intervista allo scrittore Roberto Piumini
Inviato: mar feb 07, 2006 4:48 pm
da Messaggi Gruppo Bairo
IL GIORNO
2 FEBBRAIO 2006
L'intervista Roberto Piumini scrittore e poeta
"Fido aiuta a crescere ma non è un giocattolo"
Mariella Radaelli
Milano: Nato poeta, Roberto Piumini (di Edolo, Val Camonica, classe 1947) - poligrafo vero, che ha sperimentato ogni genere letterario pubblicando con cinquantotto editori diversi libri per adulti e oltre trecentocinquanta volumi per ragazzi - ci parla del suo rapporto con il mondo animale.
Piumini, lei ha firmato il libro per adulti "L'anima dei gatti": è gattofilo?
No. Il libro è nato da una proposta dell'illustre Cecco Mariniello. Non ho nè gatti nè cani. Viaggiando molto, non saprei come fare. Fra un anno sarà pronto un volume per adulti di testi e disegni erotici su fanciulle procaci accompagnate da formichieri, cani gatti, falchi. Allieve di Circe, trasformano in animali gli uomini che hanno catturato. Mi sto divertendo a inventare su quei malcapitati..
Da piccolo aveva animali?
D'estate vivevo sull'Appennino bolognese dai miei nonni materni che erano agricoltori. Nella fattoria c'erano mucche, maiali....Vedevo le volpi scappare...E' nata lì la mia affezione per i bovini. Amo le mucche. Non sopporto che taglino loro le corna. La mucca è un animale meraviglioso. Dà latte, è profumato e pacifico. Le mucche sono il mio pet. Si chiamava Bianca la mia preferita. Ero il loro pastorello. Anche se poi andavo a spiare dal macellaio come venivano uccise....
Quindi le mangia? Non è una contraddizione?
Tutti viviamo contraddizioni. E bevo molto latte. Mentre non mangio la carne di pollo perchè mia madre tirava il collo alle nostre galline, lasciandole poi starnazzare per quaranta minuti. E' stato un trauma, come quella volta quando a me e alle mie sorelle ci diedero per il pasto pasquale l'agnellino con il quale avevamo giocato per mesi. Ci avevano detto che era stato investito da un'auto.
Perchè i cani da lei narrati fanno tutti una brutta fine?
Sì, in "Motu-iti", "L'oro del canoteque" e in "Denis del pane", i cani muoiono. Sono prove, momenti di crescita affettiva che i protagonisti delle storie devono superare.
Qual è l'animale da lei narrato al quale è più affezionato?
Il grande cavallo nella tribù degli Ukatan. Nel libro "il grande cavallo", quell'animale straordinario salva la tribù." E' una sorte di totem. Ma nella vita ho un rapporto distante con i cavalli. Sono un po' nevrotici. Da bambino cavalcavo i muli. Mi rassicuravano di più. Agli animali preferisco i vegetali. Se fossi un vegetale, sarei un faggio grande. Non sta fitto vicino agli altri. Come me, brusco e insofferente. Da un'indagine scolta in Inghilterra risulta che il settantanove per cento dei bambini desidera avere un animale domestico...Potrebbe essere un bel rapporto di amicizia di dare e avere. L'animale rende il cento per cento al bambino. E' una presenza. Ma gli animali hanno bisogno di uno spazio naturale. In appartamento sono costretti, posti al servizio dell'uomo. Rischiano di essere trasformati in giocattoli.
IL GIORNO
2 FEBBRAIO 2006
L'intervista Roberto Piumini scrittore e poeta
"Fido aiuta a crescere ma non è un giocattolo"
Mariella Radaelli
Milano: Nato poeta, Roberto Piumini (di Edolo, Val Camonica, classe 1947) - poligrafo vero, che ha sperimentato ogni genere letterario pubblicando con cinquantotto editori diversi libri per adulti e oltre trecentocinquanta volumi per ragazzi - ci parla del suo rapporto con il mondo animale.
Piumini, lei ha firmato il libro per adulti "L'anima dei gatti": è gattofilo?
No. Il libro è nato da una proposta dell'illustre Cecco Mariniello. Non ho nè gatti nè cani. Viaggiando molto, non saprei come fare. Fra un anno sarà pronto un volume per adulti di testi e disegni erotici su fanciulle procaci accompagnate da formichieri, cani gatti, falchi. Allieve di Circe, trasformano in animali gli uomini che hanno catturato. Mi sto divertendo a inventare su quei malcapitati..
Da piccolo aveva animali?
D'estate vivevo sull'Appennino bolognese dai miei nonni materni che erano agricoltori. Nella fattoria c'erano mucche, maiali....Vedevo le volpi scappare...E' nata lì la mia affezione per i bovini. Amo le mucche. Non sopporto che taglino loro le corna. La mucca è un animale meraviglioso. Dà latte, è profumato e pacifico. Le mucche sono il mio pet. Si chiamava Bianca la mia preferita. Ero il loro pastorello. Anche se poi andavo a spiare dal macellaio come venivano uccise....
Quindi le mangia? Non è una contraddizione?
Tutti viviamo contraddizioni. E bevo molto latte. Mentre non mangio la carne di pollo perchè mia madre tirava il collo alle nostre galline, lasciandole poi starnazzare per quaranta minuti. E' stato un trauma, come quella volta quando a me e alle mie sorelle ci diedero per il pasto pasquale l'agnellino con il quale avevamo giocato per mesi. Ci avevano detto che era stato investito da un'auto.
Perchè i cani da lei narrati fanno tutti una brutta fine?
Sì, in "Motu-iti", "L'oro del canoteque" e in "Denis del pane", i cani muoiono. Sono prove, momenti di crescita affettiva che i protagonisti delle storie devono superare.
Qual è l'animale da lei narrato al quale è più affezionato?
Il grande cavallo nella tribù degli Ukatan. Nel libro "il grande cavallo", quell'animale straordinario salva la tribù." E' una sorte di totem. Ma nella vita ho un rapporto distante con i cavalli. Sono un po' nevrotici. Da bambino cavalcavo i muli. Mi rassicuravano di più. Agli animali preferisco i vegetali. Se fossi un vegetale, sarei un faggio grande. Non sta fitto vicino agli altri. Come me, brusco e insofferente. Da un'indagine scolta in Inghilterra risulta che il settantanove per cento dei bambini desidera avere un animale domestico...Potrebbe essere un bel rapporto di amicizia di dare e avere. L'animale rende il cento per cento al bambino. E' una presenza. Ma gli animali hanno bisogno di uno spazio naturale. In appartamento sono costretti, posti al servizio dell'uomo. Rischiano di essere trasformati in giocattoli.