L'autocontrollo dove inizia e dove finisce

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Nec
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L'autocontrollo dove inizia e dove finisce

Messaggio da Nec » sab gen 07, 2006 2:13 pm

Non so dove inizia il cossidetto autocontrollo e dove finisce, scrivo questo messaggio per avere un parere.
Ho 44 anni ed essendo un ex praticante di karate ed avendo praticato vari sport da combattimento dovrei avere un certo autocontrollo, eppure spesso il contatto con la gente mira a farci perdere inesorabilmente la propria armonia, quella tranquillità quale diritto di ogni essere umano.
Giorni fa mi recai in un Bar Tabacchi che conosco da tanti anni, nessuna confidenza con loro ma tanta correttezza da parte mia, ero li per acquistare alcuni valori bollati, ma come puo accadare in qualsiasi situazione c'è stato un disguido da parte loro, a quel punto una volta a casa ho telefonato al titolare della tabaccheria per chiedere spiegazioni, a quel punto sono stato investito da provocazioni del tipo: "se sei uno psicopatico e devi farmi perdere del tempo vai da un'altra parte", a quel punto ho preso la macchina e mi sono precipitato da loro. Una volta lì sempre con correttezza ho detto loro (padre e figlio) che non volevo assolutamente condannarli per tale disguito e li ho invitati a moderare le parole, ma il figlio continuava ad offendermi con parole pesanti davanti alla gente, io ho messo tutto dentro rispondendo con corretezza e sono andato via.
Ma adesso mi è scattata la molla, sto dando la caccia in modo ossessivo a quella persona in modo che la posso incontrare lontano dal suo negozio e regolare duramente i conti. Alcuni amici mi dicono di lasciare perdere, stessa cosa mi dice mio fratello e mia moglie, anche perchè in passato per rispondere a delle provocazioni mi sono cacciato in seri guai legali.
Quando si è corretti con altri pare che la gente approfitta, e quando invece ti fai la fama di un picchiatore la gente ti allontana. Il codice del Bushido delle arti marziali mi ha insegnato nel passato a non raccogliere provocazioni, ma come si può in certe situazioni? Provocato poi davanti ad altre persone.
Oso dire comunque che la gentilezza non ripaga mai, e l'autocontrollo può portarci ad immagazzinare una tensione che cresce dentro di noi.
Cosa fareste al posto mio? Questi giorni sto vivendo l'ossessione perchè non riesco ad incontrare quel deficente, so benissimo che potrei cacciarmi nei guai, ma la gente deve imparare a non offendere. Forse sbaglio? Chiedo a questo forum un parere.

Nec

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » dom gen 08, 2006 4:56 pm

Ma adesso mi è scattata la molla, sto dando la caccia in modo ossessivo a quella persona in modo che la posso incontrare lontano dal suo negozio e regolare duramente i conti.
--caro amico lascia perdere... provocheresti ancor piu' confusione e problematiche. Se dovessimo regolare i conti con chi esercita delle ingiustizie nei nostri confronti, dovremmo uccidere mezzo mondo.. se non tutto..

Il codice del Bushido delle arti marziali mi ha insegnato nel passato a non raccogliere provocazioni, ma come si può in certe situazioni?
--da dire e' piu' semplice che da fare.... Ovvero... il sentirsi attaccato e quindi la voglia di difendersi derivano dalla paura.. per esteso dalla paura della morte.
Se io ritengo, come e' vero, che sono un essere immortale eterno e che il corpo e il ruolo che si porta dietro non e' che un vestito, non mi importera' se uno ha offeso un mio aspeto fittizio credendo di offendere me stesso.
Quindi.. o uno questa realizzazione ce l'ha e considera gli attacchi da parte di altri come qualcosa che in definitiva non lo riguarda.. anzi.. nemmeno li vede.... oppure ci ragiona sopra ed e' da questa riflessione aiutato nell'autocontrollo..

Oso dire comunque che la gentilezza non ripaga mai, e l'autocontrollo può portarci ad immagazzinare una tensione che cresce dentro di noi.
---e' vero.... pero' il problema dell'eventuale "sfogo" e' che comunque non sarebbe senza conseguenze.. quindi la tensione non finirebbe

Cosa fareste al posto mio?
--a freddo direi che non me ne fregherebbe di meno.... anzi... da un certo punto di vista me la vivrei come una vittoria vedendo che il tale non ha altro da oppormi che insulti .. segno questo della sua completa sconfitta...

mi e' capitato ovviamente di vivere situazioni del genere e me le sono sempre gestite sapendone uscire senza sentire di "averlo preso in tasca"....

essere pacifici perche' non si percepiscono le offese e' ovviamente meglio che essere pacifici perche' si capisce che chi offende in definitiva offende solo se stesso....

pero' anche quest'ultima opzione non e' male...

(spero di averti dato uno spunto di riflessione..... ciao!!)

Nec
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Messaggio da Nec » dom gen 08, 2006 9:08 pm

Grazie per il tuo parere, traspare una spiccata saggezza nel tuo consiglio, evitare degli scontri in queste situazioni sarebbe la migliore cosa da fare.
Ovviamente per me non è molto facile, sono molti i fattori che giocano nel mio carattere: spiccato senso di giustizia difronte ad offese ricevute davanti ad altre persone, stato d’animo non certo tranquillo per la perdita di mia madre 4 mesi fa….. insomma non è facile!
Quello che mi preoccupa è che in queste situazioni, quando soprattutto non mi è stato possibile reagire, è la capacità di conservare rabbia e senso di giustizia anche per mesi, come e accaduto tanti anni fa in un’altra situazione in cui appunto mi cacciai in guai seri.
Il pensiero che mi balena nella mente è questo: come può una persona pur conoscendomi solo di vista provocarmi per minuti con tanta sicurezza, con insulti ed offese, senza che io sia stato scortese con loro, la risposta per l’ennessima volta è sempre la stessa, “la troppa correttezza fa l’uomo fesso”. Spero di poter riuscire a sorvolare questa situazione, ce la metterò tutta per cercare di avitare di cacciarmi nei guai, anche se proprio ieri, con tuta e scarpe da ginnastica, mi sono appostato per ore con la macchina davanti al negozio di quel deficiente con la speranza di vederlo uscire e poterlo affrontare, ma purtroppo non è uscito. D’altra parte comunque spero che la mia coscienza potrà riportarmi a controllare saggiamente questa situazione, e non farla degenerare. Non so, farò il possibile. Concludendo ti rinnovo i ringraziamenti per avermi risposto con tanta premura.

Nec

LadySam
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Messaggio da LadySam » lun gen 09, 2006 10:21 am

Nec, innanzitutto mi dispiace molto per tua madre.
Per quanto riguarda il resto, mi vengono in mente due cose.
Innanzitutto chi generalmente chi aggredisce lo fa perché ha paura. Ultimamente ho letto che se riuscissimo a vedere le aggressioni verbali come una disperata richiesta di aiuto (generalmente per mancanza di amore) forse le prenderemmo meglio, perché non ci sentiremmo personalmente attaccati. Qualche anno fa una mia vicina di casa mi ha aggredita in malo modo dicendo che da casa mia provenivano rumori strani e che dovevo farli smettere. Ho chiamato l'amministratore per chiarire la questione, e lui mi ha detto che alla signora era appena mancata la figlia per una brutta malattia, e che lei (ovviamente) aveva dato un po' di testa e stava rompendo le scatole a tutti i condomini con questi strani rumori che lei sentiva provenire dagli appartamenti di tutti. Una volta conosciuta la situazione la rabbia mi è passata, primo perché mi ha fatto pena e ho capito che si era comportata così per la sua disperazione del momento, e poi perché non era comunque niente di personale nei miei confronti.
Non è affatto facile, ma se ci riuscisse di vedere tutte le persone in quel modo, la nostra rabbia svanirebbe. Certo, nel caso della mia vicina era più "facile", perché più razionale, ma in realtà chi aggredisce sta sempre vivendo un suo dramma personale, anche se non ne è cosciente.

La seconda cosa riguarda la nostra autostima, ma al livello più profondo.
Se qualcuno ci dicesse "sei un marziano tutto verde", o "sei una sedia!" anche se in modo aggressivo, ci metteremmo a ridere, prendendolo per matto. Perché, allora, se qualcuno ci dice, nello stesso modo, "sei uno str***o" ci arrabbiamo tanto? Perché una è un'offesa e l'altra no? Forse perché abbiamo paura che ci sia qualcosa di vero. O forse perché, nel nostro intimo, c'è una vocina (dell'ego) che dice "e se avesse ragione...". Generalmente non ne abbiamo piena coscienza, e non ci sembra poter essere il vero motivo, ma se ci riflettiamo bene è così. Quando qualcuno ci aggredisce, se provassimo a rivedere la scena con quella persona che ci dà del marziano verde, o della sedia, invece che quello che ci ha detto, probabilmente ci sembrerebbe tutto diverso.
In questo caso l'aggressione verbale ci è servita a farci capire che c'è qualcosa che non va in noi (ovvio, anche nell'altra persona, ma quelli sono fatti suoi) che dobbiamo guarire.

Nec, spero che la mia piccola interpretazione ti sia stata almeno minimamente utile, e che comunque tu ora stia un po' meglio.
Un abbraccio forte.

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Valis
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Messaggio da Valis » lun gen 09, 2006 11:02 am

Anche se non becchi il tabaccaio puoi sempre azzoppare il primo che ti capita a tiro! Ma forse non sei d'accordo con me.... significa che qui inizia il tuo autocontrollo: non nuocere senza ragione alcun essere.

Una volta ho dovuto far venire una volante dei carabinieri per farmi dare il resto del pagamento del bollo auto da un'impiegata dello sportello dell'ACI di Ravenna. E' andato tutto bene, nel senso che ho riavuto i miei soldi. Altrimenti, cosa avrei potuto fare? Hum, Hum, non nuocere è una grande verità, ma forse a volte siamo chiamati ad andare al di là della non-violenza per affermare un principio di ri-equilibrio e giustizia: come la natura ove un uragano scarica energia riportando l'atmosfera ad un livello più armonico. (Nella tua "natura" finisce il tuo autocontrollo). E' giusto nella natura, ma noi possiamo essere oltre ad essa? E continuare a vivere in pace lasciando andare, lasciando andare le ingiustizie subite?
Om Shanti.

Nec
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Messaggio da Nec » lun gen 09, 2006 9:19 pm

Vi ringrazio Lady Sam e Valis per l'attenzione posta al mio caso e per le vostre accurate riflessioni, è ovvio
che di stron.... nella vita quotidiana se ne incontrano parecchi, e se dovessimo reagire a tutte le provocazioni ci ritroveremmo denunce e guai
a bizzeffe. Potrei non sembrarlo, ma anch'io riesco ad essere tollerante con chi ti suona per strada lanciandoti parole , o con chi ti i manda al diavolo al semaforo senza motivi, ci passo a sopra.....
Tuttavia ci sono limiti a tutto, a volte le provocazioni possono essere davvero pesanti, e li tende a scattarmi la molla, io non mi sono mai permesso di insultare qualcuno senza motivi, soprattutto se una persona mi si presenta con garbo e correttezza. Vedo il fuoco quando educamente sto parlando con qualcuno ed egli approfitta del mio garbo per attaccarmi ed insultarmi pesantemente, poi con calma continui a dare spiegazioni ed egli accentua ancora....., di questi soggetti purtroppo ce ne sono parecchi.
Invidio invece, chi, al contrario di me riesce a surclassare con inteligenza e senza incazzarsi qualsiasi provocazione, anche quelle più pesanti.
Predisposizioni davvero apprezzabili!
Significa che dovrò lavorarci davvero sopra per acquisire al meglio quello stato di piena coscenza e di equilibrio chiamato autocontrollo.


Nec

LadySam
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Messaggio da LadySam » lun gen 09, 2006 10:02 pm

Hai perfettamente ragione, difatti io ho dato delle spiegazioni, ma non ho mai affermato fosse facile seguirle!!! Anche io me ne sbatto altamente di chi suona il clacson e poveri tapini simili, anzi, riesco anche a pensare "Poveracci, come vivono male", ma trovo molto più faticoso non arrabbiarmi in altre situazioni. Non so se per te sia lo stesso, ma io non tollero quelle situazioni in cui trovo manchi la giustizia. Che so, come a scuola quando i professori danno i voti secondo le simpatie personali e non secondo l'impegno effettivo, o quando sul lavoro uno sgobba tantissimo ma viene promosso il raccomandato fancazzista, giusto per fare degli esempi senza parlare di cose troppo pesanti (il discorso si farebbe lungo e anch'esso "pesante"). Ovviamente io ho un mio concetto di giustizia, che non è detto sia giusto o meno, resta il fatto che queste cose mi fanno arrabbiare. Allora potrei prendere un mitra e sparare al professore di cui sopra o al capo lecchino, ma non solo me li farebbero pagare per buoni, ma forse non mi sentirei nemmeno così soddisfatta!!!! Ergo, non ne varrebbe la pena, ma nemmeno mi va di tenere la rabbia dentro, quindi, mentre lavoro su me stessa per non provare più rabbia, quel po' che ho cerco di sfogarlo, perché se non esplode, purtroppo, implode, ed è peggio. Ho cercato per parecchio una valvola di sfogo adatta a me, perché credo che ognuno debba trovare la propria. Con me funziona fare una lezione di Fit-Boxe e/o scrivere tutto quello che mi passa per la testa e poi bruciarlo (lo "consegno" all'universo). Sicuramente anche per te esiste qualcosa che riesca a farti incanalare la rabbia e a buttarla fuori senza nuocere a te stesso o agli altri. Sembra un controsenso, ma forse per te che hai fatto tanto arti marziali è più dura sfogarti con un sacco, perché sei molto "impostato" nelle tecniche, invece per un profano dare calci e pugni a caso risulta più semplice. Forse però mi sbaglio, dimmi tu.
Può darsi che ti abbia scritto un sacco di banalità, magari stai pensando che queste cose già le sapevi. In questo caso spero che almeno il fatto di sapere che qualcuno ti comprende sia d'aiuto!

Un abbraccio!

Nec
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Messaggio da Nec » mar gen 10, 2006 12:52 am

No Lady Sam, non dici banalità, le tue sono affermazioni profonde e quello ciò che asserisci è vero. Vedi il discorso di piazzarsi davanti ad un sacco e sfogarsi può avere una sua funzione, ma senza dubbio come dici tu forse meglio per il principiante “dato che non deve lavorare di tecnica per cui riesce ad esprimere la propria aggressività in modo puro” chi già è sufficientemente esperto invece esprime un’aggressività calibrata e controllata, con una visione quasi agonistica del gesto atletico. Comunque in linea di massima tutto può essere utile per canalizzare le proprie tensioni, le mie due passioni principali quali: le arti marziali e l’attività di montagna (speleologia verticale) mi hanno sempre permesso di trovare quella dimensione profondamente attiva in cui esprimere me stesso, e nel modo migliore possibile. Da quanto detto comunque gli equilibri sono sempre delicati, siamo essere umani non perfetti, tracciare una mappa per affrontare al meglio i nostri simili rimane tuttavia sempre un impresa ardua. Tu mi dicevi che non accetti le ingiustizie sul lavoro , e le ingiustizie infatti si manifestano sotto mille sfaccettature, a te ti fa perdere le staffe chi viene promosso sul lavoro solo perché è raccomandato o dotato di grande lecchinismo, mentre viene accantonato chi veramente merita e lavora con serietà, su questo concordo con te anche perchè oggi questa si rivela una triste realtà che mette a dura prova la dignità del serio ed onesto lavoratore, anche se tutto questo comunque a me non basta per mandarmi in bestia.
Vedi alla fine siamo tutti potenzialmente attivi di aggressività, ognuno ha un proprio detonatore,
e oggi come oggi imparare a gestire e canalizzare queste energie diventa sempre più difficile.
Il pericolo è sempre in agguato Lady Sam!


A presto. Nec

blackice
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Re: L'autocontrollo dove inizia e dove finisce

Messaggio da blackice » mar feb 06, 2007 12:06 am

Nec ha scritto:Non so dove inizia il cossidetto autocontrollo e dove finisce, scrivo questo messaggio per avere un parere.
Ho 44 anni ed essendo un ex praticante di karate ed avendo praticato vari
Cosa fareste al posto mio? Questi giorni sto vivendo l'ossessione perchè non riesco ad incontrare quel deficente, so benissimo che potrei cacciarmi nei guai, ma la gente deve imparare a non offendere. Forse sbaglio? Chiedo a questo forum un parere.

Nec
nonsochehaifatto.
ma mammadice che qwuando mipigliano ingiro non devo reagire che èpeggio,. lei dice che poi la vita libastonacomunque enoncidevoa ndare di mezzoio.

unocheè cattivo poi paga. dice prima o poi

ciao

gaia
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Re: L'autocontrollo dove inizia e dove finisce

Messaggio da gaia » mer mar 14, 2007 3:46 am

blackice ha scritto:
Nec ha scritto:Non so dove inizia il cossidetto autocontrollo e dove finisce, scrivo questo messaggio per avere un parere.
Ho 44 anni ed essendo un ex praticante di karate ed avendo praticato vari
Cosa fareste al posto mio? Questi giorni sto vivendo l'ossessione perchè non riesco ad incontrare quel deficente, so benissimo che potrei cacciarmi nei guai, ma la gente deve imparare a non offendere. Forse sbaglio? Chiedo a questo forum un parere.

Nec
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ma mammadice che qwuando mipigliano ingiro non devo reagire che èpeggio,. lei dice che poi la vita libastonacomunque enoncidevoa ndare di mezzoio.

unocheè cattivo poi paga. dice prima o poi

ciao
tuamamma ha sicuramente ragione. per me e per tutti quelli che come me credono all'inesorabile e mistica legge del karma

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