lavoro e scelte divita

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Moderatore: laura serpilli

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sofia*
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lavoro e scelte divita

Messaggio da sofia* » ven gen 20, 2006 10:44 pm

Dove lavoroora non sta andandomolto bene, in più non è un lavoro molto stimolante, senza contare lo stipendio che è il minimo indispensabile per soppravvivere... sto cercando lavoro, però se qualchemese fa mandavo curriculum a raffica senza pensare (anzi indirizzavo molto le mie scelte susettori alimentari e commercio, ipiù pagati)ora vedoil raggio discelta molto più ristretto, sto rifiutando lavori che mi vengono offerti come se fossi la principessa sul pisello. Ma mai e poi mai andrei a lavorare alla Nestlè, in Parmovo ecc. qui a Parma e dintorni è pieno di industrie alimentari.
Voi come vi comportate su queste scelte? dove lavorate? vi chiedete mai se la vostra azienda è eticamente corretta?

andrea grasselli
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Re: lavoro e scelte divita

Messaggio da andrea grasselli » sab gen 21, 2006 12:36 am

sofia* ha scritto:Voi come vi comportate su queste scelte? dove lavorate? vi chiedete mai se la vostra azienda è eticamente corretta?
ciao sofia,

mi spiace per la tua situazione. anche per me il lavoro è sempre meno stimolante: dopo tre-quattro anni nello stesso posto ho visto quasi tutto, non ho più quasi nulla da imparare e si avvicina il tempo di cambiar aria. in 18 anni di lavori, ho sempre effettuato dei cambiamenti o abbinamenti, nel senso di fare due lavori contemporaneamente. la maggior parte di questi lavori sono stati presso le ferrovie federali svizzere, dove lavoro tuttora.

in quanto all'eticità di questa grande azienda: beh, per certe cose lo è abbastanza, per altre no. il fatto che trasporta persone e merci in modo molto meno inquinante che con gli altri mezzi di trasporto è una cosa abbastanza etica. in svizzera, tutte le linee ferroviarie sono elettrificate (cosa probabilmente unica al mondo), l'elettricità è prodotta al 95% da centrali idroelettriche (ma qui c'è da ridire sull'impatto ambientale delle dighe e dei fiumi parzialmente prosciugati, comqune meglio del petrolio). è etica nella sua missione di servizio pubblico capillare, efficiente e puntuale.
è invece sempre meno etica come datore di lavoro: fino a qualche anno fa eravamo funzionari statali, ora non più e le condizioni di lavoro si stanno degradando, poco per volta ma inesorabilmente per alcuni, in modo repentino e drammatico per altri. a volte non è etica su quello che trasporta. purtroppo anche qui l'economia domina sull'etica.

andrea

pleiadi
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Messaggio da pleiadi » sab gen 21, 2006 9:11 am

Io lavoro in un'agenzia di viaggi, che di etico ha ben poco.....da dove posso iniziare? Dal fatto che vendiamo biglietti aerei come se fosse pane? (l'aereo inquina da morireeee), che devo vendere villaggi turistici che hanno distrutto ecosistemi splendidi e borghi marinari? (vedi Sharm, Cancun, tutte le splendide isole caraibiche ecc...la lista è lunga).
Che molte volte il cliente vuol sapere da me come si mangia in un tale hotel/villaggio e sopratutto cosa si mangia?
Aver a che fare con turisti e non con viaggiatori (che c'è na bella differenza tra i due tipi).

Come vedi non c'è nulla di etico nel lavoro che faccio, ma è il mio lavoro (e un tempo l'adoravo), ho sempre lavorato in agenzia viaggi (questo è il 6°anno più o meno), miseramente porto a casa quei pochi soldi che servono ad andare avanti e mi serve.

Daniele
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Messaggio da Daniele » sab gen 21, 2006 9:33 am

Mi permetto di segnalare questa discussione sullo stesso argomento sul forum del commercio etico:

viewtopic.php?t=11809

Anzi mi sa che lì sarebbe più "in" topic!:-)

cicciopasticcio
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Messaggio da cicciopasticcio » dom gen 22, 2006 3:12 pm

Se scopriste, solo dopo aver firmato la lettera di assunzione, che l'azienda in questione ha anche una divisione (non quella in cui andrete a lavorare) di prodotti medicali che vengono testati su animali, che fareste?

willis
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Re: lavoro e scelte divita

Messaggio da willis » dom gen 22, 2006 7:10 pm

sofia* ha scritto:Dove lavoroora non sta andandomolto bene, in più non è un lavoro molto stimolante, senza contare lo stipendio che è il minimo indispensabile per soppravvivere... sto cercando lavoro, però se qualchemese fa mandavo curriculum a raffica senza pensare (anzi indirizzavo molto le mie scelte susettori alimentari e commercio, ipiù pagati)ora vedoil raggio discelta molto più ristretto, sto rifiutando lavori che mi vengono offerti come se fossi la principessa sul pisello. Ma mai e poi mai andrei a lavorare alla Nestlè, in Parmovo ecc. qui a Parma e dintorni è pieno di industrie alimentari.
Voi come vi comportate su queste scelte? dove lavorate? vi chiedete mai se la vostra azienda è eticamente corretta?
Proprio dove volevo andare a cercar lavoro :-(((

*Sara*
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Messaggio da *Sara* » lun gen 23, 2006 2:01 pm

cicciopasticcio ha scritto:Se scopriste, solo dopo aver firmato la lettera di assunzione, che l'azienda in questione ha anche una divisione (non quella in cui andrete a lavorare) di prodotti medicali che vengono testati su animali, che fareste?
Dipende dalla situazione in cui sto, se fosse quella attuale(ovvero cambiare lavoro ogni 3/4 mesi facendo turni per portare a casa 400 euro-quando va bene-mensili)penso lavorerei comunque cercando nel frattempo un altro posto.Se invece non avessi tutta questa necessità, rifiuterei di sicuro.

*Sara*
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Messaggio da *Sara* » lun gen 23, 2006 2:07 pm

ah...comunque, visto che è difficile trovare un posto etico al 100%, cerco il male minore, ovvero...non ho mai lavorato per multinazionali o aziende enormi con molte succursali e via dicendo.Il salvadanaio piange(si, proprio il salvadanaio a forma di maialino :P, non ho un conto in banca), però almeno in questo modo qualche pianto lo risparmio io.

sofia*
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Messaggio da sofia* » lun gen 23, 2006 3:53 pm

io svariati mesi fa, aevo fatto domanda alla Nestlè, e cito solo questo di esempio, ma oggi se mi chiamassero sicuramente dire "no grazie"
ho sempre rifiutato di lavorare nei salumifici,anche come semplice impiegata, a questo ci arrivavo prima di aprire il terzo occhio (come dico io)
Mi sono ritrovata giorni fa a rispedire curriculum ma... diciamo che la vasta scelta si riduce un pò.
Io evito accuratamente il settore chimico e farmaceutico, è un settore tra i più pagati, ma lo rifiuto.
Se andassia lavorare in un posto dove i prodotti vengono testai su animali, cerchereial più presto un altro lavoro, ma nel frattempo mi informerei molto bene, chiederei spiegazioni, e elargire informazioni a sfavore della sperimentazione su animali.
Lo scorso anno il direttore della mia azienda invece che farci il pacco di natale ha donato isoldi all'AIRC, e poi ha chiesto di firmare un foglio cheavrebbe spedito insieme al ricavato; io mi sono rifiutata difirmare, e ho mandato un'e-mail (di sdegno)al mio direttore con alcune info riguardanti l'AIRC e la sperimentazione animale, e associazioni che fanno ricerca senza animali. Questo era per chiarire che sono disposta a rimetterci del mio sul lavoro.

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