I vegetariani/animalisti della domenica
I vegetariani/animalisti della domenica
I VEGETARIANI/ANIMALISTI DELLA DOMENICA
di Franco Libero Manco
I vegetariani della domenica sono quelli che mangiano carne, o pesce, “solo” quando ce l’hanno, e quando sono invitati da qualcuno in genere usano mangiare quello che offre la tavola “per non fare una scortesia al padrone di casa”. E così per non urtare la sensibilità di persone (che di sensibilità dimostrano essere scarsi nei confronti della vita di animali innocenti, uccisi, fatti a pezzi e cucinati) accettano di mangiare la carne. In realtà è solo una patetica scusante da parte di coloro che non sanno resistere alla tentazione di una fetta di prosciutto, o una bella coscia di pollo e trovano nella circostanza l’occasione buona senza incorrere a sensi di colpa. E come diceva De Andrè nella canzone di Carlo Martello appena tornato dalla guerra “Più dell’onor potè il digiuno…”
Se tutti i vegetariani si comportassero in questo modo saremmo proprio una bella famiglia e giustamente screditati.
Se tale atteggiamento è grave per alcuni che militano in campi religiosi, spirituali di varia natura o nel capo delle medicine complementari, è imperdonabile per coloro che si definiscono animalisti: infatti come possono lottare per i diritti degli animali se poi li uccidono (o li fanno uccidere, il che è perfettamente la stessa cosa) per deliziarsi il palato? Come si può invocare rispetto per gli animali e poi infliggere agli stessi l’ingiustizia suprema della morte? E’ come condannare l’uso delle parolacce e ritenere legittimo il massacro.
Il momento del pranzo o della cena con amici carnivori è l’occasione propizia per dare il buon esempio e cercare di sensibilizzare coloro che ritengono legittimo e naturale mangiare animali dando testimonianza della nostra filosofia e magari far capire che mangiare la carne è ingiusto quanto crudele, che è solo una questione di palato, che non è necessaria alla nostra salute ma che anzi è causa di molte malattie.
Chi accetta di mangiare la carne perché non sa resistere alla tentazione dimostra che è più importante il piacere del suo palato che la vita e il dolore degli animali. Siccome costoro non portano alcun beneficio alla nostra causa, anzi spesso la danneggiano, sono pregati di non definirsi vegetariani e tanto meno animalisti fino a quando non hanno la volontà e la sensibilità di essere coerenti.
di Franco Libero Manco
I vegetariani della domenica sono quelli che mangiano carne, o pesce, “solo” quando ce l’hanno, e quando sono invitati da qualcuno in genere usano mangiare quello che offre la tavola “per non fare una scortesia al padrone di casa”. E così per non urtare la sensibilità di persone (che di sensibilità dimostrano essere scarsi nei confronti della vita di animali innocenti, uccisi, fatti a pezzi e cucinati) accettano di mangiare la carne. In realtà è solo una patetica scusante da parte di coloro che non sanno resistere alla tentazione di una fetta di prosciutto, o una bella coscia di pollo e trovano nella circostanza l’occasione buona senza incorrere a sensi di colpa. E come diceva De Andrè nella canzone di Carlo Martello appena tornato dalla guerra “Più dell’onor potè il digiuno…”
Se tutti i vegetariani si comportassero in questo modo saremmo proprio una bella famiglia e giustamente screditati.
Se tale atteggiamento è grave per alcuni che militano in campi religiosi, spirituali di varia natura o nel capo delle medicine complementari, è imperdonabile per coloro che si definiscono animalisti: infatti come possono lottare per i diritti degli animali se poi li uccidono (o li fanno uccidere, il che è perfettamente la stessa cosa) per deliziarsi il palato? Come si può invocare rispetto per gli animali e poi infliggere agli stessi l’ingiustizia suprema della morte? E’ come condannare l’uso delle parolacce e ritenere legittimo il massacro.
Il momento del pranzo o della cena con amici carnivori è l’occasione propizia per dare il buon esempio e cercare di sensibilizzare coloro che ritengono legittimo e naturale mangiare animali dando testimonianza della nostra filosofia e magari far capire che mangiare la carne è ingiusto quanto crudele, che è solo una questione di palato, che non è necessaria alla nostra salute ma che anzi è causa di molte malattie.
Chi accetta di mangiare la carne perché non sa resistere alla tentazione dimostra che è più importante il piacere del suo palato che la vita e il dolore degli animali. Siccome costoro non portano alcun beneficio alla nostra causa, anzi spesso la danneggiano, sono pregati di non definirsi vegetariani e tanto meno animalisti fino a quando non hanno la volontà e la sensibilità di essere coerenti.
-
andrea grasselli
- Messaggi: 653
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 8:02 pm
- Località: lugano
- yasodanandana
- Messaggi: 2264
- Iscritto il: gio set 01, 2005 1:13 pm
- Località: diciamo Firenze
- Contatta:
Re: I vegetariani/animalisti della domenica
la coerenza e' un valore secondario rispetto alla necessita' di uccidere il meno possibile..Alex81 ha scritto:I VEGETARIANI/ANIMALISTI DELLA DOMENICA
I vegetariani della domenica sono quelli che mangiano carne, o pesce, “solo” quando ce l’hanno, e quando sono invitati da qualcuno in genere usano mangiare quello che offre la tavola “per non fare una scortesia al padrone di casa”.
quindi preferisco il vegetariano con defaillances, inciampi e ripensamenti al carnivoro coerente e tutto d'un pezzo..
anche se l'incoerente fa sempre, ovviamente, cattiva propaganda...
io però non riuscirei proprio ad "inciampare", forse potrei capire all'inizio, ma mangiare per gola mai, è vero che a volte certi pranzetti cucinati con la carne hanno un buon profumo, ma niente di più da invidiare al mio pranzo vegetariano, che anch'esso emana profumini davvero da "bauscetta" alla bocca!
Il pensiero comunque di addentare anche un solo minuscolo pezzetto di carne, possa esesre anche un brodino oppure un cappelletto mi fa pensare che sto mangiando un essere che ha vissuto una vita pessima ed è morto in malomodo. Mai e poi mai inciamperei ora.
scuasate per come scrivo sono sempre di fretta, spero che i miei concetti si capiscano
Il pensiero comunque di addentare anche un solo minuscolo pezzetto di carne, possa esesre anche un brodino oppure un cappelletto mi fa pensare che sto mangiando un essere che ha vissuto una vita pessima ed è morto in malomodo. Mai e poi mai inciamperei ora.
scuasate per come scrivo sono sempre di fretta, spero che i miei concetti si capiscano
- yasodanandana
- Messaggi: 2264
- Iscritto il: gio set 01, 2005 1:13 pm
- Località: diciamo Firenze
- Contatta:
il gusto e' una grande parte delle motivazioni della mia scelta... i piatti di carne mi appaiono (al mio ricordo e alla mia vista e olfatto), come grossolani, poveri e in qualche modo "grezzi" e "primitivi".. e in genere "schifosi" di per se, senza nemmeno ragionare su cosa sono...sofia* ha scritto:è davvero inpensabile che ora mi metta a mangiare per gola
mentre ho avvicinato molti modi strepitosamente gustosi ed elaborati in modo appagante e raffinato.. di mangiare vegetariano/vegano
non si puo' "astrarsi" o "concettualizzare" piu' di tanto quando si parla delle quattro tendenze "animali" fondamentali
ovvero
mangiare
dormire
accoppiarsi
difendersi/ripararsi/raggrupparsi
se tali "cose" non vengono fatte con "sentito" piacere.. si resiste nella nostra presente posizione ancora per poco
come vedi mi ero espressa male, infatti ho corretto la frase, a volte scrivo troppo velocemente, e spesso sono "disturbata" da altre persone; è giustissimo godersi la vita, e molte volte mangio solo perchè il piatto mi fa gola.
Probabilmente non faccio fatica ad astenermi dalla carne perchè mi ha sempre attirato poco, e comunque ribadisco che ci sono migliaia di piatti golosissimi e buonissimi che non hanno carne, salumi, ecc.
Probabilmente non faccio fatica ad astenermi dalla carne perchè mi ha sempre attirato poco, e comunque ribadisco che ci sono migliaia di piatti golosissimi e buonissimi che non hanno carne, salumi, ecc.
Sì, ma come non andiamo in giro ad accoppiarci per strada con gli sconosciuti a causa del nostro istinto sessuale primario, non vedo perchè non dovremmo "controllarci", o perlomeno porre in atto un preventivo ragionamento etico/morale, per quanto riguarda il mangiare.yasodanandana ha scritto: non si puo' "astrarsi" o "concettualizzare" piu' di tanto quando si parla delle quattro tendenze "animali" fondamentali
ovvero
mangiare
dormire
accoppiarsi
difendersi/ripararsi/raggrupparsi
se tali "cose" non vengono fatte con "sentito" piacere.. si resiste nella nostra presente posizione ancora per poco
Non vedo differenza.
- yasodanandana
- Messaggi: 2264
- Iscritto il: gio set 01, 2005 1:13 pm
- Località: diciamo Firenze
- Contatta:
per quanto mi possa ricordare, so che un tempo ero una specie di belva che si avventava sulla carne facendola saltare, più che in padella, sulla griglia.
Due o anche tre fiorentine per volta. Tremendo ... :)
Posto che ciò fu tanti anni fa, della carne non ho mai nostalgia. Se ne dovessi avere, qui da noi fanno degli ottimi bratwurst (salsicciotti) di quorn da abbrustolire in padella con le cipolle....Una delizia.
Sarà perché sono molto convinto in ciò che faccio, ma come dice bene Sofia (acc..dov'è l'asterisco?), non riuscirei a tornare indietro giusto perché me lo suggerisce la gola.
Sarebbe come andare con una mignotta perché te lo suggeriscono gli istinti.
Per fortuna c'è chi nel tempo sviluppa qualità intellettuali che gli danno la capacità di riconoscere ciò che è bene per la sua evoluzione da ciò che non lo è. Quindi se la gola mi chiama, per assecondarla ci sono tante altre ottime cose...Ma non la carne. La carne è un cibo dannoso che contiene tutta l'impronta astrale delle paure e del dolore provati dall'animale al momento della sua carcerazione ed uccisione. Quindi si capisce come, soprattutto ai nostri giorni dove l'equazione animale=carcere duro la faccia da padrone, sia difficile cibarsi di cibo velenoso.
Poi chiaramente, ogni cosa arriva al momento giusto. Ma ritengo che una scelta debba seguire altre vie che non la semplice moda del momento. Quindi se scegliamo con coscienza e siamo consapevoli di ciò che scegliamo, avendo compreso non solo tutti i risvolti negativi di una cattiva alimentazione, ma anche che più gente mangia carne più le torture agli animali continueranno....difficilmente si tornerà indietro.
Due o anche tre fiorentine per volta. Tremendo ... :)
Posto che ciò fu tanti anni fa, della carne non ho mai nostalgia. Se ne dovessi avere, qui da noi fanno degli ottimi bratwurst (salsicciotti) di quorn da abbrustolire in padella con le cipolle....Una delizia.
Sarà perché sono molto convinto in ciò che faccio, ma come dice bene Sofia (acc..dov'è l'asterisco?), non riuscirei a tornare indietro giusto perché me lo suggerisce la gola.
Sarebbe come andare con una mignotta perché te lo suggeriscono gli istinti.
Per fortuna c'è chi nel tempo sviluppa qualità intellettuali che gli danno la capacità di riconoscere ciò che è bene per la sua evoluzione da ciò che non lo è. Quindi se la gola mi chiama, per assecondarla ci sono tante altre ottime cose...Ma non la carne. La carne è un cibo dannoso che contiene tutta l'impronta astrale delle paure e del dolore provati dall'animale al momento della sua carcerazione ed uccisione. Quindi si capisce come, soprattutto ai nostri giorni dove l'equazione animale=carcere duro la faccia da padrone, sia difficile cibarsi di cibo velenoso.
Poi chiaramente, ogni cosa arriva al momento giusto. Ma ritengo che una scelta debba seguire altre vie che non la semplice moda del momento. Quindi se scegliamo con coscienza e siamo consapevoli di ciò che scegliamo, avendo compreso non solo tutti i risvolti negativi di una cattiva alimentazione, ma anche che più gente mangia carne più le torture agli animali continueranno....difficilmente si tornerà indietro.
- femzildjian
- Messaggi: 243
- Iscritto il: mer ott 12, 2005 8:42 am
- Località: Taranto - Matera
a me è capitato una volta di comportarmi da vegana della domenica. Ero proprio all'inizio del mio percorso e mi sentivo ancora un po' a disagio ad esternare questa novità.
Una sera fui invitata a cena fuori da alcuni amici e io non ebbi il coraggio di chiedere al cameriere un piatto vegetariano. Finii per mangiare pesce, ma ogni boccone era come un macigno nello stomaco, feci una fatica immane a mangiare.
Una sera fui invitata a cena fuori da alcuni amici e io non ebbi il coraggio di chiedere al cameriere un piatto vegetariano. Finii per mangiare pesce, ma ogni boccone era come un macigno nello stomaco, feci una fatica immane a mangiare.