E non chiamatemi VEGANO!!!!

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Moderatore: laura serpilli

tagliafili
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E non chiamatemi VEGANO!!!!

Messaggio da tagliafili » ven dic 16, 2005 10:44 am

Quanto sei vegano? Sei anche equo&solidalista?
Scusatemi lo sfogo, ma non riesco a trattenermi.
Probabilmente è il periodo natalizio (mamma mia quanto lo sto odiando...).
Siamo a Natale, un periodo schifoso per me (e non penso di essere l'unico a pensarla così).
Dobbiamo sentirci felici, dobbiamo fare dei regali, dobbiamo essere buoni.
Se odio adesso la gente, che pensa di essere buona, chissà a Gennaio, quando lo stato d'animo sarà all'estremo opposto.

Prima di aprire gli occhi ero un ragazzo espansivo, felice di stare in compagnia. Ora non sopporto chi considera l'animalismo e la solidarietà una particolare pregio di alcuni.
Non attacco di principio gli sconosciuti. Gli porto rispetto, cerco di parlarci, ma appena vedo menefreghismo, una mente ottusa e totalmente menefreghista, la mia reazione è di attacco (verbale, per ora).
Fortunatamente, sono riuscito a mettermi in proprio. Ora sono a casa, da solo, a lavorare. Lontano dalla gente, lontano da ciò che odio (=persone/società in cui vivo). Basta poco, come una giornata nella metropoli milanese a deprimermi e tendermi per tutta la serata.
I miei contatti si limitano alla mia famiglia (Stefania (il 99.999999% del tempo, e non mi basta!) e gatta (che tra poco avrà un'altra compagna dal gattile)) e ai parenti (madre, fratello e cognata, gli unici onnivori con cui sto bene in compagnia).
Ma fare la spesa, lavorare, uscire a fare due passi, sta diventando sempre più difficile. Mi sento un frodo nel paese negli orchi, nient'altro. Comincio a pensare all'Australia, a chissàquale posto dove potrei andare senza ritrovarmi con gli stessi problemi. Un posto dove magari uscendo di casa non vedo 9 pellicce per 10 donne, ma solo 1, e magari ci posso sputare sopra senza che nessuno mi guardi male. Un posto dove la gente, quando parli di vivisezione, non risponde "ma è per salvare vite umane", ma cerca di informarsi. Un posto dove le persone dimostrano più consapevolezza e meno manipolazione mediatica.

Cosa vuol dire essere vegano?
D'ora in poi non chiamatemi più vegano. Sono vegetaliano nell'alimentazione (questa è un etichetta che posso accettare), ma Enrico nel resto.

Si continua a parlare di vegani e comportamenti associati allo statuto del perfetto vegano:
- non essere troppo bio&equo&solidali perchè altrimenti ci si distacca troppo dalla realtà
- non essere aggressivi con le persone che odiamo dal nostro profondo
- provare empatia anche verso i mangiacadaveri che, pur conoscendo i motivi salutari/etici/economici/sociali/... di un alimentazione priva di animali morti, non si sforzano di cambiare
- (...)

Ok, non sono più vegano.

Oramai anche il bio&equo&solidale è l'alternativa, il regalo di natale, il prodotto strano e saltuario, quando dovrebbe rientrare nella normalità. Per quanto riguarda i prezzi, non ho notato così grandi differenze (alcune cose costano anche meno). Purtroppo è la reperibilità :((((
addirittura, parlando di bio, ricordiamo che chi spende meno in cibo (=salute) spenderà di più in cure mediche a lungo andare.
parlando di equo&solidale: è il veganismo del commercio!
Non facciamo del bene nell'essere vegan o nel comprare equo&solidale, se non a noi stessi. Semplicemente, cerchiamo di non essere causa del problema.

"Noi vegani abbiamo la missione di...". Ma quante volte mi sarò sentito ripetere questa frase?
bene, io sono Enrico, tu sei Daniele, lei è Stefania, lui è Willis e lui è Felis.
Io mi comporto in questo modo e ti posso esporre i miei perchè.
Non seguo un movimento o una setta, non faccio ciò che mi impone uno statuto. Mi comporto in questo modo perchè ritengo giusto comportarmi così. Se qualcuno criticherà alcuni miei punti sarò ben lieto di discuterne, così come cercherò di discutere del mio esser giusto con il prossimo.

Se è per questo sono anche attivista con un gruppo di animalisti della LAV di Vigevano. Ma vogliamo dircelo chiaramente? La LAV la boicotterei, ma questo gruppo senza l'appoggio dell'organizzazione (economico e burocratico) non riuscirebbe a stare in piedi e, più che sostenere progetti locali (raccolta di fondi per il gattile, salvataggio di animali, lotta contro il circo ed i colpevoli di maltrattamenti animali) non fanno altro.
Se decidessero di fare un banchetto per raccogliere fondi per la LAV, sede nazionale di Roma, sicuramente mi rifiuterò di partecipare, motivando la mia scelta.

Se devo essere vegan perchè vengono riscontrati alcuni miei atteggiamenti nella filosofia vegan (che altro non è che una filosofia, non un gruppo di persone), allora chiamatemi anche cristiano, buddhista, islamico, indiano, eretico, .....

Chiamatami Enrico, e farete prima.

Daniele
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Messaggio da Daniele » ven dic 16, 2005 10:50 am

Grande Enrico!

Alex81
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Messaggio da Alex81 » ven dic 16, 2005 10:57 am

Non capisco il problema. Vegan = non utilizza prodotti di origine animale.
Tutti il resto ("empatia con gli onnivori" o altro) non rientra per forza negli "obblighi" dell'essere vegan.
Se qualcuno non lo capisce... è un problema suo, non tuo.
Non accollarti addosso i problemi degli altri.
Personalmente sento che essere vegan per me non è abbastanza, infatti faccio anche consumo critico & equosolidale... sono due cose distinte ma interconnesse, a mio parere. Stessa cosa per l'attivismo.
Essere vegan è semplicemente... non fare danni "volontari" agli animali non umani. E' giusto la base di partenza.

tagliafili
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Messaggio da tagliafili » ven dic 16, 2005 11:12 am

Alex81 ha scritto:Non capisco il problema. Vegan = non utilizza prodotti di origine animale.
così dovrebbe essere.
ma oramai vegan=una miriade di altre cose che non sto a specificare (ricordo una famosa discussione nel forum del biodizionario, ahimè cancellata, con tante belle definizioni sul mondo vegan)

e sempre rimandendo in tema di normalità, se ci definiamo vegan, dobbiamo definirci anche erbivori, di statura eretta, con mani prensili, mammiferi e chissàquante altre cose che fanno parte della nostra normalità.

Paolo Lastrucci
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Messaggio da Paolo Lastrucci » ven dic 16, 2005 11:12 am

Condivido molto quello che hai detto. Credo però che il fatto di dare definizioni o fare delle classificazioni dipenda dalla volontà di sentirci parte di qualcosa e questo in qualche modo ci fa sentire meno soli.

Mi ritrovo anche nel tuo paragone con Frodo in un paese di orchi, anche se lui poteva affidarsi ad una spada (in realtà era un pugnale elfico credo) che si illuminava d'azzurro all'avvicinarsi di un orco; sarebbe bello se esistessero oggetti magici contro i mangiacadaveri, scusate quello che ho detto, ma sono un accanito giocatore di ruolo.

tagliafili
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Messaggio da tagliafili » ven dic 16, 2005 11:13 am

Mi ritrovo anche nel tuo paragone con Frodo in un paese di orchi, anche se lui poteva affidarsi ad una spada (in realtà era un pugnale elfico credo) che si illuminava d'azzurro all'avvicinarsi di un orco; sarebbe bello se esistessero oggetti magici contro i mangiacadaveri, scusate quello che ho detto, ma sono un accanito giocatore di ruolo.
sarebbe uno strumento fantastico.
purtroppo si fulminerebbe la lampadina nel giro di pochi giorni... (per quanto sia di classe A).

sofia*
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Messaggio da sofia* » ven dic 16, 2005 11:15 am

Sì ma il loro problema diventa nostro quando veniamo etichettati, come dice Enrico.

pleiadi
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Messaggio da pleiadi » ven dic 16, 2005 11:21 am

Paolo Lastrucci ha scritto: sarebbe bello se esistessero oggetti magici contro i mangiacadaveri, scusate quello che ho detto, ma sono un accanito giocatore di ruolo.

Ah...che ormai gli onnivori stanno iniziando a difendersi quando li defianiamo "magnacadaveri" con una risposta davvero orrenda (l'ho avuta proprio ieri sera dal mio ex) "si mangiacadaveri ma non solo, le ostriche le mangio ancora vive" =________=

Alex81
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Messaggio da Alex81 » ven dic 16, 2005 11:28 am

sofia* ha scritto:Sì ma il loro problema diventa nostro quando veniamo etichettati, come dice Enrico.
Basta rimandarli ogni volta alla definizione del dizionario. "Vegan = ecc. ecc.". Tutto il resto sono variabili che dipendono dalla singola persona, non dal fatto che io sia vegan o meno.

Gabri_79
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Messaggio da Gabri_79 » ven dic 16, 2005 11:32 am

Su questo forum ci si incazza perchè al vegan è richiesta una serie di comportamenti esemplari o meno...questo mi fa sorridere.

Fuori dal forum la gente non sa nemmeno cosa vuol dire "vegan". Si chiede se è un nuovo tipo di verdura o cosa..

A parte questo, condivido molti punti di ciò che ha scritto Enrico, soprattutto su quello in cui ci si chiede se esista un posto al mondo dove si potrebbe vivere senza schiantarsi ogni giorno contro questa società in via di decomposizione..
Ciao

Daniele
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Messaggio da Daniele » ven dic 16, 2005 11:33 am

Gabri_79 ha scritto:Su questo forum ci si incazza perchè al vegan è richiesta una serie di comportamenti esemplari o meno...questo mi fa sorridere.
Potresti spiegarti meglio?

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven dic 16, 2005 11:33 am

detto come principio generale... il problema del fanatico e' che stabilisce dgli standards cosi' elevati nel giudicare gli altri, da provocare l'effetto collaterale di essere in seguito schiacciato dagli stessi standards da lui promossi..

ovvero, se pretende dagli altri purezza, dopo un po' si accorge che tale purezza non ce l'ha nemmeno lui e al primo calo di comportamento si autoesclude da solo e diventa come quelli che prima criticava in modo acceso e intransigente...

ripeto.. come principio generale che ognuno decidera' da solo se con questo o altri casi c'entra o non c'entra...

Zora
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Messaggio da Zora » ven dic 16, 2005 11:40 am

trovo deleterio per la nostra salute mentale farsi tutti questi problemi per i mangiacadaveri.. d'altronde sono un po' anche cavolacci loro no? che ci frega se non veniamo compresi o veniamo etichettati e passati al setaccio come se fossimo extra-terrestri se per di più viene fatto, appunto, da mangiacadaveri?? d'altronde penso che potrebbe essere proprio l'atteggiamento di chiusura di Enrico che può portare a queste considerazioni (di cui per altro non dovrebbero toccarci comunque).

Io ormai ci ho rinunciato... se ti va di ascoltare le ragioni degli animali (dell'ambiente ecc ecc) e mie ok.. te le spiego volentieri e ti dò tutti gli strumenti del mondo per pensare e MAGARI farai una scelta... se poi non la fai sono cavoli tuoi (e purtroppo anche degli animali)... ma più di così che dobbiamo fare?? (ok io un'idea ce l'avrei.... eheheh).

comunque resta il fatto che c'è invece tanta altra gente, purtroppo sempre troppo poca, che invece ha orecchie per sentire e cervello per ragionare e vedi che cominciano il percorso (chi più lentamente, chi velocissimamente) che più o meno abbiamo fatto tutti, lo studio, la presa di coscienza, le "rinuncie" alimentari, gli esperimenti in cucina, il rapporto con la famiglia, colleghi, amici ecc ecc....
é su di loro che dobbiamo buttare il nostro "lavoro"... tutti gli altri che si arrangino, quando poi gli verrà un bel tumore, avranno forse un'illuminazione....
Dobbiamo essere felici di quello che facciamo e questo si ripercuoterà anche sui risultati di divulgazione....essere happy-vegan insomma...
È dura, lo so... io arrivavo a non dormire la notte per il nervoso, con vere crisi di rabbia, ma il mondo va così... siamo sempre di più e saremo sempre più forti... é questo che non ci deve far abbattere e continuare a lottare ogni giorno...

tagliafili
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Messaggio da tagliafili » ven dic 16, 2005 11:42 am

yasodanandana ha scritto:detto come principio generale... il problema del fanatico e' che stabilisce dgli standards cosi' elevati nel giudicare gli altri, da provocare l'effetto collaterale di essere in seguito schiacciato dagli stessi standards da lui promossi..
ma cos'è il fanatismo?
io sto cercando la normalità. Riconosco molte incoerenze che con il passare del tempo spero e cerco di migliorare. L'usare l'energia elettrica ad esempio, ma non per questo mi sento schiacciato dagli *standard*.

Il problema è proprio questo!
Si ragiona con *standards*!
Ma cavolo, perchè dobbiamo porci delle regole, dei dogmi per andare avanti?
Non possiamo nel nostro piccolo cercare di migliorare, vivendo il presente e non pensare a un'ideale di perfezione futuro? Cerchiamo, nelle nostre possibilità di migliorare i nostri gesti e le nostre azioni. Senza seguire alcuno *standard*!
ovvero, se pretende dagli altri purezza, dopo un po' si accorge che tale purezza non ce l'ha nemmeno lui e al primo calo di comportamento si autoesclude da solo e diventa come quelli che prima criticava in modo acceso e intransigente...
penso che dovresti rileggere quello che ho scritto, perchè darmi del fanatico non credo sia la conclusione migliore.
ripeto, non ho ideali di purezza, ma cerco di migliorarmi. e non riesco a vivere in una società in cui persone (come te, a quanto vedo), mi reputano *fanatico* proprio per questo motivo e non pensano che discutendo e parlando si potrebbe vivere (ma soprattutto FAR vivere) meglio.

è il seguire degli standard dettati dall'esterno, a cui non si crede o che si VUOLE credere ideali, che rende fanatici del consumismo.

Gabri_79
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Messaggio da Gabri_79 » ven dic 16, 2005 11:47 am

Daniele ha scritto:
Gabri_79 ha scritto:Su questo forum ci si incazza perchè al vegan è richiesta una serie di comportamenti esemplari o meno...questo mi fa sorridere.
Potresti spiegarti meglio?
Certo che mi spiego.
Tagliafili (correggetemi se erro) ha sollevato, oltre ad altri, un problema di insofferenza rispetto all'eccesso di identificazione con un gruppo, in questo caso i vegan. (che poi non sono un gruppo, è una filosofia ma tantè l'equivoco spesso c'è).
Questo cosa significa? Significa che in un mondo che se ne sbatte di tutti i nostri ideali, qui ci sono (ed anche io mi reputo fra queste persone, pur non esponendomi sul forum con tanta frequenza) persone per cui invece certi ideali sono un punto di riferimento per la vita.
La comparazione, diciamo la differenza di vedute, è cosi marcata fra noi e il resto del mondo che mi fa quasi sorridere.
E preciso: sorridere per non piangere.

Spero di essermi spiegata. Scusate ma vado sempre di fretta e non scrivo bene quanto vorrei.
ciao

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