Mio figlio si succhia il pollice ed io mi sento in colpa
Inviato: lun dic 05, 2005 11:47 am
Buongiorno a tutte le mamme del formu ed alla Dott.ssa Sagone.
Mio figlio ha 2 anni e mezzo e da quando ha 4 mesi si succhia il pollice, per addormentarsi per consolarsi etc. Inoltre nell’altra mano, stringe sempre uno dei miei foulard, Da quando è nata la sorellina poi (2 mesi fa), questo pollice lo succhia proprio avidamente, e se non ha il foulard ha portata di mano, non si calma finchè non glielo porto. Ciò che mi turba in questo, è che quando mio figlio si succhia il dito ed è con il suo foulard, si “isola” dal resto del mondo ed è come in un’altra dimensione. Poiché intuisco che in quei momenti lui cerca consolazione, lo coccolo molto oppure per distrarlo cerco di proporre delle attività che lo coinvolgono, come: colorare, giocare con la plastilina. Dipingere con gli acquerelli. Ma non appena la sorellina piange, o richiede attenzioni, o la allatto etc. ecco che lui lascia tutto ciò che sta facendo per “trincerarsi” nel suo mondo. Fa così anche quando è a tavola, e solo dopo un po’ si sblocca e mangia qualcosa. Il mio istinto mi dice che in quei momenti lui è triste, e per questo vorrei tanto aiutarlo, ma talvolta proprio non posso, in quanto ho anche la bambina a cui badare. Quando lo vedo così, anch’io mi rattristo e qulche volta mi viene da piangere perché mi sento colpevole del suo stato d’animo, come se non fossi in grado di dargli ciò di cui ha bisogno.
Aggiungo che lui va anche al nido, dove si è integrato bene e dove ha legato molto con 3 bambini in particolare che nomina anche a casa. Anche dai nonni, che lo adorano, si trova molto bene, forse perché lì si sente ancora al centro dell’attenzione.
Io cerco di passare tutto il tempo possibile con lui, ritagliandoci dei momenti esclusivi per stare da soli, soprattutto nel weekend. Lo porto con me a fare la spesa oppure andiamo a fare una passaggiata insieme.
Dorme con noi nel lettone, ma mentre prima si svegliava contento, ora anche al mattino piagnucola per qualsiasi cosa e solo dopo un po’ di tempo si riprende.
Mio marito minimizza la cosa, ribadendo che si tratta di una fase normale per lui in quanto è geloso della sorellina. Condivido il suo punto di vista, ma vorrei che lui capisse che nostro figlio ha bisogno di sentire il nostro affetto più di prima e per questo vorrei che lo coinvolgesse maggiormente in quei momenti durante i quali sono impegnata con la bambina e non posso dedicarmi a lui. Per cui lo rimprovero perché vorrei che lo intrattenesse di più, piuttosto che proporgli solo attività passive come guardare i cartoni animati (tra l’altro in quei momenti lui si succhia sempre il dito!).
Forse sto ingigantendo la cosa? Lo so che ci sono tanti bambini che si succhiano il pollice, ma io sono arrivata a pensare che se lo fanno è perché sentono una mancanza che cercano di compensare. So che non è facile sradicare questa abitudine, ma vorrei aiutare mio figlio a cercare in noi genitori ciò che gli manca in quei momenti.
Tra l’altro, la pediatra consiglia anche di interrompere il “vizio” del bambino di succhiarsi il dito, onde “evitare possibili sedute dal dentista e dal logopedista”. Per fare ciò, lei ha un suo metodo che consiste nel convincere il bambino che il pollice si sta rompendo (la sceneggiata è messa in atto da lei nel suo studio) per poi fasciarlo ed impedirgli quindi di succhiarlo. Tutti i foulard invece sarebbero da chiudere in una scatola che il bambino può vedere ma di cui non può prendere il contenuto. Poiché questa pratica mi sembrava crudele e troppo drastica, mi sono rifiutata. Non voglio che mi figlio si senta costretto, vorrei che l’abbandono del dito e del foulard sia un processo graduale e spontaneo proveniente dalla sua volontà.
C’è anche un’altra cosa che mi turba: da diversi mesi mio figlio si “struscia” contro le cose, oppure, se è nel lettone, contro di me suo padre. Sottolineo che con me cerca proprio il “contatto fisico”, alzandomi la maglia ed appoggiando il suo viso contro il mio stomaco e strofinandosi sulla mia gamba. Se cerco di interrmoperlo (dolcemente, magari proponendo di fare qualcos’altro) qualche volta si rifiuta e vuole continuare. La pediatra mi ha detto che questa è una fase normale, tuttavia non mi sento del tutto tranquilla.
Capire questi atteggiamenti mi farebbe sentire più serena e forse potrei aiutare mio figlio meglio di quanto sto cercando di fare!
Grazie ..!
Eleonora
Mio figlio ha 2 anni e mezzo e da quando ha 4 mesi si succhia il pollice, per addormentarsi per consolarsi etc. Inoltre nell’altra mano, stringe sempre uno dei miei foulard, Da quando è nata la sorellina poi (2 mesi fa), questo pollice lo succhia proprio avidamente, e se non ha il foulard ha portata di mano, non si calma finchè non glielo porto. Ciò che mi turba in questo, è che quando mio figlio si succhia il dito ed è con il suo foulard, si “isola” dal resto del mondo ed è come in un’altra dimensione. Poiché intuisco che in quei momenti lui cerca consolazione, lo coccolo molto oppure per distrarlo cerco di proporre delle attività che lo coinvolgono, come: colorare, giocare con la plastilina. Dipingere con gli acquerelli. Ma non appena la sorellina piange, o richiede attenzioni, o la allatto etc. ecco che lui lascia tutto ciò che sta facendo per “trincerarsi” nel suo mondo. Fa così anche quando è a tavola, e solo dopo un po’ si sblocca e mangia qualcosa. Il mio istinto mi dice che in quei momenti lui è triste, e per questo vorrei tanto aiutarlo, ma talvolta proprio non posso, in quanto ho anche la bambina a cui badare. Quando lo vedo così, anch’io mi rattristo e qulche volta mi viene da piangere perché mi sento colpevole del suo stato d’animo, come se non fossi in grado di dargli ciò di cui ha bisogno.
Aggiungo che lui va anche al nido, dove si è integrato bene e dove ha legato molto con 3 bambini in particolare che nomina anche a casa. Anche dai nonni, che lo adorano, si trova molto bene, forse perché lì si sente ancora al centro dell’attenzione.
Io cerco di passare tutto il tempo possibile con lui, ritagliandoci dei momenti esclusivi per stare da soli, soprattutto nel weekend. Lo porto con me a fare la spesa oppure andiamo a fare una passaggiata insieme.
Dorme con noi nel lettone, ma mentre prima si svegliava contento, ora anche al mattino piagnucola per qualsiasi cosa e solo dopo un po’ di tempo si riprende.
Mio marito minimizza la cosa, ribadendo che si tratta di una fase normale per lui in quanto è geloso della sorellina. Condivido il suo punto di vista, ma vorrei che lui capisse che nostro figlio ha bisogno di sentire il nostro affetto più di prima e per questo vorrei che lo coinvolgesse maggiormente in quei momenti durante i quali sono impegnata con la bambina e non posso dedicarmi a lui. Per cui lo rimprovero perché vorrei che lo intrattenesse di più, piuttosto che proporgli solo attività passive come guardare i cartoni animati (tra l’altro in quei momenti lui si succhia sempre il dito!).
Forse sto ingigantendo la cosa? Lo so che ci sono tanti bambini che si succhiano il pollice, ma io sono arrivata a pensare che se lo fanno è perché sentono una mancanza che cercano di compensare. So che non è facile sradicare questa abitudine, ma vorrei aiutare mio figlio a cercare in noi genitori ciò che gli manca in quei momenti.
Tra l’altro, la pediatra consiglia anche di interrompere il “vizio” del bambino di succhiarsi il dito, onde “evitare possibili sedute dal dentista e dal logopedista”. Per fare ciò, lei ha un suo metodo che consiste nel convincere il bambino che il pollice si sta rompendo (la sceneggiata è messa in atto da lei nel suo studio) per poi fasciarlo ed impedirgli quindi di succhiarlo. Tutti i foulard invece sarebbero da chiudere in una scatola che il bambino può vedere ma di cui non può prendere il contenuto. Poiché questa pratica mi sembrava crudele e troppo drastica, mi sono rifiutata. Non voglio che mi figlio si senta costretto, vorrei che l’abbandono del dito e del foulard sia un processo graduale e spontaneo proveniente dalla sua volontà.
C’è anche un’altra cosa che mi turba: da diversi mesi mio figlio si “struscia” contro le cose, oppure, se è nel lettone, contro di me suo padre. Sottolineo che con me cerca proprio il “contatto fisico”, alzandomi la maglia ed appoggiando il suo viso contro il mio stomaco e strofinandosi sulla mia gamba. Se cerco di interrmoperlo (dolcemente, magari proponendo di fare qualcos’altro) qualche volta si rifiuta e vuole continuare. La pediatra mi ha detto che questa è una fase normale, tuttavia non mi sento del tutto tranquilla.
Capire questi atteggiamenti mi farebbe sentire più serena e forse potrei aiutare mio figlio meglio di quanto sto cercando di fare!
Grazie ..!
Eleonora