piperita ha scritto:... sono troppo demotivata! mi aiutate?
intro:
insomma, ho deciso che la dieta vegetariana fa per me, in tutti i sensi possibili, salutistici ed etici. ho deciso di aliminare anche i latticini, in quanto ho molti sospetti che il mio fisico non li regga molto bene. resistono le uova, in quanto ho zie che abitano in campagna e me le regalano e per ora ho deciso che questa cosa mi sta bene (certo, le mangio un paio di volte a settimana).
dov'è il problema?
ogni volta che provo a fare qualche tempo con questa alimentazione nel giro di due-tre settimane mi si scatenano delle voglie assurde, che non riesco più a controllare, e ricado nell'alimentazione di prima.
ho una voglia proprio fisica, un bisogno che non so da dove venga, precisamente di: formaggio, prosciutto e insaccati vari, cioccolato (in ordine di importanza). e, beh, in generale di cose salate, patatine fritte, focaccia, cose così...
mi dà fastidio soprattutto il bisogno di formaggio che mi assale.
ora, a me sembrano quasi crisi d'astinenza (non voglio esagerare, ma è solo per spiegarmi) e poi non resisto e mi abbuffo. domenica mi sono pappata due involtini ripieni di salsiccia e pane e gorgonzola. 8che vergogna!)
ma secodno voi è una cosa possibile? è solo una cosa psicologica? a voi è capitato, e, se si, come si fa a uscirne indenni?
scusate il papiro, ma sono un po' giù...
Ciao, benvenuta e innanzitutto, non hai nulla di cui vergognarti o preoccuparti ;) Non attribuirei la cosa ad una causa psicologica, magari in parte ma non so se stai attraversando un periodo particolare, cmq la causa almeno in parte è biologica. E' probabile che rientri nella categoria di persone più suscettibili all'azione dei cibi da te menzionati (formaggi, carni, cioccolato ). Ti copio un mio intervento di qualche giorno fa che può chiarirti l'argomento.
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C'è una spiegazione "chimica" al fatto che in genere è così difficile staccarsi da prodotti come i formaggi, le cose dolci e zuccherate, la carne, il cioccolato, etc...
Quando si vive una esperienza piacevole, il cervello rilascia una sostanza, chiamata dopamina, che è la principale sostanza chimica usata dal cervello per dare una sensazione di piacere. Una conversazione piacevole, il contatto con una persona a cui si vuole bene, etc...favoriscono la produzione di questa sostanza.
Eroina, cocaina, alcool, nicotina e tutte le droghe hanno ugualmente effetto su questo centro del piacere causando un'altissima risposta da parte della dopamina.
La cosa interessante è che si è scoperto che anche alcuni cibi sono in grado di stimolare esattamente quella parte del cervello. Ecco perchè alcuni cibi sono cosi attraenti, e creano una vera e propria dipendenza.
Ricercatori hanno svolto degli esperimenti in cui, somministrando sostanzae blocca-opiate, come il naloxone, le persone non erao più attratte da quei cibi altrimenti molto addittivi, come appunto cioccolato, gelati e altri snack.
Am J Clin Nutr. 1995 Jun;61(6):1206-12.
Naloxone, an opiate blocker, reduces the consumption of sweet high-fat foods in obese and lean female binge eaters.
Drewnowski A, Krahn DD, Demitrack MA, Nairn K, Gosnell BA.
Physiol Behav. 1992 Feb;51(2):371-9.
Taste responses and preferences for sweet high-fat foods: evidence for opioid involvement.
Drewnowski A, Krahn DD, Demitrack MA, Nairn K, Gosnell BA.
Tramite uno speciale scanning del cervello, chiamato Positron Emission Tomography, si è rilevato che molte persone in sovrappeso hanno meno recettori di dopamina, chiamati DRD2 (Dopamine receptor D2) e non è un caso evidentemente.
Diversi studi hanno effettivamente mostrato che alcune persone, con predisposizione genetica, nascono con circa il 30-40% di recettori DRD2 in meno. La maggioranza degli alcolisti, fumatori, drogati e obesi mostrano proprio questa particolarità.
Pharmacogenetics. 1997 Dec;7(6):479-84.
D2 dopamine receptor gene (DRD2) Taq1 A polymorphism: reduced dopamine D2 receptor binding in the human striatum associated with the A1 allele.
Thompson J, Thomas N, Singleton A, Piggott M, Lloyd S, Perry EK, Morris CM, Perry RH, Ferrier IN, Court JA.
MRC Neurochemical Pathology Unit, Newcastle General Hospital, Newcastle upon Tyne, UK.
Eur Psychiatry. 2000 Mar;15(2):79-89.
Addiction and its reward process through polymorphisms of the D2 dopamine receptor gene: a review.
Noble EP.
Department of Psychiatry and Biobehavioral Sciences, and the Brain Research Institute, University of California, Los Angeles, CA USA.
Med Hypotheses. 1994 Apr;42(4):257-60.
D2 dopamine receptor gene and cigarette smoking: a reward gene?
Noble EP, St Jeor ST, Ritchie T, Syndulko K, St Jeor SC, Fitch RJ, Brunner RL, Sparkes RS.
Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, University of California, Los Angeles 90024.
La cosa importante è che un individuo che ha questa particolarità può superare questa “deficienza” di recettori DRD2 e malfunzionamento del sistema, sostenendo la propria elasticità fisica, e non appoggiandosi soltanto alla forza di volontà che in questi casi può ben poco.
E' possibile rendersi più forte all'attrazione di questi cibi; infatti un'alimentazione basata su cibi salutari e un esercizio fisico regolare possono riattivare il sistema recettivo del piacere, portandolo alla normalità nei casi meno gravi.
C'è un altro problema, che riconoscerai come familiare: quando una dipendenza si stabilisce e diventa regolare, i recettori fanno in modo che la stimolazione continui. Tra una “dose” e l'altra si può provare un senso di ansietà, depressione, e il cervello si abitua a richiamare a sé quelle sostanze che bloccano questo stato mentale, creando un circolo vizioso.
C'è un interessante libro che tratta di questo argomento, e si intitola "Breaking the food seduction".
http://pcrm.safeshopper.com/8/66.htm?834 Purtoppo è in inglese, io non l'ho letto ancora tutto ma lo farò questa estate, perchè è una teoria molto interessante.
Continua a seguire il forum, e domani con calma (ho 9 ore di treno sulle spalle...=.=) possiamo vedere un po' di consigli pratici per iniziare a liberarti dalla dipendenza ;)
Fox