quasi diventare il simpatico ragazzo che ho amato, conosciuto, sposato e con il quale ho creato il nostro bambino, poi, dopo poco, dimentica tutto e ritorna lo strano orco che non conosco.
Sto piangendo mentre scrivo, sto molto male, scusatemi, è meglio che mi fermi qui.
Un bacio, Rita

Yvelise
Messaggi: 40
Iscritto il: lun feb 27, 2006 10:08 pm

Messaggio da Yvelise » lun apr 24, 2006 3:18 pm

Che discussione interessante!
Scrivo un pò di fretta perchè mio figlio fra poco si sveglierà...e le sensazioni che mi ha dato leggere le vostre parole sono tante.
Se avete letto il topic in cui mi presentavo, sapete già che non sono una mamma "continuum", ma neanche mainstream. Insomma, una strana via di mezzo.
Mio figlio è attaccato a me più che a chiunque altro, io non lavoro e quindi è con me per la maggior parte del tempo, ma sta volentieri anche col papà. Un pomeriggio a settimana vado da una psicologa, che non lavora nel mio paese, quindi lo lascio alcune ore con una delle prozie-streghe (con me, non con lui), so che lo fanno giocare e che si diverte, ma poi quando torno a casa mi dice "mamma mai più via" e io lo lascio solo per questo motivo. Come Rita, non sono mai più uscita da sola con mio marito, molte amiche mi dicono che è sbagliato e forse lo è, forse per la coppia non va bene, ma io non ci riesco. Mio marito lavora molto, lavora anche il sabato e la domenica pomeriggio e sinceramente il poco tempo che possiamo stare tutti insieme ho voglia di fare qualcosa che coinvolga anche Federico.
Mio figlio caratterialmente è molto tranquillo e affettuoso, però non è un docile soldatino. Ogni cosa che dobbiamo fare bisogna spiegargli e convincerlo e se non gli va non è che si convinca molto facilmente...e a volte questo è molto stressante. Magari è una bellissima giornata e lui vuol stare in casa a vedere la tv...e allora mezz'ora a spiegargli che ci divertiremo molto di più fuori, raccontargli che andremo col triciclo, dai giochi, ecc, ma per far questo è necessario vestirsi...ovviamente per tornare a casa stessa solfa.
Io cerco di impormi con decisione il meno possibile, solo su cose che ritengo davvero importanti, per le altre "contrattiamo" moltissimo e nei limiti del possibile lo lascio scegliere. Questo è a volte causa di discussioni con il mio compagno...e quello che mi fa veramente arrabbiare è che spesso le sue idee di "severità" non sono spontanee, ma capisco che parla per bocca di suo padre o delle zie, che non capiscono perchè io non gli "insegni" a dare i bacini (ma uno potrà dare i bacini a chi vuole? a me ne dà tantissimi :)); non capiscono perchè non affronto "alle brutte" il nostro problema pannolino; non capisscono perchè non lo "costringa" a mangiare (lui mangia pochissimo) o quantomeno non lo assilli continuamente quando siamo a tavola per farlo mangiare.
Non è il mio modo di fare e non lo faccio; ma a volte, come a voi, mi vengono dei dubbi. Perchè credo di essere una persona molto sensibile e pure lui lo stia diventando e questo nella nostra società odierna non so se sia un bene o un handicap. Perchè il mondo non lo tratterà con l'amore e il rispetto con cui lo tratto io e forse allora dopo sarà più dura. Perchè io cerco di assecondare i suoi ritmi, i suoi tempi, le sue esigenze e invece poi non sarà così nelle sua vita da grande. Forse mi illudo che siano sempre di più le persone che danno maggior importanza all'interiorità.

Per la serie "psicopatici", mi associo al club. Anch'io a volte ho avuto discussioni feroci con il mio compagno in presenza (putroppo) di mio figlio.
Ma quando farle, queste discussioni se quando ci siamo noi c'è sempre anche lui?
Io mi arrabbio col mio compagno perchè a volte mi sembra un padre poco attento e presente. Perchè magari arriva a casa dopo che mio figlio nn lo vede dal mattino e lui si mette a leggere il giornale e non lo considera e questo mi fa soffrire; perchè spesso è distratto per le cose che riguardano Fede. Però capisco che gli trasmetto l'idea di un padre inadeguato e non mi sembra bello. Capisco che per ora io sono il suo punto di riferimento e credo invece che sarebbe giusto condividere questo ruolo col papà.

ale
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Località: friuli

Messaggio da ale » lun apr 24, 2006 11:55 pm

carissima rita,
mi hai fatto venire il groppo in gola.
mi dispiace davvero moltissimo per come stai; messaggio dopo messaggio butti fuori qualcosa in più del tuo stato d'animo e dei motivi che lo provocano. stanno venendo a galla le vere cause, e sembra che nicolas non sia una di queste.
immagino tu abbia provato a parlare con tuo marito. siete riusciti ad avvicinarvi esprimendo i vostri sentimenti? lui è riuscito a dare un nome alla sua rabbia?
tu dici che gli farebbe bene uscire: ha amici per farlo?
al mio compagno è successo, diventando padre, di allontanarsi enormemente da tutti coloro che fino a prima riteneva amici, accorgendosi di quanto la direzione che stava prendendo come compagno, come padre e come uomo stesse deviando da quella di tutte queste persone.
lui ne ha sofferto molto, e ancora adesso non si è lasciato tutto alle spalle , ma le cose stanno molto cambiando da quando, con fatica, ci siamo incontrati con genitori continuum come noi, coi quali abbiamo preso a vederci, coi quali ci sentiamo vicini nel nostro modo di educare controcorrente, coi quali si va a fondo nelle cose.
forse per noi mamme è più semplice il processo di distacco dalla vita precedente al figlio, perché al figlio siamo legate in maniera viscerale e dedicargli la nostra vita ci viene dalla natura stessa. e poi perché i nostri figli ci gratificano: noi facciamo molto per loro, ma abbiamo un ritorno. il solo fatto di allattarli è un ritorno enorme in termini di amore.
i nostri compagni spesso provano la sensazione di fare molto per la famiglia, per stare vicini a noi e ai bimbi, e di non ricevere nulla in cambio. noi siamo sempre orientate più verso i bimbi che verso di loro, mentre i bimbi sono sempre desiderosi più di mamma che di papà. e loro si sentono tagliati fuori, il mio compagno mi ha detto spesso: "sembra che io non faccia nulla per voi! ma non li vedete i miei sforzi?"
sembra che tuo marito sia veramente in difficoltà in questo momento, se come dici tu pare trasformarsi in qualcuno che stenti a riconoscere.
credo abbiate entrambi molto bisogno di comprendervi, di perdonare voi stessi, di avvicinarvi a persone che vi facciano stare bene e alle quali sentiate di non dover giustificare le vostre scelte.
rita, ti abbraccio con molto affetto.
ale

Rita
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Messaggio da Rita » mar apr 25, 2006 1:10 pm

Ciao dolce Ale, ti ringrazio x la vicinanza.
Oggi, fortunatamente, vedo le cose un po' più roseee...
Questa mattina Nicolas ha giocato tanto con il suo papà sul balcone, io sono rimasta in casa a preparare il pranzo e da dentro li sentivo ridere e sporcarsi, poi spruzzarsi acqua con una pistola ad acqua:-) Ero davvero serena in quel momento.
Naturalmente ho parlato spesso a mio marito di come mi sento, dei suoi e dei miei ultimi comportamenti, ma lui tende sempre a minimizzare xchè è un ragzzo chiuso, che difficilemnte esprime le sue emozioni.
Parlare della sua rabbia è cosa inutile, xchè lui, semplicemente, nega di provarne.
E' un ragazzo molto simpatico, piace a tutti, è allegro, dalla battuta pronta, intelligente e brillante, ma, nonostante questo, non si può dire che abbia veri e propri amici, ma solo tante conoscenze.
Lui non si confida con nessuno, neppure cone me.
Qualche tempo fa è morta sua nonna, (con la quale io avevo un pessimo rapporto) ho provato a stargli vicino a farlo sfogare.
Lui ha pianto un giorno intero, poi si è asciugato le lacrime e non ne ha mai più parlato, come se la cosa non fosse mai successa.
Alle volte io tiro fuori l'argomento e lui ne parla serenamente, senza mai fare cenno alle sue lacrime ed a quanto fosse stato male ed ancora, sono sicura, male stia.
Lui è fatto così, si apre con difficoltà e questo, alcune volte, allontana la gente che non si sente accettata fino infondo, non si sente forse degna dei suoi sfoghi, delle sue confidenze.
A me qualche volta capita, ma poi lo sento mentre parla con i suoi genitori e mi accorgo che il discorso più profondo che gli sento fare è che tempo fa, se la stufa scalda bene e se la vigna da i suoi frutti...
Allora mi dico: beh, con me si confida fin troppo, a questo punto!
Questo suo limite, rende difficile capirsi, diciamo che la mia grande fortuna è di essere una ragazza piuttosto sensibile che coglie le sfumature anche senza nessuna parola, altrimenti sarebbe davvero dura comunicare.
Cmq, scusami, quest è un discorso un po' particolare che ci porta fuori topic.
Magari te ne parlerò con calma in privato, per ora posso dire che stiamo facendo qualche passetto in avanti e spero che le cose migliorino presto.
Un bacio a te ed a tutte.
Rita

Rita
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Messaggio da Rita » mar apr 25, 2006 1:29 pm

Yvelise ha scritto: Perchè credo di essere una persona molto sensibile e pure lui lo stia diventando e questo nella nostra società odierna non so se sia un bene o un handicap. Perchè il mondo non lo tratterà con l'amore e il rispetto con cui lo tratto io e forse allora dopo sarà più dura. Perchè io cerco di assecondare i suoi ritmi, i suoi tempi, le sue esigenze e invece poi non sarà così nelle sua vita da grande. Forse mi illudo che siano sempre di più le persone che danno maggior importanza all'interiorità.
Ciao Yvelise. Innanzittutto, mi scuso x non aver ancora risposto ai tuoi primi topic.
Ero sempre di fretta, però li ho letti e credo tu sia una mamma molto più continuum di quanto tu stessa non creda!:-)
Ho letto le tue parole che ho appena riportato ed anch'io mi ritrovo nelle tue preoccupazioni.
Anche io ho paura delle batoste che mio figlio riceverà dalla vita ed è x questo che spesso mi chiedo se con lui i non abbia sbagliato qualcosa...
Yvelise ha scritto: Per la serie "psicopatici", mi associo al club. Anch'io a volte ho avuto discussioni feroci con il mio compagno in presenza (putroppo) di mio figlio.
Ma quando farle, queste discussioni se quando ci siamo noi c'è sempre anche lui?
Benvenuta nel club!:-))
Forse non bisognerebbe essere fiere di entrarci, ma ammetto che mi solleva un po' sapere di non essere l'unica psicopatica del forum!:-)
Anche qui mi trovi d'accordo con te...
Quando discutere con il tuo compagno se fra voi c'è sempre il bambino?
Bella domanda, non lo so, abbiamo anche noi lo stesso problema.
Infatti molte volte mi mordo la lingua proprio x non far pesare la discussione a mio figlio, ma dopo la miliardesima volta che mi mordo la lingua, scoppio, e scoppio in maniera plateale, davvero pazzesca!
E chi mi ferma più!!!!????!!!!!!
Yvelise ha scritto: Però capisco che gli trasmetto l'idea di un padre inadeguato e non mi sembra bello. Capisco che per ora io sono il suo punto di riferimento e credo invece che sarebbe giusto condividere questo ruolo col papà.
Ti comprendo profondamente.
Un abbraccio, Rita

mamypuri
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Messaggio da mamypuri » mar apr 25, 2006 9:48 pm

Cara Rita,
la tua confidenza di vita quotidiana mi ha molto colpita, anche perchè sta a significare quanto sia importante il forum per te.
Il mio compagno è come il tuo, molto chiuso, ed io, come te, gli leggo in faccia che non è contento, ma lui non si sbottona.
Non più di 10 giorni fa avrei potuto scrivere le tue stesse parole. Poi le cose si risolvono, in un modo o nell'altro.
Non c'è una ricetta per far passare i momenti brutti. Come hai visto tu stessa oggi, passano e basta. Alle volte è sufficiente una bella giornata di sole, che il bimbo stia bene e sia di buon umore, e tutto scorre liscio.
Sicuramente l'amore ci fa andare avanti, ci tiene tutti uniti, e ci fa trovare la forza di affrontare i problemi.
La stanchezza e il non mollare mai il bambino, secondo me è determinante, almeno per noi lo è stato. E quando l'abbiamo capito, abbiamo focalizzato il problema (la stanchezza e il non poter mai fare ognuno le proprie cose, anche solo accendere il pc!) e ci siamo organizzati. Visto che anche noi siamo sempre tutti e 3 insieme, almeno una volta al gg ottimizziamo il tempo e mentre Cristian è tranquillo (a giocare in macchina con papà, o ai giardini con la mamma) l'altro genitore si può prendere la sua mezz'ora per rilassarsi, farsi un bagno, tagliarsi le unghie, accendere il pc, ecc. E, dopo, si è tutti più felici.
Alle volte la soluzione più semplice è dietro l'angolo, fatichiamo a trovarla
e ci complichiamo la vita.

mamypuri
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Località: (Bo) mamma di Cristian 5/9/04

Messaggio da mamypuri » mar apr 25, 2006 9:49 pm

Cara Rita,
la tua confidenza di vita quotidiana mi ha molto colpita, anche perchè sta a significare quanto sia importante il forum per te.
Il mio compagno è come il tuo, molto chiuso, ed io, come te, gli leggo in faccia che non è contento, ma lui non si sbottona.
Non più di 10 giorni fa avrei potuto scrivere le tue stesse parole. Poi le cose si risolvono, in un modo o nell'altro.
Non c'è una ricetta per far passare i momenti brutti. Come hai visto tu stessa oggi, passano e basta. Alle volte è sufficiente una bella giornata di sole, che il bimbo stia bene e sia di buon umore, e tutto scorre liscio.
Sicuramente l'amore ci fa andare avanti, ci tiene tutti uniti, e ci fa trovare la forza di affrontare i problemi.
La stanchezza e il non mollare mai il bambino, secondo me è determinante, almeno per noi lo è stato. E quando l'abbiamo capito, abbiamo focalizzato il problema (la stanchezza e il non poter mai fare ognuno le proprie cose, anche solo accendere il pc!) e ci siamo organizzati. Visto che anche noi siamo sempre tutti e 3 insieme, almeno una volta al gg ottimizziamo il tempo e mentre Cristian è tranquillo (a giocare in macchina con papà, o ai giardini con la mamma) l'altro genitore si può prendere la sua mezz'ora per rilassarsi, farsi un bagno, tagliarsi le unghie, accendere il pc, ecc. E, dopo, si è tutti più felici.
Alle volte la soluzione più semplice è dietro l'angolo, fatichiamo a trovarla
e ci complichiamo la vita.

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