Articolo positivo
Inviato: dom gen 22, 2006 11:01 am
Una volta tanto sulla "Repubblica" pubblicano articoli abbastanza positivi sul mondo veg:
"Esseri umani crudeli verso gli animali
CHI è che rende la vita crudele agli animali? E' l'essere umano. Quando le galline sono chiuse in gabbie dove non possono muoversi, vivono in allevamenti in cui non esiste il giorno e la notte perché sono accecate dalla luce al fine di produrre più uova, quando ad animali di allevamento si somministrano antibiotici per rendere la loro carne più bianca, quando alle mucche si fa mangiare farine animali creando la mucca pazza, la vita crudele agli animali da chi è stata creata?
Gli essere umani possono scegliere di essere vegetariani o meno, questo riguarda la loro coscienza, ma coloro che vogliono mangiare carne dovrebbero almeno informarsi e capire che gli animali, dal topo alla scimmia, soffrono come gli esseri umani durante la loro vita negli allevamenti, quando vengono trasportati in camion per giorni interi senza acqua e senza cibo per arrivare nei luoghi dove l'aspetta solo la morte e soffrono nel momento della morte come noi umani, perché in alcuni casi è lenta e dolorosa. A scanso di equivoci la vergogna di appartenere al genere umano riguarda anche la vivisezione su animali e persone, far morire di fame gli esseri umani, distruggere ogni giorno il pianeta terra ecc.
Maria Luisa Marisco, Roma
Non va sottovaluta l'importanza delle battaglie degli animalisti, i quali difendono esseri viventi che non sono in grado di "ribellarsi" all'uomo. Non credo di esagerare affermando che gli animali sono i più deboli tra i deboli della Terra. Pertanto tutte le iniziative tese a migliorare le condizioni di vita degli animali da macello meritano attenzione e rispetto Non è condivisibile invece il "furore" animalista che, spesso, ribalta l'ordine delle cose, perché amare gli animali non significa odiare gli uomini, perché battersi per una giusta causa non vuol dire dimenticare quali sono le priorità. Per gli esseri umani la prima è la sopravvivenza che, purtroppo, si realizza a scapito di altre specie viventi. E il "bon ton" non ci rende meno crudeli. (g. pe.)"
(La Repubblica - 19 gennaio 2006)
"Esseri umani crudeli verso gli animali
CHI è che rende la vita crudele agli animali? E' l'essere umano. Quando le galline sono chiuse in gabbie dove non possono muoversi, vivono in allevamenti in cui non esiste il giorno e la notte perché sono accecate dalla luce al fine di produrre più uova, quando ad animali di allevamento si somministrano antibiotici per rendere la loro carne più bianca, quando alle mucche si fa mangiare farine animali creando la mucca pazza, la vita crudele agli animali da chi è stata creata?
Gli essere umani possono scegliere di essere vegetariani o meno, questo riguarda la loro coscienza, ma coloro che vogliono mangiare carne dovrebbero almeno informarsi e capire che gli animali, dal topo alla scimmia, soffrono come gli esseri umani durante la loro vita negli allevamenti, quando vengono trasportati in camion per giorni interi senza acqua e senza cibo per arrivare nei luoghi dove l'aspetta solo la morte e soffrono nel momento della morte come noi umani, perché in alcuni casi è lenta e dolorosa. A scanso di equivoci la vergogna di appartenere al genere umano riguarda anche la vivisezione su animali e persone, far morire di fame gli esseri umani, distruggere ogni giorno il pianeta terra ecc.
Maria Luisa Marisco, Roma
Non va sottovaluta l'importanza delle battaglie degli animalisti, i quali difendono esseri viventi che non sono in grado di "ribellarsi" all'uomo. Non credo di esagerare affermando che gli animali sono i più deboli tra i deboli della Terra. Pertanto tutte le iniziative tese a migliorare le condizioni di vita degli animali da macello meritano attenzione e rispetto Non è condivisibile invece il "furore" animalista che, spesso, ribalta l'ordine delle cose, perché amare gli animali non significa odiare gli uomini, perché battersi per una giusta causa non vuol dire dimenticare quali sono le priorità. Per gli esseri umani la prima è la sopravvivenza che, purtroppo, si realizza a scapito di altre specie viventi. E il "bon ton" non ci rende meno crudeli. (g. pe.)"
(La Repubblica - 19 gennaio 2006)